{"id":19903,"date":"2025-07-24T01:13:58","date_gmt":"2025-07-23T23:13:58","guid":{"rendered":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/2025\/07\/24\/trump-se-lue-ci-apre-i-mercati-abbasseremo-i-dazi-economia\/"},"modified":"2025-07-24T01:13:58","modified_gmt":"2025-07-23T23:13:58","slug":"trump-se-lue-ci-apre-i-mercati-abbasseremo-i-dazi-economia","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/2025\/07\/24\/trump-se-lue-ci-apre-i-mercati-abbasseremo-i-dazi-economia\/","title":{"rendered":"Trump: &#8216;Se l&#8217;Ue ci apre i mercati abbasseremo i dazi&#8217; &#8211; Economia"},"content":{"rendered":"<p>\n<\/p>\n<p>\u00a0&#8220;Se l&#8217;Unione europea aprir\u00e0 i suoi mercati ai prodotti Usa, abbasseremo i dazi&#8221;. Lo ha detto Donald Trump ad un evento a Washington dopo aver annunciato l&#8217;accordo commerciale con il Giappone.<\/p>\n<p>I dazi americani sull&#8217;acciaio resterebbero fuori dallo schema dell&#8217;intesa al 15%, con la conferma della tariffa al 50%. \u00c8 quanto spiegano pi\u00f9 fonti europee dopo che la Commissione ha aggiornato i 27 sul negoziato tra Ue e Usa. Le fonti confermano che Bruxelles attende un segnale da Washington sullo schema dell&#8217;intesa e nel frattempo ha rinnovato l&#8217;invito all&#8217;unit\u00e0 ai Paesi membri, astenendosi da negoziati bilaterali con gli Usa.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Ancora la trattativa \u00e8 in corso quindi \u00e8 difficile fare previsioni. Il 15% era una delle proposte degli americani, un dazio piatto per tutti. Per\u00f2 la trattativa \u00e8 aperta&#8221;. Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani a &#8220;4 di Sera News&#8221; su Retequattro, rispondendo a una domanda su un possibile accordo tra Ue e Usa di dazi al 15%. &#8220;Quello che mi preoccupa anche \u00e8 il valore del rapporto tra dollaro e euro&#8221;, ha aggiunto. &#8220;L&#8217;euro \u00e8 troppo forte rispetto al dollaro, io credo che serva un&#8217;azione forte da parte della Banca centrale europea, tagliare ancora di pi\u00f9 il costo del denaro e fare un&#8217;azione come \u00e8 stata fatta durante il Covid&#8221;. Quindi Tajani ha spiegato che &#8220;un aumento costante della forza dell&#8217;euro rispetto al dollaro significa far pagare dazi ancora pi\u00f9 forti, oltre ai dazi ci sarebbe un sovraprezzo per il costo dell&#8217;euro&#8221;. E ha concluso che mentre si tratta sui dazi &#8220;bisogna anche pensare a rendere meno forte l&#8217;euro sul dollaro&#8221;.<\/p>\n<p>Hanno chiuso in rialzo le principali Borse europee nel giorno dell&#8217;accordo tra Usa e Giappone sui dazi. Parigi ha guadagnato l&#8217;1,37% a 7.850 punti, Londra lo 0,42% a 9.061 punti Francoforte lo 0,83% a 24.240 punti e Madrid lo 0,31% a 14.165 punti.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><span class=\"ratio\"> <\/span>&#13;<\/p>\n<p><span class=\"figcaption\">von der Leyen e\u00a0 Trump<\/span><\/p>\n<p>&#13;<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>IL PUNTO ALLE 20.30 (ora italiana) del 23 luglio 2025<\/strong><br \/><strong> di Michele Esposito<\/strong><\/p>\n<p>L&#8217;intesa \u00e8 vicina, non vicinissima. E in caso di &#8216;no deal&#8217; scatter\u00e0 una vera guerra commerciale tra le due sponde dell&#8217;Atlantico. L&#8217;Europa e gli Stati Uniti si avvicinano a un punto di non ritorno nella trattativa sui dazi. Sul tavolo di Donald Trump nelle prossime ore dovrebbe finire uno schema di accordo che prevede una tariffa unica del 15% come base, con diverse esenzioni reciproche da mettere a punto. E&#8217; un passo avanti delineato sulla scia dell&#8217;accordo tra Usa e Giappone, che la Commissione ha illustrato ai Rappresentanti Permanenti dei 27 ricevendo un sostanziale consenso di principio.<\/p>\n<p>Ma tutto pu\u00f2 cambiare da un momento all&#8217;altro. Soprattutto, come spiegano fonti diplomatiche, &#8220;la decisione finale spetta a Trump&#8221;.<\/p>\n<p>Il perno della bozza dell&#8217;intesa \u00e8 quel 15% che, tra i 27 Paesi Ue, \u00e8 ritenuto sostanzialmente accettabile. Anche perch\u00e9 produrrebbe un automatico abbassamento delle attuali tariffe su alcuni settori chiave, come quello dell&#8217;automotive, oggi gravato da una tariffa al 27,5%. L&#8217;Ue, in cambio, potrebbe accettare il riconoscimento di alcuni standard tecnici americani nel comparto. La percentuale del 15% si conterebbe includendo la cosiddetta clausola della &#8216;Nazione pi\u00f9 favorit\u00e0&#8217; (Mfn), usata da Ue e Usa come strumento di anti-discriminazione nel commercio e che ha portato finora a tariffe medie reciproche del 4,8%. Sulle esenzioni la trattativa \u00e8 aperta e l&#8217;attenzione delle 27 capitali \u00e8 altissima. Tra i settori, secondo fonti europee, potrebbero salvarsi l&#8217;aereonautica, i prodotti agricoli, gli alcolici, il legname e i dispositivi medici.<\/p>\n<p>Non \u00e8 chiaro se, a corredo dell&#8217;intesa e seguendo il modello nipponico, da Bruxelles ci sia un impegno chiaro sugli investimenti industriali Oltreoceano. E&#8217; invece chiaro, spiegano fonti brussellesi, che Trump non intende abbassare la tariffa sull&#8217;acciaio, ora al 50%.<\/p>\n<p>Lo schema dell&#8217;intesa \u00e8 stato oggetto del colloquio tra il commissario Ue al Commercio Marcos Sefcovic e il suo omologo americano Howard Lutnick. L&#8217;impressione \u00e8 che le capitali europee, turandosi il naso, siano pronte ad accettare il 15% ma poco altro pi\u00f9. E la Commissione, nell&#8217;ultimo miglio della trattativa, ha deciso di cambiare i toni, forzandoli sensibilmente. Non \u00e8 un caso che Palazzo Berlaymont abbia deciso di unire le due liste di controdazi finora messe in campo: la prima, come risposta alle tariffe americane su acciaio e alluminio, da 21 miliardi; la seconda, messa a punto dopo il Liberation Day, da 72 miliardi. Nelle prossime ore il Comitato per le barriere commerciali approver\u00e0 la lista unica, che non entrer\u00e0 in vigore fino al prossimo 7 agosto.<\/p>\n<p>A determinare il cambio di passo dell&#8217;Ue \u00e8 tuttavia un altro fattore: l&#8217;emergere di &#8220;un&#8217;ampia maggioranza qualificata&#8221; tra i 27 sull&#8217;attivazione dello Strumento anti-coercizione, il cosiddetto bazooka. La Francia, nel corso del Coreper II, ha chiesto l&#8217;istituzione immediata dello strumento, sul quale l&#8217;Italia ha tradizionalmente richiamato alla cautela. La richiesta di Parigi non ha avuto seguito ma tra i 27 ha prevalso la linea secondo cui, in caso di no deal e con i dazi quindi al 30%, il bazooka sar\u00e0 attivato. Attraverso lo strumento l&#8217;Ue potrebbe autorizzare misure come dazi, restrizioni su investimenti e servizi, esclusione da appalti pubblici e persino la revoca di diritti di propriet\u00e0 intellettuale. Di fatto, si entrerebbe in una guerra commerciale con gli Usa.<\/p>\n<p>Altro nodo \u00e8 quello delle Big Tech e del rispetto, da parte delle multinazionali Usa, del Digital Service Act e del Digital Market Act. Non a caso, in un post, il Dipartimento di Stato americano ha definito regolamentazione dei social media e di altre piattaforme online in Ue come una censura &#8220;orwelliana&#8221;.<br \/>La bozza dell&#8217;intesa c&#8217;\u00e8, l&#8217;intesa non ancora. Non si prevede, nelle prossime ore, una telefonata tra Ursula von der Leyen e Trump, salvo sorprese. La presidente della Commissione, assieme ad Antonio Costa e Kaja Kallas, ha nel frattempo lanciato &#8220;l&#8217;Alleanza per la competitivit\u00e0&#8221; con il Giappone, facendo asse con Tokyo per una riforma del Wto. Ma il clou della missione dei vertici Ue in Estremo Oriente \u00e8 la Cina, dove von der Leyen e Costa sono attesi da un difficilissimo vertice con Xi Jinping.\u00a0<\/p>\n<p class=\"article-copyright\">\n<p>Riproduzione riservata \u00a9 Copyright ANSA<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0&#8220;Se l&#8217;Unione europea aprir\u00e0 i suoi mercati ai prodotti Usa, abbasseremo i dazi&#8221;. 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