{"id":14019,"date":"2025-06-29T22:30:49","date_gmt":"2025-06-29T20:30:49","guid":{"rendered":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/2025\/06\/29\/chiara-maci-in-italia-essere-madre-da-sola-e-ancora-unanomalia-ma-io-e-mia-figlia-siamo-sempre-state-famiglia\/"},"modified":"2025-06-29T22:30:49","modified_gmt":"2025-06-29T20:30:49","slug":"chiara-maci-in-italia-essere-madre-da-sola-e-ancora-unanomalia-ma-io-e-mia-figlia-siamo-sempre-state-famiglia","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/2025\/06\/29\/chiara-maci-in-italia-essere-madre-da-sola-e-ancora-unanomalia-ma-io-e-mia-figlia-siamo-sempre-state-famiglia\/","title":{"rendered":"Chiara Maci: \u00abIn Italia essere madre da sola \u00e8 ancora un\u2019anomalia. Ma io e mia figlia siamo sempre state famiglia\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>\n<\/p>\n<p class=\"has-dropcap\"><strong>Chiara Maci<\/strong>, per una volta, mette da parte la cucina. Niente ricette, niente ingredienti: <em>Quelle due<\/em> (Mondadori) \u00e8 il suo primo romanzo, e racconta un\u2019altra storia. Una storia di madri e figlie, di solitudini condivise, di famiglie non convenzionali. Una storia che parla di genitorialit\u00e0 nelle sue forme meno canoniche, di giudizi che pesano, di un senso di inadeguatezza che tocca quasi sempre e solo le donne. \u00abScriverlo \u00e8 stato terapeutico, catartico. Ho pianto, soprattutto alla fine. Ma non \u00e8 la mia storia\u00bb, racconta tra una presentazione e l&#8217;altra. Food expert, conduttrice, 41 anni, Maci \u00e8 mamma di due bambini, Bianca, nata nel 2014 da una precedente relazione di cui non ha mai voluto parlare, e Andrea, avuto nel 2018 con lo chef Filippo La Mantia. \u00ab\u00c8 la storia di tante donne\u00bb, continua, \u00abche chiedono il permesso per vivere, che si sentono in colpa se lavorano troppo, che hanno imparato a bastars, ma fanno ancora fatica a essere guardate senza essere giudicate\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Com&#8217;\u00e8 stato tornare al pubblico, ma con un progetto cos\u00ec diverso dalla cucina?<\/strong><br \/>\u00ab\u00c8 strano per me non parlare di cucina, ma \u00e8 bello, davvero bello. Durante le presentazioni incontro tante donne, tantissime. Spesso hanno un po&#8217; l&#8217;occhio lucido, e non so mai se sia un bene. Forse s\u00ec, ma fa sempre un certo effetto\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Scrivere <em>Quelle due<\/em> \u00e8 stato pi\u00f9 terapeutico o doloroso?<\/strong><br \/>\u00abDoloroso no. \u00c8 stato terapeutico, \u00e8 stato un viaggio completamente nuovo. Io sono abituata a scrivere, amo scrivere, ma scrivo sempre di cose vere. Il romanzo ti d\u00e0 una potenza incredibile, la libert\u00e0 di inventare ma restando fedele alla realt\u00e0. Sono da sempre una grande lettrice, ma scrivere \u00e8 un\u2019altra cosa: puoi creare Adele, Mia, una casa, un luogo. E far dire ad Adele cose vere, che conosco, che ho vissuto. \u00c8 stato un esperimento bellissimo. S\u00ec, ho pianto, soprattutto nell\u2019ultima parte. \u00c8 arrivata di getto, come una liberazione\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Quanto c&#8217;\u00e8 di autobiografico in <em>Quelle due<\/em>?<\/strong><br \/>\u00abNon mi piace che si vada a cercare nella mia storia. Adele \u00e8 la portavoce di tante donne che vivono la \u201csindrome della brava bambina\u201d, quelle che chiedono il permesso per vivere. Quando lo dico in presentazione, vedo occhi che si alzano come a dire: \u201cSta parlando di me\u201d\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Qual \u00e8 il messaggio che l\u2019ha colpita di pi\u00f9 dal pubblico?<\/strong><br \/>\u00ab\u00c8 difficile scegliere. Di recente, a Firenze, una ragazza mi ha fatto tre domande. Poi, durante il firmacopie, sembrava una seduta di analisi. Tutte: \u201cChiara, quella cosa della brava bambina&#8230;\u201d, \u201cChiara, quando hai parlato del lavoro che fai solo per compiacere i genitori&#8230;\u201d. Si crea un momento in cui capisci che hanno bisogno di essere ascoltate. E i libri, alla fine, servono anche a questo\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Il titolo <em>Quelle due<\/em> da dove arriva?<\/strong><br \/>\u00abNasce per caso. Doveva chiamarsi in un altro modo. Ma leggendo le bozze mi sono accorta di aver scritto pi\u00f9 volte \u201cquelle due\u201d. O lo toglievo, o lo evidenziavo. Ho pensato: \u201cPotrebbe essere il titolo\u201d. Mi d\u00e0 l\u2019idea di due persone di spalle che camminano insieme, come le indicava mia nonna, ma tenendole abbracciate\u00bb.<\/p>\n<p><strong>C\u2019\u00e8 qualcosa del suo rapporto con sua figlia Bianca nel legame tra Adele e Mia?<\/strong><br \/>\u00abS\u00ec, tanto. Quando cresci un figlio da sola, ci si prende cura l\u2019uno dell\u2019altro. Mia chiede ad Adele se ha tolto le collane prima di dormire. Questa \u00e8 mia figlia: me lo chiede da sempre. Mi fa tenerezza, perch\u00e9 di solito immaginiamo i figli prendersi cura di genitori anziani. Qui \u00e8 una bambina che si prende cura di un genitore giovane. Un figlio cos\u00ec \u00e8 anche molto responsabilizzato\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Quando si \u00e8 sentita davvero madre per la prima volta?<\/strong><br \/>\u00abIl giorno del parto. Appena mi hanno messo Bianca sulla pancia, ho capito che ero madre. Era come se l\u2019avessi aspettata per nove mesi senza sapere chi fosse. Invece il momento in cui mi sono sentita famiglia \u00e8 stato diverso: quando ho ricevuto dal Comune di Milano la lettera con scritto \u201cPer la famiglia Maci\u201d. Ho pianto tutto il pomeriggio. Nessuno ci aveva mai definite cos\u00ec. Eravamo io e Bianca, ma da quel giorno, eravamo famiglia\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Oggi, secondo lei, siamo pi\u00f9 pronti a riconoscere queste famiglie non \u201ctradizionali\u201d?<\/strong><br \/>\u00abNo, purtroppo no. Se ne parla di pi\u00f9, ma a livello culturale non \u00e8 cambiato molto. La famiglia, in Italia, \u00e8 ancora madre, padre e figlio. Ma per me famiglia \u00e8 anche Costanza, l\u2019amica di Adele e Mia. Ha pi\u00f9 tempo e pi\u00f9 amore di tanti parenti di sangue. I ragazzi, per fortuna, sono pi\u00f9 avanti. Le amiche di mia figlia non direbbero mai che una famiglia \u00e8 solo padre, madre e figlio\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Da madre, secondo lei, qual \u00e8 oggi la sfida pi\u00f9 grande per chi ha figli?<\/strong><br \/>\u00abEssere lasciata sola. Io non ho avuto nessun supporto. Nessun contributo. Lavoravo tutto il giorno da libera professionista. \u00c8 un Paese che non ti aiuta. E c\u2019\u00e8 anche un tema culturale fortissimo. Ho tante amiche che vorrebbero un figlio, ma non trovano un compagno pronto. Non c\u2019\u00e8 una parit\u00e0 biologica nei tempi. E anche se volessero fare un figlio da sole, si sentirebbero giudicate. C\u2019\u00e8 ancora troppa ambiguit\u00e0, anche legale\u00bb.<\/p>\n<p><strong>E come vive l\u2019educazione di un figlio maschio, oggi?<\/strong><br \/>\u00abMi faccio tante domande. Il fatto che Andrea abbia una sorella per me \u00e8 importantissimo. Impara a trattare le donnd anche in casa. E vive con una madre che lavora, che si prende cura di lui. \u00c8 molto attento, mi chiede sempre come sto. Crescere un figlio maschio oggi \u00e8 una responsabilit\u00e0 enorme. Perch\u00e9 \u00e8 meglio costruire uomini solidi che aggiustare quelli rotti\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Tornando al libro: che ruolo ha il cibo nel racconto?<\/strong><br \/>\u00ab\u00c8 ovunque. C\u2019\u00e8 l\u2019estratto di pomodoro che tiene insieme la famiglia, un rito inventato dalla nonna per non farli disgregare. E c\u2019\u00e8 il tavolino per due dove Adele mangia da sola. Un\u2019immagine che mi piace molto. Perch\u00e9 mangiare da soli in Italia \u00e8 ancora visto come qualcosa che fa pena. Invece dovrebbe essere normalit\u00e0, anzi: un piacere. Io, da sola, mi concentro dieci volte di pi\u00f9 sul cibo. \u00c8 il mio guilty pleasure\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Chiara, oggi si sente libera dal giudizio?<\/strong><br \/>\u00abS\u00ec. Ma c\u2019\u00e8 voluto tempo, analisi, lacrime. Per anni mi sono sentita giudicata per tutto: perch\u00e9 lavoravo, perch\u00e9 lasciavo mia figlia. Anche dalla mia famiglia. Poi ho capito: quando lavori, lavori. Quando stai con i figli, stai con loro. Adesso, i miei figli sanno che anche promuovere il libro \u00e8 importante per me, e io torno a casa felice. E questo \u00e8 ci\u00f2 che conta\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Chiara Maci, per una volta, mette da parte la cucina. Niente ricette, niente ingredienti: Quelle due (Mondadori) \u00e8 il suo primo romanzo, e racconta un\u2019altra storia. Una storia di madri e figlie, di solitudini condivise, di famiglie non convenzionali. 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