{"id":26345,"date":"2025-08-17T16:07:59","date_gmt":"2025-08-17T14:07:59","guid":{"rendered":"https:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/2025\/08\/17\/il-tg1-quando-non-mi-hanno-rispettato-ho-chiuso-la-porta-e-ho-mandato-il-direttore-a-fare-in-co-ho-gia-pronti-3-epitaffi-per-la-mia-tomba-vincenzo-mollica-si-racconta\/"},"modified":"2025-08-17T16:07:59","modified_gmt":"2025-08-17T14:07:59","slug":"il-tg1-quando-non-mi-hanno-rispettato-ho-chiuso-la-porta-e-ho-mandato-il-direttore-a-fare-in-co-ho-gia-pronti-3-epitaffi-per-la-mia-tomba-vincenzo-mollica-si-racconta","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/2025\/08\/17\/il-tg1-quando-non-mi-hanno-rispettato-ho-chiuso-la-porta-e-ho-mandato-il-direttore-a-fare-in-co-ho-gia-pronti-3-epitaffi-per-la-mia-tomba-vincenzo-mollica-si-racconta\/","title":{"rendered":"&#8220;Il Tg1? Quando non mi hanno rispettato, ho chiuso la porta e ho mandato il direttore a fare in c*o. Ho gi\u00e0 pronti 3 epitaffi per la mia tomba&#8221;: Vincenzo Mollica si racconta"},"content":{"rendered":"<p>\n<\/p>\n<p>Una vita passata a raccontare i sogni degli altri \u2013 il cinema di Fellini, la musica di Conte, i fumetti di Pazienza \u2013 e ora, una vita raccontata attraverso i propri ricordi, che si fanno \u201cpi\u00f9 chiari e limpidi\u201d proprio ora che la vista se n\u2019\u00e8 andata. <strong>Vincenzo Mollica,<\/strong> per quasi mezzo secolo l\u2019uomo dello spettacolo del Tg1, si \u00e8 concesso in una lunga e toccante intervista al <em>Corriere della Sera<\/em>, un viaggio tra aneddoti esilaranti, dolori privati e una filosofia di vita incrollabile.<\/p>\n<p>Il cuore del suo racconto \u00e8 il legame profondo con<strong> Andrea Camilleri.<\/strong> Un\u2019amicizia nata a met\u00e0 degli anni \u201990 e diventata ancora pi\u00f9 forte quando entrambi hanno iniziato a perdere la vista. \u201c<strong>Affrontammo questa lunga discesa agli inferi oculistica praticamente assieme\u201d<\/strong>, ricorda Mollica. \u201cUna quindicina di anni fa, avendo capito che cominciavo ad aver problemi, mi fece: \u2018Vincenzino, tu come vedi?\u2019. E io: \u2018A sinistra per niente, a destra mi arrangio\u2019. Cos\u00ec, le volte successive che ci incontravamo, la domanda era sempre la stessa: \u2018Vincenzino, com\u2019\u00e8 oggi? Penombra o luce piena?&#8217;\u201d. Quando per entrambi la penombra \u00e8 diventata buio, Mollica gli chiese se potesse esistere \u201cuna specie di <strong>arte del non vedere<\/strong>\u201c. La risposta di Camilleri, racconta, \u201c\u00e8 la lezione che mi accompagna ancora oggi, tutti i giorni: \u2018Sentirai i sapori e i profumi come non li hai mai sentiti. E, soprattutto, <strong>i sogni e i ricordi avranno un colore che cos\u00ec chiaro e limpido con la vista non lo puoi vedere<\/strong>\u2018. Aveva ragione\u201d. Ricorda l\u2019ultimo incontro, poco prima dello spettacolo su <strong>Tiresia<\/strong>, l\u2019indovino cieco. \u201cAvendo sentito che ero arrivato, Camilleri url\u00f2 verso di me: \u2018Vincenzino, vieni che ti voglio abbracciare!\u2019. E io, che stavo a pochi passi: \u2018Sempre se ci incontriamo, Andrea\u2026\u2019. E se non risultasse troppo sarcastico, potrei dire che fu l\u2019ultima volta che lo vidi\u201d.<\/p>\n<p>Assunto in Rai il 25 febbraio 1980, due giorni prima di Enrico Mentana, Mollica descrive quel <strong>Tg1<\/strong> come un <strong>\u201cluna park<\/strong>\u201c, un luogo mitico popolato da giganti come <strong>Bruno Vespa<\/strong> e <strong>Tito Stagno<\/strong>. In quarant\u2019anni<strong> ha lavorato sotto 27 direttori.<\/strong> Ed \u00e8 andato d\u2019accordo con tutti? \u201cNon proprio\u201d, ammette. \u201cQuando non ho avuto indietro lo stesso rispetto che ho dimostrato, col massimo dell\u2019educazione e dell\u2019umilt\u00e0 ho bussato alla porta del direttore, <strong>l\u2019ho richiusa alle mie spalle e l\u2019ho mandato a fare in culo<\/strong>\u201c. A chi? \u201cNon glielo faccio un nome, solo per un motivo: ho deciso che questa esperienza debba essere un ricordo esclusivo di chi ha avuto il privilegio di farla\u201d. La sua cifra stilistica \u00e8 sempre stata la passione.<strong> Rifiut\u00f2 il passaggio al Tg5 di Mentana<\/strong> su consiglio di Fellini e Arbore, e convinse i suoi direttori a mandare in onda servizi \u201cstrampalati\u201d, come quello su Pippo, l\u2019amico di Topolino, \u201cun grande esempio di filosofo contemporaneo\u201d. E alle critiche di non fare mai stroncature, risponde: \u201cO parlo e racconto le mie passioni; o non parlo e non racconto. Io so lavorare in un solo modo e con tre cose: passione, curiosit\u00e0, fatica\u201d.<\/p>\n<p>Oggi, Vincenzo Mollica affronta la sua nuova condizione con l\u2019ironia di sempre, tanto da aver gi\u00e0 preparato<strong> tre possibili epitaffi<\/strong> per la sua tomba. Il primo, un omaggio al suo alter ego di Topolino: \u201c<strong>Qui giace Vincenzo Paperica, che tra gli umani fu Mollica\u201d<\/strong>. Il secondo, un gioco di parole sulla sua cecit\u00e0: <strong>\u201cOmero non fui per poesia. Ma per mancanza di diottria<\/strong>\u201c. E l\u2019ultimo, il pi\u00f9 semplice e forse il pi\u00f9 vero: \u201c<strong>Mollica, fu uomo di fatica\u201d.<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una vita passata a raccontare i sogni degli altri \u2013 il cinema di Fellini, la musica di Conte, i fumetti di Pazienza \u2013 e ora, una vita raccontata attraverso i propri ricordi, che si fanno \u201cpi\u00f9 chiari e limpidi\u201d proprio ora che la vista se n\u2019\u00e8 andata. 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