{"id":32101,"date":"2025-09-08T01:45:08","date_gmt":"2025-09-07T23:45:08","guid":{"rendered":"https:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/2025\/09\/08\/tradizione-e-futuro-al-grand-tour-dove-viaggi\/"},"modified":"2025-09-08T01:45:08","modified_gmt":"2025-09-07T23:45:08","slug":"tradizione-e-futuro-al-grand-tour-dove-viaggi","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/2025\/09\/08\/tradizione-e-futuro-al-grand-tour-dove-viaggi\/","title":{"rendered":"tradizione e futuro al Grand Tour| Dove Viaggi"},"content":{"rendered":"<p>\n<\/p>\n<p>La nuova puntata del <strong>Grand Tour delle Donne<\/strong> \u00e8 dedicata a due storie della Maremma, che raccontano come la promozione turistica passi anche attraverso l\u2019amore e la dedizione per la propria terra, proteggendo ci\u00f2 che la rende davvero unica.<\/p>\n<p>In questo lembo di <strong>Toscana<\/strong>, il profondo legame tra storia, natura e passione pu\u00f2 ridisegnare\u00a0 il futuro del territorio. La prima protagonista \u00e8 <strong>Margherita Guastini<\/strong> , storica albergatrice e presidente del Centro commerciale naturale di <strong>Pitigliano<\/strong>, borgo suggestivo della provincia di Grosseto, noto come la \u201cPiccola Gerusalemme\u201d per la storica presenza di una comunit\u00e0 ebraica. Sorge su uno sperone di tufo e affascina i visitatori con le sue case che sembrano scolpite nella roccia, creando una visione quasi surreale.<\/p>\n<p>La seconda \u00e8 <strong>Margherita Barco<\/strong>, proprietaria di un agriturismo ad <strong>Alberese<\/strong>, all\u2019interno del <strong>Parco Naturale della Maremma,<\/strong>\u00a0 rinomata per le sue spiagge incontaminate, la natura selvaggia e la tradizione dei butteri. E Margherita \u00e8 proprio una \u201cbuttera per passione\u201d. Entrambe in modo diverso concorrono a consolidare quell\u2019autenticit\u00e0, che e la cifra pi\u00f9 intima della Maremma.<\/p>\n<h2><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Lanima_artigiana_il_cuore_pulsante_del_Centro_Commerciale_Naturale\"\/><strong>L\u2019anima artigiana: il cuore pulsante del Centro Commerciale Naturale<\/strong><span class=\"ez-toc-section-end\"\/><\/h2>\n<p>A <strong>Pitigliano<\/strong>, questa autenticit\u00e0 si manifesta nella preservazione delle tradizioni artigianali e culturali. L\u2019impegno delle donne del <strong>Centro Commerciale Naturale (CCN) <\/strong>\u00a0dimostra come la vera anima del borgo si trovi nei suoi vicoli, nelle botteghe storiche e nei mestieri a volte tramandati di generazione in generazione. Il CCN, guidato dalla Presidente Margherita Guastini e da un consiglio direttivo (quasi) interamente al femminile, \u00e8 l\u2019epicentro di questa rinascita. Nata dall\u2019idea di un gruppo di donne desiderose di vedere il loro paese riacquistare vitalit\u00e0, l\u2019associazione \u00e8 oggi una forza trainante, che dimostra come la passione possa generare un cambiamento reale.<\/p>\n<h2><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Nato_da_unidea_corale\"\/><strong>Nato da un\u2019idea corale<\/strong><span class=\"ez-toc-section-end\"\/><\/h2>\n<p>E\u2019 una storia di resilienza e di amore per il proprio territorio quella di Guastini, che insieme a un gruppo di donne con esperienze professionali e di vita diverse, ha dato vita a questo progetto corale. \u201cDue anni fa, ci siamo incontrate,\u00a0 tutte donne che provenivano dai mondi del commercio, del\u00a0 turismo, dalla ristorazione,\u201d racconta Margherita. \u201cDesideravamo dare linfa al nostro borgo e ci siamo chieste: \u2018Perch\u00e9 non fare qualcosa per farlo rinascere?&#8217;\u201d Da questa semplice ma potente domanda \u00e8 nata l\u2019associazione, che oggi racchiude circa <strong>80 attivit\u00e0<\/strong>, dai negozi del centro storico agli albergatori. Il loro obiettivo primario \u00e8 duplice: far vivere meglio i i residenti e i turisti.<\/p>\n<p>La sfida pi\u00f9 grande, come spiega la Presidente, \u00e8 \u201cfare rete, creare una sinergia tra le aziende\u201d. Per superare questo ostacolo, il CCN si impegna a coinvolgere attivamente i propri associati, chiedendo il loro consenso e la loro opinione su ogni singola iniziativa. Un\u2019altra sfida, spesso sottovalutata, \u00e8 mantenere il decoro urbano. \u201cCi impegniamo anche noi, ognuno pulisce il suo pezzettino,\u201d afferma Margherita, sottolineando un impegno diretto che va oltre la semplice gestione associativa. \u201cVorremmo che l\u2019amore che mettiamo noi lo mettessero tutti. \u00a0A partire dalla pulizia delle strade, fondamentale per l\u2019immagine del paese\u201d.<\/p>\n<p>Margherita Guastini, presidente del Centro Commerciale Naturale di Pitigliano<\/p>\n<h2><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Iniziative_che_promuovono_la_destagionalizzazione\"\/><strong>Iniziative che promuovono la destagionalizzazione <\/strong><span class=\"ez-toc-section-end\"\/><\/h2>\n<p>Le iniziative del CCN non sono solo chimere, ma eventi concreti che hanno gi\u00e0 avuto un impatto significativo. L\u2019<strong>Etrusca Festival<\/strong>, un festival di artisti di strada giunto alla terza edizione, \u00e8 una delle manifestazioni di maggior successo. Margherita ne evidenzia la strategia: \u201cAbbiamo deciso di farlo a dicembre, per cercare di portare gente nei periodi morti e destagionalizzare quindi l\u2019offerta del nostro paese\u201d.<\/p>\n<p>Questo approccio mirato non solo attira visitatori ma estende la stagione turistica, portando beneficio a tutta la comunit\u00e0. \u00a0Anche <strong>Note di Maggio<\/strong>, un altro evento con una forte vocazione culturale e musicale, ha arricchito il calendario del borgo, offrendo ai visitatori nuove ragioni per esplorare Pitigliano. L\u2019integrazione tra commercio e patrimonio storico \u00e8 un principio cardine dell\u2019associazione. \u201cNoi cerchiamo di armonizzare il tutto\u201d, spiega la Presidente. Per farlo, il CCN organizza incontri con storici locali, educando i propri membri e i turisti sull\u2019importanza di preservare e valorizzare la storia unica del borgo.<\/p>\n<h2><span class=\"ez-toc-section\" id=\"La_forza_della_leadership_femminile\"\/><strong>La forza della leadership femminile<\/strong><span class=\"ez-toc-section-end\"\/><\/h2>\n<p>Nel consiglio direttivo del CCN, c\u2019\u00e8 una forte presenza femminile. Un fatto non casuale, ma una scelta che secondo Margherita porta una prospettiva unica. \u201cC\u2019\u00e8 una marcia in pi\u00f9, l\u2019originalit\u00e0 delle idee\u201d, afferma con entusiasmo. \u201cBasta uno sguardo e ci si capisce. Quando le donne vanno d\u2019accordo, si possono fare grandi cose\u201d. La diversit\u00e0 delle esperienze e dei punti di vista all\u2019interno del gruppo \u00e8 un grande punto di forza: \u201cL\u2019eterogeneit\u00e0 diventa un valore aggiunto\u201d, continua Margherita. \u201cLoro riescono a porre l\u2019attenzione su prospettive future\u201d. Questa capacit\u00e0 di guardare avanti, insieme a una sensibilit\u00e0 unica, ha portato l\u2019associazione a sostenere iniziative sociali, come la <strong>casa d\u2019accoglienza \u201cIlde\u201d per donne vittime di violenza<\/strong>, dimostrando che l\u2019impegno del CCN va oltre il mero aspetto commerciale e turistico.<\/p>\n<h2><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Le_testimonianze_delle_artigiane\"\/><strong>Le <\/strong><strong>testimonianze delle artigiane<\/strong><span class=\"ez-toc-section-end\"\/><\/h2>\n<p>Il cuore pulsante del CCN sono le storie e i mestieri di chi ha scelto Pitigliano come casa e bottega. Come <strong>Lisa e Laura<\/strong>, le sorelle che gestiscono il laboratorio <strong>Maremma Maiala<\/strong>, trasformando il detto popolare in un marchio di successo. \u201cSiamo tornate nelle terre d\u2019origine e abbiamo unito la parte artistica e quella tecnica\u201d, racconta Lisa. Hanno dipinto la Maremma con colori vivaci, creando magliette che, grazie alla loro ironia, sono diventate un simbolo indossato con orgoglio dai pitiglianesi stessi.<\/p>\n<p><strong>Elena Gelli<\/strong> guida l\u2019<strong>Atelier Lunae<\/strong>. L\u2019artista, specializzata in creazioni in ceramica, ha trovato in Pitigliano il luogo per mettere radici dopo una vita\u00a0 artistica \u201cnomade\u201d in giro per l\u2019Italia. Le sue creazioni, ispirate agli antenati etruschi, non sono solo arte, ma un ricongiungimento con le sue radici pi\u00f9 profonde. \u201cMetto le radici, apparentemente inconsapevole, in una terra a me intima e affine\u201d, spiega, sottolineando il legame profondo tra la sua arte e il territorio.<\/p>\n<p><strong>Clio Fiore <\/strong>gestisce <strong>Clio Fiore<\/strong> <strong>Jewels<\/strong>. Ha lasciato Roma per una vita pi\u00f9 serena a Pitigliano. \u201cQui la vita \u00e8 pi\u00f9 a contatto con la natura, con le persone\u201d, racconta. I suoi gioielli, realizzati con la tecnica antica della cera persa, fondono ispirazioni etrusche con il design moderno, celebrando la storia e la natura del luogo.<\/p>\n<p>Le creazioni artigianali dell\u2019Atelier Lunae di Pitigliano<\/p>\n<p><strong>Daniela Pavonio<\/strong>, con la sua attivit\u00e0 <strong>Vrill <\/strong>che crea e vende artigianato artistico e abiti, incarna lo spirito di esplorazione. \u201cVivere di artigianato \u00e8 stata una scelta dovuta alla voglia di non definirmi in una cosa sola\u201d, spiega. La sua continua ricerca di nuove tecniche e materiali \u00e8 un omaggio alla libert\u00e0 creativa che il borgo le ha offerto.<\/p>\n<p><strong>Maria Laura <\/strong>\u00e8<strong> La Fusaiola<\/strong>, che ha trovato in Pitigliano il luogo ideale per la sua arte. \u201cLa tessitura \u00e8 una meditazione che permette di esprimere la tua creativit\u00e0\u201d, afferma. La sua storia dimostra come un\u2019antica passione possa diventare un lavoro, anche in un\u2019era di produzione di massa.<\/p>\n<p><strong>Officine Riciclo Itineranti<\/strong>, infine, \u00a0\u00e8 un progetto virtuoso di <strong>Verusca Pezzati<\/strong>, che trasforma materiali di scarto in oggetti d\u2019arte e prodotti di design, ed \u00e8 la prova che anche l\u2019innovazione sostenibile ha un posto in questo borgo storico. \u201cVolevo rimanere qui una sola estate\u2026 invece eccomi qua, dopo 12 anni\u201d, racconta, mostrando come il borgo abbia la capacit\u00e0 di ispirare e trattenere i talenti.<\/p>\n<h2><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Un_futuro_da_costruire_insieme\"\/><strong>Un futuro da costruire insieme<\/strong><span class=\"ez-toc-section-end\"\/><\/h2>\n<p>Guardando al futuro, il CCN ha progetti ambiziosi. L\u2019obiettivo \u00e8 \u201cpotenziare gli eventi ed essere un punto di riferimento per le aziende\u201d del territorio. Soprattutto, l\u2019associazione vuole essere protagonista nella creazione di un <strong>progetto turistico<\/strong>. L\u2019idea \u00e8 di portare un turismo di qualit\u00e0 e favorire una permanenza pi\u00f9 lunga, creando un\u2019esperienza autentica e indimenticabile per chi visita Pitigliano. La loro esperienza, come ha dimostrato finora, pu\u00f2 diventare un modello pilota per un\u2019Italia che vuole riscoprire la forza delle sue comunit\u00e0 e del suo artigianato.<\/p>\n<h2><span class=\"ez-toc-section\" id=\"La_voce_della_tradizione_una_buttera_nellanimo\"\/><strong>La voce della tradizione: una buttera nell\u2019animo<\/strong><span class=\"ez-toc-section-end\"\/><\/h2>\n<p>In un altro luogo della Maremma,\u00a0 ad <strong>Alberese<\/strong>, la passione di una donna incarna e custodisce l\u2019antica figura del buttero. Qui, l\u2019autenticit\u00e0 si esprime nel legame viscerale con la natura selvaggia e con le pratiche equestri che ne hanno scritto la storia. <strong>Margherita Barco<\/strong> \u00e8 proprietaria dell\u2019azienda agricola a conduzione familiare <strong>Il Gelsomino,<\/strong> un\u2019azienda storica attiva dagli anni Venti, dedita all\u2019allevamento del bestiame e alla coltivazione di cereali, poi declinata anche in\u00a0 accoglienza agrituristica da 30 anni.<\/p>\n<p>Ma c\u2019\u00e8 una passione che Margherita porta avanti con instancabile dedizione, pi\u00f9 di ogni altra, ed quella per i \u00a0<strong>butteri<\/strong>. Pur non volendo farsi chiamare \u201cbuttera\u201d per rispetto verso un mestiere storicamente maschile e fisicamente estenuante, la sua vita \u00e8 un inno a questa figura leggendaria. Vive da sempre una passione antica, radicata nella storia di questa terra: quella per il cavallo maremmano, \u201co meglio per la monta maremmana\u201d. La nostra protagonista ci apre le porte del suo mondo, raccontando una storia fatta di fatica, dedizione e un legame profondo con la terra e gli animali.<\/p>\n<p>Il suo lavoro, pur incentrato sull\u2019attivit\u00e0 di maneggio per i turisti, va molto oltre i tour a cavallo. \u201cSiamo qui per portare avanti la tradizione\u201d, afferma, spiegando che la sua giornata \u00e8 fatta di sveglie all\u2019alba e lunghe ore a contatto con gli animali, lontane dall\u2019immagine romantica che molti hanno del mestiere. Per lei, il legame con la tradizione non si impara. \u201cIl mio \u00e8 piuttosto un sentimento \u201cgenetico\u201d che mi lega a una terra dove, fin da bambina, ha visto i butteri spostare il bestiame\u201d, ribadisce.<\/p>\n<p>Margherita Barco, buttera e titolare dell\u2019agriturismo Il Gelsomino di Alberese. Foto di Clara Vannucci<\/p>\n<h2><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Una_vita_tra_tradizione_e_turismo\"\/><strong>Una vita tra tradizione e turismo<\/strong><span class=\"ez-toc-section-end\"\/><\/h2>\n<p>Descrivendo la sua routine, Margherita racconta: \u201cSvolgo un\u2019attivit\u00e0 di maneggio, lavoro soprattutto con i turisti utilizzando la bardatura e i cavalli maremmani proprio per portare avanti la tradizione\u201d. La sua giornata \u00e8 scandita da ritmi intensi: sveglia presto, alle sei durante il periodo estivo. \u201cNonostante una pausa a met\u00e0 giornata, il lavoro \u00e8 impegnativo: si preparano i cavalli, si porta in giro la gente. Spiegando cosa significhi avere un allevamento, trasmetto la tradizione\u201d.<\/p>\n<p>Essere un buttero non \u00e8 qualcosa che si sceglie. \u201cButtero non si diventa, buttero si nasce,\u201d afferma Margherita con decisione. \u201cUno che ce l\u2019ha dentro, entra al lavoro e il giorno dopo sa gi\u00e0 come gestire le vacche, sa gi\u00e0 come trattare i cavalli\u201d. A differenza di altri lavori, non si impara solo con l\u2019esperienza, ma serve una predisposizione naturale. \u201cQui all\u2019azienda hanno assunto persone per fare butteri, ma non non erano butteri veri\u2026 e sono durati poco\u201d.<\/p>\n<h2><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Le_vere_ricompense_e_lamore_per_i_cavalli\"\/><strong>Le vere ricompense e l\u2019amore per i cavalli<\/strong><span class=\"ez-toc-section-end\"\/><\/h2>\n<p>Le sfide dei butteri sono quotidiane e spesso pericolose. \u201cLa prima sfida \u00e8 arrivare a fine giornata incolumi, tutti i giorni\u201d, confessa la Barco. \u201cQuando si lavora con il bestiame, l\u2019imprevisto c\u2019\u00e8 sempre\u201d. Questo la porta ad un rituale quasi religioso: \u201cQuando ci si alza la mattina, a me hanno insegnato, ci si fa il segno della croce e si spera che vada tutto bene\u201d. La vera ricompensa, per\u00f2, non \u00e8 materiale. \u201cLa ricompensa \u00e8 quando finita la passeggiata con i turisti, mi fanno i complimenti e soprattutto mi dicono quanto \u00e8 bello e affascinante il nostro territorio\u201d.<\/p>\n<p>Le ricompense arrivano anche dai suoi \u201cfigli equini\u201d. \u201cIl rapporto \u00e8 simbiotico, di mutuo soccorso\u201d, spiega. \u201cLoro mi danno tanto e io altrettanto nei loro confronti. Quando vedo che loro stanno bene, vuol dire che ho lavorato bene e che quella \u00e8 una ricompensa\u201d.<\/p>\n<h2><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Lequipaggiamento_della_buttera\"\/><strong>L\u2019equipaggiamento della buttera <\/strong><span class=\"ez-toc-section-end\"\/><\/h2>\n<p>L\u2019equipaggiamento di Margherita \u00e8 un vero e proprio museo itinerante\u00a0 della tradizione maremmana. Descrive le selle tipiche usate alle buttere: la sella col pallino, o \u201cscafarda\u201d, nata del sedicesimo secolo di influenza spagnola, e la\u00a0 sella \u201cbardella\u201d, che deriverebbe dall\u2019arabo bardaaah, ovvero sella senza arcione.\u00a0 \u201cPoi l\u2019abbigliamento: il cappello di feltro in inverno, in paglia d\u2019estate, e l\u2019uncino, un bastone fondamentale per il lavoro del buttero\u201d.<\/p>\n<p>La differenza tra \u201cbuttero\u201d e \u201cbuttera\u201d non \u00e8 a cavallo, ma a terra. \u201cA cavallo non c\u2019\u00e8 nessuna differenza\u201d, spiega Margherita. La vera distinzione \u00e8 nella forza fisica. \u201cQuando c\u2019\u00e8 da prendere il vitello di un anno e mezzo per le corna, l\u00ec la differenza c\u2019\u00e8\u201d. D\u2019altro canto, le donne portano un contributo essenziale nell\u2019organizzazione del bestiame e del lavoro.<\/p>\n<p>Margherita Barco in sella a uno dei suoi amati cavalli maremmani. Foto di Clara Vannucci<\/p>\n<h2><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Il_futuro_di_un_mestiere_a_rischio\"\/><strong>Il futuro di un mestiere a rischio<\/strong><span class=\"ez-toc-section-end\"\/><\/h2>\n<p>Parlando del futuro,\u00a0 Margherita mostra una nota di malinconia. \u201cLo vedo difficile, perch\u00e9 \u00e8 un lavoro che prima o poi scomparir\u00e0\u201d. Le aziende che investono in queste figure sono poche, e la fatica del mestiere allontana i giovani. \u201cI ragazzi quando capiscono che bisogna montare\u00a0 a cavallo in qualsiasi condizione atmosferica, con freddo, pioggia, neve o caldo torrido, non resistono. Per questo \u00e8 importante continuare a raccontare questo mestiere\u00a0 e farlo conoscere\u201d. Il suo \u00e8 un monito e un grido di speranza, per preservare una tradizione millenaria.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 info: <strong>VisitTuscany<\/strong><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La nuova puntata del Grand Tour delle Donne \u00e8 dedicata a due storie della Maremma, che raccontano come la promozione turistica passi anche attraverso l\u2019amore e la dedizione per la propria terra, proteggendo ci\u00f2 che la rende davvero unica. 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