{"id":35253,"date":"2025-09-19T19:21:54","date_gmt":"2025-09-19T17:21:54","guid":{"rendered":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/2025\/09\/19\/rifiuti-tessili-il-66-degli-italiani-ha-gettato-via-dei-vestiti-nellultimo-anno\/"},"modified":"2025-09-19T19:21:54","modified_gmt":"2025-09-19T17:21:54","slug":"rifiuti-tessili-il-66-degli-italiani-ha-gettato-via-dei-vestiti-nellultimo-anno","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/2025\/09\/19\/rifiuti-tessili-il-66-degli-italiani-ha-gettato-via-dei-vestiti-nellultimo-anno\/","title":{"rendered":"Rifiuti tessili, il 66% degli italiani ha gettato via dei vestiti nell\u2019ultimo anno"},"content":{"rendered":"<p>\n<br \/><\/p>\n<p>Gli italiani si disfano di enormi quantit\u00e0 di prodotti tessili ogni anno, ma una quota significativa finisce nei <strong>canali di conferimento scorretti<\/strong>. \u00c8 quanto emerge dalla prima edizione dell\u2019<strong>Osservatorio Ipsos per Erion Textiles<\/strong> \u2013 Consorzio dedicato alle aziende del settore tessile &#8211; che ha analizzato le abitudini degli italiani in questo settore.<\/p>\n<p>Nell\u2019ultimo anno, 2 persone su 3 si sono disfatte di <strong>vestiti<\/strong> (66%), circa 6 su 10 di <strong>scarpe <\/strong>(57%) e 1 su 2 di<strong> stracci o tessuti danneggiati <\/strong>(51%). I vestiti rappresentano la categoria smaltita maggiormente: fra chi se ne \u00e8 disfatto, il 38% ha gettato via in media 7,6 capi a persona, soprattutto nel Nord Italia, con una media di 8,4 capi al Nord contro 6,4 al Sud. Ci si libera dei capi perch\u00e9 sono danneggiati\/consumati (53%) o perch\u00e9 non si usano pi\u00f9 &#8211; 39%, che sale al 42% nel Nord Italia.<\/p>\n<p>Significativa la percentuale dei <strong>giovani <\/strong>(18-26 anni) che, per motivazioni legate alle tendenze, dichiara di disfarsi di un capo perch\u00e9 fuori moda (10% vs 3% della media Italia) oppure a causa di un acquisto online non soddisfacente (un altro 10% vs 3% media Italia). I giovani da un lato mostrano una maggiore attenzione alla correttezza del conferimento (le loro percentuali di errore sono quasi sempre inferiori alla media), dall\u2019altro sono pi\u00f9 influenzati dalle dinamiche delle mode. Il <strong>Sud Italia tende a disfarsi di quantit\u00e0 inferiori di articoli e la motivazione \u00e8 legata all\u2019usura effettiva del bene<\/strong> (54% butta perch\u00e9 danneggiato), piuttosto che al semplice inutilizzo.<\/p>\n<p>Fronte stracci e capi danneggiati, una quota non trascurabile viene ancora gettata nei <strong>contenitori per la raccolta indifferenziata. <\/strong>Questo anche a causa della comunicazione storicamente adottata per la raccolta degli abiti usati, che ha spesso richiesto di conferire solo capi in buone condizioni. Questo approccio era necessario perch\u00e9, in assenza della <strong>Responsabilit\u00e0 Estesa del Produttore<\/strong> (Epr), l\u2019intera filiera di gestione dei rifiuti tessili si \u00e8 basata prevalentemente sul <strong>riutilizzo<\/strong>, sostenendosi grazie alla <strong>vendita degli indumenti recuperabili<\/strong>. E cos\u00ec ancora oggi, molti cittadini non percepiscono il tessuto rotto come una risorsa che potr\u00e0 essere riciclata, ma come spazzatura irrecuperabile.<\/p>\n<p>Se quindi si escludono gli stracci e i prodotti danneggiati (45%), si riscontrano, a livello nazionale, le seguenti <strong>percentuali di conferimento scorretto<\/strong>: scarpe (25%), borse e cinture (23%), tessili per la casa (18%) e vestiti (11%).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gli italiani si disfano di enormi quantit\u00e0 di prodotti tessili ogni anno, ma una quota significativa finisce nei canali di conferimento scorretti. \u00c8 quanto emerge dalla prima edizione dell\u2019Osservatorio Ipsos per Erion Textiles \u2013 Consorzio dedicato alle aziende del settore tessile &#8211; che ha analizzato le abitudini degli italiani in questo settore. 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