{"id":19749,"date":"2025-07-23T13:47:02","date_gmt":"2025-07-23T11:47:02","guid":{"rendered":"https:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/2025\/07\/23\/mostro-di-firenze-il-bimbo-sopravvissuto-e-figlio-di-giovanni-vinci-chi-e-il-padre-e-perche-riprende-piede-la-pista-sarda-il-criminologo-caruso-non-centra-con-il-serial-killer\/"},"modified":"2025-07-23T13:47:02","modified_gmt":"2025-07-23T11:47:02","slug":"mostro-di-firenze-il-bimbo-sopravvissuto-e-figlio-di-giovanni-vinci-chi-e-il-padre-e-perche-riprende-piede-la-pista-sarda-il-criminologo-caruso-non-centra-con-il-serial-killer","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/2025\/07\/23\/mostro-di-firenze-il-bimbo-sopravvissuto-e-figlio-di-giovanni-vinci-chi-e-il-padre-e-perche-riprende-piede-la-pista-sarda-il-criminologo-caruso-non-centra-con-il-serial-killer\/","title":{"rendered":"Mostro di Firenze, il bimbo sopravvissuto \u00e8 figlio di Giovanni Vinci: chi \u00e8 il padre e perch\u00e9 riprende piede la pista sarda. Il criminologo Caruso: \u00abNon c\u2019entra con il serial killer\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>\n<\/p>\n<p class=\"has-dropcap\">\u00c8 la notte tra il <strong>21 e il 22 agosto del 1968<\/strong>. Un bambino di sei anni, solo, bussa alla porta di un casolare: \u00abAprimi, perch\u00e9 ho sonno. Il mio babbo \u00e8 ammalato. La mia mamma e lo zio sono morti in macchina\u00bb, dice all&#8217;uomo che si \u00e8 affacciato per vedere chi era. Il piccolo si chiama <strong>Natalino Mele<\/strong> ed <strong>\u00e8 appena scampato all&#8217;omicidio di sua madre, Barbara Locci, e dell&#8217;amante di lei, Antonio Lo Bianco<\/strong>, uccisi mentre erano appartati in auto con il piccolo che dormiva sul sedile posteriore dell&#8217;auto. Inizia cos\u00ec la terribile vicenda del <strong>Mostro di Firenze<\/strong>, il cold case italiano pi\u00f9 misterioso di sempre, che oggi viene \u00abrianalizzato\u00bb  grazie a una scoperta: <strong>un accertamento genetico disposto dalla procura di Firenze ha stabilito che il padre biologico di Natalino Mele era un uomo di nome Giovanni Vinci<\/strong>, fratello maggiore di Francesco e Salvatore, entrambi coinvolti e poi scagionati nell&#8217;ambito della cosiddetta \u00ab<strong>pista sarda<\/strong>\u00bb, un filone dell&#8217;indagine sull&#8217;autore degli otto duplici omicidi che hanno insanguinato le colline intorno a Firenze dal 1968 al 1985. \u00abMa si tratta di una pista che non c&#8217;entra con i delitti del mostro\u00bb, dice il <strong>criminologo Sergio Caruso, esperto in vittimologia e crimini violenti<\/strong>, che studia il caso da anni.<\/p>\n<p><strong>Partiamo dall&#8217;inizio. Come si arriva a sospettare che Barbara Locci e il suo amante fossero stati uccisi dal Mostro di Firenze?<\/strong><br \/>\u00abInizialmente per il delitto fu condannato a sedici anni il marito della donna, <strong>Stefano Mele<\/strong>, un manovale sardo emigrato in Toscana qualche anno prima. Per gli inquirenti l&#8217;uomo aveva agito per gelosia, a causa dei tradimenti di sua moglie. Lui accus\u00f2 altri due amanti della donna, anche loro sardi, Francesco e Salvatore Vinci (<em>Giovanni, l&#8217;uomo che in base a un test del dna sarebbe il padre di Natalino non \u00e8 mai stato indagato per i delitti del serial killer,<\/em> ndr). Poi li scagion\u00f2 e si autoaccus\u00f2. Solo nel 1982 questo caso \u00e8 stato collegato con i delitti del Mostro di Firenze, un serial killer che uccideva le coppiette che si appartavano nelle campagne intorno a Firenze. Il collegamento nasce dal fatto che alcuni bossoli repertati sul luogo del duplice delitto risultarono identici a quelli trovati sulle altre scene dei crimini del serial killer. La pistola Beretta calibro 22 e i bossoli marchiati con una H sono la sua \u201cfirma\u201d\u00bb.<\/p>\n<p><span class=\"SpanWrapper-zEXFr hdztbW responsive-asset AssetEmbedResponsiveAsset-cIfZLr fHIkTW asset-embed__responsive-asset\"><\/span><span class=\"BaseWrap-sc-gzmcOU BaseText-eqOrNE CaptionText-brNLzD deqABF ijcmYY ixLsrW caption__text\"><\/p>\n<p>Stefano Mele, condannato per l&#8217;omicidio di Barbara Locci e Antonio Lo Bianco<\/p>\n<p><\/span><span class=\"BaseWrap-sc-gzmcOU BaseText-eqOrNE CaptionCredit-eowWKH deqABF PwCDR kpuElq caption__credit\">Fotocronache \/ GIACOMINOFOTO \/ ipa-agency.net<\/span><\/p>\n<p><strong>Anche la modalit\u00e0 con cui fu commesso il duplice delitto era simile?<\/strong><br \/>\u00abIl Mostro si avvicinava alle auto dove erano appartate le coppiette, le illuminava con una torcia e poi sparava. Barbara Locci e il suo amante furono uccisi con otto colpi di pistola. Il killer risparmi\u00f2 il bambino che dormiva sul sedile posteriore dell&#8217;auto. Tra il 1974 e il 1985 altre sette coppiette furono uccise e si cap\u00ec che ad agire era un serial killer, il quale tra l&#8217;altro asportava il seno sinistro e il pube delle povere vittime\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Con la scoperta che Natalino era figlio di uno dei fratelli Vinci riprende piede la \u00abpista sarda\u00bb. Furono, dunque, questi uomini, o uno di loro, a uccidere le coppie?<\/strong><br \/>\u00abNe dubito. Il discorso sulla presunta paternit\u00e0 di Vinci era gi\u00e0 risaputo, hanno scoperto l&#8217;acqua calda. Inoltre, gi\u00e0 nel 1989 l&#8217;indagine sui fratelli Vinci si era arenata. Gli investigatori iniziarono a sospettarli perch\u00e9 dopo l&#8217;uccisione della seconda coppia, nel 1974, Mele, che era in carcere, torn\u00f2 ad accusare Francesco Vinci, un uomo violento il cui profilo non corrisponde con quello del mostro di Firenze. L&#8217;uomo fu poi scagionato dall&#8217;accusa di essere il Mostro, perch\u00e9 un&#8217;altra coppia fu uccisa mentre lui era in carcere. In seguito, Francesco Vinci fu ammazzato. Di recente \u00e8 stato riesumato perch\u00e9 si sospettava che la sua morte fosse stata una messinscena e il corpo sepolto nella sua tomba in realt\u00e0 non fosse il suo, ma l&#8217;esame del dna ha smentito questa ipotesi. Quanto a suo fratello Giovanni Vinci, quello che adesso risulta essere il padre di Natalino Mele, anche lui \u00e8 morto\u00bb.<\/p>\n<p><span class=\"SpanWrapper-zEXFr hdztbW responsive-asset AssetEmbedResponsiveAsset-cIfZLr fHIkTW asset-embed__responsive-asset\"><\/span><span class=\"BaseWrap-sc-gzmcOU BaseText-eqOrNE CaptionText-brNLzD deqABF ijcmYY ixLsrW caption__text\"><\/p>\n<p>Francesco Vinci<\/p>\n<p><\/span><span class=\"BaseWrap-sc-gzmcOU BaseText-eqOrNE CaptionCredit-eowWKH deqABF PwCDR kpuElq caption__credit\">Fotocronache \/ GIACOMINOFOTO \/ ipa-agency.net<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 la notte tra il 21 e il 22 agosto del 1968. Un bambino di sei anni, solo, bussa alla porta di un casolare: \u00abAprimi, perch\u00e9 ho sonno. Il mio babbo \u00e8 ammalato. La mia mamma e lo zio sono morti in macchina\u00bb, dice all&#8217;uomo che si \u00e8 affacciato per vedere chi era. Il piccolo<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":19750,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[34],"tags":[867,297,14610,70,58,14609,396,3899,1080,3796,4744,2432,386,14608,4312,5455,13744,3795,8634,12106],"class_list":["post-19749","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-persone","tag-bimbo","tag-caruso","tag-centra","tag-chi","tag-con","tag-criminologo","tag-figlio","tag-firenze","tag-giovanni","tag-killer","tag-mostro","tag-padre","tag-perche","tag-piede","tag-pista","tag-riprende","tag-sarda","tag-serial","tag-sopravvissuto","tag-vinci"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19749","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=19749"}],"version-history":[{"count":0,"href":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19749\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/19750"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=19749"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=19749"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=19749"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}