{"id":27183,"date":"2025-08-20T19:48:25","date_gmt":"2025-08-20T17:48:25","guid":{"rendered":"https:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/2025\/08\/20\/corte-di-cassazione-la-sentenza-legittimo-licenziare-il-dipendente-che-insulta-il-capo\/"},"modified":"2025-08-20T19:48:25","modified_gmt":"2025-08-20T17:48:25","slug":"corte-di-cassazione-la-sentenza-legittimo-licenziare-il-dipendente-che-insulta-il-capo","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/2025\/08\/20\/corte-di-cassazione-la-sentenza-legittimo-licenziare-il-dipendente-che-insulta-il-capo\/","title":{"rendered":"Corte di Cassazione, la sentenza: \u00abLegittimo licenziare il dipendente che insulta il capo\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>\n<\/p>\n<p class=\"has-dropcap\">Giusto licenziare il dipendente che ha insultato il capo. Lo dice la <strong>Corte di Cassazione,<\/strong> ultimo grado di giudizio in una vicenda che risale al 2018. \u00abLeccac&#8230;\u00bb \u00e8 l&#8217;insulto rivolto al suo capo da una dipendente che aveva ritenuto inopportuno l&#8217;incarico che le era stato affidato. Fu licenziata immediatamente per giusta causa dall&#8217;Aias, Associazione italiana assistenza spastici, e subito impugn\u00f2 il provvedimento. In primo grado le \u00e8 stata data ragione, non nei gradi successivi fino alla Cassazione che ribadisce le conclusioni gi\u00e0 stabilite dalla Corte d&#8217;Appello di Catania sulla legittimit\u00e0 del licenziamento.<\/p>\n<p>Nella sentenza della Cassazione dello scorso luglio, riporta <em>Il Messaggero<\/em>, si legge che era stata qualificata \u00abdi &#8220;notevole gravit\u00e0&#8221; la condotta della dipendente che si era rivolta al suo superiore gerarchico utilizzando un epiteto volgare, in un contesto di dissenso rispetto a una direttiva impartita, ritenendo tale espressione indice di insubordinazione\u00bb. Lo aveva anche fatto in presenza di una collega, dimostrando \u00abun atteggiamento di sfida e disprezzo verso l&#8217;autorit\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p>Il <strong>Tribunale di Catania<\/strong> aveva accolto in un primo tempo il ricorso della dipendente, \u00abritenendo il licenziamento illegittimo in quanto sproporzionato, dovendosi ricondurre il fatto contestato tra quelli punibili con una sanzione conservativa\u00bb. Aveva avuto il reintegro e il pagamento di 12 mensilit\u00e0.<\/p>\n<p>In Appello la sentenza era stata riformata. \u00abIl fatto contestato ed accertato integra la giusta causa di licenziamento\u00bb, ai sensi dell&#8217;articolo 32 del contratto collettivo nazionale Aias, sia per \u00ablitigi di particolare gravit\u00e0, ingiurie, risse sul luogo di lavoro\u00bb, sia per \u00abgrave insubordinazione\u00bb.<\/p>\n<p>La Cassazione \u00abha valutato <strong>la gravit\u00e0 intrinseca dell&#8217;epiteto rivolto a un superiore gerarchico<\/strong>, non come mero &#8220;alterco o diverbio&#8221; ma come insubordinazione qualificata dall&#8217;ingiuria e dal rifiuto di adempiere a una direttiva. Specie considerato il contesto in cui \u00e8 stato pronunciato, ossia in presenza di un&#8217;altra dipendente, che ne accentua la gravit\u00e0 e la platealit\u00e0, e la sussistenza di un atteggiamento di sfida e disprezzo verso l&#8217;autorit\u00e0&#8221;\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Giusto licenziare il dipendente che ha insultato il capo. Lo dice la Corte di Cassazione, ultimo grado di giudizio in una vicenda che risale al 2018. \u00abLeccac&#8230;\u00bb \u00e8 l&#8217;insulto rivolto al suo capo da una dipendente che aveva ritenuto inopportuno l&#8217;incarico che le era stato affidato. 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