{"id":14199,"date":"2025-06-30T23:14:58","date_gmt":"2025-06-30T21:14:58","guid":{"rendered":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/2025\/06\/30\/ue-e-usa-stringono-sul-10-sefcovic-vola-a-washington-economia\/"},"modified":"2025-06-30T23:14:58","modified_gmt":"2025-06-30T21:14:58","slug":"ue-e-usa-stringono-sul-10-sefcovic-vola-a-washington-economia","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/2025\/06\/30\/ue-e-usa-stringono-sul-10-sefcovic-vola-a-washington-economia\/","title":{"rendered":"Ue e Usa stringono sul 10%, Sefcovic vola a Washington &#8211; Economia"},"content":{"rendered":"<p>\n<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 13px;\">Il nove luglio \u00e8 ormai dietro l&#8217;angolo, il tempo dei rinvii volge al termine: Unione europea e Stati Uniti sono chiamati a mettere uno stop, almeno provvisorio, alla questione dei dazi. E la volont\u00e0 di chiudere, da entrambe le parti, sembra essere emersa con una certa concretezza negli ultimi giorni. Il commissario Ue al Commercio, Maros Sefcovic, marted\u00ec sar\u00e0 a Washington per un nuovo, cruciale, round di colloqui. Ancora una volta lo slovacco dovr\u00e0 vedersela con il segretario Usa al Commercio, Howard Lutnick e l&#8217;altro caponegoziatore dell&#8217;amministrazione americana, Jamieson Greer. &#8220;Posso solo dirvi che vogliamo ottenere il massimo possibile, qualcosa che sia equo per entrambe le parti, e che possa aiutare le imprese di entrambi i Paesi ad avere maggiore prevedibilit\u00e0 e chiarezza su come pianificare le proprie operazioni&#8221;, ha spiegato Sefcovic.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 13px;\"><br \/>La controproposta statunitense giunta gioved\u00ec scorso, proprio mentre era in corso il Consiglio europeo, ha dato una netta accelerata alle trattative. E, pur non essendo strutturata in cifre e percentuali, ha dato solidit\u00e0 ad un numero, innanzitutto: il 10% come base dei dazi americani ai prodotti europei. Il modello \u00e8 quello usato da Usa e Gran Bretagna nella loro intesa. Ed \u00e8 un modello che, all&#8217;inizio, non piaceva per nulla agli europei. Col tempo le posizioni si sono smussate, sia nelle cancellerie sia a Palazzo Berlaymont. Il 10%, in questo momento, \u00e8 ritenuto un compromesso accettabile, se sorretto da adeguate compensazioni. Secondo Bloomberg Bruxelles chieder\u00e0 esenzioni al 10%, ovvero che Washington si impegni a ridurre le aliquote su settori chiave quali la farmaceutica, l&#8217;alcol, i semiconduttori e gli aerei commerciali. I negoziatori blu-stellati puntano anche ad esenzioni per ridurre le tariffe del 25% statunitensi su automobili e componenti di automobilistici, nonch\u00e9 la tariffa del 50% su acciaio e alluminio.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 13px;\"><br \/>Tuttavia, \u00e8 proprio su tutto quello che c&#8217;\u00e8 attorno al 10% che il fragile castello dell&#8217;intesa potrebbe crollare. Gli Usa, pi\u00f9 che aperti ad esenzioni pro-Ue, al momento sembrano intenzionati a chiedere altre concessioni a Bruxelles. E potrebbero puntare i piedi sul Digital Market Act, che secondo secondo Donald Trump colpisce al cuore le Big Tech a stelle e strisce. La cancellazione della tassa sui servizi digitali decisa dal Canada, in queste ore, ha non a caso riaperto la strada alle trattative con il vicino americano. &#8220;Mi aspetto che le tasse sui servizi digitali in tutto il mondo vengano eliminate, e che questo sia un elemento chiave dei negoziati commerciali in corso&#8221;, ha avvertito il direttore del Consiglio economico nazionale, Kevin Hassett. Bruxelles, per ora, sembra tenere il punto. &#8220;Le decisioni sovrane dell&#8217;Ue&#8221; in materia di legislazione digitale &#8220;non sono sul tavolo&#8221;. E&#8217; vero, tuttavia, che le indagine della Commissione su X ai tempi del Digital Service Act \u00e8 stata rinviata ben oltre la prevista deadline dell&#8217;estate. Allo stesso tempo, per ammorbidire il negoziato, l&#8217;Ue \u00e8 pronta a giocarsi il jolly del riarmo: con i nuovi programmi per la difesa gli acquisti di equipaggiamenti militari Usa aumenteranno certamente.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 13px;\"><br \/>Nel frattempo Ursula von der Leyen non perde di vista i possibili piani B. A Siviglia, incontrando la direttrice del Wto Ngozi Okonjo-Iweala, la presidente della Commissione ha ribadito quanto gi\u00e0 comunicato ai 27 al Vertice Ue: la necessit\u00e0 di una riforma dell&#8217;organizzazione alla luce del nuovo contesto commerciale globale. E poi c&#8217;\u00e8 la Cina, con la quale si registra un sensibile riavvicinamento. Mercoled\u00ec, a Bruxelles, sbarcher\u00e0 il ministro degli Esteri Wang Yi per il dialogo strategico con l&#8217;Ue in vista del vertice di fine luglio. Wang visiter\u00e0 anche Parigi e Berlino, tappe di un tour nel quale Pechino cerca un riposizionamento con l&#8217;Europa. Le insidie restano tante ma, nella partita a scacchi con Trump, l&#8217;Ue e la Cina potrebbero, sorprendentemente, trovarsi dalla stessa parte.\u00a0 forti imposte sulle importazioni di acciaio, alluminio e automobili. Il Canada \u00e8 il principale fornitore di acciaio e alluminio agli Stati Uniti.<\/span><\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0<\/p>\n<p class=\"article-copyright\">\n<p>Riproduzione riservata \u00a9 Copyright ANSA<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il nove luglio \u00e8 ormai dietro l&#8217;angolo, il tempo dei rinvii volge al termine: Unione europea e Stati Uniti sono chiamati a mettere uno stop, almeno provvisorio, alla questione dei dazi. E la volont\u00e0 di chiudere, da entrambe le parti, sembra essere emersa con una certa concretezza negli ultimi giorni. 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