{"id":26196,"date":"2025-08-16T22:06:58","date_gmt":"2025-08-16T20:06:58","guid":{"rendered":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/2025\/08\/16\/addio-a-pippo-baudo-la-leggenda-della-tv-che-ha-fatto-la-storia-si-spegne-a-89-anni\/"},"modified":"2025-08-16T22:06:58","modified_gmt":"2025-08-16T20:06:58","slug":"addio-a-pippo-baudo-la-leggenda-della-tv-che-ha-fatto-la-storia-si-spegne-a-89-anni","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/2025\/08\/16\/addio-a-pippo-baudo-la-leggenda-della-tv-che-ha-fatto-la-storia-si-spegne-a-89-anni\/","title":{"rendered":"Addio a Pippo Baudo: la leggenda della tv che ha fatto la storia si spegne a 89 anni"},"content":{"rendered":"<p>\n<\/p>\n<p class=\"has-dropcap\">Cercare nell&#8217;archivio delle agenzie fotografiche il nome di <strong>Pippo Baudo<\/strong> significa imbattersi in decine di scatti nei quali lui, il Pippo nazionale, fa una cosa semplicissima: spalanca le braccia come se fosse sempre l\u00ec l\u00ec per abbracciare chi gli \u00e8 di fronte. Se ci pensiamo bene, Pippo Baudo nella sua lunga carriera ha fatto proprio questo: ha abbracciato e tenuto la mano a pi\u00f9 di una generazione che, insieme a lui, ha visto l&#8217;Italia e, soprattutto, la televisione cambiare pelle pi\u00f9 di una volta con un&#8217;unica incrollabile certezza: il suo sorriso e la montatura degli occhiali a goccia sempre pronti a salvare la situazione in qualunque evenienza. <strong>Oggi il gigante della televisione si spegne all&#8217;et\u00e0 di 89 anni facendoci sentire tutti un po&#8217; orfani<\/strong> visto che, dopo Mike Bongiorno, Raimondo Vianello e Corrado, Pippo Baudo era l&#8217;ultima leva di uno spettacolo e di un&#8217;eleganza che oggi purtroppo non esistono pi\u00f9, schiacciati dalla logica spietata degli ascolti, dal risparmio a tutti i costi e, soprattutto, da una certa frettolosit\u00e0 che suona come una bestemmia a coloro che, come lui, hanno vissuto gli anni dove erano solo l&#8217;impegno e la dedizione a forgiare una carriera, non certo i follower su Instagram.<\/p>\n<p><span class=\"SpanWrapper-zEXFr hdztbW responsive-asset AssetEmbedResponsiveAsset-cIfZLr fHIkTW asset-embed__responsive-asset\"><\/span><\/p>\n<p><span class=\"BaseWrap-sc-gzmcOU BaseText-eqOrNE CaptionCredit-eowWKH deqABF PwCDR kpuElq caption__credit\">Mondadori Portfolio\/Getty Images<\/span><\/p>\n<p>Pippo Baudo, in questo, un professionista lo \u00e8 stato davvero. Quando era ragazzo aveva l&#8217;abitudine di ascoltare la radio per ore per un motivo preciso: parlare l&#8217;italiano senza accento, dosando le\u00a0\u00abe\u00bb strette e le\u00a0\u00abo\u00bb chiuse sul modello dei radiocronisti che affollavano la programmazione di quegli anni. Al suo primo provino a Roma, Antonello Falqui era, infatti, sorpreso da come parlasse correttamente, tant&#8217;\u00e8 che, quando gli chiese se avesse frequentato un corso di dizione, <strong>Pippo Baudo<\/strong> rispose secco:\u00a0\u00abNo, ho solo ascoltato la radio\u00bb. Da l\u00ec Giuseppe Raimondo Vittorio Baudo, questo il suo nome all&#8217;anagrafe, non si \u00e8 pi\u00f9 fermato. <strong>Per sessant&#8217;anni diventa il simbolo della televisione italiana<\/strong>, il\u00a0\u00abseratante\u00bb, come ama definirsi lui, che regge uno spettacolo di tre ore con piglio sicuro, gestendo imprevisti e solleticando l&#8217;euforia delle piazze. In sei decenni ha collezionato esperienze e aneddoti che avrebbero potuto riempire nove vite: al tempo di <em>Settevoci<\/em>, per esempio, lo chiamavano per inaugurare i circhi e lui non si \u00e8 mai tirato indietro. Faceva le foto con i bambini, con il pony e con il clown e non si vergognava di ammettere che lo faceva solo\u00a0\u00abperch\u00e9 pagavano bene, allora non c&#8217;era Iva, tutto in contante\u00bb. Grazie a programmi come <em>Scanzonatissimo<\/em>,\u00a0invece,\u00a0ha girato l&#8217;Italia, ha capito i sentimenti che animavano il paese e anche che cosa chiedeva: <strong>leggerezza, impegno, professionalit\u00e0, eleganza.<\/strong> Tutti principi che hanno fatto parte della sua conduzione, impeccabile anche davanti alle difficolt\u00e0 pi\u00f9 spinose. Come l&#8217;intervista a Ugo Tognazzi che, accusato su <em>Il Male<\/em> di essere il capo delle Brigate Rosse, inizi\u00f2 a insidiare Baudo dicendo in diretta che aveva una bomba in tasca. O come l&#8217;ultima telefonata di Delia Scala che, pochi giorni prima di morire, chiam\u00f2 <em>Novecento<\/em> &#8211; che quella sera le aveva dedicato la puntata &#8211; dicendo a Pippo\u00a0Baudo \u00abSimpatico, sei tu\u00bb. Di via Teulada lui, che arrivava da Catania, ha sempre conservato il fascino della conquista: fu l\u00ec che vide per la prima volta le Kessler, Panelli, Luttazzi e Noschese.<\/p>\n<p><span class=\"SpanWrapper-zEXFr hdztbW responsive-asset AssetEmbedResponsiveAsset-cIfZLr fHIkTW asset-embed__responsive-asset\"><\/span><\/p>\n<p><span class=\"BaseWrap-sc-gzmcOU BaseText-eqOrNE CaptionCredit-eowWKH deqABF PwCDR kpuElq caption__credit\">Daniele Venturelli\/Getty Images<\/span><\/p>\n<p><strong>Tuttavia \u00e8 stato il Festival di Sanremo a conferirgli quella monumentalit\u00e0 che, grazie ai siparietti e, soprattutto, agli incidenti, lo ha consacrato come una persona perbene, buona e generosa<\/strong>: su tutti, il contestatore che sal\u00ec sul palco nel 1992 dicendo che il Festival era truccato e l&#8217;uomo che tre anni dopo si arrampic\u00f2 sugli spalti minacciando di buttarsi di sotto e che Pippo Baudo raggiunse abbracciandolo forte &#8211; sempre quelle braccia protese verso l&#8217;altro &#8211; aiutandolo a scendere senza che intervenissero le forze dell&#8217;ordine. Certo, non mancarono i momenti di puro <em>divertissement<\/em>, come Roberto Benigni che, nel 2002, gli tast\u00f2 i\u00a0\u00abgioielli di famiglia\u00bb annunciando all&#8217;Italia che\u00a0\u00abnon era rimasto pi\u00f9 niente\u00bb. Fra le tante soddisfazioni, per\u00f2, c&#8217;\u00e8 stato anche un velo di amarezza: <strong>il passaggio a Fininvest nell&#8217;87, per esempio, fu ravvisato dallo stesso Pippo come il passo falso della sua carriera.<\/strong> <em>Festival<\/em>\u00a0con la Cuccarini (che ha\u00a0\u00abinventato\u00bb lui!) ma, soprattutto, <em>Tu come noi<\/em>\u00a0non funzionarono, ed \u00e8 per questo che il conduttore decise di rescindere il contratto e pagare una penale salatissima per poter tornare in Rai, la sua casa, che lo riaccolse a braccia aperte.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cercare nell&#8217;archivio delle agenzie fotografiche il nome di Pippo Baudo significa imbattersi in decine di scatti nei quali lui, il Pippo nazionale, fa una cosa semplicissima: spalanca le braccia come se fosse sempre l\u00ec l\u00ec per abbracciare chi gli \u00e8 di fronte. 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