{"id":17896,"date":"2025-07-16T10:29:10","date_gmt":"2025-07-16T08:29:10","guid":{"rendered":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/2025\/07\/16\/il-cervello-si-rinnova-anche-in-eta-matura-la-conferma-da-uno-studio-svedese-che-apre-nuove-prospettive\/"},"modified":"2025-07-16T10:29:10","modified_gmt":"2025-07-16T08:29:10","slug":"il-cervello-si-rinnova-anche-in-eta-matura-la-conferma-da-uno-studio-svedese-che-apre-nuove-prospettive","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/2025\/07\/16\/il-cervello-si-rinnova-anche-in-eta-matura-la-conferma-da-uno-studio-svedese-che-apre-nuove-prospettive\/","title":{"rendered":"Il cervello si rinnova anche in et\u00e0 matura: la conferma da uno studio svedese che apre nuove prospettive"},"content":{"rendered":"<p>\n<\/p>\n<p class=\"has-dropcap\">Il cervello umano adulto non \u00e8 una struttura fissa e immutabile: continua a <strong>generare nuovi neuroni anche oltre la giovinezza<\/strong>. A dimostrarlo, con dati pi\u00f9 solidi che mai e l&#8217;aiuto di algoritmi di <em>machine learning<\/em>, \u00e8 uno studio del Karolinska Institutet in Svezia, da poco pubblicato sulla rivista <em>Cell Stem Cell.<\/em> Questa ricerca rappresenta un passo avanti cruciale nel dibattito, durato decenni e con posizioni contrastanti da parte degli esperti, sulla possibilit\u00e0 di <strong>neurogenesi nell\u2019ippocampo adulto<\/strong>, una regione cerebrale chiave per funzioni come la memoria e l\u2019apprendimento ma anche per la regolazione dell&#8217;umore. E quindi, si capisce senza troppa difficolt\u00e0, anche per patologie cruciali come la malattia di Alzheimer.<\/p>\n<p>Per molti anni la comunit\u00e0 scientifica \u00e8 rimasta infatti divisa sulla questione. Alcuni studi avevano indicato la presenza di nuovi neuroni nel cervello adulto ma <strong>altri non erano riusciti a confermare questi risultati<\/strong>, sollevando dubbi sulla reale esistenza di questo fenomeno nell\u2019essere umano. Con la ricerca condotta dal team svedese, per\u00f2, arrivano prove pi\u00f9 convincenti grazie a una combinazione di tecniche genetiche e analisi sui tessuti cerebrali umani di adolescenti e adulti.<\/p>\n<h2>Un nuovo approccio<\/h2>\n<p>Il gruppo guidato da <strong>Jonas Fris\u00e9n<\/strong>, professore al Dipartimento di Biologia cellulare e molecolare del Karolinska Institutet, ha utilizzato un innovativo metodo basato sul <em><strong>DNA barcoding<\/strong><\/em>. Questo approccio permette di <strong>tracciare la discendenza cellulare all\u2019interno del tessuto cerebrale<\/strong>, identificando quali cellule derivano da progenitori comuni. In pratica, \u00e8 stato possibile vedere <strong>se nuove cellule nervose di soggetti fra gli 0 e i 78 anni con dati prelevati da diverse biobanche internazionali si fossero effettivamente generate da cellule progenitrici<\/strong> nell\u2019ippocampo di individui adulti.<\/p>\n<p>\u00abAbbiamo analizzato l\u2019ippocampo umano dalla nascita fino all\u2019et\u00e0 adulta utilizzando il <strong>sequenziamento dell\u2019RNA a singolo nucleo<\/strong> &#8211; si legge nello studio &#8211; abbiamo identificato tutte le fasi delle cellule progenitrici neurali nella prima infanzia. Negli adulti, impiegando anticorpi contro il marcatore di proliferazione Ki67 e algoritmi di apprendimento automatico, abbiamo individuato cellule progenitrici neurali in proliferazione. Inoltre i dati trascrittomici hanno mostrato che le cellule progenitrici neurali erano localizzate all\u2019interno del giro dentato. I risultati contribuiscono a comprendere la neurogenesi negli esseri umani adulti\u00bb. Il sequenziamento dell&#8217;Rna a singolo nucleo \u00e8 una tecnica che permette di analizzare l&#8217;espressione genica a livello di singolo nucleo cellulare, una metodologia \u00e8 particolarmente utile quando si lavora con tessuti che sono difficili da dissociare o quando si desidera evitare l&#8217;induzione di cambiamenti nell&#8217;espressione genica dovuti alla dissociazione cellulare.<\/p>\n<p>Grazie a questo sofisticato metodo, ricostruendo una specie di albero genealogico dei neuroni, i ricercatori sono riusciti a identificare diverse fasi dello sviluppo neuronale, dalle cellule staminali ai neuroni immaturi, molti dei quali si trovavano nella fase di divisione. Per localizzare queste cellule hanno utilizzato due tecniche che permettono di individuare dove, all\u2019interno del tessuto, sono attivi i diversi geni: RNAscope e Xenium. Questi metodi hanno confermato che le cellule di nuova formazione erano situate in un\u2019area specifica dell\u2019ippocampo chiamata <strong>giro dentato<\/strong>, una parte dell&#8217;ippocampo situata nella parte pi\u00f9 mediale della corteccia cerebrale. Queste cellule <strong>condividevano lo stesso codice genetico<\/strong>, segno inequivocabile che si erano sviluppate da una stessa cellula progenitrice. Una evidenza genetica conferma che <strong>la neurogenesi adulta \u00e8 una realt\u00e0 anche nell\u2019uomo<\/strong>, non solo negli animali da laboratorio come maiali, ratti e scimmie dove il fenomeno era gi\u00e0 stato osservato e confermato.<\/p>\n<h2>Come cambia la prospettiva<\/h2>\n<p>La scoperta ha naturalmente implicazioni molto ampie. La formazione di nuovi neuroni potrebbe giocare un ruolo fondamentale nei processi di memoria e apprendimento ma anche nella <strong>risposta del cervello a eventi stressanti o traumatici<\/strong>. Inoltre comprendere a fondo la neurogenesi potrebbe offrire nuove chiavi di lettura per affrontare <strong>disturbi neurologici e psichiatrici<\/strong> come la depressione o le malattie neurodegenerative, inclusa l\u2019Alzheimer.<\/p>\n<p>Fris\u00e9n sottolinea che i risultati dello studio sono incoraggianti <strong>anche sul piano clinico<\/strong>, perch\u00e9 indicano che <strong>il cervello umano adulto mantiene una plasticit\u00e0 maggiore di quanto si pensasse finora<\/strong>. Secondo lo scienziato la capacit\u00e0 di produrre nuovi neuroni potrebbe un giorno essere <strong>stimolata in modo mirato<\/strong>, con possibili ricadute terapeutiche appunto per diverse patologie cerebrali.<\/p>\n<p>Nonostante l\u2019importanza dei risultati, Fris\u00e9n precisa che sono ancora <strong>necessarie ulteriori ricerche per comprendere meglio il significato funzionale di questi nuovi neuroni<\/strong> nell\u2019ippocampo adulto. Resta da chiarire, ad esempio, quale sia il loro <strong>contributo specifico<\/strong> ai circuiti neuronali gi\u00e0 esistenti &#8211; sono neuroni che riparano, che sostituiscono, quale funzionalit\u00e0 sfoggiano? &#8211; e se la quantit\u00e0 di nuovi neuroni prodotti possa variare in relazione a fattori come l\u2019et\u00e0, lo stato di salute o le condizioni ambientali. Sono infatti emerse <strong>grandi variazioni tra individui<\/strong>: alcuni adulti possedevano numerose cellule progenitrici neurali mentre altri ne avevano pochissime o quasi nessuna.<\/p>\n<p>Lo studio del Karolinska Institutet rappresenta comunque una svolta significativa, fornendo finalmente <strong>una prova diretta e robusta che il cervello umano adulto non smette mai di generare nuove cellule nervose<\/strong>.<\/p>\n<p><em><strong>FONTI SCIENTIFICHE CITATE IN QUESTO ARTICOLO:<\/strong><\/em><\/p>\n<p><strong>Identification of proliferating neural progenitors in the adult human hippocampus<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il cervello umano adulto non \u00e8 una struttura fissa e immutabile: continua a generare nuovi neuroni anche oltre la giovinezza. 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