{"id":33747,"date":"2025-09-13T22:12:20","date_gmt":"2025-09-13T20:12:20","guid":{"rendered":"https:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/2025\/09\/13\/adzic-regala-la-vittoria-ai-bianconeri-nel-derby-ditalia\/"},"modified":"2025-09-13T22:12:20","modified_gmt":"2025-09-13T20:12:20","slug":"adzic-regala-la-vittoria-ai-bianconeri-nel-derby-ditalia","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/2025\/09\/13\/adzic-regala-la-vittoria-ai-bianconeri-nel-derby-ditalia\/","title":{"rendered":"Adzic regala la vittoria ai bianconeri nel Derby d&#8217;Italia"},"content":{"rendered":"<p>\n<\/p>\n<p>Batti e ribatti, rimonte e contro-rimonte. Una <strong>folle roulette russa<\/strong>, che alla fine premia la <strong>Juventus<\/strong>. E <strong>Tudor<\/strong>, che pesca dal mazzo il <strong>jolly vincente<\/strong>: il giovane <strong>Adzic<\/strong>, il protagonista meno atteso tra tutte le stelle, che decide il <strong>derby d\u2019Italia<\/strong> con <strong>un siluro da trenta metri<\/strong> a tempo scaduto. A Torino finisce 4-3 <strong>una partita piuttosto scriteriata<\/strong>, che ricorda da vicino il 4-4 di San Siro dello scorso anno, solo con esito diverso. Un match in cui la <strong>Juve<\/strong> \u00e8 stata avanti due volte senza fare molto per esserlo, <strong>l\u2019Inter<\/strong> a un quarto d\u2019ora dalla fine pensava (e meritava) di vincere, e invece ha perso malamente nel recupero. Il punteggio premia ovviamente i bianconeri, oltremisura. Quanto alla prestazione, invece, c\u2019\u00e8 poco da stare allegri, da entrambe le parti.<\/p>\n<p>I nerazzurri, ancora una volta, hanno confermato <strong>tutti i propri problemi<\/strong>. Una manovra costante ma lenta, brutta copia di quella dello scorso anno. Calhanoglu, autore di una doppietta ma anche di diversi errori in impostazione, nonostante giochi sotto ritmo e nel mirino della critica, rimane l\u2019unico giocatore di fantasia, pur in posizione arretrata, di una squadra senza guizzi. E poi tanti, <strong>troppi gol subiti<\/strong>: stavolta anche <strong>Sommer<\/strong> (impreciso su almeno due delle quattro reti subite, compresa l\u2019ultima decisiva) \u00e8 stato un fattore e comincia a far venire qualche interrogativo. Dall\u2019altra parte, si \u00e8 vista una Juve vogliosa, diligente, ma davvero modesta nella proposta, non si capisce se per scelta, per esaltare i limiti ormai arcinoti dell\u2019Inter, o per incapacit\u00e0, e i due gol presi in fotocopia (con un tiro da fuori mentre tutti erano schiacciati dentro l\u2019area) non sono un caso. Ma \u00e8 <strong>prima a punteggio pieno<\/strong>, stasera nessuno se ne accorger\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Tudor<\/strong> del resto si \u00e8 preoccupato soprattutto di <strong>neutralizzare gli avversari<\/strong>, contenendo <strong>Dumfries<\/strong> con <strong>McKennie<\/strong> insolitamente largo a sinistra, per accentrare <strong>Yildiz<\/strong>, libero di giostrare fra le linee nerazzurre ma anche incaricato di schermare l\u2019impostazione di <strong>Calhanoglu<\/strong>. Nonostante tutto, con un pizzico di fortuna, ha funzionato. L\u2019Inter sembra partire meglio e pressare di pi\u00f9 ma in realt\u00e0 appena recupera palla la Juve si rende pericolosa e va anche in vantaggio: <strong>Bremer<\/strong> rimette dentro con una vol\u00e9e un traversone senza troppe pretese e <strong>Kelly<\/strong> di piattone insacca.<\/p>\n<p>Sar\u00e0 <strong>il leitmotiv della gara<\/strong>: ogni volta che l\u2019inerzia sembra pendere da una parte, si ribalter\u00e0 subito dall\u2019altra. L\u2019Inter manovra, ha il merito di non demoralizzarsi, continuare a palleggiare con pazienza, tanta, mentre la Juve arretra e quando si ritrova in nove dentro la propria area libera Calhanoglu dal limite: anche di sinistro, batte<strong> Di Gregorio<\/strong>. Nuovo capovolgimento, in campo e nel punteggio: dal nulla, con una conclusione dai trenta metri di <strong>Yildiz<\/strong> che sorprende Sommer, la Juve va al riposo in vantaggio.<\/p>\n<p>Potrebbe impostare la partita come vuole, colpire in contropiede la difesa nerazzurra che \u00e8 apparsa pi\u00f9 volte perforabile, ma in realt\u00e0 nella ripresa si gioca quasi solo ad una porta. I cambi di <strong>Chivu<\/strong>, che sull\u20191-2 toglie due intoccabili come <strong>Barella<\/strong> e <strong>Calhanoglu<\/strong>, sono un segnale e con i nuovi entrati <strong>Zielinski<\/strong> e <strong>Bonny<\/strong> la squadra funziona molto meglio. Resta prevedibile, ma alla lunga la pressione sortisce i suoi effetti: di nuovo la Juve si schiaccia e di nuovo Calhanoglu si ritrova con la possibilit\u00e0 di battere da posizione favorevole, stavolta pure col piede preferito. 2-2, e non basta: da calcio d\u2019angolo, cross di <strong>Dimarco<\/strong> e testa di <strong>Thuram<\/strong>, arriva persino il ribaltone.<\/p>\n<p>Sul 2-3, a un quarto d\u2019ora dal termine, la sensazione \u00e8 che possa essere la <strong>svolta<\/strong> per la <strong>nuova Inter<\/strong> di Chivu. E invece ecco il <strong>tracollo<\/strong>: prima il pareggio, dell\u2019altro <strong>Thuram<\/strong>, sempre di testa. Poi, nei minuti di recupero, addirittura il 4-3, definitivo. <strong>Adzic<\/strong>, pescato in panchina chiss\u00e0 dove da Tudor, piega le mani di Sommer. <strong>La Juve \u00e8 prima<\/strong>. L\u2019Inter di Chivu, che pure non aveva demeritato, <strong>\u00e8 gi\u00e0 affondata<\/strong>.<\/p>\n<p>X: @lVendemiale<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Batti e ribatti, rimonte e contro-rimonte. Una folle roulette russa, che alla fine premia la Juventus. E Tudor, che pesca dal mazzo il jolly vincente: il giovane Adzic, il protagonista meno atteso tra tutte le stelle, che decide il derby d\u2019Italia con un siluro da trenta metri a tempo scaduto. 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