{"id":28806,"date":"2025-08-27T03:17:18","date_gmt":"2025-08-27T01:17:18","guid":{"rendered":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/2025\/08\/27\/modello-premium-per-lia-perplexity-paghera-gli-editori\/"},"modified":"2025-08-27T03:17:18","modified_gmt":"2025-08-27T01:17:18","slug":"modello-premium-per-lia-perplexity-paghera-gli-editori","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/2025\/08\/27\/modello-premium-per-lia-perplexity-paghera-gli-editori\/","title":{"rendered":"Modello premium per l\u2019IA. Perplexity pagher\u00e0 gli editori"},"content":{"rendered":"<p>\n<br \/><\/p>\n<p><strong>MILANO <\/strong>\u2013 <strong>Perplexity<\/strong>, il motore di ricerca basato sull\u2019intelligenza artificiale, pagher\u00e0 gli editori per utilizzare i loro contenuti.<\/p>\n<h2>Un motore di ricerca su abbonamento<\/h2>\n<p>Per la precisione, la startup di San Francisco propone ai media di dividere con lei i ricavi generati da un nuovo motore di ricerca chiamato <strong>Comet Plus<\/strong>, a cui gli utenti interessati potranno accedere con un abbonamento a partire da 5 dollari. <\/p>\n<p>Ai media partner che produrranno gli articoli e i contenuti per alimentare il browser spetter\u00e0 l\u201980% dei ricavi, mentre il restante 20% servir\u00e0 a Perplexity per garantire il funzionamento della macchina.<\/p>\n<h4 class=\"inline-article__title\">Fate spazio all\u2019IA, ora gli Stati Uniti costruiscono pi\u00f9 data center che uffici<\/h4>\n<p>\t<span class=\"inline-article__author\"><br \/>\n\t\tdi Filippo Santelli<br \/>\n\t<\/span><\/p>\n<p>\t\t\t15 Agosto 2025<\/p>\n<h2>\u201cUn modello adatto all\u2019era dell\u2019IA\u201d<\/h2>\n<p>\u00abUn modello adatto all\u2019era dell\u2019intelligenza artificiale\u00bb, afferma il team della societ\u00e0 in un post sul proprio blog. In verit\u00e0, una prima versione di Comet esiste gi\u00e0, ma non \u00e8 molto diffusa: la novit\u00e0, che sar\u00e0 lanciata nei prossimi mesi, dovrebbe permettere agli utenti di accedere a contenuti premium di editori e giornalisti selezionati, fruibili non solo attraverso la navigazione diretta ma anche nelle risposte dell\u2019assistente IA e nei task completati dagli agenti digitali. <\/p>\n<p>Per questo progetto Perplexity ha accantonato<strong> 42,5 milioni di dollari<\/strong> e prevede che i fondi cresceranno nel tempo. \u00abNell\u2019era dell\u2019intelligenza artificiale gli utenti si aspettano prestazioni migliori da Internet, \u00e8 giunto il momento di adottare un modello di business che garantisca agli editori e ai giornalisti di trarre vantaggio dal loro contributo alla creazione di un Internet migliore\u00bb, aggiunge la start up. <\/p>\n<h4 class=\"inline-article__title\">Crepe nell&#8217;impero Google: l\u2019IA fa avanzare Bing nella ricerca<\/h4>\n<p>\t<span class=\"inline-article__author\"><br \/>\n\t\tdi Alessandro Longo<br \/>\n\t<\/span><\/p>\n<p>\t\t\t09 Agosto 2025<\/p>\n<h2>Le azioni legali degli editori<\/h2>\n<p>Dietro a questa proposta innovativa si celano motivazioni anche molto meno ideologiche. Infatti, sebbene abbia conquistato un certo riconoscimento nella Silicon Valley, Perplexity si scontra ormai da anni con le <strong>azioni legali<\/strong> intentate dai maggiori media mondali che la accusano di trarre ingiustamente profitto dal loro lavoro. Proprio negli ultimi giorni un tribunale federale di New York ha negato alla societ\u00e0 l\u2019archiviazione o il trasferimento della causa in cui News Corp, l\u2019editore del <em>Wall Street Journal<\/em>, e <em>New York Post<\/em> la accusano di utilizzare impropriamente i loro articoli per addestrare i suoi sistemi di IA. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>MILANO \u2013 Perplexity, il motore di ricerca basato sull\u2019intelligenza artificiale, pagher\u00e0 gli editori per utilizzare i loro contenuti. 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