{"id":24130,"date":"2025-08-08T13:39:40","date_gmt":"2025-08-08T11:39:40","guid":{"rendered":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/2025\/08\/08\/e-un-ligure-dellera-glaciale-il-primo-europeo-con-il-cranio-intenzionalmente-modificato\/"},"modified":"2025-08-08T13:39:40","modified_gmt":"2025-08-08T11:39:40","slug":"e-un-ligure-dellera-glaciale-il-primo-europeo-con-il-cranio-intenzionalmente-modificato","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/2025\/08\/08\/e-un-ligure-dellera-glaciale-il-primo-europeo-con-il-cranio-intenzionalmente-modificato\/","title":{"rendered":"E\u2019 un ligure dell\u2019era glaciale il primo europeo con il cranio intenzionalmente modificato"},"content":{"rendered":"<p>\n<br \/><\/p>\n<p>Tatuaggi, piercing o anche deformazioni del cranio sono fra le manifestazioni culturali della specie umana legate alle modificazioni del corpo. Un nuovo studio, pubblicato su Scientific Reports e guidato da ricercatori del dipartimento di biologia dell&#8217;Universit\u00e0 di Firenze, documenta ora la pi\u00f9 antica evidenza di modificazione intenzionale del cranio mai rinvenuta in Europa.<\/p>\n<p>Protagonista della scoperta un reperto conservato nel Museo di Antropologia ed etnologia dell&#8217;Ateneo fiorentino, Arene Candide 12 (AC12), cranio di uno degli ultimi cacciatori-raccoglitori preistorici vissuto alla fine dell&#8217;Era Glaciale, tra 12.600-12.200 anni fa, sepolto nella grotta delle Arene Candide nel comune di Finale Ligure.<\/p>\n<p>  Una tomba alle Arene Candide\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Grazie all&#8217;utilizzo di moderne tecniche di antropologia virtuale e ad analisi di morfometria geometrica &#8211; spiega Tommaso Mori, assegnista di ricerca Unifi e primo autore dell&#8217;articolo &#8211; abbiamo dimostrato che la forma allungata del cranio di AC12 non era dovuta a malattie n\u00e9 a deformazioni accidentali ma era il risultato di una pratica culturale intenzionale, ottenuta probabilmente tramite fasciature applicate al cranio dell&#8217;individuo fin dai primi mesi di vita&#8221;.<\/p>\n<p>La ricerca &#8211; condotta insieme a centri di ricerca, istituti ospedalieri e Atenei, fra cui quello di Cagliari, e finanziata dal Mur nel quadro del Pnrr e dalla Regione Toscana &#8211; anticipa di millenni le evidenze europee attualmente note di deformazione cranica artificiale, documentate soprattutto dal Neolitico e in epoche storiche, e colloca le origini di questa pratica in Europa gi\u00e0 alla fine del Paleolitico Superiore, in parallelo con esempi di analoga datazione ritrovati in Asia e in Australia.<\/p>\n<p>&#8220;Si tratta di una pratica che richiede tempo e cura &#8211; afferma Irene Dori, ricercatrice Unifi e vincitrice del programma di ricerca Young Researchers Msca &#8211; e che viene imposta a un individuo nei primi mesi di vita, rendendola un segno permanente e visibile di identit\u00e0 attribuita sin dalla nascita, e trasmessa di generazione in generazione come valore culturale&#8221;.<\/p>\n<p>Per Dori sarebbe una forma di differenziazione legata &#8220;al sesso, all&#8217;et\u00e0 o alle abilit\u00e0 individuali, pi\u00f9 che a strutture sociali di potere. Il fatto che la modifica del cranio sia stata osservata solo su un individuo, a fronte di altri cinque crani completi trovati nel sito, suggerisce in ogni caso che si trattasse di un marcatore identitario esclusivo destinato a pochi individui&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;La ricerca sottolinea l&#8217;importanza e la ricchezza delle collezioni antropologiche del Sistema museale dell&#8217;Ateneo fiorentino &#8211; conclude Jacopo Moggi Cecchi, docente di antropologia &#8211; che una volta di pi\u00f9 si rivelano come una fonte inesauribile di conoscenze&#8221;.<\/p>\n<p>Nel loro studio pubblicato i ricercatori spiegano che \u201cLa pratica prevede l&#8217;applicazione di pressione sulla testa di un neonato durante le sue fasi di sviluppo, con conseguente rimodellamento del cranio\u201d.<\/p>\n<p>  La discesa alla grotta\u00a0<\/p>\n<p>E ancora: \u201cLe Arene Candide sono uno dei siti archeologici preistorici pi\u00f9 importanti d&#8217;Europa per la sua lunga occupazione che va dal Paleolitico Superiore ai tempi storici. La ricerca archeologica e antropologica in questa grotta \u00e8 iniziata nella seconda met\u00e0 del XIX secolo con l&#8217;indagine degli strati olocenici. Negli anni &#8217;40, l&#8217;indagine dei depositi pleistocenici ha portato alla luce la &#8220;necropoli&#8221; epigravettiana, uno dei pi\u00f9 grandi siti funerari d&#8217;Europa&#8230; in termini di individui sepolti (numero minimo di individui: 2246) &#8230; generazioni di cacciatori-raccoglitori si sono impegnate in un complesso programma funerario , seppellendo individui selezionati e riorganizzando intenzionalmente i resti delle sepolture esistenti, in particolare i crani, attorno alle nuove deposizioni\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tatuaggi, piercing o anche deformazioni del cranio sono fra le manifestazioni culturali della specie umana legate alle modificazioni del corpo. 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