{"id":14965,"date":"2025-07-03T18:00:17","date_gmt":"2025-07-03T16:00:17","guid":{"rendered":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/2025\/07\/03\/marianna-aprile-su-una-nave-umanitaria-ho-capito-che-quei-confini-che-pretendiamo-di-tracciare-non-hanno-senso-quellesperienza-mi-ha-profondamente-cambiata\/"},"modified":"2025-07-03T18:00:17","modified_gmt":"2025-07-03T16:00:17","slug":"marianna-aprile-su-una-nave-umanitaria-ho-capito-che-quei-confini-che-pretendiamo-di-tracciare-non-hanno-senso-quellesperienza-mi-ha-profondamente-cambiata","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/2025\/07\/03\/marianna-aprile-su-una-nave-umanitaria-ho-capito-che-quei-confini-che-pretendiamo-di-tracciare-non-hanno-senso-quellesperienza-mi-ha-profondamente-cambiata\/","title":{"rendered":"Marianna Aprile: \u00abSu una nave umanitaria ho capito che quei confini che pretendiamo di tracciare non hanno senso. Quell&#8217;esperienza mi ha profondamente cambiata\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>\n<\/p>\n<p class=\"has-dropcap\">Lavorano ogni giorno per cambiare le cose. Sono attivisti, studenti, operai, volontari, persone che si ostinano a credere che la giustizia, la Costituzione, i diritti siano ancora una faccenda concreta, da coltivare nel quotidiano. \u00c8 da loro che parte <em><strong>Materiali resistenti. Fare la cosa giusta in un Paese che sbaglia<\/strong>,<\/em> il libro (uscito per Piemme) firmato da <strong>Marianna Aprile e Luca Telese<\/strong>: una mappa di storie vere e ostinate, di \u00aboperosa speranza\u00bb, come la chiamano loro. Un \u00abarsenale di idee\u00bb contro i tempi feroci, un gesto di fiducia nella possibilit\u00e0, per quanto faticosa, di invertire la rotta del Paese.<\/p>\n<p>Dalle disobbedienze civili di Marco Cappato alle battaglie legali di Filomena Gallo, alla voce di chi vive senza cittadinanza in un Paese che ancora non lo riconosce, <strong>i due autori raccontano donne e uomini che \u00abresistono\u00bb, con uno sguardo che viene dalla televisione e dalla radio<\/strong>, ma che sceglie la scrittura per dare respiro a storie che non trovano sempre spazio nei palinsesti.<\/p>\n<p>Ne abbiamo parlato con Marianna Aprile, che da qualche giorno \u00e8 tornata <strong>su La7 con <em>In onda<\/em><\/strong>, insieme a Luca Telese.<\/p>\n<p><strong>Perch\u00e9 questo libro?<\/strong><br \/>\u00abLa scorsa estate, con Luca, con cui lavoro da anni, ci siamo detti che sarebbe stato bello mettere insieme le storie che, nel tempo, ci eravamo raccontati a vicenda. Storie che ci avevano colpito e che erano tutte legate da un filo rosso: la difesa di quei principi e diritti scritti divinamente nella Costituzione, ma troppo spesso disattesi nella prassi e traditi dalla politica. La televisione ha ritmi che non sempre permettono di dare alle storie il respiro che meritano, cos\u00ec abbiamo deciso di usare la carta per concedere loro spazio e tempo. La nostra selezione non pretende di essere esaustiva: ci sono moltissime storie resistenti, e ne emergono sempre di nuove. La nostra ambizione era accendere un faro su chi, da solo o in gruppo, si organizza per provare a cambiare le cose\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Chi sono i protagonisti?<\/strong><br \/>\u00abPenso a Marco Cappato, alla sua Associazione Coscioni, all\u2019avvocata Filomena Gallo che portano avanti un lavoro artigianale e tenace di \u201cmanutenzione dei diritti\u201d, passando in Cassazione e alla Corte costituzionale. La legge 40, per esempio, \u00e8 stata smantellata sentenza dopo sentenza proprio grazie a questo tipo di azione. E se oggi \u00e8 possibile parlare di suicidio assistito \u00e8 perch\u00e9 alcuni cittadini, con consapevolezza e coraggio, hanno trasformato le loro malattie in battaglie civili. O penso a Marco Bazzoni, operaio nella provincia di Firenze: ogni giorno aggiorna un file Word con i nomi e le storie delle persone morte sul lavoro: non lo fa per mestiere, lo fa per senso civico, perch\u00e9 avverte l\u2019ingiustizia. Quando pu\u00f2, contatta le famiglie di chi ha perso la vita e le aiuta a districarsi nel momento peggiore con le competenze che ha acquisito, come se fosse uno zio premuroso. Anche quella \u00e8 resistenza\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Poi c\u2019\u00e8 Gino Strada.<\/strong><br \/>\u00abHa fatto, ha costruito, ma soprattutto ha lasciato tanto. La sua morte \u00e8 stata una perdita enorme, ma ci\u00f2 che ha seminato continua a crescere: la nave <em>Life Support<\/em> di Emergency, che \u00e8 salpata dopo la sua morte, fa esattamente quello che farebbe se lui fosse ancora in vita. Ma ci sono anche quei giovani filmmaker milanesi, quelli di <em>A think by<\/em>, che hanno deciso di documentare il ghetto di Borgo Mezzanone, a sud est di Foggia e poi, invece di andarsene e basta, hanno continuato ad interessarsene e vi hanno istituito corsi di lingua per aiutare gli abitanti: una forma concreta di costruzione di comunit\u00e0, di tutela del diritto allo studio e al futuro\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Avete definito il libro un \u00abanticorpo\u00bb contro i tempi feroci. Un segno della durezza del presente?<\/strong><br \/>\u00abAbbiamo visto, in pochi anni, trasformarsi l\u2019idea di salvare vite in mare da gesto umanitario a reato. \u00c8 accaduto quasi sotto silenzio. <em>Mare Nostrum<\/em> era un\u2019assunzione di responsabilit\u00e0 da parte delle istituzioni europee: chi affoga, si salva. Ma, a un certo punto, questo semplice principio \u00e8 stato dismesso, e sono rimaste solo le Ong. E sono state appellate i \u201ctaxi del mare\u201d, i \u201cpirati\u201d, gli \u201cspronatori\u201d. \u00c8 cambiata la narrazione, \u00e8 cambiata la percezione. E ora, se un migrante muore, basta che lo faccia lontano dai nostri occhi. \u00c8 un approccio miope. Le persone, come vuole la natura umana, continueranno a migrare, e i flussi non si fermano: conviene regolarli \u2014 se non per umanit\u00e0, almeno per convenienza. Lo dicono i dati: abbiamo bisogno di migranti inseriti nei circuiti legali e produttivi. Ma tirare via le navi non \u00e8 il modo giusto per affrontare il problema\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Vi siete arrabbiati, mentre raccoglievate le storie?<\/strong><br \/>\u00abCi siamo arrabbiati tantissimo. E ci siamo emozionati altrettanto. Ogni storia ci ha coinvolto, anche perch\u00e9 le conoscevamo di persona. Io, per esempio, non riesco a mai raccontare la mia esperienza su <em>Live Support<\/em> senza commuovermi. O a parlare dei ragazzi di Borgo Mezzanone senza entusiasmarmi. O a pensare a Liliana Segre, che per il suo impegno riceve odio, al punto da dover vivere sotto scorta a quasi 95 anni, senza arrabbiarmi\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lavorano ogni giorno per cambiare le cose. Sono attivisti, studenti, operai, volontari, persone che si ostinano a credere che la giustizia, la Costituzione, i diritti siano ancora una faccenda concreta, da coltivare nel quotidiano. \u00c8 da loro che parte Materiali resistenti. 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