{"id":18540,"date":"2025-07-18T20:54:45","date_gmt":"2025-07-18T18:54:45","guid":{"rendered":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/2025\/07\/18\/intesa-sui-dazi-appesa-a-un-filo-trump-vuole-il-15-20-economia\/"},"modified":"2025-07-18T20:54:45","modified_gmt":"2025-07-18T18:54:45","slug":"intesa-sui-dazi-appesa-a-un-filo-trump-vuole-il-15-20-economia","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/2025\/07\/18\/intesa-sui-dazi-appesa-a-un-filo-trump-vuole-il-15-20-economia\/","title":{"rendered":"Intesa sui dazi appesa a un filo, Trump vuole il 15-20% &#8211; Economia"},"content":{"rendered":"<p>\n<\/p>\n<p>I venti tra le due sponde dell&#8217;Atlantico preannunciano tempesta. Affatto persuaso dall&#8217;ultima offerta europea di un do ut des sulle auto, Donald Trump preme per dazi minimi tra il 15% e il 20% su tutte le merci in arrivo dal Vecchio Continente. Una richiesta che, secondo le rivelazioni del Financial Times, segna l&#8217;irrigidimento del tycoon in un negoziato che resta appeso a un filo. Quello che a Bruxelles definiscono &#8220;l&#8217;ultimo miglio&#8221;, pi\u00f9 che una distanza da colmare somiglia a un campo minato.<\/p>\n<p>La missione del capo negoziatore Ue, Maros Sefcovic, a Washington non ha prodotto svolte. I faccia a faccia con il tandem trumpiano Lutnick-Greer sono stati definiti &#8220;intensi&#8221;, ma il tweet promesso per raccontarne l&#8217;esito \u00e8 rimasto nel cassetto. L&#8217;unico messaggio riportato al rientro \u00e8 stato un monito: &#8220;Solo sforzi concertati e autentici da entrambe le parti potranno portarci al traguardo&#8221;. Parole che lasciano intravedere frizioni ancora vive su dossier cruciali come automotive e agroalimentare, con l&#8217;incognita tutt&#8217;altro che secondaria dell&#8217;imprevedibilit\u00e0 di The Donald. Tanto che nei palazzi Ue nessuno si sente di escludere un nuovo rinvio last minute della scadenza del primo agosto da parte della Casa Bianca.<\/p>\n<p>L&#8217;esecutivo von der Leyen &#8211; al momento non sono previste interlocuzioni dirette tra le tedesca e il presidente Usa &#8211; resta fermo sulla via del dialogo. &#8220;La nostra priorit\u00e0 \u00e8 una soluzione negoziata&#8221;, \u00e8 tornato a ribadire il portavoce Olof Gill, sottolineando ancora una volta come la sospensione del primo pacchetto di contro-dazi da 21 miliardi di euro (pronto a entrare in vigore il 6 agosto) rappresenti un segnale distensivo, per lasciare spazio al confronto &#8220;in buona fede&#8221;.<\/p>\n<p>Nel briefing riservato agli ambasciatori dei Ventisette &#8211; rigorosamente in formato ristretto e senza cellulari &#8211; Sefcovic per\u00f2 ha illustrato l&#8217;intera gamma degli scenari possibili: dall&#8217;auspicata intesa su un&#8217;aliquota tra il 10 e il 15%, fino all&#8217;ipotesi pi\u00f9 onerosa per l&#8217;industria continentale, con tariffe al 20%. Senza dimenticare la minaccia del 30% messa nero su bianco da Trump, preludio a uno scontro frontale e a contromisure che potrebbero estendersi alle Big Tech. Una ricostruzione che ha trovato nei rappresentanti dei Paesi membri una convergenza netta, con il &#8220;pieno mandato&#8221; politico alla Commissione in ogni fase della trattativa, consapevoli che la pressione del tycoon \u00e8 destinata a toccare &#8220;l&#8217;apice&#8221; a ridosso del gong.<\/p>\n<p>Se lo spettro del 20% dovesse materializzarsi, tuttavia, la tenuta politica dell&#8217;Europa potrebbe incrinarsi sotto il peso di interessi divergenti e della portata della rappresaglia allo studio. Con Bruxelles che continua a mantenere &#8220;tutte le opzioni aperte&#8221;. Sognare un pareggio a dazi zero \u00e8 &#8220;irrealistico&#8221;, ha riconosciuto da Berlino il cancelliere Friedrich Merz, osservando come per Washington il disavanzo commerciale transatlantico si misuri soltanto sulle merci, ignorando il surplus nei servizi. L&#8217;unico approdo plausibile, nella sua visione, resta dunque un&#8217;intesa &#8220;asimmetrica&#8221;, ma fondata sulle &#8220;aliquote pi\u00f9 contenute possibili&#8221;. A partire dall&#8217;automotive, trainato dalle ammiraglie tedesche, sul quale tuttavia la mano tesa dell&#8217;Ue ad azzerare le proprie tariffe sui veicoli Usa in cambio di una riduzione fino al 17,5% da parte statunitense &#8211; rispetto al 25% in vigore &#8211; non ha sortito gli effetti sperati. Da Parigi invece il tono resta pi\u00f9 assertivo nel chiedere di sfoderare il bazooka Ue dello strumento anti-coercizione davanti a dazi &#8220;inaccettabili&#8221;.<\/p>\n<p>L&#8217;ultima settimana prima della deadline per Bruxelles si giocher\u00e0 su due fronti asiatici: il 23 luglio a Tokyo e il 24 a Pechino. Al summit con il Giappone, Ursula von der Leyen e Antonio Costa rilanceranno la cooperazione commerciale, spingendo per un rafforzamento del Cptpp &#8211; l&#8217;accordo transpacifico che coinvolge anche Canada, Giappone e Regno Unito &#8211; come base di un &#8216;Wto 2.0&#8217;. Poi sar\u00e0 la volta della Cina, alla quale l&#8217;Europa chieder\u00e0 un &#8220;riequilibrio&#8221; dei rapporti commerciali davanti a una situazione ritenuta oggi &#8220;inaccettabile&#8221;. Reciprocit\u00e0, il mantra da ribadire al Dragone, che potrebbe rivelarsi utile anche nel dialogo con Washington.<\/p>\n<p class=\"article-copyright\">\n<p>Riproduzione riservata \u00a9 Copyright ANSA<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I venti tra le due sponde dell&#8217;Atlantico preannunciano tempesta. Affatto persuaso dall&#8217;ultima offerta europea di un do ut des sulle auto, Donald Trump preme per dazi minimi tra il 15% e il 20% su tutte le merci in arrivo dal Vecchio Continente. 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