{"id":27508,"date":"2025-08-21T23:08:41","date_gmt":"2025-08-21T21:08:41","guid":{"rendered":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/2025\/08\/21\/leoncavallo-cosa-era-e-cosa-e-stato-dal-1975-ad-oggi\/"},"modified":"2025-08-21T23:08:41","modified_gmt":"2025-08-21T21:08:41","slug":"leoncavallo-cosa-era-e-cosa-e-stato-dal-1975-ad-oggi","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/2025\/08\/21\/leoncavallo-cosa-era-e-cosa-e-stato-dal-1975-ad-oggi\/","title":{"rendered":"Leoncavallo, cosa era e cosa \u00e8 stato dal 1975 ad oggi"},"content":{"rendered":"<p>\n<br \/><\/p>\n<p>AGI &#8211; Dopo <strong>31 anni<\/strong> \u00e8 stato sgomberato il <strong>centro sociale Leoncavallo<\/strong> di Milano, occupato dal 1994 in via Watteau. La struttura era gi\u00e0 stata liberata in passato, ma l\u2019ultimo provvedimento arriva dopo <strong>130 rinvii dello sfratto<\/strong>.<\/p>\n<p>Il Leoncavallo nasce il <strong>18 ottobre 1975<\/strong>, quando un gruppo di militanti della sinistra extraparlamentare occupa un\u2019area dismessa di 3.600 metri quadri in <strong>via Leoncavallo 22<\/strong>, di propriet\u00e0 della societ\u00e0 immobiliare del gruppo Scotti. All\u2019occupazione parteciparono collettivi antifascisti, Lotta Continua e Avanguardia Operaia, in un quartiere della periferia nord-est di Milano, caratterizzato dalla presenza di grandi fabbriche.<\/p>\n<p>Nel primo volantino, pubblicato sul sito del centro, la \u201cpopolazione democratica e antifascista\u201d veniva invitata a visitare lo spazio, dove si annunciavano iniziative come un <strong>asilo nido<\/strong>, una <strong>palestra popolare<\/strong> e <strong>dibattiti culturali e sociali<\/strong>. Nei primi anni nacquero Radio Specchio Rosso, la <strong>Casa delle Donne<\/strong>, la <strong>Scuola Popolare<\/strong> e un capannone per attivit\u00e0 teatrali.<\/p>\n<p>Il 18 marzo 1978 vennero uccisi <strong>Fausto Tinelli e Lorenzo \u201cIaio\u201d Iannucci<\/strong>, un omicidio ancora oggetto d\u2019indagine della Procura di Milano. I due giovani divennero simbolo del Leoncavallo grazie all\u2019impegno delle madri, che fondarono il gruppo delle <strong>Mamme Antifasciste<\/strong> del centro sociale.<\/p>\n<p>Tra la fine degli anni Settanta e l\u2019inizio degli anni Ottanta alcuni frequentatori simpatizzarono o aderirono alla <strong>lotta armata<\/strong> e alle <strong>Brigate Rosse<\/strong>, generando divisioni interne. In seguito, con il declino della classe operaia, furono i <strong>movimenti giovanili e studenteschi<\/strong> a diventare protagonisti dell\u2019occupazione.<\/p>\n<p>Negli anni successivi il Leoncavallo si trasform\u00f2 in un <strong>punto di riferimento nazionale<\/strong> per altri centri sociali e per la <strong>musica indipendente<\/strong>, contribuendo a lanciare gruppi come i 99 Posse e gli Almamegretta.<\/p>\n<p>Nel 1989 l\u2019area venne ceduta dal gruppo Scotti alla famiglia <strong>Cabassi<\/strong>. Il sindaco socialista <strong>Paolo Pillitteri<\/strong> ordin\u00f2 lo sgombero il 16 agosto, che port\u00f2 a violenti scontri con le forze dell\u2019ordine, arresti e una cinquantina di denunce. In sede processuale il Tribunale riconobbe ad alcuni imputati l\u2019attenuante di aver agito \u201cper motivi di particolare valore morale e sociale\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019area fu presto rioccupata, fino al trasferimento del centro in via <strong>Watteau nel 1994<\/strong>. Cinque anni dopo la famiglia Cabassi torn\u00f2 a chiedere lo sgombero: una vicenda che si \u00e8 chiusa oggi, dopo oltre tre decenni di occupazione e 130 rinvii dello sfratto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>AGI &#8211; Dopo 31 anni \u00e8 stato sgomberato il centro sociale Leoncavallo di Milano, occupato dal 1994 in via Watteau. La struttura era gi\u00e0 stata liberata in passato, ma l\u2019ultimo provvedimento arriva dopo 130 rinvii dello sfratto. 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