{"id":35951,"date":"2025-09-22T22:33:27","date_gmt":"2025-09-22T20:33:27","guid":{"rendered":"https:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/2025\/09\/22\/i-contratti-a-lungo-termine-per-lenergia-affrontano-ora-nuove-sfide\/"},"modified":"2025-09-22T22:33:27","modified_gmt":"2025-09-22T20:33:27","slug":"i-contratti-a-lungo-termine-per-lenergia-affrontano-ora-nuove-sfide","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/2025\/09\/22\/i-contratti-a-lungo-termine-per-lenergia-affrontano-ora-nuove-sfide\/","title":{"rendered":"I contratti a lungo termine per l&#8217;energia affrontano ora nuove sfide"},"content":{"rendered":"<p>\n<br \/><\/p>\n<p>Il <strong>mercato europeo dei Power purchase agreement (Ppa)<\/strong> sta cambiando pelle. Dopo anni di crescita senza scosse, i <strong>contratti a lungo termine <\/strong>\u2013 che assicurano energia verde alle imprese e rendono bancabili i progetti degli sviluppatori \u2013 restano la spina dorsale della transizione ma oggi devono fare i conti con nuove sfide: <strong>volatilit\u00e0 dei mercati<\/strong>, <strong>anomalia dei prezzi<\/strong> che scendono a zero o in territorio negativo e <strong>congestioni di rete <\/strong>sempre pi\u00f9 pesanti. Secondo<strong> BloombergNEF<\/strong>, societ\u00e0 internazionale di ricerca e analisi sull\u2019energia, la traiettoria di medio periodo resta impressionante: entro il 2035 la<strong> capacit\u00e0 solare in Europa<\/strong> \u00e8 destinata a triplicare fino a 1,3-1,4 TW, l\u2019<strong>eolico<\/strong> a raddoppiare oltre 700 GW e lo <strong>storage <\/strong>a decuplicare superando i 300 GW. Una trasformazione spinta dall\u2019<strong>aumento della domanda elettrica<\/strong>, trainata da veicoli elettrici, pompe di calore e data center, che gi\u00e0 oggi ridisegnano i consumi. In questo scenario i Ppa restano lo strumento principe per dare certezza agli investimenti, anche se le loro regole stanno cambiando.<\/p>\n<p>Il 2024 \u00e8 stato definito \u201c<em>the big adjustment<\/em>\u201d da <strong>Pexapark<\/strong>, societ\u00e0 svizzera specializzata in analisi e consulenza sui mercati Ppa: meno volumi, ma pi\u00f9 contratti. In Europa i Ppa firmati sono stati 15,2 GW, in calo dell\u201911% rispetto al 2023, ma con 316 contratti complessivi, un record assoluto (pi\u00f9 14%). A guidare la crescita sono stati i <em>corporate buyer <\/em>(pi\u00f9 26%), mentre le <em>utility<\/em> hanno ridotto la propria presenza del 59%. Anche il numero di nuovi acquirenti \u00e8 salito: 157 aziende hanno firmato il loro primo Ppa per un totale di 5,2 GW. Un segnale di maturazione del mercato, dove le imprese cercano stabilit\u00e0 di prezzo e certificati verdi, mentre le utility si concentrano sempre pi\u00f9 sul ruolo di intermediari e bilanciatori.<\/p>\n<p>Sul fronte tecnologico, il <strong>solare<\/strong> resta dominante con oltre 8 GW, pur in calo del 28% rispetto all\u2019anno precedente. L\u2019<strong>eolico onshore<\/strong> \u00e8 cresciuto del 25% con 3,1 GW, mentre l\u2019<strong>offshore<\/strong> si \u00e8 dimezzato a 937 MW. L\u2019exploit maggiore riguarda i <strong>Ppa multi-tecnologia<\/strong>, contratti che combinano pi\u00f9 fonti come solare ed eolico per offrire una produzione pi\u00f9 continua: 2,7 GW, +219% sul 2023.<\/p>\n<p>Le <strong>dinamiche di prezzo<\/strong> riflettono questo cambiamento. Il <strong>Pexa Euro Composite<\/strong>, l\u2019indice che misura il prezzo medio europeo dei Ppa a 10 anni su solare ed eolico, si \u00e8 mantenuto attorno ai 52 \u20ac\/MWh, con una crescita minima (+3%) rispetto a inizio anno. La vera novit\u00e0 \u00e8 stata l\u2019<strong>esplosione delle ore a prezzi nulli o negativi<\/strong>: in Germania oltre 450 ore, in Spagna per la prima volta pi\u00f9 di 240, in Polonia quasi 200. Solo l\u2019Italia \u00e8 rimasta immune, ma non \u00e8 detto che duri. Questo fenomeno ha imposto nuove clausole nei contratti: molti acquirenti rifiutano di pagare l\u2019energia immessa in rete durante le ore negative, altri accettano formule miste che garantiscono una compensazione pi\u00f9 equilibrata. Un nodo che pesa sulla bancabilit\u00e0 dei progetti e rende pi\u00f9 complessa la strutturazione dei Ppa.<\/p>\n<p>Guardando ai <strong>player<\/strong>, la fotografia \u00e8 duplice. Nei dati cumulativi di BloombergNEF emerge il primato di <strong>Engie,<\/strong> con quasi 4 GW di capacit\u00e0 contrattualizzata, seguita da<strong> Iberdrola<\/strong> (3,1 GW), <strong>Vattenfall <\/strong>(2,4 GW) e <strong>Statkraft<\/strong> (2,0 GW). Restringendo per\u00f2 lo sguardo al solo 2024 lo scenario cambia: Iberdrola conquista la vetta con 1,63 GW, davanti alla tedesca <strong>Zelestra<\/strong> (652 MW), Engie (621 MW), Statkraft (571 MW) e la<strong> joint Shell\u2013Eneco<\/strong> (503 MW). Segno che il mercato resta competitivo e fluido, con posizioni che si ridefiniscono di anno in anno.<\/p>\n<p>  Grafico a cura di Silvano Di Meo\u00a0<\/p>\n<p>Sul fronte dei <strong>compratori<\/strong> domina ancora il digitale: <strong>Amazon<\/strong> ha firmato accordi per 3,6 GW, seguita da <strong>Google<\/strong> (1,0 GW). Tra gli industriali spiccano <strong>LyondellBasell<\/strong> (539 MW) e <strong>Salzgitter<\/strong> (510 MW). A ruota <strong>Vodafone,<\/strong> <strong>Ardagh, Tesco e Ahold Delhaize<\/strong>. Nel solo 2024, i dati confermano questo trend: Amazon ha sottoscritto 3,63 GW, Google poco pi\u00f9 di 1 GW, mentre Ardagh (483 MW) e Vodafone (479 MW) hanno consolidato la loro posizione accanto ai grandi retailer europei. Una mappa che mostra come<strong> big tech e industria energivora trainino la domanda<\/strong>, mentre i <strong>grandi gruppi energetici presidiano l\u2019offerta.<\/strong><\/p>\n<p>A livello geografico, la <strong>Spagna<\/strong> resta il mercato leader con 4,66 GW, pur in leggero calo, mentre la <strong>Germania<\/strong> guida per numero di contratti (48). L\u2019<strong>Italia<\/strong> si conferma nella<strong> top ten<\/strong> con 1,05 GW e un aumento del 56% nel numero di deal, ma resta un mercato costoso e complesso: i <strong>prezzi dei Ppa italiani sono tra i pi\u00f9 alti d\u2019Europa,<\/strong> con valori medi di 60-65 \u20ac\/MWh per il solare e oltre 70 \u20ac\/MWh per l\u2019eolico, complice la <strong>difficolt\u00e0 di connessione<\/strong> e la <strong>lentezza autorizzativa.<\/strong><\/p>\n<p>  Grafico a cura di Silvano Di Meo\u00a0<\/p>\n<p>Il 2025 si apre con ulteriori segnali di cambiamento. Secondo <strong>LevelTen Energy,<\/strong> piattaforma digitale che aggrega offerte e domanda di Ppa, nel secondo trimestre <strong>i prezzi dei contratti in Europa sono scesi <\/strong>in media del 5% per il solare e del 2% per l\u2019eolico, complice l\u2019abbondanza di offerta in mercati come Italia, Polonia e Romania. In parallelo, <strong>cresce la domanda di contratti multi-buyer,<\/strong> che coinvolgono pi\u00f9 acquirenti nello stesso progetto suddividendo rischi e volumi, e di contratti cross-border, che consentono a un\u2019impresa di approvvigionarsi da un impianto in un altro Paese, ampliando le opzioni ma anche la complessit\u00e0 delle clausole.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il mercato europeo dei Power purchase agreement (Ppa) sta cambiando pelle. 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