{"id":19851,"date":"2025-07-23T21:09:58","date_gmt":"2025-07-23T19:09:58","guid":{"rendered":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/2025\/07\/23\/consumi-lia-come-abilitatore-della-relazione-brand-utente\/"},"modified":"2025-07-23T21:09:58","modified_gmt":"2025-07-23T19:09:58","slug":"consumi-lia-come-abilitatore-della-relazione-brand-utente","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/2025\/07\/23\/consumi-lia-come-abilitatore-della-relazione-brand-utente\/","title":{"rendered":"Consumi, l&#8217;IA come abilitatore della relazione brand-utente"},"content":{"rendered":"<p>\n<br \/><\/p>\n<p><strong>L\u2019intelligenza artificiale (IA) generativa \u00e8 sempre pi\u00f9 presente nel quotidiano dei consumatori<\/strong>: il 73% degli italiani ha gi\u00e0 utilizzato strumenti basati sull\u2019IA generativa (come ChatGPT, Gemini o Claude), di questi il 25% dichiara di farlo in modo abituale. Se interrogati sul tipo di relazione che instaurano con l\u2019IA il 34% degli italiani la definisce &#8220;un\u2019assistente&#8221;, il 26% un \u201cbuon advisor\u201d e il 24% si spinge a considerarla \u201cun buon amico\u201d. A metterlo nero su bianco sono i dati della <strong>\u201cConsumer Pulse Survey 2025\u201d<\/strong>, realizzata da <strong>Accenture<\/strong><\/p>\n<p><strong>Quasi un italiano su due (47%) ha gi\u00e0 utilizzato l\u2019intelligenza artificiale per supportare le proprie scelte d\u2019acquisto<\/strong>, mentre un ulteriore 37% sta valutando di farlo prossimamente. Un comportamento che si inserisce in un processo di acquisto sempre pi\u00f9 digitale: il 40% degli italiani compie l\u2019intero percorso online, dalla ricerca iniziale fino all\u2019acquisto; il 26% utilizza i canali digitali per informarsi, ma acquista poi in negozio; solo il 23% sceglie un\u2019esperienza interamente fisica e tradizionale.<\/p>\n<p>Se prendiamo invece in considerazione gli utenti abituali e analizziamo le motivazioni per cui utilizzano i tool di GenAI, la percentuale di coloro che dichiarano di farlo per <strong>supportare le proprie scelte d\u2019acquisto<\/strong> sale al 69% (vs il 47% del totale degli utenti). Seguono motivazioni connesse al raggiungimento di obiettivi di sviluppo personale (63%), ad attivit\u00e0 legate al lavoro (61%), suggerimenti per investimenti finanziari (59%), consigli sulle relazioni sociali (59%) e su salute e benessere (58%).<\/p>\n<h2>Il paradigma \u201cMe, my brand and Ai\u201d<\/h2>\n<p>Secondo lo studio realizzato da <strong>Accenture<\/strong>, nel supportare e guidare i consumatori nelle scelte d\u2019acquisto, l\u2019intelligenza artificiale pu\u00f2 assumere tre ruoli principali:<\/p>\n<ul>\n<li><strong>L\u2019IA come \u201cguida di fiducia\u201d \u2013 per suggerire soluzioni affidabili e real time<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p>Sebbene i negozi fisici restino la principale fonte di raccomandazioni per orientare le decisioni d\u2019acquisto, la Generative AI sta rapidamente guadagnando terreno, posizionandosi gi\u00e0 oggi come seconda fonte di informazione tra gli utenti abituali, superando amici, familiari e altri pi\u00f9 comuni canali digitali.<\/p>\n<p>Quando si parla invece di affidabilit\u00e0 della fonte, le informazioni reperite tramite tool di Gen AI sono giudicate affidabili dal 24% degli italiani, percentuale che sale al 37% se consideriamo gli utenti abituali. Questi ultimi continuano comunque ad affidarsi ai motori di ricerca tradizionali (46%), ai marketplace online (44%), ai siti web proprietari dei brand (42%) e alla consulenza in store (41%).<\/p>\n<p>I brand devono quindi lavorare attivamente per sfruttare le potenzialit\u00e0 dell\u2019intelligenza artificiale, migliorando l\u2019ottimizzazione dei propri contenuti per aumentarne la visibilit\u00e0 e costruendo una maggiore fiducia e credibilit\u00e0 nei confronti dei consumatori.<\/p>\n<ul>\n<li><strong>L\u2019IA come \u201ccompagno affidabile\u201d \u2013 per creare relazioni personalizzate, profonde ed emotive con i consumatori<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p>Molti consumatori iniziano a percepire l\u2019intelligenza artificiale come uno strumento capace di offrire esperienze personalizzate, proattive e coinvolgenti dal punto di vista emotivo. L\u2019IA apre nuove possibilit\u00e0 per creare relazioni autentiche e durature, basate sulla comprensione reciproca e sulla rilevanza.<\/p>\n<p>In questo contesto, le aziende devono puntare sulla personalizzazione, integrando l\u2019IA con i dati lungo tutta la supply chain, per costruire interazioni sempre pi\u00f9 autentiche e memorabili, capaci di incarnare i valori del brand e rafforzare i legami con i consumatori.<\/p>\n<p>A conferma di ci\u00f2, il 38% degli italiani afferma che sarebbe disposto a cambiare brand se un altro fosse in grado di offrirgli un\u2019esperienza che lo faccia sentire speciale e riconosciuto. Un dato che richiama direttamente il bisogno di un\u2019interazione pi\u00f9 intima e significativa con i brand.<\/p>\n<ul>\n<li><strong>L\u2019IA come \u201csecondo io\u201d \u2013 per agire per conto dei consumatori nelle decisioni di acquisto<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p>Gli agenti IA sono in grado di agire in modo proattivo sulla base di istruzioni predefinite e di apprendere dalle abitudini e preferenze individuali. Cos\u00ec facendo, semplificano il confronto tra prodotti, gestiscono il checkout e supportano anche l\u2019assistenza post-vendita.<\/p>\n<p>Il 70% degli italiani dichiara di essere gi\u00e0 aperto ad affidarsi a un agente IA personale che sappia risolvere i suoi problemi. Tra chi utilizza abitualmente i tool di GenAI, il 34% affida all\u2019IA la gestione della maggior parte del processo, riservando a s\u00e9 solo la scelta finale, mentre l\u20198% si spinge oltre, delegando interamente la decisione all\u2019IA, senza supervisione. Siamo ancora in una fase iniziale, ma la sua diffusione sta chiaramente avanzando. Per favorire questo passaggio, i brand devono conquistare la fiducia dei consumatori, attraverso maggiore trasparenza, personalizzazione e controllo, rispettando i valori e le preferenze individuali.<\/p>\n<h2>Potenziare la fiducia attraverso i programmi di fedelt\u00e0 <\/h2>\n<p><strong>Quasi un italiano su due (48%) aderisce ai programmi fedelt\u00e0 dei propri brand preferiti e il 26% dichiara di farlo anche per brand competitor<\/strong>. Le principali reticenze alla sottoscrizione dei programmi fedelt\u00e0 vanno ricercate nella mancanza di volont\u00e0 di pagare un supplemento per aderire a un programma (73%), nella paura di essere inondati da comunicazioni promozionali (70%) o di sentirsi vincolati a un particolare brand (60%). Il 41% dichiara anche di non voler fornire ai brand dati personali e relativi alle proprie abitudini di acquisto.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 in generale, il 45% degli italiani dubita del valore reale che pu\u00f2 derivare dal sottoscrivere programmi fedelt\u00e0. Per rafforzare il rapporto di fiducia con i propri consumatori, i brand possono sfruttare le nuove potenzialit\u00e0 dell\u2019IA per <strong>migliorare i propri programmi fedelt\u00e0 aumentando personalizzazione, trasparenza e rilevanza<\/strong>.<\/p>\n<h2>L\u2019Ai come strumento strategico per i brand <\/h2>\n<p>Stando all\u2019analisi di Accenture, in un contesto di profonda incertezza come quello attuale, i brand che avranno successo saranno quelli in grado di puntare non solo sul fattore economico, ma sulla <strong>costruzione di esperienze memorabili <\/strong>e di una <strong>connessione forte con i propri consumatori basata sulla fiducia<\/strong>.<\/p>\n<p>L\u2019intelligenza artificiale, considerato anche il grado di predisposizione al suo utilizzo da parte dei consumatori, pu\u00f2 diventare uno strumento strategico nelle mani dei brand per abilitare la creazione di esperienze differenzianti e relazioni pi\u00f9 profonde grazie a due capacit\u00e0 chiave: l&#8217;<strong>empatia<\/strong>, utile a comprendere e apprendere dai sentimenti umani; e l&#8217;<strong>autonomia<\/strong>, con la quale anticipa i bisogni e interviene preventivamente.<\/p>\n<p>\u201cL\u2019intelligenza artificiale sta rapidamente evolvendo da semplice strumento a vero e proprio partner strategico nella relazione tra brand e consumatori \u2013 le parole di <strong>Andrea Ruzzi, responsabile Consumer and Manufacturing di Accenture Italia<\/strong> &#8211; I dati ci mostrano una crescente apertura da parte degli italiani verso l\u2019AI, non solo come supporto alle decisioni, ma come agente personale in grado di comprendere, anticipare e agire. Per i brand, questo significa ripensare a fondo la customer experience: costruire fiducia, personalizzare le interazioni e offrire esperienze memorabili grazie a tecnologie sempre pi\u00f9 empatiche e autonome, perfettamente integrate con il personale di vendita. Una trasformazione che rende ancora pi\u00f9 cruciali gli investimenti sia nell\u2019adozione tecnologica, sia nell\u2019upskilling delle persone\u201d. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019intelligenza artificiale (IA) generativa \u00e8 sempre pi\u00f9 presente nel quotidiano dei consumatori: il 73% degli italiani ha gi\u00e0 utilizzato strumenti basati sull\u2019IA generativa (come ChatGPT, Gemini o Claude), di questi il 25% dichiara di farlo in modo abituale. 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