{"id":21269,"date":"2025-07-29T04:14:06","date_gmt":"2025-07-29T02:14:06","guid":{"rendered":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/2025\/07\/29\/parolin-e-il-papa-la-regia-condivisa-sulla-crisi\/"},"modified":"2025-07-29T04:14:06","modified_gmt":"2025-07-29T02:14:06","slug":"parolin-e-il-papa-la-regia-condivisa-sulla-crisi","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/2025\/07\/29\/parolin-e-il-papa-la-regia-condivisa-sulla-crisi\/","title":{"rendered":"Parolin e il Papa, la regia condivisa sulla crisi"},"content":{"rendered":"<p>\n<\/p>\n<p><strong>Sensibilit\u00e0 diverse<\/strong> o soltanto toni differenti dei vertici della <strong>Chiesa cattolica<\/strong> sulla tragedia che si sta consumando a Gaza? La domanda nasce dalle <strong>affermazioni<\/strong> fatte e dai gesti compiuti negli ultimi giorni da <strong>Leone XIV<\/strong>, dal suo cardinale segretario di Stato, <strong>Pietro Parolin<\/strong>, e dal patriarca di Gerusalemme dei Latini, il cardinale <strong>Pierbattista<\/strong> <strong>Pizzaballa<\/strong>. Quello che sta emergendo nei sacri palazzi \u00e8 che il Pontefice e il suo braccio destro, <strong>sfidanti in conclave<\/strong>, stiano giocando in tandem. \u00c8 innegabile, infatti, che con Leone XIV la <strong>Segreteria di Stato<\/strong> abbia subito riacquistato il suo ruolo, ovvero quello di <strong>cabina di regia<\/strong> della diplomazia vaticana, che, nei dodici anni di pontificato di Papa Francesco, aveva perso. <strong>Bergoglio<\/strong>, infatti, preferiva accentrare tutto su di s\u00e9 e sulle sue personali <strong>capacit\u00e0 di negoziare con i potenti<\/strong> del mondo. Una sorta di \u201c<strong>diplomazia di Santa Marta<\/strong>\u201d che spesso si svolgeva parallelamente e con passi molto pi\u00f9 veloci rispetto a quella, tradizionalmente prudente, della Segreteria di Stato. Quella che si sta attuando nel pontificato di Leone XIV, invece, \u00e8 una <strong>strategia concordata<\/strong> tra tutti gli attori vaticani con compiti e ruoli ben definiti.<\/p>\n<p>Il <strong>porporato veneto<\/strong> ha sorpreso i giornalisti per il piglio deciso con cui ha risposto alle loro domande sul recente annuncio fatto dal presidente francese <strong>Emmanuel Macron<\/strong> che intende riconoscere lo<strong> Stato di Palestina<\/strong> in occasione della sessione annuale dell\u2019assemblea generale delle<strong> Nazioni Unite<\/strong> che si terr\u00e0 a settembre 2025 a New York. \u201cNoi l\u2019abbiamo gi\u00e0 riconosciuto. \u2018Da mo\u2019, come dite voi\u201d, ha precisato <strong>Parolin<\/strong>, aggiungendo che \u201cper noi quella \u00e8 la <strong>soluzione<\/strong>, cio\u00e8 il riconoscimento dei due Stati che vivono vicino l\u2019uno all\u2019altro in autonomia, collaborazione e sicurezza\u201d. Inoltre, il cardinale si \u00e8 detto sorpreso da chi afferma che questo riconoscimento \u00e8 prematuro, tra cui la premier <strong>Giorgia<\/strong> <strong>Meloni<\/strong>: \u201cSecondo noi la soluzione passa tramite il dialogo tra le due parti, anche se la situazione in <strong>Cisgiordania<\/strong> rende tutto pi\u00f9 difficile\u201d. Sul recente attacco militare israeliano alla parrocchia cattolica della <strong>Sacra Famiglia a Gaza<\/strong>, dove sono morte tre persone, il porporato ha aggiunto: \u201cNon ho altri elementi per fare una <strong>valutazione<\/strong> <strong>differente<\/strong>. Non abbiamo potuto fare un\u2019indagine indipendente. Prendiamo come buoni i risultati da parte dell\u2019esercito israeliano, insistendo perch\u00e9 si stia attenti perch\u00e9 l\u2019impressione \u00e8 che tante volte questi errori si ripetano. Bisogner\u00e0 porre una <strong>particolare attenzione<\/strong> per evitare che i luoghi di culto e le istituzioni umanitarie possano essere colpiti\u201d.<\/p>\n<p>Ma, proprio su questa vicenda, pochi giorni dopo l\u2019attacco alla parrocchia di Gaza, Parolin era stato molto duro nei confronti di <strong>Israele<\/strong>: \u201cCertamente \u00e8 una guerra senza limiti da quello che si \u00e8 potuto vedere: come si pu\u00f2 <strong>distruggere<\/strong> <strong>e<\/strong> <strong>affamare<\/strong> <strong>una popolazione<\/strong> come quella di Gaza? Gi\u00e0 molti limiti erano stati superati. D\u2019altra parte, lo abbiamo detto sin dall\u2019inizio come <strong>diplomazia<\/strong> della Santa Sede: la famosa questione della proporzionalit\u00e0. Per quanto riguarda questo episodio, \u00e8 uno sviluppo drammatico. Io ritorno a dire: diamo tempo per quello che \u00e8 necessario perch\u00e9 ci dicano effettivamente cosa \u00e8 successo: se \u00e8 stato<strong> veramente un errore<\/strong>, cosa di cui si pu\u00f2 legittimamente dubitare, o se c\u2019\u00e8 stata una volont\u00e0 di colpire direttamente una chiesa cristiana, sapendo quanto i cristiani sono un elemento di moderazione proprio all\u2019interno del quadro del <strong>Medio Oriente<\/strong> e anche nei rapporti tra palestinesi ed ebrei. Quindi, ci sarebbe ancora una volta una volont\u00e0 di far fuori qualsiasi elemento che possa aiutare ad arrivare a una tregua perlomeno e poi a una pace\u201d.<\/p>\n<p>Toni sicuramente molto diversi da quelli usati da <strong>Leone XIV<\/strong> che ha preferito, anche in questa vicenda, mantenere uno <strong>stile coerente<\/strong> con quello adottato fin dall\u2019inizio del suo pontificato. Prevost ha recentemente affermato: \u201cSeguo con molta <strong>preoccupazione<\/strong> la gravissima situazione umanitaria a Gaza, dove la popolazione civile \u00e8 schiacciata dalla fame e continua ad essere esposta a violenze e morte. Rinnovo il mio accorato appello al <strong>cessate il fuoco<\/strong>, alla liberazione degli ostaggi e al rispetto integrale del <strong>diritto<\/strong> <strong>umanitario<\/strong>. Ogni persona umana ha un\u2019intrinseca dignit\u00e0 conferitale da Dio stesso: esorto le parti in tutti i conflitti a riconoscerla e a fermare ogni azione contraria ad essa. Esorto a negoziare un futuro di pace per tutti i popoli e a rigettare quanto possa pregiudicarlo\u201d.<\/p>\n<p>Nel suo primo <strong>Angelus<\/strong> dopo l\u2019attacco alla parrocchia di Gaza,<strong> Leone XIV<\/strong> aveva voluto far sentire la sua vicinanza a quella <strong>popolazione<\/strong>, pronunciando anche i nomi delle tre vittime: \u201cContinuano a giungere anche in questi giorni notizie drammatiche dal <strong>Medio<\/strong> <strong>Oriente<\/strong>, in particolare da Gaza. Esprimo il mio profondo dolore per l\u2019attacco dell\u2019esercito israeliano contro la parrocchia cattolica della Sacra Famiglia in Gaza City; come sapete ha causato la morte di tre cristiani e il grave ferimento di altri. Prego per le vittime, <strong>Saad Issa Kostandi Salameh<\/strong>, Foumia Issa Latif Ayyad, <strong>Najwa Ibrahim Latif Abu Daoud<\/strong>, e sono particolarmente vicino ai loro familiari e a tutti i parrocchiani. Tale atto, purtroppo, si aggiunge ai continui <strong>attacchi militari<\/strong> contro la popolazione civile e i luoghi di culto a Gaza. Chiedo nuovamente che si fermi subito la barbarie della guerra e che si raggiunga una risoluzione pacifica del conflitto\u201d.<\/p>\n<p>Prevost, inoltre, aveva ribadito la sua posizione: \u201cAlla <strong>comunit\u00e0 internazionale<\/strong> rivolgo l\u2019appello a osservare il diritto umanitario e a rispettare l\u2019obbligo di tutela dei civili, nonch\u00e9 il divieto di punizione collettiva, di uso indiscriminato della forza e di spostamento forzato della <strong>popolazione<\/strong>. Ai nostri amati cristiani mediorientali dico: sono vicino alla vostra sensazione di poter fare poco davanti a questa situazione cos\u00ec drammatica. Siete nel cuore del Papa e di tutta la Chiesa. Grazie per la vostra testimonianza di fede. La <strong>Vergine<\/strong> <strong>Maria<\/strong>, donna del Levante, aurora del Sole nuovo che \u00e8 sorto nella storia, vi protegga sempre e accompagni il mondo verso albori di pace\u201d.<\/p>\n<p>Il Papa \u00e8 sempre stato in contatto con il <strong>cardinale Pizzaballa<\/strong> e, il giorno dopo l\u2019attacco alla parrocchia di Gaza, aveva ricevuto una telefonata dal premier israeliano <strong>Benjamin<\/strong> <strong>Netanyahu<\/strong>. Prevost gli aveva rinnovato il suo appello affinch\u00e9 venisse ridato slancio all\u2019azione negoziale e si raggiungesse un cessate il fuoco e la fine della guerra. Contatti diplomatici e <strong>attenzione<\/strong> <strong>pastorale<\/strong>, ma senza ipotizzare un viaggio a Gaza: \u201cCi sono tanti luoghi dove io personalmente vorrei anche andare, per\u00f2 non \u00e8 necessariamente la formula per trovare la risposta. Bisogna incoraggiare tutti a lasciare le armi, lasciare anche tutto il <strong>commercio<\/strong> che c\u2019\u00e8 dietro ogni guerra\u201d.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8, infine, la durissima denuncia fatta da <strong>Pizzaballa<\/strong> che \u00e8 accanto alla popolazione del <strong>Medio<\/strong> <strong>Oriente<\/strong>: \u201cCristo non \u00e8 assente da <strong>Gaza<\/strong>. \u00c8 l\u00ec, crocifisso nei feriti, sepolto sotto le macerie eppure presente in ogni atto di <strong>misericordia<\/strong>, in ogni candela nell\u2019oscurit\u00e0, in ogni mano tesa verso chi soffre. Non siamo venuti come politici o diplomatici, ma come <strong>pastori<\/strong>. La Chiesa, l\u2019intera comunit\u00e0 cristiana, non li abbandoner\u00e0 mai\u201d. E ha aggiunto: \u201cGli aiuti umanitari non sono solo necessari, sono una <strong>questione di vita o di morte<\/strong>. Rifiutarli non \u00e8 un ritardo, ma una condanna. Ogni ora senza cibo, acqua, medicine e riparo provoca un danno profondo. L\u2019abbiamo visto: uomini che resistono al sole per ore nella speranza di un <strong>semplice<\/strong> <strong>pasto<\/strong>. \u00c8 un\u2019umiliazione difficile da sopportare quando la si vede con i propri occhi. \u00c8 moralmente <strong>inaccettabile<\/strong> e <strong>ingiustificabile<\/strong>. Sosteniamo quindi l\u2019opera di tutti gli attori umanitari \u2013 locali e internazionali, cristiani e musulmani, religiosi e laici \u2013 che stanno rischiando tutto per portare la vita in questo mare di <strong>devastazione<\/strong> <strong>umana<\/strong>. E leviamo la nostra voce in un appello ai leader di questa regione e del mondo: non pu\u00f2 esserci futuro basato sulla <strong>prigionia<\/strong>, lo sfollamento dei palestinesi o sulla vendetta. Deve esserci un modo per restituire la vita, la dignit\u00e0 e tutta l\u2019umanit\u00e0 perduta. Facciamo nostre le parole di <strong>Papa Leone XIV<\/strong>\u201d. Il segnale eloquente di una<strong> regia condivisa<\/strong> dai vertici della Chiesa cattolica.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sensibilit\u00e0 diverse o soltanto toni differenti dei vertici della Chiesa cattolica sulla tragedia che si sta consumando a Gaza? La domanda nasce dalle affermazioni fatte e dai gesti compiuti negli ultimi giorni da Leone XIV, dal suo cardinale segretario di Stato, Pietro Parolin, e dal patriarca di Gerusalemme dei Latini, il cardinale Pierbattista Pizzaballa. 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