{"id":21140,"date":"2025-07-28T17:45:03","date_gmt":"2025-07-28T15:45:03","guid":{"rendered":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/2025\/07\/28\/lemergenza-e-adesso-le-testimonianze-dalle-carceri-italiane-nel-rapporto-dellassociazione-antigone-siamo-in-celle-da-sei-con-uno-o-due-ventilatori-a-disposizione-non-si-respira-dovreste-ve\/"},"modified":"2025-07-28T17:45:03","modified_gmt":"2025-07-28T15:45:03","slug":"lemergenza-e-adesso-le-testimonianze-dalle-carceri-italiane-nel-rapporto-dellassociazione-antigone-siamo-in-celle-da-sei-con-uno-o-due-ventilatori-a-disposizione-non-si-respira-dovreste-ve","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/2025\/07\/28\/lemergenza-e-adesso-le-testimonianze-dalle-carceri-italiane-nel-rapporto-dellassociazione-antigone-siamo-in-celle-da-sei-con-uno-o-due-ventilatori-a-disposizione-non-si-respira-dovreste-ve\/","title":{"rendered":"L&#8217;emergenza \u00e8 adesso, le testimonianze dalle carceri italiane nel rapporto dell&#8217;associazione Antigone: \u00abSiamo in celle da sei con uno o due ventilatori a disposizione. Non si respira. Dovreste venire a vedere in che condizioni viviamo\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>\n<\/p>\n<p class=\"has-dropcap\">Questo \u00e8 il resoconto della referente di uno Sportello di <strong>Antigone<\/strong> al termine della giornata di colloqui. \u00ab&#8221;Siamo tutti in celle da sei con uno o due ventilatori a disposizione. Non si respira e la situazione sta diventando insostenibile. <strong>Dovreste venire a vedere in che condizioni viviamo<\/strong>&#8220;, mi riferisce una persona arrivata a colloqui visibilmente affaticata con difficolt\u00e0 a camminare e respirare. Negli uci ci sono i pinguini, mentre nelle sezioni detentive il caldo era asfissiante. Hanno messo dei ventilatori alti, ad esempio, nel corridoio della prima sezione, ma servono a poco. Le operatrici dello sportello sono dovute uscire dalla stanza dei colloqui (che solitamente corrispondono alla grandezza delle celle) perch\u00e9 non riuscivano a respirare. In pi\u00f9, la puzza di spazzatura \u00e8 tremenda anche perch\u00e9, in attesa che la ritirano, la lasciano nei corridoi. In una sezione in alcune celle l\u2019acqua corrente \u00e8 disponibile solo in alcune ore del giorno. Addirittura un detenuto, nella disperazione pi\u00f9 totale, ha dovuto tagliare i fili della TV per attaccarli al ventilatore; ventilatore che quasi nessuno ha\u00bb.<\/p>\n<p>Non \u00e8 la sola testimonianza. \u00ab<strong>Salve distinta associazione, mi rivolgo a voi con il cuore in mano di una madre e di una intera famiglia distrutta dal dolore.<\/strong> Mio figlio \u00e8 in carcere da circa 3 settimane ed \u00e8 affetto da disturbi psichici conseguenti all&#8217;uso di sostanze stupefacenti. Non pu\u00f2 uscire in cortile, se non 2 ore alla settimana e la sua situazione di salute sta peggiorando. Ha solo 22 anni\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abPer il caldo torrido siamo costretti a buttare ogni giorno alimenti che non riusciamo a consumare, rischiando tutti i giorni una intossicazione alimentare. <strong>Le celle di pernottamento non solo sono al di sotto dei tre metri quadri calpestabili<\/strong> in violazione della normativa CEDU ma sono sprovviste di docce all&#8217;interno, di acqua calda e di bidet\u00bb.<\/p>\n<p>Con questo racconti si apre il rapporto di met\u00e0 anno dell\u2019Associazione Antigone, <em>L&#8217;<strong>emergenza \u00e8 adesso<\/strong><\/em><strong>, frutto di 86 visite negli istituti penitenziari italiani effettuate negli ultimi 12 mesi<\/strong> dall&#8217;osservatorio dell&#8217;Associazione.<\/p>\n<p>Al 30 giugno 2025 le persone detenute erano 62.728, in aumento di 1.248 unit\u00e0 rispetto all\u2019anno precedente. A fronte di una capienza regolamentare di 51.276 posti, e con oltre 4.500 letti indisponibili, il tasso di affollamento reale si attesta al 134,3%. In ben 62 istituti il sovraffollamento supera il 150%, e in 8 casi addirittura il 190% \u2013 come a San Vittore, Foggia, Lodi e Roma Regina Coeli. Nel 35,3% degli istituti visitati c\u2019erano celle in cui non erano garantiti 3mq a testa di spazio calpestabile.<\/p>\n<p>Il piano di edilizia penitenziaria prevede 7.000 nuovi posti entro fine anno, ma nell\u2019ultimo anno ne sono stati realizzati appena 42. Di contro, i posti effettivi disponibili sono diminuiti di 394.<\/p>\n<p>La custodia chiusa riguarda oltre il 60% delle persone detenute, costrette a rimanere per ore in celle sovraffollate e bollenti. In piena estate, senza ventilazione adeguata e con accessi limitati all\u2019acqua, la vita quotidiana in carcere \u00e8 disumana. Le celle raggiungono i 37 gradi, con ventilatori acquistabili solo a pagamento e a numero limitato. Di poche settimane fa la testimonianza di Gianni Alemanno, letta in Senato.<\/p>\n<p>Gravissima anche la situazione nelle carceri minorili, dove si dorme su materassi a terra, mancano le ore d\u2019aria, e l\u2019utilizzo di psicofarmaci \u00e8 in allarmante crescita. <strong>Dopo l\u2019entrata in vigore del Decreto Caivano, gli Istituti Penali per Minorenni hanno visto un aumento del 50% della popolazione detenuta in meno di tre anni.<\/strong> Oggi pi\u00f9 del 60% dei ragazzi presenti \u00e8 ancora in attesa di giudizio. Sono 91 i minorenni trasferiti in istituti per adulti solo nella prima met\u00e0 del 2025.<\/p>\n<p>Tra i provvedimenti pi\u00f9 recenti, il Governo ha approvato un disegno di legge che prevede la detenzione domiciliare in comunit\u00e0 terapeutica per le persone tossico o alcol-dipendenti con pena residua fino a 8 anni. Ma dietro l\u2019apparente apertura, secondo l&#8217;Associazione Antigone, si cela un\u2019impostazione sbagliata: <strong>la nuova misura sostituisce l\u2019affidamento in prova<\/strong> \u2013 gi\u00e0 previsto per pene fino a 6 anni \u2013 con una forma comunque detentiva. In pratica, si sacrifica uno strumento pi\u00f9 aperto e rieducativo in favore di un altro pi\u00f9 restrittivo, escludendo tra l\u2019altro le persone recidive con una pena superiore ai due anni, che rappresentano proprio la parte pi\u00f9 fragile e bisognosa di supporto, in un sistema penitenziario dove il 62% dei detenuti \u00e8 gi\u00e0 stato almeno una volta in carcere. Una vera soluzione al problema pu\u00f2 venire solo dalla depenalizzazione del consumo di sostanze, e da un rafforzamento delle misure comunitarie e socio-sanitarie.\u00a0<\/p>\n<p><strong>Il 14,2% delle persone detenute ha una diagnosi psichiatrica grave, e il 21,7% assume stabilizzanti dell\u2019umore, antipsicotici o antidepressivi<\/strong>. Ma in 29 istituti il medico non \u00e8 presente di notte. Manca personale, e anche se i concorsi sono stati banditi, il sovraffollamento rende ogni sforzo insufficiente. Il disagio si manifesta con numeri allarmanti: 22,3 atti di autolesionismo e 3,2 tentati suicidi ogni 100 detenuti. <strong>I suicidi registrati da inizio anno sono 45<\/strong>, un dato altissimo, secondo solo al 2024, l\u2019anno peggiore di sempre. I soggetti pi\u00f9 fragili \u2013 giovani, persone con disagio psichico, senza fissa dimora \u2013 pagano il prezzo pi\u00f9 alto.<\/p>\n<p>Le misure alternative esistono ma non vengono applicate abbastanza. Al 30 giugno erano 23.970 le persone con una pena residua sotto i 3 anni: potenzialmente idonee a scontare la pena fuori dal carcere, ma in larga parte dimenticate. Nel frattempo, pi\u00f9 di 100.000 persone stanno scontando pene in esecuzione esterna, ma il dato non basta a frenare l\u2019aumento in carcere.<\/p>\n<p>\u00abAntigone\u00bb, dice <strong>Patrizio Gonnella<\/strong>, presidente dell&#8217;Associazione, \u00abdenuncia da anni come la detenzione debba essere extrema ratio, non una scorciatoia repressiva. L\u2019attuale Governo, invece, risponde all\u2019emergenza con l\u2019inasprimento delle pene, l\u2019introduzione di nuovi reati, l\u2019illusione di soluzioni edilizie e l\u2019inascolto delle proteste. Il risultato \u00e8 un sistema penitenziario fuori controllo, che non solo viola i diritti fondamentali, ma tradisce ogni finalit\u00e0 costituzionale della pena, mettendo a dura prova la vita delle persone detenute e degli operatori penitenziari. La vera emergenza \u00e8 adesso e non si affronta con nuove carceri, ma con coraggio politico, depenalizzazione, misure alternative credibili e rispetto per la dignit\u00e0 umana\u00bb.<\/p>\n<p>Per Antigone serve una riforma radicale del sistema penitenziario. Gi\u00e0 nel 2022 ha presentato proposta per un nuovo regolamento, con interventi concreti per migliorare la vita quotidiana delle persone detenute:<\/p>\n<ul>\n<li>pi\u00f9 possibilit\u00e0 di contatti telefonici e video con l\u2019esterno;<\/li>\n<li>un maggiore utilizzo delle tecnologie digitali;<\/li>\n<li>la drastica riduzione dell\u2019isolamento come strumento disciplinare;<\/li>\n<li>la prevenzione degli abusi;<\/li>\n<li>la promozione della sorveglianza dinamica e di un sistema centrato sul rispetto della dignit\u00e0 umana.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Qui il rapporto completo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Questo \u00e8 il resoconto della referente di uno Sportello di Antigone al termine della giornata di colloqui. \u00ab&#8221;Siamo tutti in celle da sei con uno o due ventilatori a disposizione. Non si respira e la situazione sta diventando insostenibile. 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