{"id":26399,"date":"2025-08-17T22:11:39","date_gmt":"2025-08-17T20:11:39","guid":{"rendered":"https:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/2025\/08\/17\/quando-la-mafia-fece-saltare-in-aria-la-villa-di-pippo-baudo-e-lattentato-venne-rivendicato-dalla-falange-armata\/"},"modified":"2025-08-17T22:11:39","modified_gmt":"2025-08-17T20:11:39","slug":"quando-la-mafia-fece-saltare-in-aria-la-villa-di-pippo-baudo-e-lattentato-venne-rivendicato-dalla-falange-armata","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/2025\/08\/17\/quando-la-mafia-fece-saltare-in-aria-la-villa-di-pippo-baudo-e-lattentato-venne-rivendicato-dalla-falange-armata\/","title":{"rendered":"Quando la mafia fece saltare in aria la villa di Pippo Baudo. E l&#8217;attentato venne rivendicato dalla Falange Armata"},"content":{"rendered":"<p>\n<\/p>\n<p>Di quella casa rimaneva ben poco: solo pezzi di muro e il tetto dell\u2019ultimo <strong>piano,<\/strong> crollato e inclinato. \u00c8 un <strong>sabato notte<\/strong> quello tra il 2 e il 3 novembre del 1991, quando un boato sveglia la tranquilla <strong>Santa Tecla<\/strong>, una frazione di <strong>Acireale<\/strong>, in provincia di <strong>Catania<\/strong>.\u201dHanno messo una bomba a casa di <strong>Pippo Baudo<\/strong>\u2026\u00e8 saltato tutto\u201d, urla una voce al centralino del <strong>112<\/strong>. \u00c8 in effetti di quel baglio affacciato sulla Costa dei Ciclopi era rimasto ben poco: i <strong>Vigili del Fuoco<\/strong> impiegano pi\u00f9 di due ore per domare le fiamme, divampate dopo l\u2019esplosione. \u201cAbbiamo trovato persino dei <strong>pezzi di miccia<\/strong> a lenta combustione\u2026 \u00c8 stato un lavoro da professionisti: chi ha colpito, ha, colpito duro\u201d, racconta un ufficiale dei carabinieri a Valter Rizzo, autore della cronaca di quella notte sulle pagine de <em>L\u2019Unit\u00e0<\/em>. \u201cNon ha certo l\u2019aria di essere un avvertimento, piuttosto sembra una spedizione punitiva\u201d, \u00e8 il ragionamento dell\u2019investigatore. Ma come una <strong>spedizione punitiva<\/strong>? Contro <strong>Pippo Baudo<\/strong>? La faccia di Domenica In, di Fantastico, del Festival di <strong>Sanremo<\/strong>?<\/p>\n<p>Passano poche ore e al centralino dell\u2019agenzia <em>Ansa<\/em> a Palermo arriva un\u2019altra telefonata. \u201cIl presentatore di spettacoli di variet\u00e0 televisivi Pippo Baudo pu\u00f2 considerarsi un <strong>uomo fortunato<\/strong>. Agli industriali Vecchio e Rovetta, a Bicocca \u2013 nella sua citt\u00e0, alla periferia di Catania \u2013 necessit\u00e0 ci impose di riservare un <strong>destino ben peggiore<\/strong>. Gli consigliamo perci\u00f2 di <strong>non distrarsi<\/strong>\u201c. Ma chi parla? Una voce senza inflessioni risponde cos\u00ec: \u201cFirmato <strong>Falange Armata<\/strong>\u201c.<\/p>\n<p>Trentaquattro anni dopo, questa vicenda sembra quasi dimenticata. A ricordarla, ogni tanto, era lo stesso Baudo, icona dell\u2019intrattenimento e vero e proprio \u201cpap\u00e0\u201d della <strong>televisione italiana<\/strong>, morto a 89 anni sabato 16 agosto. \u201cFu un regolamento di conti mafioso nei miei confronti. Avevo fatto una celebrazione del giudice Chinnici a Taormina parlando male della mafia e ci fu questa vendetta. Mi cost\u00f2 cara questa cosa\u201d, spiegava il conduttore a <strong>Piero Chiambretti<\/strong> ancora nel 2015. In realt\u00e0 secondo le indagini della <strong>procura di Catania<\/strong> quell\u2019attentato fu una punizione per la partecipazione di Baudo alla celebre <strong>staffetta antimafia<\/strong> organizzata da <strong>Samarcanda<\/strong> di <strong>Michele Santoro<\/strong> e dal <strong>Maurizio Costanzo Show<\/strong>. Era il ricordo di <strong>Libero Grassi<\/strong>, l\u2019imprenditore ucciso da Cosa Nostra a Palermo perch\u00e8 non voleva piegarsi al pagamento del pizzo. Era andato in tv, proprio da Santoro, a raccontare il suo no al racket mafioso. Un palcoscenico nazionale che non lo aveva salvato dalla vendetta: lo ammazzarono il <strong>29 di agosto del 1991<\/strong>. Stava per cominciare una stagione di sangue e di misteri, anche se nessuno poteva ancora saperlo.<\/p>\n<p>Un mese dopo <strong>Rai<\/strong> e <strong>Mediaset<\/strong> organizzano la staffetta in memoria di <strong>Grassi<\/strong>: tra gli ospiti pure Baudo, icona della tv nazionalpopolare e proprio per questo motivo invitato da Santoro. Seduto sulle poltrone del <strong>Teatro Massimo<\/strong> di Palermo, il popolare conduttore catanese chiede <strong>leggi speciali<\/strong> per combattere il <strong>fenomeno mafioso<\/strong>. \u00c8 per quelle parole che, secondo alcuni collaboratori di giustizia, la potente famiglia mafiosa di <strong>Nitto Santapaola<\/strong> decise di fargli saltare in aria la casa. \u201cNon ho mai ricevuto minacce, mai un avvertimento, non sono in grado di spiegare i motivi dell\u2019attentato, mi dicono che i danni potrebbero essere superiori ai tre miliardi di lire. Peccato, la villa sul mare era sempre stata un sogno di mio padre\u2026\u201d, raccontava Baudo in quelle ore convulse. Momenti delicati: alcune voci, infatti, facevano ipotizzare come il movente fosse da ricondurre a possibili <strong>tentativi di avvicinamento<\/strong> dei boss. Piste mai confermate che ebbero come unico effetto quello di far perdere le staffe a Baudo davanti ai cronisti.<\/p>\n<p>Ci vollero quattro anni d\u2019indagine e cinque pentiti per ricostruire la vicenda: l\u2019ordine venne dato dal boss <strong>Marcello D\u2019Agata<\/strong>, con tanto di assenso di Santapaola. Tra gli uomini d\u2019onore qualcuno proposte di colpire anche <strong>Costanzo<\/strong>, ma il boss <strong>Aldo Ercolano<\/strong>, nipote di Nitto, spieg\u00f2 che ci stavano \u201c<strong>gi\u00e0 pensando altri<\/strong>\u201c. E in effetti gi\u00e0 nella primavera del 1992 <strong>Tot\u00f2 Riina<\/strong> avrebbe inviato a Roma un gruppo di killer guidato da <strong>Matteo Messina Denaro<\/strong> e <strong>Giuseppe Graviano<\/strong>: l\u2019obiettivo era studiare piani di morte per <strong>Giovanni Falcone<\/strong>, per l\u2019allora guardasigilli <strong>Claudio Martelli<\/strong> e per lo stesso conduttore Mediaset. Costanzo sarebbe poi sopravvissuto al fallito attentato di via Fauro il 14 maggio del 1993. Pure quella bomba venne rivendicata dalla <strong>Falange Armata<\/strong>: praticamente una consuetudine in quella stagione di terrore.<\/p>\n<p>Nata come <strong>Falange Armata carceraria<\/strong> per rivendicare l\u2019omicidio di <strong>Umberto Mormile<\/strong>, educatore carcerario ucciso dalla \u2018<strong>ndrangheta<\/strong> l\u201911 aprile del 1990 nell\u2019hinterland milanese, da quel momento l\u2019oscura sigla del terrore comincia a mettere la firma su vari atti violenti che insanguinano il Paese. La Falange sottoscrive le varie operazioni della <strong>Banda della Uno Bianca<\/strong>, poi comincia a scendere lo Stivale. Il 5 novembre del 1990 una telefonata alla redazione torinese dell\u2019<em>Ansa<\/em> rivendica il duplice omicidio degli imprenditori <strong>Alessandro Rovetta<\/strong> e <strong>Francesco Vecchio<\/strong>, compiuto qualche giorno prima a Catania. \u00c8 lo stesso delitto che un anno dopo verr\u00e0 citato nella telefonata di rivendicazione dell\u2019attentato alla villa di Baudo. \u201cIl presentatore di spettacoli di variet\u00e0 televisivi Pippo Baudo pu\u00f2 considerarsi un <strong>uomo fortunato<\/strong>\u201c, diceva la voce senza inflessione. In che senso fortunato? Baudo aveva dormito nella villa di Santa Tecla solo due giorni prima dell\u2019attentato: l\u2019oscuro telefonista si riferiva a questo?  Due giorni dopo un\u2019altra chiamata, questa volta all\u2019<em>Ansa<\/em> di Genova; \u201cIl significato politico che abbiamo inteso conferire all\u2019azione condotta ai danni della villa del signor Baudo a Santa Tecla, ritenevamo che, almeno lui \u2013 uomo di spettacolo, ma anche di politica \u2013 non sarebbe dovuto risultare \u2013 cos\u00ec come \u00e8 apparso \u2013 del tutto incomprensibile\u201d.<\/p>\n<p>Rivendicazioni rimaste oscure, come largamente enigmatica \u00e8 rimasta la natura della <strong>Falange<\/strong>, evidente <strong>operazione d\u2019intelligence<\/strong>. Di sicuro c\u2019\u00e8 solo che dall\u2019attentato alla villa di Baudo comincia una nuova fase. Proprio in quelle settimane alla fine del 1991, infatti, Riina raduna i principali boss di Cosa Nostra nelle campagne intorno a <strong>Enna<\/strong>. La sentenza definitiva del <strong>Maxi Processo<\/strong> \u00e8 all\u2019orizzonte, le vecchia <strong>coperture politiche<\/strong> sono saltate: \u00e8 a quel punto che il capo dei capi comincia a progettare l\u2019attacco allo Stato. \u201c<strong>Bisogna pulirsi i piedi<\/strong>\u201c, dice il boss corleonese, per spiegare ai suoi che bisogna <strong>punire i nemici storici<\/strong> \u2013 come il giudice Falcone \u2013 ma pure i vecchi amici \u2013 come <strong>Salvo Lima<\/strong> \u2013 che non erano riusciti a mantenere le promesse, neutralizzando le condanne del Maxi. \u201c<span style=\"font-weight: 400;\">Dovevamo fare queste cose e <strong>rivendicarle con la sigla di Falange Armata<\/strong>. Dovevano credere che fosse un gruppo terroristico\u201d, ha raccontato il pentito <strong>Filippo Malvagna<\/strong>. Salvo Lima, la strage di Capaci, quella di via d\u2019Amelio: da quel momento ogni singolo omicidio compiuto da Cosa Nostra viene rivendicato dalla Falange Armata. Ma chi \u00e8 che suggerisce a Riina di usare quella sigla, evidentemente partorita in ambienti dei servizi? \u00c8 solo una delle tante domande rimaste senza risposta su quella stagione di sangue e di misteri.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di quella casa rimaneva ben poco: solo pezzi di muro e il tetto dell\u2019ultimo piano, crollato e inclinato. \u00c8 un sabato notte quello tra il 2 e il 3 novembre del 1991, quando un boato sveglia la tranquilla Santa Tecla, una frazione di Acireale, in provincia di Catania.\u201dHanno messo una bomba a casa di Pippo<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":26400,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[28],"tags":[9479,12737,19189,413,19317,15743,19314,8501,19188,1183,19316,9478,19315,1615],"class_list":["post-26399","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-cronaca","tag-aria","tag-armata","tag-baudo","tag-dalla","tag-falange","tag-fece","tag-lattentato","tag-mafia","tag-pippo","tag-quando","tag-rivendicato","tag-saltare","tag-venne","tag-villa"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26399","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=26399"}],"version-history":[{"count":0,"href":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26399\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/26400"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=26399"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=26399"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=26399"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}