{"id":29239,"date":"2025-08-28T12:52:10","date_gmt":"2025-08-28T10:52:10","guid":{"rendered":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/2025\/08\/28\/ai-i-lavoratori-italiani-meno-ottimisti-sullimpatto-sul-lavoro-e-positivo-solo-l8\/"},"modified":"2025-08-28T12:52:10","modified_gmt":"2025-08-28T10:52:10","slug":"ai-i-lavoratori-italiani-meno-ottimisti-sullimpatto-sul-lavoro-e-positivo-solo-l8","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/2025\/08\/28\/ai-i-lavoratori-italiani-meno-ottimisti-sullimpatto-sul-lavoro-e-positivo-solo-l8\/","title":{"rendered":"Ai, i lavoratori italiani meno ottimisti sull\u2019impatto sul lavoro: \u00e8 positivo solo l\u20198%"},"content":{"rendered":"<p>\n<br \/><\/p>\n<p><span class=\"icon icon-listen-small icon--status\"\/>Ascolta la versione audio dell&#8217;articolo<\/p>\n<p class=\"atext\">L\u2019Ai migliorer\u00e0 il mio lavoro? Sar\u00e0 la svolta per eliminare tutte le attivit\u00e0 di routine e per dedicarmi alle attivit\u00e0 a maggior valore aggiunto? I lavoratori italiani sembrano i pi\u00f9 distaccati e i meno ottimisti sull\u2019impatto positivo che l\u2019Ai potrebbe avere, stando ai dati emersi dal \u201cPeople at Work 2025\u201d di ADP Research, che ha intervistato quasi 38.000 lavoratori in 34 mercati, di cui 1.117 in Italia. La percezione cambia con l\u2019et\u00e0, il coinvolgimento \u00e8 pi\u00f9 forte tra i pi\u00f9 giovani, mentre cala tra i senior, ma in generale nel nostro Paese non \u00e8 un tema che scalda i cuori delle masse: sono solo l\u20198% coloro che credono che l\u2019intelligenza artificiale avr\u00e0 un impatto positivo sulle proprie responsabilit\u00e0 lavorative nel prossimo anno. Confrontando il dato italiano con quello di altri Paesi europei si tratta del terzo valore pi\u00f9 basso in Europa, praticamente la met\u00e0 della media globale del 17%.<\/p>\n<p><h2 id=\"U63672440881bou\">Al di l\u00e0 del cambiamento tecnologico<\/h2>\n<\/p>\n<p class=\"atext\">\u00abL\u2019impatto dell\u2019IA non \u00e8 solo un cambiamento tecnologico, \u00e8 anche un cambiamento emotivo per le persone in tutto il mondo\u00bb, spiega Elena Falconi, HR Director Southern Europe ADP. Se da un lato molti lavoratori vedono nell\u2019IA uno strumento di cambiamento positivo, dall\u2019altro questo cambiamento porta con s\u00e9 anche una certa dose di incertezza. \u00abLe aziende che riconosceranno e affronteranno questo scenario emotivo, spiegando l\u2019impatto e offrendo formazione per l\u2019uso dei nuovi strumenti, saranno le pi\u00f9 preparate a cogliere il vero potenziale dell\u2019IA e costruire una forza lavoro resiliente e pronta per il futuro\u00bb, continua Falconi.<\/p>\n<p><h2 id=\"U78423751836dgY\">In Italia una percezione pi\u00f9 neutra<\/h2>\n<\/p>\n<p class=\"atext\">Intorno agli effetti dell\u2019intelligenza artificiale si \u00e8 sviluppata un\u2019emotivit\u00e0 molto complessa e spesso contraddittoria, tra chi \u00e8 fiducioso sulle numerose possibilit\u00e0 positive offerte dalla tecnologia e chi \u00e8 preoccupato per la possibile sostituzione dei posti di lavoro e l\u2019incertezza che si creer\u00e0 intorno al proprio ruolo. La percezione italiana \u00e8 pi\u00f9 neutra secondo quello che dicono gli intervistati italiani: l\u20198% teme che il proprio lavoro possa essere sostituito dall\u2019IA, un dato leggermente inferiore alla media globale (10%). Il 9% invece non ha idea di come l\u2019IA cambier\u00e0 il proprio lavoro: anche in questo caso la percentuale \u00e8 la pi\u00f9 bassa in Europa e pi\u00f9 bassa anche della media globale del 12%.<\/p>\n<p><h2 id=\"U72707261601lPI\">I giovani e i lavoratori della conoscenza<\/h2>\n<\/p>\n<p class=\"atext\">I maggiori scostamenti nella percezione emergono tra i pi\u00f9 giovani e tra i lavoratori della conoscenza che sono le categorie pi\u00f9 sensibili e positive rispetto all\u2019impatto dell\u2019Ai. Il coinvolgimento emotivo cambia molto con l\u2019et\u00e0: chi ha tra i 27 e i 39 anni lo \u00e8 di pi\u00f9, l\u201911% in questa fascia di et\u00e0 ritiene che l\u2019IA avr\u00e0 un impatto positivo sul proprio lavoro. Il 13% invece teme una possibile sostituzione e incertezza sul futuro. Le fasce pi\u00f9 mature, in particolare quella tra i 40 e i 64 anni, sono invece le pi\u00f9 distaccate: solo il 7% ha una posizione netta su uno qualsiasi degli aspetti analizzati. I lavoratori della conoscenza, tra cui ci sono programmatori, accademici e tecnici, sono quelli pi\u00f9 propensi a credere che l\u2019IA avr\u00e0 un impatto positivo sul lavoro, ma anche quelli che hanno una consapevolezza pi\u00f9 forte e i maggiori timori sull\u2019effetto sostituzione. Tra loro il 12% concorda sul fatto che l\u2019IA avr\u00e0 un impatto positivo sul lavoro (contro il 24% a livello globale) e il 10% si dice preoccupati di essere sostituiti (contro il 13% medio).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ascolta la versione audio dell&#8217;articolo L\u2019Ai migliorer\u00e0 il mio lavoro? 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