{"id":34760,"date":"2025-09-17T21:51:59","date_gmt":"2025-09-17T19:51:59","guid":{"rendered":"https:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/2025\/09\/17\/dalla-terza-italia-al-secondo-mezzogiorno\/"},"modified":"2025-09-17T21:51:59","modified_gmt":"2025-09-17T19:51:59","slug":"dalla-terza-italia-al-secondo-mezzogiorno","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/2025\/09\/17\/dalla-terza-italia-al-secondo-mezzogiorno\/","title":{"rendered":"Dalla Terza Italia al secondo Mezzogiorno"},"content":{"rendered":"<p>\n<br \/><\/p>\n<p><span class=\"icon icon-listen-small icon--status\"\/>Ascolta la versione audio dell&#8217;articolo<\/p>\n<p class=\"atext\">Mentre si riapre il dibattito su efficienza e governance delle regioni in vista delle prossime tornate elettorali, non \u00e8 stato colto nella sua importanza un passaggio avvenuto nelle scorse settimane: l\u2019estensione a Marche e Umbria della zona economica speciale finora riservata al Sud, la Zes unica. Quando Giorgia Meloni ha dato l\u2019annuncio ci sono state alcune polemiche, legate all\u2019imminente voto marchigiano. Tuttavia, i presidenti delle due regioni \u2013 compresa l\u2019umbra Stefania Proietti, figura emergente del centrosinistra \u2013 hanno accolto positivamente la novit\u00e0, prevedendo pi\u00f9 investimenti e nuova occupazione. Al di l\u00e0 delle reazioni immediate, serve una lettura di lungo periodo per comprenderne la reale portata.<\/p>\n<p class=\"atext\">Dopo la Seconda Guerra Mondiale l\u2019Italia era articolata in tre grandi aree: il Nord-Ovest, ossia il triangolo industriale; il Nord-Est e Centro, un gradino pi\u00f9 in basso; e il Sud, caratterizzato da forte ritardo nello sviluppo e destinatario di politiche specifiche. Negli anni Cinquanta e Sessanta vi fu un ventennio di avvicinamento: sia del Nord-Est e Centro al Nord-Ovest, sia del Mezzogiorno al resto del Paese. I profondi mutamenti degli anni Settanta \u2013 fine dei cambi fissi, crisi energetica, declino della grande industria fordista \u2013 interruppero quel processo e il Sud si ferm\u00f2. Ma il Nord-Est e parte del Centro continuarono a convergere e s\u2019inizi\u00f2 a parlare di \u201cTerza Italia\u201d, indicando con questo termine il Triveneto e alcune regioni centrali come Emilia-Romagna, Toscana, Marche e Umbria. Fino a tutti gli anni Novanta tale area registr\u00f2 un\u2019espansione di Pil e occupazione superiore alla media nazionale, portando l\u2019Italia a essere divisa in due blocchi: da una parte il Nord-Centro, competitivo e vicino agli standard europei pi\u00f9 avanzati, dall\u2019altra il Sud ancora distante.<\/p>\n<p class=\"atext\">Dopo il 2000 la situazione si \u00e8 radicalmente trasformata. L\u2019Umbria ha visto crollare il proprio Pil pro capite: dal 121% della media UE nel 2000 all\u201983% nel 2020. Le Marche, nello stesso periodo, sono scese da 116 a 89%. Il tessuto manifatturiero delle due regioni, formato da piccole e medie imprese distrettuali un tempo capace di adattarsi alle sfide globali, non \u00e8 riuscito a reggere la rivoluzione digitale. La ridotta dimensione aziendale, il radicamento in settori tradizionali, una governance spesso inadeguata e la debolezza del modello learning by doing hanno eroso la competitivit\u00e0. Secondo l\u2019economista Donato Iacobucci anche le politiche industriali regionali hanno inciso negativamente. \u00c8 alla luce di questa performance che oggi Umbria e Marche entrano nella Zes unica insieme a tutte le regioni meridionali. Un cambiamento di rilievo, che attesta come territori un tempo parte della Terza Italia siano ormai assimilabili a un \u201csecondo Mezzogiorno\u201d, come ha osservato Luca Bianchi, direttore della Svimez. Nel frattempo, Lazio e Toscana registrano da anni performance sostanzialmente allineate a quelle del Nord, certificando la disarticolazione del Centro Italia.<\/p>\n<p class=\"atext\">Abbiamo un Paese diviso in due: dieci regioni con un Pil superiore alla media UE, dieci al di sotto. La questione dei divari regionali torna cos\u00ec con forza, imponendo una riflessione sulle politiche territoriali. Su queste pagine Floriana Cerniglia ha sottolineato l\u2019esigenza di ripensare il regionalismo, vista la sentenza della Consulta sull\u2019autonomia differenziata e il mutato scenario internazionale rispetto a quando fu riformato il Titolo V della costituzione. Isaia Sales ha denunciato sul \u00abFatto quotidiano\u00bb come le regioni ostacolino l\u2019efficienza amministrativa e favoriscano una rifeudalizzazione della politica, in particolare al Sud. L\u2019ampliamento della Zes \u00e8 un motivo in pi\u00f9 per riflettere su quale modello istituzionale possa garantire sviluppo e coesione.<\/p>\n<p class=\"atext\">Per certo, il manifestarsi di una nuova questione territoriale \u2013 che si aggiunge a quella meridionale \u2013 non \u00e8 solo un tema economico ma culturale e civile. Centocinquant\u2019anni fa le Lettere meridionali di Pasquale Villari accesero il dibattito sulla questione del Sud, poi alimentato dall\u2019impegno di molti intellettuali. Quale riflessione accompagner\u00e0 la nascita di questo secondo Mezzogiorno? Ci sar\u00e0 un\u2019analoga tensione morale e politica per sostenerlo? \u00c8 una sfida cruciale per l\u2019Italia se, pur divisa in due, vuole restare una nazione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ascolta la versione audio dell&#8217;articolo Mentre si riapre il dibattito su efficienza e governance delle regioni in vista delle prossime tornate elettorali, non \u00e8 stato colto nella sua importanza un passaggio avvenuto nelle scorse settimane: l\u2019estensione a Marche e Umbria della zona economica speciale finora riservata al Sud, la Zes unica. Quando Giorgia Meloni ha<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":34761,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[30],"tags":[413,38,10898,996,6264],"class_list":["post-34760","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-economia","tag-dalla","tag-italia","tag-mezzogiorno","tag-secondo","tag-terza"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/34760","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=34760"}],"version-history":[{"count":0,"href":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/34760\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/34761"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=34760"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=34760"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=34760"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}