{"id":17510,"date":"2025-07-15T02:52:05","date_gmt":"2025-07-15T00:52:05","guid":{"rendered":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/2025\/07\/15\/linsospettabile-sadico\/"},"modified":"2025-07-15T02:52:05","modified_gmt":"2025-07-15T00:52:05","slug":"linsospettabile-sadico","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/2025\/07\/15\/linsospettabile-sadico\/","title":{"rendered":"L\u2019insospettabile sadico"},"content":{"rendered":"<p>\n<br \/><\/p>\n<p>AGI &#8211; Smascherato per l\u2019\u201c<strong>altare delle torture<\/strong>\u201d che metteva su ogni volta. <strong>Crocifiggeva<\/strong> e impalava le sue vittime abbandonandole nel dolore. \u00c8 stata l\u2019interpretazione del quadro \u201csadico\u201d \u2013 come l\u2019hanno definito gli psicologi dei carabinieri \u2013 a mettere nella giusta direzione le forze dell\u2019ordine a caccia del predatore seriale: un insospettabile idraulico incensurato. L\u2019Agi ha letto quel rapporto e questa \u00e8 la cronaca di un viaggio nelle tenebre alla ricerca di movente e soggetto ignoto. Alla fine sono stati trovati entrambi. L\u2019ultimo dei due, l\u2019autore, si chiama <strong>Riccardo Viti<\/strong>, nato a Firenze nel 1959, all\u2019epoca dei fatti soprannominato dalle cronache il \u201cmostro di Ugnano\u201d, localit\u00e0 in linea d\u2019aria distante poco pi\u00f9 di sei chilometri dal capoluogo toscano.<\/p>\n<p>Nella notte tra 4 e 5 maggio 2014, sotto un viadotto dell&#8217;Autostrada A1 ha <strong>martoriato la prostituta <\/strong>romena di 26 anni Andrea Cristina Zamfir, oltraggiandola con un legno nel retto che le ha causato lacerazioni intestinali mortali: era madre di due figli, di tre anni e 12 mesi. Per quell\u2019omicidio (comprendendo in sentenza anche altre aggressioni simili) la condanna \u00e8 stata pronunciata il 25 febbraio 2018: <strong>vent\u2019anni di carcere<\/strong>, in via definitiva, col rito abbreviato chiesto e ottenuto dall\u2019avvocato difensore Francesco Stefani. Cio\u00e8, beneficiando dello sconto di un terzo della pena, dal 2019 giudizio non pi\u00f9 applicabile per i reati punibili con l\u2019ergastolo.&nbsp;<\/p>\n<p>Per quanto riguarda invece le cupe ragioni di quei delitti, ci si \u00e8 arrivati definendo il profilo psicologico del responsabile dei crimini messo a fuoco dai super-investigatori del Reparto analisi criminologiche (Rac) del Raggruppamento carabinieri investigazioni scientifiche (Racis). I militari non sono stati gli unici impegnati nello sforzo. Anche la Polizia di Stato ha svolto un ruolo determinante.&nbsp;<br \/>\n  I tempi stringevano. Agli specialisti dell\u2019Arma non era sfuggito che gli intervalli tra un fattaccio e l\u2019altro si stavano facendo sempre pi\u00f9 brevi. Viti andava fermato e in fretta. Gli indizi dai quali partire erano i simboli sulla scena del crimine. \u00c8 tutto riportato nei rapporti della sezione \u201cPsicologia investigativa\u201d.<\/p>\n<p>\u00c8 stato confrontando il modus operandi di Viti \u2013 oggetti presenti sulle scene e atti cruenti &#8211; che gli analisti sono riusciti a comporre il suo volto mentale. Erano simili le caratteristiche dei luoghi scelti, analoghe le distanze percorse dal punto in cui le donne erano state caricate sull\u2019auto a quello della violenza, e sempre lo stesso il tipo di \u201carma\u201d usata: un <strong>bastone<\/strong>.&nbsp;<br \/>\n  \u201cNumerose erano state le aggressioni dal 2006 in poi \u2013 \u00e8 scritto nelle carte del Rac &#8211; tutte perpetrate con le medesime modalit\u00e0, con ricorrenze che riguardavano le caratteristiche delle vittime: prostitute, esposte al rischio, facilmente avvicinabili, a volte tossicodipendenti e particolarmente minute\u201d, cos\u00ec che non si potessero difendere.&nbsp;<\/p>\n<p>Gli esperti hanno ordinato i dati raccolti di cinque casi, fino al 2014, e ci hanno lavorato su. Ogni dettaglio \u00e8 stato trasferito su mappa.<\/p>\n<ul>\n<li>Primo episodio. Luogo: via del cimitero di Ugnano, nei pressi del ponte dell\u2019A1. Vittima: donna in stato confusionale, vestiti strappati, percossa e oltraggiata con paletto e bastone, trovata con una corda delle tapparelle che le legava le mani alla vita. Distanza da dove \u00e8 stata prelevata e dove \u00e8 stata soccorsa: 7,7 chilometri.<\/li>\n<li>Il secondo, terreno agricolo di Calenzano, sempre in zona: lei nuda, legata a un palo della luce e poi stuprata con un tralcio di legno preso dall\u2019auto. Lunghezza del tragitto: 7,6 km.<\/li>\n<li>Terzo misfatto su una ragazza romena, pressoch\u00e9 identiche le modalit\u00e0 del crimine.<\/li>\n<li>Caso numero quattro: lei adescata in piazzale delle Cascine, bloccata con il nastro adesivo (sopra la scritta Azienda ospedaliera universitaria Careggi) a una sbarra di ferro e penetrata con un manico di scopa. Percorso: 7,7 km.<\/li>\n<li>E per finire, quinto evento ai danni di una \u201clucciola\u201d conosciuta in piazza della Stazione, a Prato, immobilizzata alla ringhiera del ponte con nastro adesivo e fascette da elettricista. Percorso fatto: 7,2 km.<\/li>\n<\/ul>\n<p>I carabinieri psicologi hanno comparato le<strong> scene del crimine <\/strong>e circoscritto l\u2019area delle azioni violente. Posti simili tra loro? La risposta l\u2019ha data il metodo \u201cGeographical profiling\u201d, cercando di comprendere perch\u00e9 il soggetto ignoto avesse scelto quei siti e provando a capire se ci fossero tratti ricorrenti in ciascuno.<br \/>\n  Gli operatori del Reparto sono andati anche oltre. Hanno condotto \u201cescussioni testimoniali di alcune vittime \u2013 spiegano -. \u00c8 stata analizzata la condotta che ha consentito di connotare l\u2019agito dell\u2019assassino di elementi fondamentali per rintracciare la serialit\u00e0 del suo comportamento e attribuire ad alcuni degli strumenti utilizzati per agire le sevizie \u2013 aggiungono &#8211; un carattere sia strumentale che peculiare rispetto alla figura dell\u2019autore stesso, ipotizzando \u2013 si dice in finale &#8211; che gli stessi fossero regolarmente utilizzati dall\u2019uomo durante lo svolgimento del suo mestiere\u201d.<\/p>\n<p>Quindi, qual era la psicologia dell\u2019uomo che si stava cercando? \u201cConnotata da una matrice francamente sadica\u201d, stabiliscono i militari.&nbsp;<br \/>\n  La pista per arrivare a lui ormai era segnata. C\u2019erano le testimonianze di alcune vittime superstiti, il Dna ricavato dalla saliva lasciata da Viti sul nastro strappato, la scritta sull\u2019adesivo col nome dell\u2019ospedale dove lavorava la sua compagna e alcune immagini della sua auto mentre si allontanava dal \u201ccalvario\u201d.&nbsp;<\/p>\n<p>Agli inizi di maggio 2014 le forze dell\u2019ordine arrestano Riccardo Viti mentre \u00e8 a casa sua, in un luogo non molto distante da una caserma dell\u2019Arma. All\u2019interno la partner e gli anziani genitori di lui. Di fronte a quell\u2019esercito schierato per la cattura, la madre gli ha chiesto: \u201cMa sei tu il mostro di Ugnano?\u201d. E l\u2019idraulico, incensurato e sadico: \u201cHo fatto una bischerata\u201d.&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>AGI &#8211; Smascherato per l\u2019\u201caltare delle torture\u201d che metteva su ogni volta. 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