{"id":23485,"date":"2025-08-06T09:29:10","date_gmt":"2025-08-06T07:29:10","guid":{"rendered":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/2025\/08\/06\/ecco-il-decreto-che-riapre-la-strada-al-nucleare-e-lasso-lo-cala-calenda\/"},"modified":"2025-08-06T09:29:10","modified_gmt":"2025-08-06T07:29:10","slug":"ecco-il-decreto-che-riapre-la-strada-al-nucleare-e-lasso-lo-cala-calenda","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/2025\/08\/06\/ecco-il-decreto-che-riapre-la-strada-al-nucleare-e-lasso-lo-cala-calenda\/","title":{"rendered":"Ecco il decreto che riapre la strada al nucleare. E l\u2019asso lo cala Calenda"},"content":{"rendered":"<p>\n<\/p>\n<p>Et voil\u00e0, il piatto \u00e8 servito: il decreto che riapre la strada al <strong>nucleare<\/strong> in Italia, senza neanche l\u2019ombra di una nuova consultazione popolare, segna l\u2019inizio d<strong>i una nuova stagione ideologica,<\/strong> pi\u00f9 che energetica. I cittadini si sono gi\u00e0 espressi due volte tramite referendum. Eppure, evidentemente, la democrazia non \u00e8 ritenuta utile <strong>quando disturba<\/strong> il piano energetico dei soliti noti.<\/p>\n<p>Come da copione, si comincia stanziando fondi per studi, ricerche, ma soprattutto per la comunicazione: <strong>7,5 milioni di euro<\/strong> destinati a raccontarci<strong> quanto il nucleare sia bello e pulito<\/strong>. L\u2019incognita non \u00e8 nemmeno se questi soldi saranno ben spesi, ma a chi finiranno. E qui il silenzio \u00e8 pi\u00f9 <strong>radioattivo<\/strong> del combustibile di terza generazione.<\/p>\n<h2>Il carbone, quel caro vecchio amico<\/h2>\n<p>Proprio mentre il nucleare viene rispolverato come fosse l\u2019ultima trovata, il vero colpo di scena lo prepara <strong>Carlo Calenda.<\/strong> Dopo aver sincronizzato il passo con Salvini e Forza Italia, cala l\u2019asso: tenere il carbone acceso fino al 2038, per accompagnare dolcemente il phase-out.<\/p>\n<p>Io sento <strong>puzza di stallo<\/strong> pi\u00f9 che di transizione. Il governo acconsente, con parere favorevole.<\/p>\n<p>Lo diciamo da anni \u2014 e lo dicono i pi\u00f9 importanti ecologisti e studiosi italiani: il nucleare, in Italia, ha l\u2019unico scopo di fungere da<strong> cavallo di Troia<\/strong> per tenere in vita le fonti fossili. Altro che energia pulita! \u00c8 una strategia per dilazionare la conversione, rendendola sempre pi\u00f9 irrealizzabile.<\/p>\n<h2>Drill baby drill<\/h2>\n<p>Le destre europee e Trump, con la sua guerra commerciale ingaggiata attraverso i dazi, hanno un obiettivo comune: lo smantellamento del <strong>Green Deal<\/strong>, grazie a cui l\u2019Europa sta faticosamente costruendo la propria indipendenza e sicurezza energetica. Se in Italia andiamo ancora a tutto gas, in Europa non \u00e8 cos\u00ec: nel solo settore della produzione elettrica, il peso dei combustibili fossili \u00e8 calato del 19% nel 2023; quello delle rinnovabili \u00e8 salito a un record del <strong>44%.<\/strong> Dal 2019, le fonti rinnovabili hanno permesso di evitare importazioni di combustibili fossili per 59 miliardi di euro.<\/p>\n<p>Eppure, a poche ore dalla scioccante dichiarazione dell&#8217;EPA statunitense \u2014 ormai occupata militarmente da Trump \u2014 sull&#8217;\u201cinoffensivit\u00e0\u201d del cambiamento climatico, anche in Italia si torna indietro. La transizione ecologica diventa <strong>una battaglia ideologica<\/strong> e ci si butta fra le braccia degli interessi fossili, mentre Paesi come Spagna e UK dimostrano che puntare sulle rinnovabili genera <strong>bollette pi\u00f9 basse<\/strong> e un futuro un po\u2019 meno incenerito.<\/p>\n<p>Un grazie sincero a <strong>Umbria, Toscana e Sardegna<\/strong>, che in Conferenza Stato-Regioni hanno detto no al nucleare. Tuttavia, bisogna essere onesti: quelle stesse regioni sono in forte ritardo sull\u2019installazione delle rinnovabili. Alcune leggi locali sono persino pi\u00f9 restrittive di quelle del governo centrale. Troppe paure, <strong>troppa propaganda,<\/strong> troppi comitati che ostacolano anche gli impianti rinnovabili.<\/p>\n<p>La verit\u00e0 \u00e8 che anche il nostro campo ha molto da farsi perdonare: timori, tatticismi, rincorse del consenso a breve termine. In Spagna, Portogallo, persino nell\u2019UK di Starmer, si investe senza paura in grandi<strong> impianti rinnovabili<\/strong>. Da noi invece, si tergiversa.<\/p>\n<p>Dobbiamo formare i nostri amministratori e dirigenti locali perch\u00e9 sappiano cogliere le opportunit\u00e0 che le energie pulite offrono ai territori. Nessuno dice che sia una passeggiata, ma \u00e8 <strong>necessario.<\/strong> Per il clima, per i figli e per smettere di dipendere da combustibili che ci portano dritti verso la catastrofe.<\/p>\n<p>Mi rivolgo a <strong>Schlein,<\/strong> a <strong>Conte,<\/strong> e a chiunque creda ancora nel dovere di costruire un\u2019alternativa seria e credibile: serve coerenza, serve una visione. Serve \u2014 finalmente \u2014 <strong>una politica energetica<\/strong> degna del suo nome. E, magari, un pizzico di coraggio in pi\u00f9.<\/p>\n<p>L&#8217;articolo Ecco il decreto che riapre la strada al nucleare. E l&#8217;asso lo cala Calenda proviene da Il Fatto Quotidiano.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Et voil\u00e0, il piatto \u00e8 servito: il decreto che riapre la strada al nucleare in Italia, senza neanche l\u2019ombra di una nuova consultazione popolare, segna l\u2019inizio di una nuova stagione ideologica, pi\u00f9 che energetica. I cittadini si sono gi\u00e0 espressi due volte tramite referendum. 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