{"id":35007,"date":"2025-09-18T21:16:21","date_gmt":"2025-09-18T19:16:21","guid":{"rendered":"https:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/2025\/09\/18\/berkeley-tradisce-i-suoi-valori-consegna-al-governo-trump-i-nomi-di-160-manifestanti-pro-gaza\/"},"modified":"2025-09-18T21:16:21","modified_gmt":"2025-09-18T19:16:21","slug":"berkeley-tradisce-i-suoi-valori-consegna-al-governo-trump-i-nomi-di-160-manifestanti-pro-gaza","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/2025\/09\/18\/berkeley-tradisce-i-suoi-valori-consegna-al-governo-trump-i-nomi-di-160-manifestanti-pro-gaza\/","title":{"rendered":"Berkeley tradisce i suoi valori: consegna al governo Trump i nomi di 160 manifestanti pro-Gaza"},"content":{"rendered":"<p>\n<\/p>\n<p>La pagina campeggia, non senza una certa involontaria autoironia, sul sito dell\u2019ateneo. \u201cLa <strong>libert\u00e0 di parola<\/strong> \u00e8 indispensabile per la nostra societ\u00e0 ed \u00e8 uno dei valori pi\u00f9 cari all\u2019<strong>Universit\u00e0 della California, Berkeley<\/strong>\u201c, recita il testo. Che ricorda anche il <em>Free Speech Movement<\/em> nato proprio nell\u2019istituto californiano nel 1964, \u201cquando gli studenti protestarono contro le restrizioni imposte dall\u2019universit\u00e0 alle <strong>attivit\u00e0 politiche<\/strong> nel campus\u201d, influenzando l\u2019intera ondata di attivismo giovanile degli anni \u201960. Ma <em>todo cambia en esto mundo<\/em>, specie nell\u2019era Trump. Perch\u00e9 nei giorni scorsi l\u2019universit\u00e0 ha fornito al governo federale <strong>i nomi di circa 160 tra studenti, docenti e membri del personale<\/strong> che avrebbero una \u201cpotenziale connessione con segnalazioni di presunto antisemitismo\u201d nell\u2019inchiesta aperta da Washington sulle proteste avvenute in diversi atenei contro la <strong>guerra di Israele a Gaza<\/strong> e l\u2019appoggio garantito dall\u2019amministrazione Trump al governo Netanyahu.<\/p>\n<p>Berkeley non \u00e8 un luogo qualsiasi nella tormentata storia dei <strong>diritti civili<\/strong> negli Stati Uniti. Negli anni \u201960 l\u2019ateneo fu uno degli epicentri delle proteste contro la <strong>guerra del Vietnam<\/strong>, con eventi che fecero epoca come l\u2019occupazione del campus nel 1968 e la partecipazione a grandi marce come il \u201c<em>Moratorium to end the war in Vietnam<\/em>\u201d nell\u2019ottobre 1969. Le manifestazioni, che affondavano le radici proprio nel <em>Free Speech Movement<\/em>, aumentarono nel \u201968 con l\u2019occupazione del campus organizzata per bloccare i procedimenti contro studenti che si rifiutavano di andare a combattere e culminarono nella repressione violenta del 15 maggio 1969, quel \u201c<em>Bloody Thursday<\/em>\u201d in cui uno studente perse la vita. Vicino al <em>Movement<\/em> fu anche <strong>Allen Ginsberg<\/strong> \u2013 poeta animatore della Beat Generation, che nel marzo 1956 tenne nell\u2019ateneo una delle prime letture pubbliche di <em>Howl<\/em>, poema tra i testi fondativi della letteratura americana moderna che denunciava la violenza della macchina statale Usa.<\/p>\n<p>Ora la stessa universit\u00e0 aiuta il governo repubblicano a compilare le sue <strong>liste di proscrizione<\/strong>. L\u2019identit\u00e0 delle persone finite nella lista non \u00e8 stata resa nota, ma la filosofa <strong>Judith Butler<\/strong> ha confermato al <em>San Francisco Chronicle<\/em> che il suo nome figura tra quelli inviati. \u201cL\u2019inoltro di nomi \u00e8 una pratica risalente <strong>all\u2019era McCarthy<\/strong>. Ci\u00f2 rappresenta una violazione vergognosa della fiducia, dell\u2019etica e della giustizia\u201d, ha scritto la studiosa di origine ebrea in una lettera pubblicata dal quotidiano. \u201cNessuno di noi \u00e8 stato informato della <strong>sostanza delle accuse<\/strong> e non vi \u00e8 alcuna indicazione che possiamo conoscerne i dettagli e \u201cquesto \u00e8 stato uno shock per molti di noi che credevano che Berkeley fosse un\u2019universit\u00e0 in cui ci si potesse aspettare sostegno alla <strong>libert\u00e0 di espressione<\/strong> e garanzie di correttezza procedurale\u201d.<\/p>\n<p>Le richieste dell\u2019amministrazione Trump non hanno riguardato solo Berkeley. \u201cIl governo ha chiesto i nomi di chi ha protestato a 5 atenei dell\u2019Universit\u00e0 della California \u2013 racconta <strong>Claudio Fogu<\/strong>, ordinario di <em>Transnational Italian Studies<\/em> alla University of California Santa Barbara e membro del <em>Council of University of California Faculty Associations<\/em> -. Nella primavera del 2024, dopo le occupazioni, Trump chiese i nomi dei professori che avevano firmato un appello contro l\u2019antisemitismo dilagante e l\u2019amministrazione centrale dei 10 atenei forn\u00ec circa 200 nomi con gli <strong>indirizzi di casa<\/strong> e <strong>dati personali<\/strong> che si sarebbe potuta rifiutare di dare. Forse qualcuno di questi ha denunciato i colleghi che hanno manifestato. Non so se il mio nome sia tra quelli che sono stati forniti a Washington perch\u00e9 come capo dell\u2019associazione di facolt\u00e0 ho fatto campagna a favore delle occupazioni, contro i finanziamenti e per il boicottaggio di Israele. Ora la nostra associazione \u00e8 coinvolta in due cause, una contro l\u2019amministrazione Trump per i tagli minacciati ai fondi e un\u2019altra contro la nostra universit\u00e0 che non ha reso pubbliche le richieste avanzate da Washington\u201d.<\/p>\n<p>Quelle che il tycoon ha avanzato nei confronti della <em>University of California, Los Angeles<\/em> \u2013 uno degli atenei dello <em>UC System<\/em> \u2013 sono finite sul <em>Los Angeles Times<\/em>. Con la proposta di accordo, che include una multa di quasi 1,2 miliardi di dollari per accuse di antisemitismo, Washington chiede all\u2019universit\u00e0 di dichiarare pubblicamente di aver accettato \u201celementi significativi della visione del Presidente Trump sull\u2019istruzione superiore\u201d. In cambio, il governo sbloccher\u00e0 mezzo miliardo di dollari di sovvenzioni. Non solo: tra le altre cose si chiede alla UCLA di non ammettere <strong>studenti stranieri \u201canti-occidentali\u201d<\/strong>, di pubblicare i dati relativi al personale assunto e agli studenti suddivisi per \u201c<strong>razza<\/strong>, <strong>colore<\/strong>, media dei voti e rendimento nei test standardizzati\u201d, di dichiarare pubblicamente che l\u2019identit\u00e0 delle <strong>persone transgender<\/strong> non \u00e8 pi\u00f9 riconosciuta e di consentire al governo l\u2019accesso a \u201ctutto il personale, i dipendenti, le strutture, i documenti e i dati dell\u2019UCLA relativi all\u2019accordo\u201d.<\/p>\n<p>Intanto nell\u2019intero <em>UC System<\/em> il clima si fa pi\u00f9 aspro. Mercoled\u00ec il consiglio di amministrazione ha approvato la richiesta di 5 atenei \u2013 Los Angeles, Irvine, Santa Barbara, San Diego e San Francisco \u2013 di aumentare la <strong>dotazione di armi<\/strong> a disposizione della <strong>polizia<\/strong> in servizio nei campus. La richiesta pi\u00f9 consistente \u00e8 arrivata dalle forze dell\u2019ordine in servizio a San Diego, che hanno bisogno di 5.000 nuovi proiettili per <strong>fucile calibro 5,56 millimetri<\/strong>, mentre i vertici della sicurezza di Irvine vogliono <strong>1.500 proiettili \u201cpepper-ball\u201d<\/strong>, munizioni non letali usate usate per il controllo delle folle e la difesa personale che contengono <strong>polvere di peperoncino<\/strong>, che esplodono quando colpiscono un bersaglio rilasciando una nube di polvere irritante.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La pagina campeggia, non senza una certa involontaria autoironia, sul sito dell\u2019ateneo. \u201cLa libert\u00e0 di parola \u00e8 indispensabile per la nostra societ\u00e0 ed \u00e8 uno dei valori pi\u00f9 cari all\u2019Universit\u00e0 della California, Berkeley\u201c, recita il testo. 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