{"id":25309,"date":"2025-08-13T10:34:56","date_gmt":"2025-08-13T08:34:56","guid":{"rendered":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/2025\/08\/13\/vera-gheno-a-seul-ho-trovato-lattenzione-per-laltro\/"},"modified":"2025-08-13T10:34:56","modified_gmt":"2025-08-13T08:34:56","slug":"vera-gheno-a-seul-ho-trovato-lattenzione-per-laltro","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/2025\/08\/13\/vera-gheno-a-seul-ho-trovato-lattenzione-per-laltro\/","title":{"rendered":"Vera Gheno: &#8220;A Seul ho trovato l&#8217;attenzione per l&#8217;altro&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>\n<\/p>\n<p>Paladina dell\u2019inclusione, della diversit\u00e0 e dello schwa (il simbolo della vocale neutra), <strong>Vera Gheno<\/strong>, sociolinguista, traduttrice, ricercatrice dell\u2019Universit\u00e0 di Firenze e podcaster, \u00e8 cresciuta in un brodo linguistico primordiale fatto di italiano, ungherese e veneto, un melting pot culturale che \u00e8 diventato il suo punto di forza. Un amore per le parole che si coniuga perfettamente con quell\u2019impegno sociale appassionato che l\u2019ha resa celebre per i suoi interventi pubblici, culminati nel podcast settimanale <em>Amare parole<\/em>, prodotto da <em>Il Post<\/em>.<\/p>\n<p>Per vent\u2019anni consulente dell\u2019Accademia della Crusca, Gheno ha scritto diversi saggi sull\u2019importanza del linguaggio; e il successo del suo monologo teatrale, tratto dal libro <em>Grammamanti. Immaginare futuri con le parole<\/em> (Einaudi, 2024), conferma quanto sia importante continuare a parlarne. Con l\u2019ultima monografia, la diciassettesima, intitolata <em>Nessun\u0259 \u00e8 normale<\/em> (Utet Libri, 2025), la sua riflessione si sposta su una certezza e sulle sue conseguenze: \u201cci\u00f2 che era normale ieri, oggi non lo \u00e8 pi\u00f9\u201d.\u00a0 E cos\u00ec, mentre gli impegni lavorativi la costringono a girare il mondo, appena torna nella sua citt\u00e0 inforca lo scooter e si dirige verso la campagna fiorentina per immergersi nella natura. E aprire la mente a nuove intuizioni.<\/p>\n<p><strong>Che influenza hanno avuto le origini ungheresi sulla sua vita professionale?<br \/><\/strong>\u00abSono nata in una cittadina molto piccola e dalla vocazione mineraria che ha un nome impronunciabile: <strong>Gy\u00f6ngy\u00f6s<\/strong>, a 80 chilometri a nord est di <strong>Budapest<\/strong>. Ma avevo tre mesi quando i miei genitori mi hanno portata in Italia. Avrei potuto non imparare l\u2019ungherese, senonch\u00e9, non solo mia madre \u00e8 ungherese e ha studiato l\u2019italiano per passione, ma mio padre, che \u00e8 italiano, all\u2019universit\u00e0 ha deciso di studiare il russo e l\u2019ungherese. Ho avuto fin da subito accesso a entrambe le lingue, a cui aggiungerei il veneto, che \u00e8 il dialetto nativo di mio padre, imparato anche da mia madre per amore. \u00c8 come dire che io sia cresciuta addirittura trilingue e questo ha sicuramente influito su di me, sui miei orizzonti culturali. Con mia mamma e mio pap\u00e0 ricorriamo spesso a quella che si chiama \u201cenunciazione mistilingue\u201d, per cui mischiamo le lingue anche all\u2019interno della stessa frase\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Che legame le \u00e8 rimasto con l\u2019Ungheria?<\/strong><br \/>\u00abCon i miei genitori ho sempre viaggiato tanto. In Ungheria ho trascorso tutte le estati dell\u2019infanzia. Quando ero piccolina ci stavo anche tre mesi. E ora, quando arrivo in questa mia cittadina soleggiata, polverosa, tutto sommato niente di che, il richiamo del luogo di sangue mi fa risuonare qualcosa. Ho la sensazione di avere un legame con quel luogo pi\u00f9 che con tutti gli altri posti che ho visto al mondo finora, e ne ho visti tanti\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Tra tutti i viaggi che ha fatto, c\u2019\u00e8 un luogo in cui si \u00e8 sentita pi\u00f9 a suo agio?<\/strong><br \/>\u00abSto bene un po\u2019 ovunque ma, diciamo che ci sono dei posti del cuore. Fra i 10 e i 15 anni ho vissuto con i miei in Finlandia perch\u00e9 mio padre era stato invitato all\u2019Universit\u00e0 di <strong>Turku<\/strong> e quindi ho imparato anche il finnico per questioni di necessit\u00e0, altrimenti a scuola mi bullizzavano. Mi \u00e8 capitato di tornarci ed \u00e8 un altro luogo che mi \u00e8 molto caro. Poi quando avevo una ventina d\u2019anni sono andata in Australia per un semestre. Ho studiato alla Monash University a <strong>Melbourne<\/strong> e devo dire in Australia mi sono sentita a casa e l\u2019ho girata pi\u00f9 o meno tutta. Sono molto legata anche al Sud-est asiatico e a <strong>Singapore<\/strong>, dove vive la mia migliore amica, un luogo che amo perch\u00e9 sembra uscito da un racconto cyberpunk: c\u2019\u00e8 l\u2019elemento fantascientifico e poi c\u2019\u00e8 questa natura rutilante. E poi nel mio cuore ci sono la <strong>Norvegia<\/strong>, l\u2019<strong>Islanda <\/strong>e il <strong>Messico<\/strong>. Uno dei bagni oceanici pi\u00f9 belli che abbia mai fatto \u00e8 stato nel Golfo del Messico, che continuer\u00f2 a chiamare cos\u00ec nonostante Trump (che, dal primo giorno del suo mandato, ha deciso di chiamarlo Golfo d\u2019America <em>n.d.r.<\/em>), dove ho trovato un\u2019acqua oceanica tiepida, meravigliosa\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Il suo lavoro ha a che fare con il dialogo tra persone, esiste un luogo dove le sembra possa essere pi\u00f9 facile comunicare?<\/strong><br \/>\u00abNo, perch\u00e9 siamo animali sociali, come diceva Aristotele,<br \/>e quindi gi\u00e0 solo imparare a dire la parola \u201cgrazie\u201d nelle varie lingue del mondo \u00e8 qualcosa che aiuta a creare relazioni con chiunque. Sono, per\u00f2, rimasta molto colpita dall\u2019attenzione all\u2019altro che ho visto in <strong>Corea del Sud<\/strong>. Mia figlia \u00e8 fissata con la <em>Korean New Wave<\/em> cinematografica e, per due anni di fila, siamo state soprattutto a Seul. Quello che mi ha stupita \u00e8 che le persone fanno molto caso a ci\u00f2 che succede attorno a loro: se eravamo in difficolt\u00e0, c\u2019era sempre qualcuno che si faceva avanti per offrire il proprio aiuto. Pensavo che fosse un\u2019intrinseca gentilezza del popolo coreano poi, mi sono resa conto che la loro \u00e8 una cultura che ha molti elementi del collettivismo, quindi questa maggiore attenzione agli altri \u00e8 istintiva. Non \u00e8 tanto una questione linguistico-comunicativa quanto un\u2019attitudine che mi piacerebbe venisse recuperata di pi\u00f9 anche in Italia. Sono convinta che la direzione che prende la nostra societ\u00e0, tra mille mugugni, dipenda moltissimo dalle nostre scelte individuali anche quando sembrano essere irrilevanti rispetto al quadro generale. La societ\u00e0, alla fine, \u00e8 la somma dei comportamenti individuali dei suoi membri\u00bb.<\/p>\n<p>L\u2019ultimo saggio di Vera Gheno, <em>Nessun\u0259 \u00e8 normale<\/em>,\u00a0 \u00e8 uscito a giugno 2025 per UTET Libri.<\/p>\n<p><strong>Ha trovato una sorta di \u201ccasa della lingua\u201d in Italia?<\/strong><br \/>\u00abIn prima battuta mi viene da dire la Villa Medicea di <strong>Castello<\/strong> alle porte di <strong>Firenze<\/strong>, sede dell\u2019Accademia della Crusca. Per la mia vita quelle sale, dove gli accademici si sono formati e hanno studiato gli incunaboli per scrivere la prima impressione del vocabolario, che poi esce nel 1612 e rivoluziona la lessicografia italiana, hanno contato tantissimo. Dopodich\u00e9 devo dire che forse la casa della lingua \u00e8 proprio fra le persone. Tutte le volte che mi capita di avere un incontro pubblico, sento pulsare questa naturalezza della competenza linguistica e mi rendo conto di quanto sia rilevante la lingua come strumento di comprensione reciproca, di costruzione del mondo nel quale magari vorremmo vivere\u00bb.<\/p>\n<p><strong>La sua scelta di occuparsi di diversit\u00e0, equit\u00e0 e inclusione \u00e8 nata in un luogo preciso?<\/strong><br \/>\u00abIl femminismo l\u2019ho scoperto quando, dopo i 40 anni, ho sbattuto la testa contro il muro di cemento del patriarcato. Mi sono resa conto che tanti comportamenti che davo per scontati, in realt\u00e0 sono manifestazioni di una visione androcentrica che tende ancora adesso a marginalizzare le donne. Per molto tempo per me \u00e8 stato naturale e molto imbarazzante che questo succedesse. Poi a un certo punto mi sono resa conto che quel disagio non era necessario da vivere, che il modo migliore per tenere soggiogata una determinata parte della societ\u00e0 \u00e8 non darle gli strumenti di comprensione per capire ci\u00f2 che le sta succedendo\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Dove secondo lei queste problematiche sono ancora particolarmente forti?<\/strong><br \/>\u00abUn po\u2019 ovunque ma, isolerei tre luoghi fisici: il luogo di studio, soprattutto l\u2019universit\u00e0, il luogo di lavoro, e la citt\u00e0. Anche inconsapevolmente, ragazzi e ragazze vivono in maniera differente. Invito spesso le mie studentesse a pensare a questi comportamenti dettati da regole di sopravvivenza diverse da quelle dei loro coetanei maschi\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Riguardo l\u2019uso dello schwa, le sembra ci siano luoghi dove viene maggiormente accolto e utilizzato?<br \/><\/strong>\u00abDove \u00e8 pi\u00f9 naturalizzata la presenza di persone <em>gender questioning<\/em>, che si fanno domande sul proprio genere, quindi in contesti come il Cassero a Bologna o il Circolo Mieli a Roma, o in altri circoli LGBT con una vocazione <em>queer,<\/em>\u00a0\u00e8 normale usare lo schwa o l\u2019asterisco. In un contesto meno preparato, per evitare di essere incompresa, magari uso altre formule, come: \u201cBuonasera a chi \u00e8 presente\u201d, per essere comunque inclusiva dal punto di vista del genere\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Il concetto di normalit\u00e0 \u00e8 al centro del suo ultimo saggio\u2026<\/strong><br \/>\u00abCerca di spiegare come da semplice valutazione statistica, di qualcosa che occorre pi\u00f9 comunemente, \u201cnormale\u201d sia diventato un giudizio di merito o di demerito. La nostra \u00e8 una societ\u00e0 normo-centrica, misura il valore delle persone in base alla loro vicinanza o lontananza da questo concetto di normalit\u00e0 che per\u00f2 \u00e8 molto aleatorio, perch\u00e9 ci\u00f2 che era normale ieri non lo \u00e8 pi\u00f9 oggi e ci\u00f2 che lo \u00e8 oggi non lo sar\u00e0 domani. Questo \u00e8 il punto di partenza\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Abita a Firenze, che rapporto ha con questa citt\u00e0?<\/strong><br \/>\u00abVivo a Firenze da quando avevo 15 anni. Sono cresciuta a San Frediano, in Oltrarno, il quartiere di Vasco Pratolini. Molto popolare, molto vicino al centro, la <em>rive gauche<\/em> di Firenze, ma con una logica medievale, di quartiere, di prossimit\u00e0. Negli anni \u201890 era ancora molto vivo, pieno di botteghe, ora si \u00e8 gentrificato, riempito di localini e affitti a breve termine e molti dei suoi abitanti originari non ci sono pi\u00f9. Io ho scelto il quartiere dell\u2019Isolotto, un po\u2019 pi\u00f9 periferico, a quattro chilometri dal centro. Un quartiere il cui primo nucleo risale agli anni \u201950, voluto da Giorgio La Pira, e costruito con criteri simili a quelli della Garbatella a Roma: tanto verde e palazzi contenuti. Credo sia uno dei quartieri pi\u00f9 verdi della citt\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Di Firenze cosa ama di pi\u00f9?<\/strong><br \/>\u00abQuando ho tempo, mi piace prendere lo scooter e andare verso <strong>Arcetri<\/strong>, sopra piazzale Michelangelo. \u00c8 una parte della citt\u00e0 collinosa, percorsa da viuzze molto strette e poco frequentate. Di Firenze trovo particolarmente affascinante il fatto che, conoscendo le strade giuste, in un attimo sei in campagna. Per esempio da casa mia si pu\u00f2 andare in direzione di due paeselli che si chiamano <strong>Ugnano<\/strong> e <strong>Mantignano<\/strong>, e ti trovi subito in aperta campagna. Firenze ha questa magia che in un quarto d\u2019ora sei in mezzo alle vigne, agli ulivi e ai boschetti e questa mi sembra una grande risorsa\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Ha un luogo del cuore per scrivere, meditare, lavorare?<br \/><\/strong>\u00abCasa mia. Sono ombelicale in questo, ma io la vivo come fosse la casa in cima al faro in mezzo all\u2019oceano. Sono cresciuta in una casa medievale, un ex convento, con muri di 60 centimetri e finestre molto piccole. Ho voluto una casa con grandi finestre, invasa di luce e piena di piante. E se penso che per met\u00e0 settimana sono sempre in giro e dormo in hotel, quando torno a casa per me \u00e8 il posto dove sto meglio. Posso passare interi giorni senza uscire, \u00e8 il mio luogo del cuore\u00bb.<\/p>\n<h2><span class=\"tinyMce-placeholder\">DA BUDAPEST A FIRENZE: 4 IDEE PER PARTIRE<\/span><\/h2>\n<p><strong>\u25cf Budapest, citt\u00e0 delle donne<\/strong><br \/>Alla scoperta della citt\u00e0 dell\u2019arte e della creativit\u00e0, che spesso \u00e8 tutta al femminile. E si esprime in tanti modi diversi<br \/><strong>LEGGI DI PI\u00d9<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u25cf Singapore green<\/strong><br \/>Tra fattorie urbane, boschi verticali, giardini con orti e frutteti ed esperimenti di mobilit\u00e0 dolce, ecco la metropoli dove \u00e8 gi\u00e0 domani<br \/><strong>LEGGI DI PI\u00d9<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u25cf 15 mete dell\u2019Asia da scoprire<\/strong><br \/>Da Seul a Mumbai, tra bazar, moschee e templi buddisti, musei sconfinati e metropolitane avveniristiche, ecco 15 citt\u00e0 da visitare una volta nella vita<br \/><strong>LEGGI DI PI\u00d9<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u25cf Firenze, la nostra guida<\/strong><br \/>La citt\u00e0 \u00e8 un museo a cielo aperto che pu\u00f2 riservare ancora molte sorprese. Ecco cosa vedere e come godersi al meglio la citt\u00e0<br \/><strong>LEGGI DI PI\u00d9<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Paladina dell\u2019inclusione, della diversit\u00e0 e dello schwa (il simbolo della vocale neutra), Vera Gheno, sociolinguista, traduttrice, ricercatrice dell\u2019Universit\u00e0 di Firenze e podcaster, \u00e8 cresciuta in un brodo linguistico primordiale fatto di italiano, ungherese e veneto, un melting pot culturale che \u00e8 diventato il suo punto di forza. Un amore per le parole che si coniuga<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":25310,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[35],"tags":[18613,12547,16845,18614,1653,7963],"class_list":["post-25309","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-guide","tag-gheno","tag-laltro","tag-lattenzione","tag-seul","tag-trovato","tag-vera"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25309","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=25309"}],"version-history":[{"count":0,"href":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25309\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/25310"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=25309"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=25309"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=25309"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}