{"id":18506,"date":"2025-07-18T18:12:06","date_gmt":"2025-07-18T16:12:06","guid":{"rendered":"https:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/2025\/07\/18\/gino-cecchettin-a-giffoni-un-blog-su-parole-del-patriarcato-libri-approfondimenti\/"},"modified":"2025-07-18T18:12:06","modified_gmt":"2025-07-18T16:12:06","slug":"gino-cecchettin-a-giffoni-un-blog-su-parole-del-patriarcato-libri-approfondimenti","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/2025\/07\/18\/gino-cecchettin-a-giffoni-un-blog-su-parole-del-patriarcato-libri-approfondimenti\/","title":{"rendered":"Gino Cecchettin a Giffoni, un blog su parole del patriarcato &#8211; Libri &#8211; Approfondimenti"},"content":{"rendered":"<p>\n<\/p>\n<p>            &#8220;Vivo a prescindere<br \/>\ndai gradi di giudizio. Come cittadino, sono conscio che ci<br \/>\ndebbano essere delle pene per chi rompe quel patto sociale che<br \/>\nsono le leggi, ma la vedo come una cosa esterna. Non voglio<br \/>\nfarmi condizionare la vita da una sentenza&#8221;. E&#8217; la convinzione<br \/>\ndi Gino Cecchettin che al Giffoni Film Festival parla dei<br \/>\npropositi e dei progetti della Fondazione intitolata a sua<br \/>\nfiglia Giulia, vittima di femminicidio nel 2023 e diventata un<br \/>\nsimbolo per la lotta contro la violenza di genere. E aggiunge:<br \/>\n&#8220;La rabbia non porta a nulla, la conoscenza \u00e8 alla base di<br \/>\ntutto&#8221;.<br \/>\n                                    <br \/>\u00a0\u00a0\u00a0<br \/>\n\t\t\t\t\u00c8 proprio sull&#8217;educazione all&#8217;affettivit\u00e0 e alla gestione delle<br \/>\nemozioni che Cecchettin vuole dedicare l&#8217;attenzione e gli sforzi<br \/>\ndella Fondazione per contribuire a un miglioramento sociale, e<br \/>\nafferma: &#8220;Se Filippo avesse seguito un corso di emotivit\u00e0,<br \/>\nprobabilmente rispetto al no di Giulia avrebbe s\u00ec sofferto, ma<br \/>\nanche compreso che la vita continua e si va avanti. Questo<br \/>\ndovremmo insegnare ai nostri ragazzi: non esiste il buio totale,<br \/>\nl&#8217;educazione serve a togliere quello strato di polvere e a far<br \/>\ncapire che l\u00ec sotto c&#8217;\u00e8 la luce&#8221;.<br \/>\n                                    <br \/>\u00a0\u00a0\u00a0<br \/>\n\t\t\t\tChe l&#8217;educazione passi anche dal linguaggio \u00e8 un tema che sta<br \/>\nparticolarmente a cuore a Gino Cecchettin, che sul patriarcato<br \/>\ncommenta: &#8220;\u00c8 una parola che d\u00e0 fastidio ma parliamo di un<br \/>\nproblema sociale che \u00e8 ancora vivo nel tessuto, nei<br \/>\ncomportamenti, ma che non si vede sia perch\u00e9 ci siamo abituati o<br \/>\nsia perch\u00e9 viene visto come qualcosa di arcaico. Invece c&#8217;\u00e8, \u00e8<br \/>\npresente anche nella cronaca quotidiana, e quindi bisogna<br \/>\ncontinuare a parlarne.&#8221; E da l\u00ec lancia la proposta ai giurati:<br \/>\n&#8220;Mi piacerebbe vedere un blog in cui sono raccolte le<br \/>\nespressioni di sessismo, di maschilismo, di patriarcato, cos\u00ec<br \/>\nquando qualcuno chiede cos&#8217;\u00e8 si hanno evidenze. Fatelo voi che<br \/>\navete gli strumenti per digitalizzare. Iniziamo dal linguaggio&#8221;.<br \/>\n                                    <br \/>\u00a0\u00a0\u00a0<br \/>\n\t\t\t\t Sugli investimenti nella sicurezza commenta: &#8220;C&#8217;\u00e8 ancora molto<br \/>\nda fare soprattutto sul fronte della sicurezza. Oggi<br \/>\nincontrerete il ministro Piantedosi che \u00e8 tra le istituzioni che<br \/>\nsi sono proposte di collaborare con noi. Io gli chiederei di<br \/>\nincentivare gli aiuti per le donne che denunciano e che cos\u00ec<br \/>\nsono maggiormente esposte al rischio. Di accelerare i tempi<br \/>\ndelle indagini, di fare maggiore attenzione alle segnalazioni.<br \/>\n                                    <br \/>\u00a0\u00a0\u00a0<br \/>\n\t\t\t\tProprio per questo abbiamo intenzione di promuovere dei corsi di<br \/>\nformazione specifici per le forze dell&#8217;ordine&#8221;.<br \/>\n                                    <br \/>\u00a0\u00a0\u00a0<br \/>\n\t\t\t\tIn merito alla sua reazione dopo la tragica morte di Giulia,<br \/>\nCecchettin commenta: &#8220;L&#8217;odio sapevo che avrebbe fatto pi\u00f9 male a<br \/>\nme che ad altri. E in un momento in cui non potevo soffrire pi\u00f9<br \/>\ndi quanto facevo, ho cercato in tutti i modi di esulare da<br \/>\nquesti sentimenti. Non che il dolore scomparisse &#8211; ammette il<br \/>\npadre di Giulia che precisa &#8211; so che fino al mio ultimo giorno<br \/>\nlo prover\u00f2 intensamente, ma non provare ira e rabbia mi rende<br \/>\nforte per i miei ragazzi&#8221;.<br \/>\n                                    <br \/>\u00a0\u00a0\u00a0<br \/>\n\t\t\t\t La capacit\u00e0 di trasformare la sua enorme sofferenza in qualcosa<br \/>\ndi utile colpisce profondamente i ragazzi di Giffoni: &#8220;Ho<br \/>\nprovato un dolore lancinante, che mi ha ferito come non mai<br \/>\nprima &#8211; racconta Cecchettin &#8211; e pensare a un altro genitore<br \/>\nvivere quello che ho vissuto mi ha dato pena. Questo l&#8217;ho unito<br \/>\nal fatto che Giulia era altruista per carattere: ho voluto<br \/>\nassomigliare a lei &#8211; cosa che all&#8217;inizio non era nelle mie corde<br \/>\n&#8211; cercare di essere un po&#8217; pi\u00f9 altruista per aiutare un altro<br \/>\ngenitore a non provarlo.&#8221;<br \/>\n                                    <br \/>\u00a0\u00a0\u00a0<\/p>\n<p class=\"article-copyright\">\n<p>Riproduzione riservata \u00a9 Copyright ANSA<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Vivo a prescindere dai gradi di giudizio. Come cittadino, sono conscio che ci debbano essere delle pene per chi rompe quel patto sociale che sono le leggi, ma la vedo come una cosa esterna. Non voglio farmi condizionare la vita da una sentenza&#8221;. 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