{"id":18178,"date":"2025-07-17T18:19:02","date_gmt":"2025-07-17T16:19:02","guid":{"rendered":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/2025\/07\/17\/tour-da-ivalo-a-kirkenes-dove-viaggi\/"},"modified":"2025-07-17T18:19:02","modified_gmt":"2025-07-17T16:19:02","slug":"tour-da-ivalo-a-kirkenes-dove-viaggi","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/2025\/07\/17\/tour-da-ivalo-a-kirkenes-dove-viaggi\/","title":{"rendered":"tour da Ivalo a Kirkenes| Dove Viaggi"},"content":{"rendered":"<p>\n<\/p>\n<p>Al di sopra del <strong>Circolo Polare Artico<\/strong>, dalla finlandese <strong>Ivalo<\/strong> fino a <strong>Kirkenes<\/strong>, cittadina nella contea norvegese di <strong>Finnmark<\/strong>, la notte non porta consiglio, ma storie. Quella dell\u2019olandese <strong>Bj\u00f6rn Grutterink<\/strong>, che insieme al suo collega e compagno di avventure <strong>Gytis Rudinas<\/strong>, organizza sessioni di <em><strong>bushcrafting<\/strong><\/em> per i turisti, insegnando loro a<strong> districarsi nei fitti boschi<\/strong>; quella di <strong>Minna Kataja<\/strong> che abbraccia ogni giorno gli alberi, in genere grossi pini, mentre raccoglie bacche, frutti e licheni nella foresta, elencando i benefici del <em><strong>forest bathing<\/strong><\/em>; quella dell\u2019appassionato motociclista <strong>Knut Rollstad<\/strong>, ex guardia giurata di Kristiansund, oggi zelante pescatore di granchi reali nelle gelide acque del <strong>Mare di Barents<\/strong>.<\/p>\n<p>Ma soprattutto la storia corale del<strong> popolo Sami<\/strong>, di fatto l\u2019ultimo popolo indigeno d\u2019Europa, circa 80.000 persone dislocate tra <strong>Norvegia, Svezia, Finlandia <\/strong>e<strong> Russia<\/strong>, in quella grande regione che loro chiamano ancora oggi <strong>S\u00e1pmi<\/strong>. E dove la loro presenza, secondo gli storici e i reperti custoditi nei musei, si attesta intorno al 200-300 d.C.<\/p>\n<p><strong>LEGGI ANCHE: Cosa fare in Finlandia: guida a Helsinki e Turku<\/strong><\/p>\n<p>Un microcosmo di storie che insieme compongono la sconfinata, e un tempo remota, <strong>Lapponia<\/strong>, oggi pi\u00f9 vicina grazie a un\u2019altra storia, quella della compagnia finlandese<strong> Finnair<\/strong> \u2013 la quinta pi\u00f9 antica al mondo \u2013 che quest\u2019anno celebra <strong>7<\/strong>0 anni dal suo primo volo per <strong>Ivalo<\/strong>, citt\u00e0 pi\u00f9 a nord servita dal vettore in Finlandia: era il 18 giugno del 1955 quando l\u2019aeromobile DC-3 atterrava in questo regno sconfinato della natura, rendendo pi\u00f9 vicine storie e persone, rendendo pi\u00f9 accessibile la cultura dei Sami. Un traguardo importante, sottolineato anche lo scorso giugno dall\u2019inaugurazione del collegamento tra<strong> Ivalo<\/strong> e la norvegese <strong>Kirkenes<\/strong>, nell\u2019estremo nord-est del Paese, a un passo dal confine della Russia.<\/p>\n<p>Un macrocosmo di storie e confini che qui, durante il solstizio d\u2019estate, si ascoltano intorno al fuoco in una tradizionale<em><strong> Kota<\/strong><\/em>, mentre il sole rimane sopra l\u2019orizzonte per tutte le 24h, durante quella che qui chiamano <em><strong>nightless night<\/strong><\/em>. La notte senza buio che regala ai turisti l\u2019emozione di assistere al celebre <strong>\u201csole di mezzanotte\u201d<\/strong><\/p>\n<p>La guida Bjo\u0308rn Grutterink durante una lezione di \u201cbushcrafting<\/p>\n<h2><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Cosa_fare_e_cosa_vedere_a_Ivalo_in_Lapponia\"\/>Cosa fare e cosa vedere a Ivalo, in Lapponia<span class=\"ez-toc-section-end\"\/><\/h2>\n<p>La finlandese cittadina di <strong>Ivalo<\/strong> \u00e8 il primo avamposto per toccare con mano la natura selvaggia che da secoli ospita (e con cui convive) il <strong>popolo Sami.<\/strong> Adagiata sul fiume Ivalo, a un passo dal <strong>Parco Nazionale di Urho Kekkonen<\/strong>, tra le pi\u00f9 vaste aree naturali protette finlandesi, dove distese di torbiere si alternano alla fitta taiga. Smartphone e wi-fi super veloce sono ovunque anche qui ma \u00e8 un\u2019esperienza da provare, quello di disattivarli per almeno un paio d\u2019ore, e imparare a decodificare i messaggi e i segnali che nuvole, vento, alberi, muschi, licheni inviano in continuazione.<\/p>\n<h3><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Bushcrafting_ad_Ivalo_tecniche_di_sopravvivenza_nella_natura_lappone\"\/>Bushcrafting ad Ivalo: tecniche di sopravvivenza nella natura lappone<span class=\"ez-toc-section-end\"\/><\/h3>\n<p>Si scopre partecipando alle <strong>Bushcraft Experience<\/strong> organizzate, con mappa, bussola e acciarino d\u2019ordinanza, dal giovane olandese <strong>Bj\u00f6rn Grutterink<\/strong> e dal suo compagnio di avventure <strong>Gytis Rudinas<\/strong>: \u201cLe prime lezioni servono per acquisire le basi, quale direzione seguire per raggiungere una destinazione fissata sulla mappa, accendere un fuoco in sicurezza per scaldarsi quando le temperature scendono o quando piove, ma anche essere in grado di costruire un rifugio nella foresta in caso fosse necessario trascorrere la notte fuori \u2013 racconta<strong> Bj\u00f6rn Grutterink<\/strong> \u2013 in estrema sintesi, imparare a sopravvivere nella taiga nutrendosi esclusivamente di quello che la natura ha da offrire\u201d.<\/p>\n<p><strong>LEGGI ANCHE: Lapponia: viaggio nella magia del Grande Nord<\/strong><\/p>\n<p>Tutt\u2019intorno <strong>muschi<\/strong>, <strong>licheni<\/strong>, <strong><em>cranberry<\/em> (mirtilli rossi)<\/strong> e <em><strong>lingonberry<\/strong><\/em> (piccoli frutti rossi simili ai mirtilli) aiutano a cimentarsi anche con il <strong>foraging<\/strong>, elemento essenziale della pratica del <em>bushcraft<\/em>.<\/p>\n<p>\u201cI turisti che partecipano sono curiosi di scoprire tecniche e informazioni \u2013 prosegue <strong>Bj\u00f6rn Grutterink<\/strong> \u2013 sono attratti da quella visione un po\u2019 bucolica e molto avventurosa dei<strong> corsi di sopravvivenza<\/strong>, ma anche per un bisogno autentico di evasione e di riconnessione con la natura, di sapersi adattare ai suoi ritmi, di rispettarla vivendo al meglio ci\u00f2 che ha da offrire. Negli ultimi anni l\u2019interesse \u00e8 aumentato, soprattutto tra i viaggiatori tedeschi e olandesi\u201d.<\/p>\n<p>Minna Katja, titolare dell\u2019Arctic Sky Lapland, organizza sessioni di forest bathing nella taiga<\/p>\n<h2><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Cosa_fare_a_Saariselka_forest_bathing_e_pranzo_in_kota\"\/>Cosa fare a Saariselk\u00e4: forest bathing e pranzo in kota<span class=\"ez-toc-section-end\"\/><\/h2>\n<p>Con una trentina di chilometri circondati da laghi e taiga, si raggiunge <strong>Saariselk\u00e4<\/strong>, gettonata localit\u00e0 turistica, a soli<strong> 4<\/strong>0km dalla <strong>Russia<\/strong>, dove sciare su neve fresca e abbondante d\u2019inverno, staccare la spina d\u2019estate tra il silenzio e il verde assoluto.<\/p>\n<p>\u201cSpegnete lo smartphone\u201d, \u00e8 la prima richiesta, infatti, che viene fatta a chi partecipa alle <strong>lezione di yoga artico<\/strong> e <strong>forest bathing<\/strong>, pratica di<strong>r<\/strong>iconnessione con la natura, organizzata da<strong> Minna Katja<\/strong>: \u00e8 lei a gestire, insieme al suo compagno Aarno, l\u2019<strong>Arctic Sky Lapland<\/strong>, resort e \u201cwellbeing retreat\u201d.<\/p>\n<p>\u201cCi troviamo al confine con il <strong>Parco Nazionale Urho Kekkonen<\/strong> \u2013 spiega Minna \u2013 queste foreste sono protette e poco battute, sono il luogo ideale per disconnettersi e rilassarsi nella natura. In genere le sessioni di forest bathing durano un paio d\u2019ore, durante le quali insegno agli ospiti a percepire la foresta che ci circonda con tutti i 5 sensi, uno ad uno, focalizzandosi solo sul momento che stiamo vivendo, senza pensare ad altro.<\/p>\n<p><strong>LEGGI ANCHE: Sui grandi laghi in Finlandia per dimenticare l\u2019afa, tra foreste, tuffi e sport<\/strong><\/p>\n<p>Qui, ad Arctic Sky possiamo ospitare solo una ventina di persone, abbiamo uno chalet in legno per famiglie con otto posti letto, cinque suite doppie di cui una adattabile anche per quattro persone e per poter soggiornare da noi \u00e8 necessario aver compiuto 12 anni, siamo molto attenti nel preservare il silenzio dell\u2019area. Durante l\u2019estate organizziamo trekking, yoga nella foresta e tour in canoa\u201d.<\/p>\n<p>Alla fine della sessione di forest bathing ci si ritrova tutti avvolti dal calore del fuoco acceso dentro la <strong><em>Kota<\/em><\/strong>, la tradizionale tenda conica \u2013 simile a quella dei nativi americani \u2013 utilizzata un tempo dai pastori nomadi Sami che si spostavano con le renne. Poi si pranza o ci si gusta una tazza di te o caff\u00e8 accompagnata da una deliziosa <strong>torta di rabarbaro<\/strong> preparata da Minna.<\/p>\n<p>Il finlandese Ansi Vaananen in compagnia delle sue renne<\/p>\n<h3><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Gli_allevamenti_di_renne_a_Saariselka\"\/>Gli allevamenti di renne a Saariselk\u00e4<span class=\"ez-toc-section-end\"\/><\/h3>\n<p>Le <strong>renne<\/strong> in Lapponia sono le protagoniste assolute. Non solo perch\u00e9 dal loro allevamento \u201cnon si butta via niente\u201d, come il celebre detto della nostra cultura contadina atribuito ai suini, ma per il forte valore identitario. Ad allevarle ancora oggi sono i discendenti del popolo Sami, nuove generazioni che hanno abbandonato il nomadismo praticato dai nonni, ma portano avanti con orgoglio la tradizione.<\/p>\n<p>Si intuisce ascoltando le parole del giovane finlandese<strong> Ansi Vaananen<\/strong>, sposato con una ragazza Sami, da cui ha ereditato il lavoro del padre. Oggi Ansi gestisce la <strong>Lapponia Tours Reindeer Farm<\/strong>, organizzando percorsi in slitta guidati dalle renne, tour della fattoria dove si possono ammirare da vicino (e nutrire) diversi esemplari.<\/p>\n<p>\u201cSono animali fantastici che riescono a correre fino a 50, 60 km orari \u2013 spiega <strong>Ansi<\/strong> mentre offre licheni a quattro renne adulte \u2013 sanno persino nuotare, qui abbiamo tutti esemplari maschi che d\u2019inverno sono utilizzati per trainare le slitte, noi li addestriamo per tre anni fin da piccoli prima di introdurli alle attivit\u00e0 con il pubblico. Io non vivo qui 24ore al giorno sempre a stretto contatto con le renne come si faceva un tempo \u2013 prosegue Ansi \u2013 ma abito ad <strong>Ivalo<\/strong> in un moderno appartamento, ovviamente per\u00f2 sono qui tutti i giorni per prendermi cura di loro. Qui, quasi tutti gli allevatori di renne sono di origine Sami, nella Lapponia svedese ad esempio per legge sono gli unici a poterle allevare\u201d.<\/p>\n<p>Nella grande sala in legno dove Ansi accoglie i visitatori prima di iniziare le attivit\u00e0 o le escursioni, mostra con orgoglio, mentre prepara il caff\u00e8, il<strong> costume tradizionale Sami<\/strong>, chiamato <strong>g\u00e1kti<\/strong>, dalle tuniche blu finemente cucite e ricamate a mano con decori bianchi e rossi, alle pellicce di renna che ricoprono cappotti e cappelli: \u201cOggi vengono indossati solo nelle occasioni speciali, come feste o negli incontri del <strong>Parlamento Sami<\/strong>\u201d, termina Ansi. In ognuno dei quattro paesi dove vivono (Finlandia, Norvegia, Svezia e Russia) i Sami hanno un parlamento a rappresentarli: in Finlandia si trova nella capitale culturale dei Sami a <strong>Inari<\/strong>.<\/p>\n<p>La hall del Wilderness Hotel Muotka a Ivalo<\/p>\n<h2><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Dove_dormire_a_Ivalo_e_Saariselka\"\/>Dove dormire a Ivalo e Saariselk\u00e4<span class=\"ez-toc-section-end\"\/><\/h2>\n<h4><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Wilderness_Hotel_Muotka\"\/>Wilderness Hotel Muotka<span class=\"ez-toc-section-end\"\/><\/h4>\n<p>A un passo dal centro di <strong>Saariselk\u00e4<\/strong>, immerso dalla fitta e silenziosa taiga, il <strong>Wilderness Hotel Muotka<\/strong> offre sistemazioni adatte a qualsiasi tipologia di vacanza, active, in famiglia, all\u2019insegna del relax. Si pu\u00f2 scegliere di dormire in confortevoli camere arredate in legno nel corpo centrale della struttura, oppure nelle <strong>Panorama Log Cabin<\/strong>, chalet in legno con letto matrimoniale, bagno, sauna privata, angolo cottura, camino e ampie vetrate per ammirare l\u2019aurora boreale d\u2019inverno e il <strong>s<\/strong>ole di mezzanotte d\u2019estate.<\/p>\n<p><strong>LEGGI ANCHE: Le migliori destinazioni al mondo dove vedere l\u2019aurora boreale<\/strong><\/p>\n<p>Tra le camere pi\u00f9 gettonate d\u2019inverno, d\u2019estate si preferiscono in genere soluzioni con le tende che permettano di dormire al buio, ci sono le Aurora Cabin: cabine con tetto in vetro riscaldato al laser per ammirare il cielo comodamente sdraiati a letto. Tutte le <strong>Aurora Cabin<\/strong> sono dotate di bagno privato con doccia, sauna o camino interno.<\/p>\n<p>La struttura \u00e8 dotata di un ristorante interno tradizionale, il <strong>Tuisku<\/strong>, dove i clienti della struttura possono mangiare a pranzo, colazione e a cena, e organizza numerose attivit\u00e0, dal bushcrafting nella taiga circostante ai trekking durante il sole a mezzanotte, dalle visite alle fattorie di renne ai tour in E-fatbike fino al <strong>lago di Kopsusj\u00e4rvi.<\/strong><\/p>\n<h2><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Cosa_fare_a_Inari_la_capitale_Sami\"\/>Cosa fare a Inari, la capitale Sami<span class=\"ez-toc-section-end\"\/><\/h2>\n<p>Lungo la<strong> strada statale E75<\/strong> che attraversa la <strong>Finlandia<\/strong> e collega le citt\u00e0 di <strong>Saariselk\u00e4 e Inari<\/strong>, si intuisce fin da subito che il comune pi\u00f9 grande della Finlandia (per estensione territoriale) \u00e8 un microcosmo di storie tramandate da generazioni, tutte da ascoltare. Questa \u00e8 la<strong> capitale culturale<\/strong> del popolo finlandese <strong>Sami<\/strong> e qui \u00e8 di casa il loro <strong>Parlamento<\/strong> \u2013 si pu\u00f2 visitare all\u2019interno del centro polifunzionale <strong>Sajos<\/strong> \u2013 e il vicino <strong>Museo Siida<\/strong> dedicato interamente alla loro cultura.<\/p>\n<p>Ma Inari \u00e8 anche la casa del pi\u00f9 grande lago sopra il Circolo Polare Artico: una distesa di oltre 1.000 km\u00b2 e circa 3.300 isolette, intorno alle quali vivono in pianta stabile persici e lucci, trote, salmerini alpini, ma soprattutto un luogo considerato sacro dai Sami. Per scoprirlo, sono due le attivit\u00e0 da non perdere: una visita al Museo Siida e una crociera in notturna sul lago, per ammirare il sole di mezzanotte illuminare le isole.<\/p>\n<p>Museo Siida a Inari ripercorre la storia del popolo Sami<\/p>\n<h3><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Il_Museo_Siida_dedicato_alla_cultura_Sami\"\/>Il Museo Siida dedicato alla cultura Sami<span class=\"ez-toc-section-end\"\/><\/h3>\n<p>Il <strong>Museo Siida<\/strong>, inaugurato nel 1963, \u00e8 il primo museo indipendente dei paesi nordici dedicato alla <strong>cultura Sami<\/strong>. All\u2019interno dei suo spazi, interni ed esterni, \u00e8 ospitata una ricca collezione permanente, dal titolo <strong>\u201cEn\u00e2meh l\u00e1\u00e1 mii p\u00e1rn\u00e1\u00e1h<\/strong>\u201d (<strong>\u201cQueste terre sono i nostri figli\u201d<\/strong>), incentrata sul profondo rapporto simbiotico tra i<strong> Sami e<\/strong> la natura che li circonda: foto d\u2019epoca, utensili di uso quotidiano, abiti, manufatti artigianali sono ordinatamente raccolti e presentati al pubblico in un percorso museale coinvolgente e moderno che include anche mappe geografiche interattive.<\/p>\n<p>Come quella dedicata alla <strong>Kaldoaivi Wilderness Reserve\u00f9:<\/strong> con un\u2019estensione di 2.924 mq, \u00e8 la pi\u00f9 grande distesa naturale della Finlandia, situata a <strong>Inari <\/strong>e nel vicino comune di <strong>Utsjoki<\/strong>. Durante l\u2019affascinante percorso si apprendono i principali concetti usati dai Sami per definire il loro stile di vita ma anche i nuovi termini coniati per spiegare i cambiamenti che hanno coinvolto la loro societ\u00e0.<\/p>\n<p><strong>LEGGI ANCHE:\u00a0Norvegia, l\u2019immenso bianco di Sommar\u00f8y. Tra le renne al largo di Troms\u00f8, nelle terre dei Sami<\/strong><\/p>\n<p>\u201cCon il termine <strong><em>Arbediehtu <\/em><\/strong>in lingua Sami \u2013 spiega la curatrice del museo <strong>Eija Ojanlatva<\/strong> \u2013 si identifica il sapere collettivo e la capacit\u00e0 di vivere in un ambiente cos\u00ec estremo, un sapere tramandato da secoli di padre in figlio; a partire dagli Anni \u201960 e dalla modernizzazione delle societ\u00e0 europee, molti Sami hanno iniziato per\u00f2 a prendere le distanze dallo stile di vita nomade dei loro padri e questa presa di distanza viene definita <em><strong>Gaidat<\/strong><\/em>. Oggi \u2013 prosegue la curatrice \u2013 nonostante le nuove generazioni non vivano pi\u00f9 nelle <em>kota<\/em> ma abbiano adottato in tutto e per tutto lo stile di vita occidentale, c\u2019\u00e8 il desiderio di preservare questo sapere e continuare a tramandarlo, concetto che i Sami chiamano <strong><em>Muitat<\/em><\/strong>\u201d.<\/p>\n<p>Per comprendere il valore identitario e la complessit\u00e0 della lingua Sami, spiega Eija, \u00e8 importante sapere che Inari \u00e8 l\u2019unica citt\u00e0 finlandese dove ancora oggi, oltre al finlandese, si parlano altre tre lingue: il sami di Inari, il sami Skolt, il sami del Nord.<\/p>\n<p>Crociera sul Lago Inari durante il sole di mezzanotte<\/p>\n<h3><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Le_crociere_sotto_il_sole_di_mezzanotte_nel_lago_Inari\"\/>Le crociere sotto il sole di mezzanotte nel lago Inari<span class=\"ez-toc-section-end\"\/><\/h3>\n<p>Solcando le acque del <strong>lago Inari<\/strong>, il<strong> pi\u00f9 grande al di sopra del Circolo Polare Artico <\/strong>e il terzo per estensione della Finlandia, \u00e8 facile intuire perch\u00e9 questa distesa d\u2019acqua punteggiata da circa <strong>3.300 isole<\/strong> \u2013 alcune poco pi\u00f9 di un fazzoletto roccioso, altre verdi oasi ricamate da betulle, pini e abeti \u2013 sia considerata un luogo sacro per il Popolo Sami.<\/p>\n<p>Qui la presenza umana \u00e8 praticamente impercettibile, la natura regna incontrastata con la sua sfacciata bellezza, rendendo estremamente difficile non attribuirle \u201cpoteri divini\u201d. Per scandagliare le aree pi\u00f9 affascinati del lago, <strong>Visit Inari<\/strong> organizza crociere di 2\/3 ore in barca e in catamarano elettrico, che salpano dal pontile del Museo Siida e permettono di ammirare <strong>H\u00e4vdieenn\u00e2msu\u00e1lui<\/strong>, l\u2019isola cimitero, e <strong>Ukko<\/strong>, il vecchio uomo, fazzoletto di terra considerato sacro dai Sami.<\/p>\n<p><strong>LEGGI ANCHE: Helsinki, il cuore moderno della Finlandia<\/strong><\/p>\n<p>\u201cOggi non \u00e8 pi\u00f9 possibile attraccare su queste isole \u2013 racconta <strong>Tommi Lappalainen <\/strong>di <strong>Visit Inari<\/strong> \u2013 ma un tempo erano molto visitate da turisti e locali, ora cerchiamo di preservarle. <strong>Ukko<\/strong> \u00e8 l\u2019isola pi\u00f9 misteriosa, era frequentata nell\u2019antichit\u00e0 dai Sami per celebrare riti propiziatori. Sull\u2019<strong>isola-cimitero<\/strong> di <strong>H\u00e4vdieenn\u00e2msu\u00e1lui<\/strong>, sono custodite invece le spoglie di centinaia di Sami: un tempo erano sepolti qui grazie all\u2019assenza di animali selvatici che avrebbero potuto profanare i corpi ma anche per la composizione del terreno sabbioso, facile da scavare. Oggi \u00e8 illegale seppellire i morti sull\u2019isola\u201d.<\/p>\n<p>Quasi nessuna crociera percorre interamente il lago nella sua lunghezza, ben 80 km, ma la maggior parte dei tour organizzati propongono itinerari di circa 10 km concentrandosi nell\u2019area delle due isole sacre e in alcune isole vicine dove ci sono cottage frequentati d\u2019estate e spiagge balneabili. Mentre d\u2019inverno le fredde isole sono disabitate.<\/p>\n<p>Una camera doppia del Wilderness Hotel Juutua a Inari<\/p>\n<h3><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Inari_dove_dormire_e_mangiare_nel_segno_della_natura\"\/>Inari: dove dormire e mangiare nel segno della natura<span class=\"ez-toc-section-end\"\/><\/h3>\n<p>Nella <strong>c<\/strong>apitale culturale dei Sami la natura regna incontrastata anche a tavola. La massima espressione della cucina locale si assaggia accomodandosi negli eleganti ambienti del pluripremiato <strong>ristorante Aanaar<\/strong> sotto l\u2019egida dello chef <strong>Heikki Nikula<\/strong> che si destreggia con eccellente disinvoltura tra carpaccio di renna marinato alle erbe con finferli sottaceto, gel di mirtilli rossi, maionese all\u2019abete rosso e tartare di carote reidratate accompagnate da chips di carote soffiate, gel di verbena, emulsione di ortica e olio di cenere di porro. Non sono da meno i dolci, che includono golosit\u00e0 artiche come <strong>sorbetto di betulla<\/strong>, bavarese con liquirizia salata e pasta sfoglia all\u2019olivello spinoso, crema al caff\u00e8, gel e parfait di lampone. La prenotazione \u00e8 obbligatoria.<\/p>\n<p>Il ristorante si trova all\u2019interno del <strong>Wilderness Hotel Juutua<\/strong>, elegante struttura lungo il fiume Juutua con spaziose doppie arredate in legno e una bella sauna finlandese. La struttura organizza un ricco calendario di attivit\u00e0 estive e invernali. Nella bella stagione le attivit\u00e0 includono crociere verso l\u2019isola di <strong>Ukko<\/strong>, visite guidate al <strong>Museo Siida<\/strong>, workshop di artigianato Sami, escursioni e trekking nel vicino <strong>Parco nazionale di Lemmenjoki<\/strong> e visite ad allevamenti di husky.<\/p>\n<h2><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Cosa_fare_a_Kirkenes_la_terra_dei_Sami_norvegesi_al_confine_con_la_Russia\"\/>Cosa fare a Kirkenes, la terra dei Sami norvegesi al confine con la Russia<span class=\"ez-toc-section-end\"\/><\/h2>\n<p>Proseguendo verso Nord-Est, a circa 200 km dalla finlandese Inari, si raggiunge un\u2019altra roccaforte della cultura Sami: la norvegese <strong>Kirkesenes<\/strong>, cittadina situata nella <strong>contea del Finnmark<\/strong>, la meno popolosa di tutta la Norvegia. Affacciata sul gelido <strong>mare di Barent<\/strong>s, dove neanche i locali osano fare il bagno per le temperature proibitive (dai 10 ai 12 gradi), Kirkenes \u00e8 una meta gettonata da quanti cercano attivit\u00e0 estreme circondati dalla natura. Qui si pu\u00f2 dormire anche d\u2019estate in un hotel realizzato interamente di ghiaccio, ancora qui si pu\u00f2 partecipare ai cosiddetti <strong>King Crab Safari<\/strong>, tour in barca e sessioni di pesca del costoso e gigante granchio reale.<\/p>\n<p>In questa terra, incastonata a soli<strong> 10 km dalla Russia<\/strong> \u2013 delimitati dal <strong>fiume Paatsjoki<\/strong> \u2013 e <strong>a 15 km dalla Finlandia,<\/strong> i confini diventano labili, politicamente decisi e contesi negli anni, nonostante per il popolo Sami siano delle linee tracciate per dividere un\u2019unica grande terra che loro chiamano <strong>S\u00e1pmi<\/strong>. Lo si scopre al <strong>The Borderland Museum<\/strong>, museo dedicato alla storia di Kirkenes e del triplice confine su cui \u00e8 nata la citt\u00e0.<\/p>\n<p>Il Museo del Confine a Kirkenes<\/p>\n<h3><span class=\"ez-toc-section\" id=\"The_Borderland_Museum_a_69_gradi_di_latitudine_nord\"\/>The Borderland Museum, a 69 gradi di latitudine nord<span class=\"ez-toc-section-end\"\/><\/h3>\n<p>Sorta come insediamento minerario, la citt\u00e0 di <strong>Kirkenes<\/strong> sorge a 69 gradi di latitudine nord, ben al di sopra del Circolo Polare Artico e a soli 10km dal confine russo.<\/p>\n<p>Un confine stabilito nel 1926 ha obbligato all\u2019epoca il popolo indigeno e nomade dei Sami a scegliere \u201cda che parte stare\u201d. Se diventare in sintesi cittadini russi o norvegesi. A ripercorrerne oggi tutta la storia sono le testimonianze e i reperti raccolti all\u2019interno degli spazi del <strong>The Borderland Museum<\/strong>, fotografie d\u2019epoca, oggetti d\u2019uso quotidiano, ma anche strumenti bellici della Seconda Guerra Mondiale.<\/p>\n<p>\u201cNel 1926 molte famiglie Sami sono state separate da un confine prima inesistente \u2013 spiega <strong>Berit Nilsen, d<\/strong>irettrice del Museo \u2013 sia la Russia sia la Norvegia permettevano per\u00f2 agli abitanti delle citt\u00e0 di confine come Kirkenes e la russa Nikel\u2019 di varcare la linea di demarcazione senza il visto ma con un particolare <em>border citizen certificate<\/em>. Dopo la pandemia e la guerra la situazione \u00e8 diventata per\u00f2 molto pi\u00f9 complessa. Questo museo si pone l\u2019obiettivo di far riflettere non solo sul concetto di confine ma di come questo sia percepito e vissuto dalla popolazione Sami\u201d.<\/p>\n<p>La guida Knut Rollstad durante il King Crab Safari a Kirkenes<\/p>\n<h3><span class=\"ez-toc-section\" id=\"A_caccia_di_granchi_reali_nel_Mare_di_Barents\"\/>A caccia di granchi reali nel Mare di Barents<span class=\"ez-toc-section-end\"\/><\/h3>\n<p>Sotto il sole della lunga notte artica si ascoltano anche le storie dei pescatori. Pescatori abituati al rigore delle acque del <strong>mare di Barents<\/strong>, gelide ma sorprendentemente ricche di vita marina. Dai merluzzi ai gamberetti boreali.<\/p>\n<p>\u201cNegli anni \u201960 la ricchezza e la biodiversit\u00e0 del mare \u00e8 scomparsa all\u2019improvviso \u2013 racconta <strong>Knut Rollstad<\/strong>, ex addetto alla sicurezza che si \u00e8 trasferito a Kirkenes dalla pi\u00f9 calda Kristiansand, nel sud della Norvegia \u2013 I pescatori non riuscivano pi\u00f9 a mantenersi a causa di un\u2019anomala invasione di <strong>granchi reali<\/strong> <strong>giganti<\/strong>, specie estremamente invasiva e aggressiva, introdotta artificialmente dall\u2019Unione Sovietica nel mare di Barents per dare sostentamento alla popolazione\u201d.<\/p>\n<p>Solo dopo diversi anni i pescatori locali hanno scoperto che quel granchio prodigioso arrivato dalla remota regione della Kamchatka (e che rubava loro tutto il pescato) non era solo gustoso e nutriente ma <strong>estremamente costoso<\/strong> al di l\u00e0 del confine.<\/p>\n<p><strong>LEGGI ANCHE: Rotta sulla Norvegia: tra villaggi di pescatori, isole e fiordi<\/strong><\/p>\n<p>Oggi a disciplinarne la pesca, tutelarne la riproduzione, la conservazione e a monitorarne i prezzi da capogiro (che superano anche i 120 euro al chilo) \u00e8 intervenuto il governo norvegese. \u201cPer pescarli regolarmente bisogna avere una licenza e soprattutto ogni volta che si pesca un esemplare bisogna dichiararlo, un cittadino pu\u00f2 pescare per se stesso solo 10 granchi reali all\u2019anno \u2013 racconta <strong>Knut<\/strong> mentre estrae dalla rete posizionata al mattino un grosso esemplare di circa 3kg \u2013 D\u2019estate, quando peschiamo le femmine le rilasciamo in mare perch\u00e9 custodiscono migliaia di uova ed \u00e8 importante tutelare la riproduzione della specie\u201d.<\/p>\n<p>Ascoltando le parole di Knut, mentre si solcano in barca le gelide onde del mare di Barents sferzate dal vento, si scopre che questi crostacei giganti del mare sono in grado di mangiare qualsiasi cosa. Dai pesci alla frutta. I <em>king crab<\/em> non hanno altri predatori naturali, solo noi, e sono in grado di divorare qualsiasi elemento finisca nel fiordo, immobilizzandolo con la loro chela gigante.<\/p>\n<p>Il ristorante On The Other Side ricavato dentro una barca<\/p>\n<p>Le escursioni guidate da Knut sono organizzate dallo <strong>Snow Hotel di Kirkenes<\/strong> e durano in media 3 ore. Si esce in barca con la tuta termica e idrorepellente, si percorre il fiordo fino al punto in cui \u00e8 stata posizionata la trappola, si avvistano dalla nave alcune postazioni belliche russe della Seconda Guerra Mondiale, poi si raggiunge il ristorante <strong>On the Other Side<\/strong>. Una caratteristica barca da pesca ancorata sulla riva e trasformata in un punto di ristoro.<\/p>\n<p>Qui il granchio gigante viene cucinato al vapore per preservarne il delicato aroma: \u201csi mangiano solo le enormi chele \u2013 racconta Knut \u2013 il corpo non \u00e8 edibile\u201d. Al ritorno, all\u2019orizzonte ci sono i pescherecci russi intenti a raccogliere i granchi dalle reti: \u201cci sono accordi precisi tra i due Stati che disciplinano la pesca dei granchi \u2013 spiega Knut \u2013 e in questo tratto di<strong> mare di Barents<\/strong> i confini sono labili e arbitrari\u201d. Come in tutta la grande terra lappone, sostengono <strong>i Sami<\/strong>.<\/p>\n<p>Presso lo SnowHotel Kirkenes anche d\u2019estate si dorma in camere di ghiaccio a -4 gradi<\/p>\n<h2><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Notti_polari_nellhotel_di_ghiaccio_di_Kirkenes\"\/>Notti polari nell\u2019hotel di ghiaccio di <strong>Kirkenes<\/strong><span class=\"ez-toc-section-end\"\/><\/h2>\n<p>Tour in slitta d\u2019inverno, trekking guidati dagli husky d\u2019estate, King Crab Safari,<em> floating<\/em> (galleggiamento con tute termiche) nel mare di Barents, attivit\u00e0 didattiche con le renne e giornate immersive in compagnia dell\u2019artista Sami<strong> John Henrik Mienna<\/strong> \u2013 uno dei dei 10.000 Sami che ancora oggi vivono in pianta stabile a <strong>Kirkenes<\/strong> \u2013 per scoprire tutti i dettagli del popolo indigeno locale. Lo <strong>Snowhotel Kirkenes<\/strong> non \u00e8 una struttura turistica come le altre ma un\u2019esperienza di lusso dove sperimentare a 360 gradi la magica atmosfera artica e la sua selvaggia natura.<\/p>\n<p>Si scopre varcando la soglia dello <strong>Snow Bar<\/strong>, interamente costruito di ghiaccio, dove sorseggiare un drink prima di addormentarsi nello Snowhotel: 13 camere scolpite nel ghiaccio (6 doppie, 7 familiari, per un totale di 39 posti letto) dove la temperatura costante \u00e8 di -4 gradi. Per \u201csuperare\u201d la notte, la struttura equipaggia gli ospiti di un sacco a pelo termico, resistente fino a -30 gradi, di un sacco lenzuolo, calze termiche e passamontagna. Poi ci si accomoda su lastre di ghiaccio ricoperte di pelliccia di renna.<\/p>\n<p>Camera di ghiaccio dello SnowHotel di Kirkenes<\/p>\n<p>Un\u2019esperienza da provare almeno una volta nella vita: la maggiorparte dei turisti che si cimentano nell\u2019impresa hanno la possibilit\u00e0 di dormire una notte nello SnowHotel e di trascorrere poi le altre all\u2019interno di confortevoli e caldi chalet in legno che strizzano l\u2019occhio all\u2019architettura tradizionale dei capanni da caccia e da pesca della zona.<\/p>\n<h3><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Cena_al_Laven_ristorante_affacciato_sul_fiordo\"\/>Cena al \u201cL\u00e5ven\u201d, ristorante affacciato sul fiordo<span class=\"ez-toc-section-end\"\/><\/h3>\n<p>Tra le esperienze da non perdere all\u2019interno dello <strong>SnowHotel Kirkenes<\/strong> c\u2019\u00e8 anche quella gastronomica, servita all\u2019interno del <strong>ristorante L\u00e5ven<\/strong>. L\u2019arredamento \u00e8 moderno, scaldato da dettagli tradizionali e da una vista impareggiabile sul fiordo di Kirkenes. Il men\u00f9 \u00e8 una celebrazione degli ingredienti locali con un tocco di contemporaneo estro: dal salmerino artico alla zuppa o tartare di renna, fino al merluzzo del mare di Barents. C\u2019\u00e8 persino la panna cotta con i mirtilli e la torta di rabarbaro.<\/p>\n<h2><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Come_arrivare_nella_Terra_dei_Sami\"\/>Come arrivare nella Terra dei Sami<span class=\"ez-toc-section-end\"\/><\/h2>\n<p>La compagnia di bandiera finlandese, Finnair, collega Ivalo a Kirkenes<\/p>\n<p>Raggiungere le terre dei Sami oggi non \u00e8 pi\u00f9 cos\u00ec complesso. Dopo 70 anni dal lancio del suo primo volo verso <strong>Ivalo<\/strong> (era il 18 giugno 1955), che ha permesso ai turisti di conoscere ed esplorare la <strong>Lapponia<\/strong> settentrionale, la compagnia di bandiera finlandese <strong>Finnair<\/strong> ha inaugurato a maggio il nuovo collegamento con la localit\u00e0 norvegese di <strong>Kirkenes<\/strong>. L\u2019inaugurazione amplia ulteriormente le possibilit\u00e0 di raggiungere le remote destinazioni sopra il Circolo Polare Artico, spesso percepite come proibitive (anche per i costi) dai viaggiatori.<\/p>\n<p><strong>LEGGI ANCHE: Aurora boreale: cos\u2019\u00e8, dove vederla, il periodo migliore per osservarla<\/strong><\/p>\n<p>La <strong>tratta da Helsinki a Kirkenes via Ivalo<\/strong> (la durata del volo \u00e8 di circa 3 ore) \u00e8 in calendario tre volte alla settimana ed \u00e8 operata con un aeromobile ATR da 68 posti. Un traguardo importante per la compagnia finlandese, da sempre impegnata nel collegare i viaggiatori con la natura e la cultura della Lapponia.<\/p>\n<p>\u201cSiamo lieti di introdurre una destinazione che rafforzer\u00e0 ulteriormente il nostro gi\u00e0 ampio network nella regione artica. La nuova rotta permette un collegamento agevole per i clienti che viaggiano verso la Norvegia settentrionale, rendendola facile e veloce da raggiungere da Helsinki\u201d, ha spiegato <strong>Ole Orv\u00e9r<\/strong>, Chief Commercial Officer di Finnair.<\/p>\n<p>Nella programmazione invernale 2025\u20132026, Finnair effettuer\u00e0 inoltre fino <strong>a 72 voli settimanali per Rovaniemi, 41 per Kittil\u00e4<\/strong> e 33 per <strong>Ivalo<\/strong>, per rispondere alla crescente domanda dei viaggiatori attratti dalla natura e dalla cultura lappone. Tariffe per Ivalo da Milano Malpensa: da 266 euro A\/R; tariffe per Kirkenes da Milano Malpensa da 206 euro solo andata.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Al di sopra del Circolo Polare Artico, dalla finlandese Ivalo fino a Kirkenes, cittadina nella contea norvegese di Finnmark, la notte non porta consiglio, ma storie. Quella dell\u2019olandese Bj\u00f6rn Grutterink, che insieme al suo collega e compagno di avventure Gytis Rudinas, organizza sessioni di bushcrafting per i turisti, insegnando loro a districarsi nei fitti boschi;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":18179,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[35],"tags":[194,13268,13269,2044,482],"class_list":["post-18178","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-guide","tag-dove","tag-ivalo","tag-kirkenes","tag-tour","tag-viaggi"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18178","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=18178"}],"version-history":[{"count":0,"href":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18178\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/18179"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=18178"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=18178"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=18178"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}