{"id":14455,"date":"2025-07-01T17:18:47","date_gmt":"2025-07-01T15:18:47","guid":{"rendered":"https:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/2025\/07\/01\/la-verita-in-due-dossier-custodito-allo-ior\/"},"modified":"2025-07-01T17:18:47","modified_gmt":"2025-07-01T15:18:47","slug":"la-verita-in-due-dossier-custodito-allo-ior","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/2025\/07\/01\/la-verita-in-due-dossier-custodito-allo-ior\/","title":{"rendered":"La verit\u00e0 in due dossier custodito allo Ior"},"content":{"rendered":"<p>\n<\/p>\n<p>Tutta la verit\u00e0 su Emanuela Orlandi potrebbe essere scritta in delle <strong>carte<\/strong>, per questo, <strong>secretate<\/strong>. Ci sono<strong> due fascicoli<\/strong> che potrebbero fare luce su uno dei misteri pi\u00f9 oscuri d\u2019Italia.<\/p>\n<p><span style=\"color: #8c0404;\"><strong>I dossier segreti<br \/><\/strong><\/span>Uno dei due <strong>dossier<\/strong> si intitolerebbe \u2018<strong>Emanuela Orlandi<\/strong>\u2019 e sarebbe custodito in un archivio riservato dello Ior, la banca vaticana. \u201cAd averlo confidato e poi confermato \u2013 ha detto <strong>Pietro Orlandi<\/strong> \u2013 sono<strong> un prelato e un laico che non si conoscon<\/strong>o e quindi non possono aver concordato una versione comune. Il documento \u00e8 depositato<strong> in una zona dell\u2019archivio a cui hanno accesso pochissimi autorizzati<\/strong>\u201c, ha specificato il fratello della cittadina scomparsa il 22 giugno del 1983 domenica scorsa nel corso di un incontro a Forte dei Marmi <strong>L\u2019altro fascicolo \u00e8 quello che dal 2013 \u00e8 stato per un periodo sulla scrivania dell\u2019allora Papa Ratzinge<\/strong>r come disse a Pietro Orlandi il maggiordomo di Benedetto XVI, Paolo Gabriele, coinvolto anche nella fuga di notizie \u201cVatileaks\u201d. \u201cDi questo fascicolo \u2013 ha sostenuto il fratello di Emanuela Orlandi \u2013 era a conoscenza l\u2019allora comandante della gendarmeria vaticana Domenico Giani che aveva informato anche Alessandro Diddi, promotore di Giustizia del Vaticano. Giani temeva che circolassero copie di questo fascicolo e non si fidava di Paolo Gabriele pensando che lui potesse aver fatto delle fotocopie del documento. <strong>Ho gi\u00e0 richiesto pi\u00f9 volte un incontro con il nuovo Papa Prevost<\/strong> \u2013 ha concluso Orlandi \u2013 e spero che Leone XIV mi riceva e mi ascolti perch\u00e9 un suo intervento potrebbe essere decisivo per arrivare alla definitiva verit\u00e0 e avere giustizia. Papa Francesco cos\u00ec come il suo predecessore Ratzinger <strong>non hanno mai voluto parlare del nostro dramm<\/strong>a e neanche dare un fondamentale contributo per svelare tutti i misteri. Io continuo a sostenere che in questa drammatica vicenda Emanuela \u00e8 stata usata per ricattare qualcuno molto in alto, probabilmente del Vaticano\u201d. (fonte: <em>Ansa<\/em>)<\/p>\n<p><span style=\"color: #8c0404;\"><strong>L\u2019ultima audizione<br \/><\/strong><\/span>Questa mattina intanto, davanti alla commissione parlamentare d\u2019inchiesta che indaga sul mistero della Vatican Girl, si \u00e8 seduto Alfonso Montesanti che all\u2019epoca dei fatti aveva una relazione sentimentale con<strong> Patrizia De Lellis,<\/strong> che in quegli anni aveva frequentato per un paio di mesi il corso di canto corale a cui era iscritta anche Emanuela Orlandi. Sua madre all\u2019epoca lavorava nella scuola di musica \u201cTomaso Ludovico Da Victoria\u201d che aveva sede nel Palazzo di Sant\u2019Apollinare. Giuliana De Ioannon, questo il suo nome, era factotum e impiegata nella segreteria della direttrice della scuola suo Dolores. \u201cHo conosciuto De Lellis perch\u00e9 io lavoravo al cinema e l\u2019ho incontrata in un film dove faceva la segretaria di edizione\u201d, ha raccontato Montesanti aggiungendo che all\u2019epoca \u201cfaceva il fonico\u201d. A Montesanti \u00e8 stato chiesto anche di Bruno Mattei, regista di film hard pi\u00f9 volte tirato in ballo in questa vicenda. \u201cHo conosciuto Bruno Mattei, me lo ha presentato Patrizia e abbiamo fatto un weekend insieme: sapevo che faceva il regista, dopo un po\u2019 scoprii ch<strong>e faceva il regista di film a luci rosse<\/strong>; ma io non ho mai fatto film a luci rosse\u201d, ha detto Montesanti aggiungendo di non aver mai lavorato con lui. Montesanti ha ricostruito davanti alla Commissione il suo rapporto proprio con Patrizia De Lellis, affermando che il matrimonio dur\u00f2 pochissimo, circa un mese. \u201cEntrambi <strong>avevano problemi di tossicodipendenza,<\/strong> frequentavamo piazza San Cosimato a Trastevere perch\u00e9 era un luogo di spaccio, la mia vita in quel periodo era dedita solo a quello, a rimediare un po\u2019 di soldi e trovare le droghe\u201d. Alla domanda se tramite l\u2019ambiente della droga trasteverino sia mai entrato in contatto con esponenti dell<strong>a Banda della Magliana,<\/strong> l\u2019uomo ha risposto di no: \u201cnoi cercavamo giusto una dose al giorno, per tirare avanti, non eravamo proprio considerati, entravi in contatto con esponenti di livello se magari compravi qualche etto\u201d. (fonte: Ansa).<\/p>\n<p>\u201cIn un\u2019occasione \u2013 ha aggiunto l\u2019audito \u2013 il regista (Matttei, ndr) venne \u201cal lago a casa di Patrizia, \u00e8 venuto con <strong>una macchina di una ragazza dai capelli rossi,<\/strong> non l\u2019ho mai visto con le macchine, penso si spostasse con i taxi\u201d. Questo quindi escluderebbe qualsiasi collegamento con l\u2019uomo con la Bmw che fu visto parlare con Emanuela all\u2019ingresso e all\u2019uscita di scuola. Quanto al 22 giugno 1983, giorno della scomparsa di Emanuela, Montesanti ha affermato di non ricordare dove fosse e ha ricordato di essere stato sentito all\u2019epoca dalla polizia: \u201cEro fuori casa, ogni tanto telefonavo per sentire mia madre e in una telefonata mia madre mi disse che mi stava cercando la polizia e di presentarmi alla questura. Io mi sono presentato alla questura, <strong>mi hanno chiesto se conoscevo Emanuela<\/strong>, se l\u2019avevo frequentata e sapevo qualcosa. Mi \u00e8 sembrata fosse una cosa dovuta. Ebbi l\u2019impressione che non credessero neanche loro che io potessi c\u2019entrare qualcosa con questa storia. Quanto alla scuola di musica, io sono sicuro al 90% di essere andato una sola volta in quella scuola ma l\u00ec prendevano il nome quindi risulta quante volte ci sono stato\u201d, ha aggiunto. (fonte: Adnkronos).<\/p>\n<p>Secondo quanto emerso dai lavori della Commissione, alla fine del luglio 1983, la Digos di Roma avrebbe sviluppato indagini o e approfondimenti sui coniugi De Lellis la cui figlia Patrizia aveva attirato i sospetti circa i suoi rapporti con Emanuela Orlandi. De<strong>l ruolo di Patrizia De Lellis e del marito Alfonso Montesanti<\/strong> si era parlato anche nel corso dell\u2019audizione del 30 aprile scorso di <strong>Lidano Marchionne<\/strong>, ex dirigente proprio della Digos. Tuttavia aembra che i rapporti della Orlandi con la De Lellis non andassero oltre la mera conoscenza legata ai corsi frequentati da entrambe. Questa pista del resto era stata gi\u00e0 percorsa all\u2019epoca senza portare a nulla di nuovo sul mistero della scomparsa della cittadina Vaticana.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tutta la verit\u00e0 su Emanuela Orlandi potrebbe essere scritta in delle carte, per questo, secretate. Ci sono due fascicoli che potrebbero fare luce su uno dei misteri pi\u00f9 oscuri d\u2019Italia. 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