{"id":25077,"date":"2025-08-12T13:55:35","date_gmt":"2025-08-12T11:55:35","guid":{"rendered":"https:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/2025\/08\/12\/mio-figlio-aveva-la-testa-grande\/"},"modified":"2025-08-12T13:55:35","modified_gmt":"2025-08-12T11:55:35","slug":"mio-figlio-aveva-la-testa-grande","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/2025\/08\/12\/mio-figlio-aveva-la-testa-grande\/","title":{"rendered":"&#8220;Mio figlio aveva la testa grande,"},"content":{"rendered":"<p>\n<\/p>\n<p>Sembrava una visita di routine, un semplice controllo per un sospetto di ernia ombelicale. Ma un dettaglio, la forma e la dimensione della testa di Conor, un bimbo di Liverpool di appena otto mesi, ha acceso il campanello d\u2019allarme di uno specialista. Quel sospetto ha dato il via a un percorso che ha salvato la vita a Conor, affetto da una rarissima e potenzialmente <strong>letale malformazione cerebrale: la vena di Galeno<\/strong>. Oggi, a tre anni, Conor \u00e8 un bambino che non presenta anomalie nella crescita, grazie a un intervento chirurgico eccezionale.<\/p>\n<p>Il caso di Conor comincia dopo una visita medica per una<strong> possibile ernia ombelicale<\/strong>. Ma dopo un attento esame clinico, il medico che lo visita rileva anomalie nella testa del bimbo, un po\u2019 pi\u00f9 grande della norma. \u201cGuardava la sua pancia, poi ha cominciato a farmi domande sulla testa \u2013 ha raccontato Lucy, la madre del bambino, ai media inglesi -. E io ero perplessa. Mi limitavo a guardare il mio bellissimo bambino, non pensavo ci fosse nulla di strano\u201d. Ma il medico era preoccupato. Parlava della forma della testa, della fronte particolarmente sporgente, delle vene visibili sulla pelle chiara. Lucy e suo marito Sean avevano notato quei dettagli, certo, ma li avevano sempre considerati normali.<\/p>\n<p>Il medico la rassicura, consigliandole solo di andare al pronto soccorso se Conor avesse vomitato improvvisamente o mostrato difficolt\u00e0 a svegliarsi. Ma quelle parole le restano dentro. Il giorno dopo, preda di un\u2019inquietudine crescente, Lucy decide di rivolgersi al medico di famiglia. E scopre cos\u00ec dopo la <strong>risonanza magnetica<\/strong> che Conor ha una <strong>malformazione della vena di Galeno (VOGM)<\/strong>, un disturbo rarissimo che consiste in<strong> un\u2019anomala connessione tra arterie e vene cerebrali<\/strong>, che altera il normale flusso sanguigno nel cervello e pu\u00f2 causare <strong>gravi danni neurologici.<\/strong><\/p>\n<h2>Gli interventi utilizzati e la tecnica eccezionale<\/h2>\n<p>I tentativi standard di embolizzazione endovascolare si sono scontrati con una situazione complessa: vene cerebrali e giugulari gi\u00e0 ostruite, un quadro in rapido peggioramento. Il neurochirurgo Conor Mallucci ha deciso allora di procedere con un intervento innovativo e mai eseguito prima in un paziente cos\u00ec piccolo, <strong>aprendo chirurgicamente il cervello,<\/strong> per rimuovere le ostruzioni. \u201cStava peggiorando rapidamente \u2013 ha dichiarato il medico -. Non potevamo pi\u00f9 aspettare. Dovevamo tentare qualcosa di mai fatto prima\u201d. <strong>L\u2019operazione ha avuto successo e Conor \u00e8 considerato guarito al 99%<\/strong>. Oggi vive una vita quasi normale, dimostrando una forza e una resilienza straordinarie. \u201c\u00c8 stato terrificante \u2013 confessa Lucy. -.<strong> Ci siamo sentiti impotenti<\/strong>, spettatori di qualcosa che non riuscivamo a controllare. Vederlo correre e ridere \u00e8 stato magico\u2026 Dire \u2018grazie\u2019 non basta. N<strong>on hanno salvato solo lui. Hanno salvato anche noi\u201d.<\/strong><\/p>\n<h2>Il parere dell\u2019esperta<\/h2>\n<p>\u201cSiamo di fronte a una malformazione rara, in Italia si registrano uno o due casi all\u2019anno. L\u2019eccezionalit\u00e0 di questo episodio non sta tanto nella patologia in s\u00e9, ma nel fatto che l\u2019intervento \u00e8 stato eseguito su un<strong> neonato di pochi mesi,<\/strong> con una tecnica che solitamente si utilizza solo in bambini pi\u00f9 grandi (sopra i tre anni)\u201d, spiega al <em>FattoQuotidiano.it<\/em> la dottoressa<strong> Stefania Acerno<\/strong>, Responsabile della Neurochirurgia Pediatrica dell\u2019IRCCS \u2013 Ospedale San Raffaele.<\/p>\n<p><strong>Come ci si accorge di un problema simile?<br \/><\/strong>\u201cLa diagnosi pu\u00f2 arrivare in due modi: o durante l\u2019ecografia morfologica dell\u2019ultimo trimestre di gravidanza \u2013 ed \u00e8 la situazione ideale, perch\u00e9 si pu\u00f2 programmare l\u2019assistenza \u2013 oppure dopo la nascita, quando il bambino manifesta sintomi. Questi possono essere <strong>cardiovascolari<\/strong> (generali) presentando segni di<strong> scompenso cardiaco, o neurologici.<\/strong> Nei casi meno gravi il primo campanello d\u2019allarme pu\u00f2 essere la <strong>macrocrania<\/strong>, cio\u00e8 un aumento anomalo della circonferenza cranica, talvolta accompagnata da<strong> vene superficiali dilatate sulla testa e sul volto\u201d.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Quali complicanze presenta l\u2019intervento?<br \/><\/strong>\u201cDi fatto, se il bambino non presenta sintomi neurologici severi, si pu\u00f2 intervenire in tempi pi\u00f9 distesi, idealmente intorno al quinto o sesto mese di vita. Ma ci sono neonati talmente compromessi da richiedere un trattamento immediato, anche a due settimane dalla nascita. In Italia siamo perfettamente in grado di operare anche cos\u00ec precocemente\u201d.<\/p>\n<p><strong>Come funziona la tecnica chirurgica?<br \/><\/strong>\u201cIn condizioni standard utilizziamo il cateterismo: inseriamo un sottilissimo tubicino dall\u2019arteria femorale fino alla zona della malformazione e l\u00ec iniettiamo un collante per chiudere lo shunt, cio\u00e8<strong> il passaggio anomalo di sangue direttamente dall\u2019arteria alla vena di Galen<\/strong>o. Questo collegamento patologico fa arrivare sangue ad alta pressione nella vena, che non \u00e8 strutturata per sopportarlo, causando una progressiva dilatazione della vena stessa e un sovraccarico della circolazione sanguigna sia a livello cerebrale che cardiaco\u201d.<\/p>\n<p><strong>E nei neonati di pochi mesi?<br \/><\/strong>\u201cIn questi casi le arterie possono essere talmente sottili e tortuose da non consentire il passaggio del catetere fino al punto desiderato. A quel punto, si sceglie una via alternativa: <strong>si apre il cranio e si raggiunge direttamente la vena che riceve il flusso anomalo<\/strong>, iniettando il collante per \u2018via retrograda\u2019 in senso opposto al flusso del sangue. Si tratta di una tecnica che normalmente si applica ai bambini pi\u00f9 grandi, sopra i tre anni, ma nel caso di Liverpool \u00e8 stata adottata con successo su un neonato di pochi mesi. \u00c8 un approccio raramente necessario, ma efficace quando le vie arteriose non sono percorribili\u201d.<\/p>\n<p><strong>Quali sono le prospettive di vita?<br \/><\/strong>\u201cNella stragrande maggioranza dei casi, se la diagnosi e il trattamento sono tempestivi,<strong> i bambini recuperano pienamente e possono condurre una vita normale<\/strong>. Il cervello nei primi anni ha un\u2019enorme plasticit\u00e0 e pu\u00f2 compensare eventuali sofferenze iniziali. Solo nei casi in cui la malformazione abbia provocato danni neurologici gravi prima dell\u2019intervento, le possibilit\u00e0 di recupero possono essere limitate\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sembrava una visita di routine, un semplice controllo per un sospetto di ernia ombelicale. Ma un dettaglio, la forma e la dimensione della testa di Conor, un bimbo di Liverpool di appena otto mesi, ha acceso il campanello d\u2019allarme di uno specialista. 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