{"id":16216,"date":"2025-07-09T10:01:07","date_gmt":"2025-07-09T08:01:07","guid":{"rendered":"https:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/2025\/07\/09\/oesais-reunion-da-record-alla-fiera-del-levante-di-bari-video\/"},"modified":"2025-07-09T10:01:07","modified_gmt":"2025-07-09T08:01:07","slug":"oesais-reunion-da-record-alla-fiera-del-levante-di-bari-video","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/2025\/07\/09\/oesais-reunion-da-record-alla-fiera-del-levante-di-bari-video\/","title":{"rendered":"Oesais, reunion da record alla Fiera del Levante di Bari [VIDEO]"},"content":{"rendered":"<p>\n<br \/><\/p>\n<p>AGI &#8211; Quando la <strong>nostalgia<\/strong> incontra l\u2019<strong>ironia<\/strong>, in <strong>Puglia<\/strong> scatta la scintilla. Gli <strong>Oesais<\/strong> \u2013 alias <strong>Antonio Stornaiolo<\/strong> ed <strong>Emilio Solfrizzi<\/strong> \u2013 sono tornati sul palco nella loro veste pi\u00f9 iconica e hanno trasformato la <strong>Fiera del Levante<\/strong> di Bari in una macchina del tempo: quattro serate di <strong>sold out<\/strong>, dal 4 all\u20198 luglio, con quasi <strong>20 mila presenze<\/strong>.<\/p>\n<p>Una <strong>reunion attesissima<\/strong>, che ha riportato in scena un pezzo d\u2019anima pugliese nato trent\u2019anni fa dal genio di <strong>Gennaro Nunziante<\/strong>, autore dei testi pi\u00f9 iconici della comicit\u00e0 italiana e regista dei successi di <strong>Checco Zalone<\/strong>. Gli Oesais non sono solo una parodia degli <strong>Oasis<\/strong>. Sono una lente d\u2019ingrandimento sulla vita quotidiana, sulle piccole e grandi tragicommedie del Sud.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>Dal britpop al dialetto<\/h2>\n<p>Il <strong>britpop<\/strong> diventa <strong>dialetto molfettese<\/strong>, e le canzoni \u2013 famose in tutto il mondo \u2013 si caricano di una potenza nuova, perch\u00e9 raccontano di noi. Del ragazzo innamorato che, con rispetto e pazienza, ogni giorno guida da Molfetta a Bitonto per vedere \u201c<strong>Na mnenna d\u2019Vtount<\/strong>\u201d (<em>Wonderwall<\/em>) che non osa nemmeno sfiorare. Di chi si ritrova, una mattina, a scendere di casa e non trovare pi\u00f9 l\u2019amata \u201c<strong>127 Abarth<\/strong>\u201d (<em>Champagne Supernova<\/em>), rubata con dentro le tendine parasole, la calamita della Madonna e l\u2019impianto per le cassette.<\/p>\n<p>Raccontano il sogno di una vita in due, spezzato da un mutuo a trent\u2019anni firmato troppo in fretta e da una fidanzata che scappa al primo dubbio: \u00e8 il destino comico e amaro di \u201c<strong>U mutue a 30 anne<\/strong>\u201d (<em>Stop Crying Your Heart Out<\/em>). Ma raccontano anche l\u2019amore per il <strong>mare<\/strong>, per la propria <strong>terra<\/strong>, per l\u2019accoglienza semplice e disarmante di una Puglia che si immagina turistica e ironica, con mamme londinesi e pap\u00e0 di Barletta: \u201c<strong>Sim turaist inglais<\/strong>\u201d (<em>All Around the World<\/em>).<\/p>\n<h2>Un controconcerto pieno di identit\u00e0<\/h2>\n<p>E mentre gli <strong>Oasis<\/strong> veri infiammavano il <strong>Principality Stadium<\/strong> di Cardiff per la loro attesissima reunion europea, a <strong>Bari<\/strong> gli <strong>Oesais<\/strong> pugliesi rispondevano con <strong>chitarre<\/strong>, <strong>dialetto<\/strong> e <strong>identit\u00e0<\/strong>, in un paradossale controcanto che sa di destino e affetto collettivo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>E poi c\u2019\u00e8 il <strong>passato<\/strong>, che ci tiene per mano: i pomeriggi davanti alle <strong>tv locali<\/strong>, le <strong>risate seriali<\/strong>, il <strong>tormentone quotidiano<\/strong>, la <strong>leggerezza<\/strong> come cifra stilistica e come missione. In questo ritorno, gli Oesais hanno messo in scena un <strong>saluto<\/strong>, un <strong>abbraccio<\/strong>, una <strong>festa di compleanno collettiva<\/strong> per quei bambini cresciuti che oggi, senza vergogna, cantano ancora a squarciagola in dialetto, ridendo e piangendo insieme.<\/p>\n<h2>Intervista ad Antonio Stornaiolo<\/h2>\n<p><strong>Partiamo dai numeri<\/strong>: <strong>tutte le date sold out, vi rendete conto?<\/strong><br \/>\n  &#8220;Noi siamo felicissimi. Sono stati quattro giorni che non dimenticheremo. Abbiamo fatto circa 20 mila persone. Ci sono intere generazioni che ci seguono, \u00e8 pazzesco. Ci rendiamo conto di un\u2019altra cosa: che queste cose, normalmente, accadono nel mondo della musica. \u00c8 cos\u00ec ovunque. Ci sono gruppi e attori cento volte pi\u00f9 seguiti di noi. Ma spesso si muovono in una bolla mondiale, europea, o almeno italiana. Il &#8216;dramma&#8217; \u00e8 che noi viviamo le stesse esperienze&#8230; nella bolla nostra, quella pugliese. Noi, da un certo punto in poi, siamo stati famosi come <strong>Michael Jackson<\/strong> \u2013 dicevamo trent\u2019anni fa, con molta modestia ma con cognizione di causa. Da <strong>Foggia<\/strong> a <strong>Lecce<\/strong>, per intenderci&#8221;.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Una fama locale, ma profonda.<\/strong><br \/>\n  &#8220;Esatto. Noi abbiamo fatto tutto questo in una bolla che ha visto \u2018<strong>Toti e Tata<\/strong>\u2019 solo in Puglia, attraverso la tv territoriale dell\u2019epoca. Ed \u00e8 questo il fatto scioccante: \u00e8 un fenomeno locale, s\u00ec, ma che ha superato lo schermo, le generazioni, le classi sociali. Ha superato tutto. Oggi abbiamo un rapporto con il pubblico che non \u00e8 neanche di \u2018adorazione\u2019. \u00c8 proprio amicale, familiare. Hai visto ieri sera? Io alzo il telefonino e loro lo alzano. Giochiamo a fare il concerto. \u00c8 una presa in giro, certo, ma \u00e8 anche un gioco condiviso. Emilio chiama una canzone, la cantiamo tutti insieme, all\u2019unisono. Le risate, la spontaneit\u00e0 nostra e del pubblico&#8230; \u00e8 un rapporto meraviglioso che dura da quarant\u2019anni\u201d.<\/p>\n<p><strong>E ora, che avete deciso di fare questi quattro concerti-evento, che significato ha?<\/strong><br \/>\n  &#8220;Abbiamo capito che \u00e8 finito un periodo. Noi abbiamo un\u2019et\u00e0. Questo mestiere si pu\u00f2 fare fino a novant\u2019anni, sia chiaro. Ma quel modo l\u00ec, fatto di costumi, di personaggi, aveva senso adesso: non \u00e8 un modo per salutare i fans, un addio, ma per dire \u2018grazie per esserci stati\u2019. Non lo rifaremo pi\u00f9. Forse faremo delle altre date a <strong>Ostuni<\/strong> e forse a <strong>Milano<\/strong>, poi, passato il 2025, non ce n\u2019\u00e8 pi\u00f9 per nessuno. Noi non ci teniamo ad essere dei miti. Anche perch\u00e9 siamo consapevoli dei livelli: sappiamo benissimo cosa rappresentiamo, ma qui, un saluto dovevamo darlo a quei bambini cresciuti, che allora erano ragazzini. Voi ci volete bene perch\u00e9 quell\u2019epoca era meravigliosa: pomeriggi senza l\u2019ansia del telefonino o di TikTok, ti mettevi davanti alla tv alle 14, mangiavi o avevi appena mangiato e ti godevi 24 minuti di risate. E ogni giorno. Diventava seriale. Il tormentone era quotidiano\u201d.<\/p>\n<p><strong>Dietro tutto questo il genio di Gennaro Nunziante\u2026<\/strong><br \/>\n  \u201cIl primo a essere ringraziato dev\u2019essere <strong>Gennaro Nunziante<\/strong>. C\u2019\u00e8 una genesi in tutto quello che abbiamo fatto, che appartiene esclusivamente a lui. Poi siamo arrivati noi e abbiamo parlato quel linguaggio, ma il vocabolario era suo. Gennaro ce l\u2019ha dato in mano e noi lo abbiamo usato, con le parole giuste. Le canzoni sono tutte sue e sono meravigliose. Scrisse tutto questo per prendere in giro i reality, quando ancora i reality non erano nemmeno usciti\u201d.<\/p>\n<p><strong>Le tue preferite?<\/strong><br \/>\n  \u201cSono innamoratissimo di \u2018<strong>Ianna<\/strong>\u2019 e \u2018<strong>Nu ngi\u2019am\u00e0 spusaj<\/strong>\u2019. Abbiamo grandissimo rispetto per le canzoni degli Oasis. Loro hanno inventato un genere: il britpop. Chi inventa un genere ha davvero qualcosa da dire. Hanno venduto 10 milioni di biglietti, \u00e8 ridicolo anche solo paragonare i nostri numeri. Se negli anni &#8217;60 c&#8217;erano i Beatles, che causarono uno tsunami nella musica, nel &#8217;90 c&#8217;erano gli Oasis. Quando Gennaro ha pensato a chi potesse ispirarsi, ha pensato ai migliori in campo e noi ci abbiamo giocato sopra. Poi la cosa ci \u00e8 scoppiata in mano: dovevano essere solo personaggi della nostra galleria, niente di pi\u00f9. Invece, sono diventati quello che sono. Parlano una lingua che non si capisce, ma tutti sono l\u00ec ad ascoltare&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Dopo trent&#8217;anni, cosa non \u00e8 cambiato?<\/strong>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &#8220;Le risate. Come due cretini continuiamo a ridere quando li facciamo. A ridere tra noi quando li pensiamo, anche durante le prove. La leggerezza, soprattutto. Ci riconosciamo tanta professionalit\u00e0, ma la cifra vera \u00e8 la leggerezza. Arriviamo sul palco senza prenderci troppo sul serio. Siamo spettatori di noi stessi a giocare, a scherzare, a ridere. Secondo punto: voi, il pubblico. Non vi rendete conto di cosa siete. Vedere da sopra la gente ridere in quel modo e cantare cosi&#8217;, non ha prezzo. Il terzo punto, invece, \u00e8 che l&#8217;abbiamo fatto perch\u00e8 era il momento. Ora o mai pi\u00f9&#8221;.<\/p>\n<p><strong>E il rapporto con Emilio?<\/strong>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &#8220;E&#8217; mio fratello. In questi giorni, anche con la scusa del concerto, ci siamo rivisti e ci siamo voluti bene come sempre. Festeggiamo 50 anni di amicizia: ci siamo conosciuti nel 1975 come due scolaretti al liceo classico &#8216;Cirillo&#8217; di Bari. Mezzo secolo, capisci? Non si aggiunge altro. E&#8217; un vincolo vero, e si vede. Questa occasione, poi, ci ha dato l&#8217;opportunit\u00e0 di ritornare ad avere un rapporto artistico con Gennaro, che \u00e8 nostro amico da 30 anni, ed \u00e8 sempre un valore aggiunto&#8221;.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>AGI &#8211; Quando la nostalgia incontra l\u2019ironia, in Puglia scatta la scintilla. Gli Oesais \u2013 alias Antonio Stornaiolo ed Emilio Solfrizzi \u2013 sono tornati sul palco nella loro veste pi\u00f9 iconica e hanno trasformato la Fiera del Levante di Bari in una macchina del tempo: quattro serate di sold out, dal 4 all\u20198 luglio, con<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":16217,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[36],"tags":[168,7590,268,8576,11646,11645,958,10797,111],"class_list":["post-16216","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-breaking-news","tag-alla","tag-bari","tag-del","tag-fiera","tag-levante","tag-oesais","tag-record","tag-reunion","tag-video"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16216","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=16216"}],"version-history":[{"count":0,"href":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16216\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/16217"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=16216"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=16216"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=16216"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}