{"id":32742,"date":"2025-09-10T06:48:06","date_gmt":"2025-09-10T04:48:06","guid":{"rendered":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/2025\/09\/10\/volkswagen-e-la-grande-contraddizione-elettrica-news\/"},"modified":"2025-09-10T06:48:06","modified_gmt":"2025-09-10T04:48:06","slug":"volkswagen-e-la-grande-contraddizione-elettrica-news","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/2025\/09\/10\/volkswagen-e-la-grande-contraddizione-elettrica-news\/","title":{"rendered":"Volkswagen e la grande contraddizione elettrica &#8211; News"},"content":{"rendered":"<p>\n<\/p>\n<p>\n            Blume predica bene e razzola male: stand tutto green a Monaco, ma chiede pi\u00f9 tempo all&#8217;Europa\n        <\/p>\n<p>\n            <span class=\"ahead-meta-time\"><br \/>\n              9 settembre 2025<br \/>\n            <\/span>\n        <\/p>\n<p><strong><span class=\"atxt-dropcap\">M<\/span>onaco di Baviera, c<\/strong>&#8216;\u00e8 qualcosa di surreale nello stand <strong>Volkswagen<\/strong> al Salone di Monaco. Tutto elettrico, tutto verde, tutto futuro. Eppure, a pochi metri dalle scintillanti carrozzerie a batteria,<strong> Oliver Blume,\u00a0<\/strong>il CEO del colosso di Wolfsburg,\u00a0confessa senza giri di parole: &#8220;<strong>Il 2035?<\/strong> Troppo presto per il 100% elettrico&#8221;. Benvenuti nel teatro dell&#8217;assurdo dell&#8217;automotive europeo, dove si espongono solo auto elettriche mentre si supplica <strong>Bruxelles<\/strong> di allentare la presa sui motori tradizionali.<\/p>\n<p>                    Stand Volkswagen<\/p>\n<p>                                            <span class=\"aimg-caption-copy\">Volkswagen Group<\/span><\/p>\n<h2 class=\"atxt-title\">\n            Il doppio gioco del gigante tedesco<br \/>\n        <\/h2>\n<p><span class=\"cms-first-letter\">L<\/span>a performance di Blume davanti ai media selezionati ha il sapore di una confessione a met\u00e0. Da un lato, il mantra obbligatorio: &#8220;L&#8217;elettromobilit\u00e0 sar\u00e0 la tecnologia dominante del futuro&#8221;. Dall&#8217;altro, la realt\u00e0 cruda dei numeri: <strong>Volkswagen <\/strong>domina il mercato elettrico europeo con il <strong>28% di quota<\/strong>, ma continua a <strong>pagare salate sanzioni CO\u2082 <\/strong>perch\u00e9 il mercato complessivo non decolla come sperato.<\/p>\n<p>&#8220;Non si pu\u00f2 punire l&#8217;industria per fattori che non controlla al 100%&#8221;, si lamenta Blume. Una frase che suona come un <strong>grido di aiuto mascherato<\/strong> da ragionamento tecnico. Perch\u00e9 la verit\u00e0 \u00e8 che il gigante tedesco, come i suoi concorrenti,\u00a0si trova intrappolato tra le proprie promesse green e una realt\u00e0 di mercato che fa resistenza.<\/p>\n<p>                    Oliver Blume, CEO di Volkswagen<\/p>\n<p>                                            <span class=\"aimg-caption-copy\">Volkswagen Group<\/span><\/p>\n<h2 class=\"atxt-title\">\n            La lezione cinese che fa male<br \/>\n        <\/h2>\n<p><span class=\"cms-first-letter\">S<\/span>e c&#8217;\u00e8 una cosa che fa impallidire i manager europei, \u00e8 guardare verso Oriente. In Cina, racconta Blume con una punta di invidia mal celata, &#8220;<strong>oltre il 50%<\/strong> delle nuove immatricolazioni \u00e8 gi\u00e0 a zero emissioni, senza demonizzare i motori a combustione&#8221;. Il segreto? Un ecosistema che funziona: infrastrutture capillari, incentivi mirati ed\u00a0energia a <strong>2-3 centesimi per kWh<\/strong>.<\/p>\n<p>&#8220;In Europa si continua a partire dai divieti&#8221;, attacca il CEO. Una stoccata diretta alla Commissione Europea e al suo approccio normativo a colpi di scadenze e sanzioni. Il sottotesto \u00e8 chiarissimo: mentre Pechino costruisce le condizioni per il successo dell&#8217;elettrico, Bruxelles si limita a brandire il bastone contro un&#8217;industria che arranca.<\/p>\n<p>                    IAA Mobility<\/p>\n<h2 class=\"atxt-title\">\n            I conti che non tornano<br \/>\n        <\/h2>\n<p><span class=\"cms-first-letter\">D<\/span>ietro le dichiarazioni di facciata, emergono le crepe di un <strong>impero industriale sotto stress<\/strong>. Le politiche &#8220;neoprotezionistiche&#8221; di Washington hanno gi\u00e0 bruciato &#8220;<strong>diversi miliardi di euro<\/strong>&#8221; nei conti di Volkswagen. I dazi americani, anche quelli al 15% in arrivo, vengono definiti senza mezzi termini &#8220;un freno&#8221;.<\/p>\n<p>La risposta? Spostare la produzione <strong>Audi<\/strong> negli Stati Uniti, decisione in arrivo entro fine anno. Un classico esempio di globalizzazione al contrario: invece di esportare il made in Germany, si delocalizza per aggirare le barriere commerciali. Quanto siamo lontani dai fasti dell&#8217;automotive tedesco che conquistava il mondo.<\/p>\n<p>                    Future vetture elettriche<\/p>\n<p>                                            <span class=\"aimg-caption-copy\">Volkswagen Group<\/span><\/p>\n<h2 class=\"atxt-title\">\n            Il bluff delle tempistiche<br \/>\n        <\/h2>\n<p><span class=\"cms-first-letter\">L<\/span>a ristrutturazione avviata tre anni fa viene venduta come &#8220;un successo&#8221;. Oltre <strong>30 modelli elettrici <\/strong>entro il 2027, nuova architettura elettronica dal 2026, partnership strategiche con Rivian e Xpeng. Tutto molto bello sulla carta. Ma se i piani sono cos\u00ec brillanti, perch\u00e9 chiedere pi\u00f9 tempo per il 2035?<\/p>\n<p>La risposta sta nei dettagli che Blume lascia trapelare. L&#8217;ID. Buzz negli USA &#8220;suscita grande interesse con 200.000 potenziali clienti&#8221;, ma il prezzo elevato &#8220;\u00e8 un ostacolo&#8221;. Tradotto: abbiamo i prodotti, ma sono troppo cari per sfondare. Un problema che riguarda l&#8217;intera industria europea, schiacciata tra i <strong>costi dell&#8217;innovazione<\/strong> e la <strong>concorrenza cinese<\/strong> a prezzi impossibili.<\/p>\n<p>                    Oliver Blume<\/p>\n<h2 class=\"atxt-title\">\n            La strategia del doppio binario<br \/>\n        <\/h2>\n<p><span class=\"cms-first-letter\">M<\/span>entre in Europa si predica l&#8217;<strong>elettrico puro<\/strong>, negli Stati Uniti Volkswagen punta tutto su <strong>ibridi<\/strong> e <strong>SUV tradizionali<\/strong>. <strong>Atlas, Jetta,<\/strong> il nuovo <strong>Tiguan<\/strong> ibrido: prodotti che sanno di passato ma che garantiscono margini e volumi. Una strategia che rivela la vera natura del &#8220;futuro elettrico&#8221;: pi\u00f9 un&#8217;aspirazione che una certezza.<\/p>\n<p>In Spagna, intanto, si costruisce la <strong>gigafactory<\/strong> di Valencia e si assemblano batterie a Martorell. Investimenti miliardari per un futuro che, a sentire lo stesso Blume, non \u00e8 ancora maturo per il grande salto. Un paradosso che fotografa perfettamente l&#8217;impasse dell&#8217;industria europea: costretta a investire in una direzione mentre prega per pi\u00f9 tempo nell&#8217;altra.<\/p>\n<p>                    Quale sar\u00e0 il futuro di Volkswagen?<\/p>\n<h2 class=\"atxt-title\">\n            Il verdetto del mercato<br \/>\n        <\/h2>\n<p>&#8220;Il mercato decider\u00e0&#8221;, conclude filosoficamente Blume. Una frase che suona come una resa. Dopo anni di annunci roboanti sulla<strong> rivoluzione elettrica<\/strong>, il CEO di uno dei pi\u00f9 grandi gruppi automobilistici del mondo ammette implicitamente di non avere il controllo della situazione.<\/p>\n<p>La verit\u00e0 \u00e8 che la <strong>transizione elettrica<\/strong> si sta rivelando pi\u00f9 complessa, costosa e lunga di quanto i piani europei abbiano mai contemplato. E mentre Bruxelles continua a <strong>fissare scadenze<\/strong> sempre pi\u00f9 stringenti, l&#8217;industria si dibatte tra le contraddizioni di un presente che non riesce a stare al passo con le promesse del futuro.<\/p>\n<p>Il Salone di Monaco, con i suoi <strong>stand scintillanti <\/strong>e le sue auto del domani, rischia di essere ricordato come l&#8217;ultima grande illusione prima del risveglio. Perch\u00e9 quando anche chi espone solo auto elettriche ti chiede pi\u00f9 tempo per l&#8217;elettrico, forse \u00e8 il momento di rivedere i piani.<\/p>\n<h2 class=\"atitle atitle--big agallery-title\">\n            Volkswagen e la grande contraddizione elettrica<br \/>\n        <\/h2>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Blume predica bene e razzola male: stand tutto green a Monaco, ma chiede pi\u00f9 tempo all&#8217;Europa 9 settembre 2025 Monaco di Baviera, c&#8216;\u00e8 qualcosa di surreale nello stand Volkswagen al Salone di Monaco. 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