{"id":20879,"date":"2025-07-27T16:31:34","date_gmt":"2025-07-27T14:31:34","guid":{"rendered":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/2025\/07\/27\/chi-pubblica-gli-audio-di-raoul-bova-rischia-una-mega-sanzione\/"},"modified":"2025-07-27T16:31:34","modified_gmt":"2025-07-27T14:31:34","slug":"chi-pubblica-gli-audio-di-raoul-bova-rischia-una-mega-sanzione","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/2025\/07\/27\/chi-pubblica-gli-audio-di-raoul-bova-rischia-una-mega-sanzione\/","title":{"rendered":"Chi pubblica gli audio di Raoul Bova rischia una mega sanzione"},"content":{"rendered":"<p>\n<br \/><\/p>\n<p>AGI &#8211; &#8220;\u00c8 vietato pubblicare e condividere colloqui privati&#8221; e &#8220;chi subisce un<strong> illecito da privacy<\/strong> pu\u00f2 rivolgersi al giudice penale, come ha fatto l&#8217;attore, o al Garante, che applicher\u00e0 sanzioni amministrative&#8221;: lo ha spiegato Guido Scorza, membro del collegio del Garante della privacy, in un&#8217;intervista a Repubblica sul caso degli audio e dei messaggini di<strong> Raoul Bova <\/strong>alla modella 23enne Martina <strong>Ceretti <\/strong>diffusi da <strong>Fabrizio Corona.<\/strong><\/p>\n<p>In caso di ricorso al Garante, &#8220;chi subisce il danno presenta un reclamo&#8221;, ha precisato Scorza, &#8220;vengono poi effettuate le verifiche, sentite le parti in causa, viene dato il diritto all&#8217;accusato di difendersi&#8221;. &#8220;Nel caso di un illecito il Garante pu\u00f2 applicare una<strong> sanzione pecuniaria, <\/strong>che in un caso come questo corrisponder\u00e0 o al 2-4 per cento del fatturato annuo, o a un ammontare fino a 10-20 milioni (mentre nel caso di privati, la sanzione \u00e8 commisurata al fatturato dichiarato)&#8221;, ha aggiunto, &#8220;e pu\u00f2 proporre un provvedimento correttivo&#8221;.<\/p>\n<p>\n  &#8220;La maggior parte dell&#8217;attivit\u00e0 del Garante si svolge su istanza di parte&#8221;, ha ricordato Scorza, &#8220;noi possiamo chiedere al privato o alla piattaforma su cui il contenuto \u00e8 stato pubblicato di rimuoverlo. Ma non c&#8217;\u00e8 modo di controllare il &#8216;repost&#8217;, la rete di diffusione del materiale. \u00c8 vero che c&#8217;\u00e8 una perdita di controllo in tal senso. Pensiamo <strong>al &#8216;revenge porn&#8217; <\/strong>o in generale alla pubblicazione di immagini sessualmente esplicite. Per questo motivo, l&#8217;intervento del Garante \u00e8 spesso preventivo. In genere, se c&#8217;\u00e8 il sospetto che l&#8217;illecito possa essere commesso, viene generato quello che in gergo si chiama &#8216;hash&#8217;: un codice alfanumerico che rende il video irriconoscibile e che verr\u00e0 utilizzato dalla piattaforma per bloccare il contenuto&#8221;.<\/p>\n<p>Cosa rischia chi riposta contenuti illeciti? &#8220;Chi riposta non commette reato, ma un<strong> illecito da privacy,<\/strong> cio\u00e8 un illecito amministrativo. \u00c8 simile a quello che farebbe un giudice civile. La questione per\u00f2 va oltre le sanzioni applicabili: quando sui social contribuisci a diffondere materiale non consensuale, spesso ti dimentichi di star parlando della vita di una persona. Per certi versi, (pi\u00f9 che nel pettegolezzo) si entra in una dimensione da &#8216;gaming&#8217;. \u00c8 importante che le persone lo capiscano&#8221;.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;Clicca qui e iscriviti al nostro canale Whatsapp! 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