{"id":29554,"date":"2025-08-29T14:34:16","date_gmt":"2025-08-29T12:34:16","guid":{"rendered":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/2025\/08\/29\/1-500-euro-per-16-km-in-taxi-la-disavventura-di-una-turista-neozelandese-news\/"},"modified":"2025-08-29T14:34:16","modified_gmt":"2025-08-29T12:34:16","slug":"1-500-euro-per-16-km-in-taxi-la-disavventura-di-una-turista-neozelandese-news","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/2025\/08\/29\/1-500-euro-per-16-km-in-taxi-la-disavventura-di-una-turista-neozelandese-news\/","title":{"rendered":"1.500 euro per 1,6 km in taxi: la disavventura di una turista neozelandese &#8211; News"},"content":{"rendered":"<p>\n<\/p>\n<p><span class=\"atxt-dropcap\">P<\/span>u\u00f2 capitare, soprattutto in vacanza, di dover mettere in conto una corsa in taxi pi\u00f9 cara del previsto. Ma quanto accaduto a una turista neozelandese in Croazia va ben oltre ogni immaginazione: per un tragitto di appena <strong>1,6 chilometri <\/strong>si \u00e8 vista addebitare oltre <strong>1.500 euro<\/strong>. Una cifra esorbitante che, per\u00f2, non \u00e8 stata frutto di una truffa, bens\u00ec di un <strong>clamoroso errore<\/strong>.<\/p>\n<p>Secondo quanto ricostruito, la corsa era stata inizialmente calcolata dal tassametro in <strong>185 euro<\/strong>. Una cifra gi\u00e0 molto elevata per un percorso cos\u00ec breve. Dopo le proteste della cliente, il tassista ha accettato di ridurre la tariffa a <strong>150 euro<\/strong>, cifra che la donna ha deciso di pagare con carta di credito.<\/p>\n<p>La sorpresa \u00e8 arrivata poco dopo: sul cellulare della turista, il messaggio di conferma della banca riportava un addebito di <strong>1.506 euro<\/strong>, ben dieci volte superiore alla somma concordata. Nonostante lo <strong>shock<\/strong>, la viaggiatrice ha deciso di non perdere tempo prezioso per non rischiare di perdere il volo di ritorno in <strong>Nuova Zelanda<\/strong>. Una volta a casa, per\u00f2, ha sporto denuncia alle <strong>Autorit\u00e0 locali<\/strong>, che hanno poi coinvolto la polizia croata.<\/p>\n<p>Dopo una breve indagine, la vicenda si \u00e8 conclusa con una spiegazione piuttosto <strong>banale<\/strong>: il tassista, probabilmente per distrazione, avrebbe digitato un importo sbagliato sul terminale <strong>POS<\/strong>. L\u2019errore \u00e8 passato inosservato in quel momento, sia a lui sia alla cliente. Alla fine, la turista ha ricevuto un <strong>rimborso di 1.350 euro<\/strong> e le scuse del tassista, che non subir\u00e0 conseguenze legali.<\/p>\n<p>A rendere ancora pi\u00f9 complesso l\u2019episodio c\u2019\u00e8 il sistema che regola i taxi in <strong>Croazia<\/strong>. Qui, infatti, i conducenti non sono obbligati a rispettare un <strong>tariffario unico <\/strong>o un tassametro standardizzato: ciascun tassista pu\u00f2 stabilire le proprie tariffe. Questa particolarit\u00e0 pu\u00f2 portare a <strong>costi elevati<\/strong>, come i <strong>185 euro <\/strong>inizialmente richiesti per un viaggio di meno di <strong>due chilometri<\/strong>, una cifra fuori mercato per la maggior parte delle citt\u00e0 europee, ma non illegale secondo la normativa croata.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pu\u00f2 capitare, soprattutto in vacanza, di dover mettere in conto una corsa in taxi pi\u00f9 cara del previsto. Ma quanto accaduto a una turista neozelandese in Croazia va ben oltre ogni immaginazione: per un tragitto di appena 1,6 chilometri si \u00e8 vista addebitare oltre 1.500 euro. 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