{"id":36766,"date":"2025-09-26T03:51:30","date_gmt":"2025-09-26T01:51:30","guid":{"rendered":"https:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/2025\/09\/26\/i-batteri-intestinali-giocano-un-ruolo-cruciale-nel-sonno\/"},"modified":"2025-09-26T03:51:30","modified_gmt":"2025-09-26T01:51:30","slug":"i-batteri-intestinali-giocano-un-ruolo-cruciale-nel-sonno","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/2025\/09\/26\/i-batteri-intestinali-giocano-un-ruolo-cruciale-nel-sonno\/","title":{"rendered":"I batteri intestinali giocano un ruolo cruciale nel sonno"},"content":{"rendered":"<p>\n<br \/><br \/>AGI &#8211; Che cosa ci fa dormire? La risposta potrebbe risiedere non solo nel nostro <strong>cervello<\/strong>, ma nella sua complessa <strong>interazione<\/strong> con i <strong>microrganismi<\/strong> che proliferano nel nostro <strong>intestino<\/strong>. Una nuova <strong>ricerca<\/strong> della Washington State University (WSU) suggerisce un nuovo <strong>paradigma<\/strong> per comprendere il <strong>sonno<\/strong>, dimostrando che una <strong>sostanza<\/strong> presente nelle pareti reticolari dei <strong>batteri<\/strong>, nota come <strong>peptidoglicano<\/strong>, \u00e8 naturalmente presente nel <strong>cervello<\/strong> dei <strong>topi<\/strong> ed \u00e8 strettamente correlata al <strong>ciclo del sonno<\/strong>. <\/p>\n<h2>L&#8217;ipotesi della &#8216;condizione olobionte&#8217;<\/h2>\n<p>Questi <strong>risultati<\/strong> servono ad aggiornare un&#8217;<strong>ipotesi<\/strong> pi\u00f9 ampia, in fase di sviluppo presso la WSU da anni, secondo cui il <strong>sonno<\/strong> nasce dalla <strong>comunicazione<\/strong> tra i <strong>sistemi di regolazione del sonno<\/strong> del <strong>corpo<\/strong> e la moltitudine di <strong>microbi<\/strong> che vivono dentro di noi. &#8220;Ci\u00f2 ha aggiunto una nuova dimensione a ci\u00f2 che gi\u00e0 sapevamo&#8221;, ha affermato Erika English, dottoranda presso la WSU e autrice principale di due articoli scientifici pubblicati di recente che presentano i <strong>risultati<\/strong>. Questa visione del <strong>sonno<\/strong> come derivante da quella &#8216;<strong>condizione olobionte<\/strong>&#8216; si aggiunge a un crescente corpus di prove che suggeriscono che i nostri <strong>microbiomi intestinali<\/strong> svolgono un ruolo importante nella <strong>cognizione<\/strong>, nell&#8217;<strong>appetito<\/strong>, nella <strong>pulsione sessuale<\/strong> e in altre attivit\u00e0, una visione che capovolge i tradizionali modelli di <strong>cognizione<\/strong> incentrati sul <strong>cervello<\/strong> e ha implicazioni per la nostra comprensione dell&#8217;<strong>evoluzione<\/strong> e del <strong>libero arbitrio<\/strong>, nonch\u00e9 per lo sviluppo di futuri <strong>trattamenti<\/strong> per i <strong>disturbi del sonno<\/strong>.<\/p>\n<h2>Il ruolo del peptidoglicano (PG)<\/h2>\n<p>Le recenti scoperte sul <strong>peptidoglicano<\/strong>, o <strong>PG<\/strong>, corroborano questa <strong>ipotesi<\/strong> e indicano un possibile ruolo regolatore dei prodotti della parete cellulare batterica nel <strong>sonno<\/strong>. \u00c8 noto che il <strong>PG<\/strong> favorisce il <strong>sonno<\/strong> quando iniettato negli animali, ma fino a poco tempo fa, l&#8217;opinione comune riteneva che non migrasse naturalmente al <strong>cervello<\/strong>. English ha scoperto che il <strong>PG<\/strong>, insieme alle <strong>molecole recettrici<\/strong> coinvolte nella segnalazione e nella <strong>comunicazione<\/strong> del <strong>PG<\/strong>, era presente in diverse posizioni all&#8217;interno del <strong>cervello<\/strong>, a livelli che cambiavano con l&#8217;ora del giorno e la <strong>privazione del sonno<\/strong>.<\/p>\n<h2>Studi e pubblicazioni scientifiche<\/h2>\n<p>I <strong>risultati<\/strong> sono stati pubblicati a luglio su Frontiers in Neuroscience; James Krueger, ricercatore di lunga data sul <strong>sonno<\/strong> presso la WSU e professore ordinario, \u00e8 coautore dell&#8217;articolo. English \u00e8 anche autore principale di un recente articolo, pubblicato con Krueger sulla rivista Sleep Medicine Reviews, che propone l&#8217;<strong>ipotesi<\/strong> della &#8216;<strong>condizione olobionte<\/strong>&#8216; del <strong>sonno<\/strong>. L&#8217;articolo combina due visioni prevalenti. Una postula che il <strong>sonno<\/strong> sia regolato dal <strong>cervello<\/strong> e dai <strong>sistemi neurologici<\/strong>. Un&#8217;altra si concentra sul &#8216;<strong>sonno locale<\/strong>&#8216;, che inquadra il <strong>sonno<\/strong> come il risultato di un accumulo di stati simili al <strong>sonno<\/strong> tra piccole reti cellulari in tutto il <strong>corpo<\/strong>. Tali stati simili al <strong>sonno<\/strong> sono stati osservati tra le cellule in vitro, noto come modello del &#8216;<strong>sonno in vitro<\/strong>&#8216;. Man mano che queste piccole sacche di <strong>sonno<\/strong> si accumulano, come le luci che si spengono in una casa, il <strong>corpo<\/strong> passa dalla veglia al <strong>sonno<\/strong>.<\/p>\n<h2>Interazione tra corpo e microrganismi<\/h2>\n<p>La nuova <strong>ipotesi<\/strong> fonde queste teorie, ipotizzando che il <strong>sonno<\/strong> sia il risultato dell&#8217;<strong>interazione<\/strong> tra il <strong>corpo<\/strong> e i <strong>microrganismi<\/strong> che lo abitano: due <strong>sistemi<\/strong> autonomi che interagiscono e si sovrappongono. &#8220;Non \u00e8 una questione di uno o dell&#8217;altro, sono entrambi. Devono lavorare insieme&#8221;, ha spiegato English: &#8220;Il <strong>sonno<\/strong> \u00e8 davvero un <strong>processo<\/strong>. Avviene a velocit\u00e0 diverse per diversi livelli di organizzazione cellulare e tissutale e si verifica grazie a un&#8217;intensa <strong>coordinazione<\/strong>&#8220;.<\/p>\n<h2>Microbioma, cognizione e comportamenti<\/h2>\n<p>I legami tra <strong>microbioma<\/strong> e <strong>comportamento<\/strong> stanno emergendo su diversi fronti, indicando che i <strong>microrganismi<\/strong> che si formano nell&#8217;<strong>intestino<\/strong> svolgono un ruolo importante nella <strong>cognizione<\/strong> e nei <strong>comportamenti umani<\/strong> fondamentali. Questo lavoro capovolge la visione tradizionale della <strong>neurologia umana<\/strong>, suggerendo che non \u00e8 completamente top-down &#8211; ovvero il risultato del processo decisionale nel <strong>cervello<\/strong> &#8211; ma bottom-up &#8211; ovvero guidata da minuscoli organismi la cui evoluzione ha plasmato gli animali per fungere da ospiti e i cui bisogni influenzano le attivit\u00e0 e la <strong>cognizione<\/strong> dei loro ospiti. &#8220;Abbiamo un&#8217;intera comunit\u00e0 di <strong>microbi<\/strong> che vive dentro di noi. Questi <strong>microbi<\/strong> hanno una storia evolutiva molto pi\u00f9 lunga di qualsiasi mammifero, uccello o insetto &#8211; molto pi\u00f9 lunga, miliardi di anni in pi\u00f9&#8221;, ha concluso Krueger, che \u00e8 stato nominato &#8216;Leggenda vivente nella ricerca sul <strong>sonno<\/strong>&#8216; dalla Sleep Research Society nel 2023: &#8220;Riteniamo che l&#8217;<strong>evoluzione del sonno<\/strong> sia iniziata eoni fa con il ciclo attivit\u00e0\/inattivit\u00e0 dei <strong>batteri<\/strong>, e le molecole che lo guidavano sono correlate a quelle che guidano la <strong>cognizione<\/strong> oggi&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>AGI &#8211; Che cosa ci fa dormire? La risposta potrebbe risiedere non solo nel nostro cervello, ma nella sua complessa interazione con i microrganismi che proliferano nel nostro intestino. 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