{"id":13309,"date":"2025-06-26T14:58:48","date_gmt":"2025-06-26T12:58:48","guid":{"rendered":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/2025\/06\/26\/dalla-versilia-a-barcellona-cultura-e-letteratura-parlano-toscano\/"},"modified":"2025-06-26T14:58:48","modified_gmt":"2025-06-26T12:58:48","slug":"dalla-versilia-a-barcellona-cultura-e-letteratura-parlano-toscano","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/2025\/06\/26\/dalla-versilia-a-barcellona-cultura-e-letteratura-parlano-toscano\/","title":{"rendered":"Dalla Versilia a Barcellona, cultura e letteratura parlano toscano"},"content":{"rendered":"<p>\n<\/p>\n<p>Prosegue il <strong>Grand Tour delle donne in Toscana<\/strong>, l\u2019avvincente viaggio di DOVE che esplora le eccellenze femminili tra la Toscana e il mondo. Questa volta, i riflettori sono puntati su due figure del panorama culturale: la neopresidente della <strong>Fondazione Versiliana<\/strong>, <strong>Paola Rovellini<\/strong>, e <strong>Lilith Moscon<\/strong>, scrittrice di successo nel campo della <strong>letteratura per l\u2019infanzia<\/strong>, che ha scelto Barcellona come sua casa, dove porta la ricchezza narrativa e la sensibilit\u00e0 toscana a un pubblico internazionale.<\/p>\n<p>Scopri di pi\u00f9: leggi lo speciale dedicato al <strong>Grand Tour delle donne in Toscana<\/strong><\/p>\n<h3><strong>Paola Rovellini e la Fondazione Versiliana<\/strong><\/h3>\n<p>Paola Rovellini, manager quarantenne piacentina ma versiliese di adozione, da pochi mesi\u00a0 \u00e8 la nuova presidente della <strong>Fondazione Versiliana<\/strong>, da anni un riferimento culturale della Versilia e della Toscana intera. Grande appassionata di musica, con un passato nel mondo del canto lirico e ambasciatrice\u00a0 della \u201cAndrea Bocelli Foundation\u201d,\u00a0 Paola ben rappresenta una terra di grande fascino come la Versilia, incastonata tra le Alpi Apuane e il Tirreno. Una terra di contrasti: dalle vette maestose che custodiscono le cave di marmo di Carrara, da cui Michelangelo trasse linfa per le sue opere,\u00a0 alle spiagge dorate che da decenni attraggono un turismo d\u2019\u00e9lite. Una Versilia che non \u00e8 solo glamour ma un crocevia di cultura. <strong>Pietrasanta<\/strong>, in particolare, \u00e8 un fulcro internazionale per scultori e artisti che qui trovano marmo, bronzo e ispirazione, con laboratori artigiani che portano avanti tecniche secolari e la Versiliana, che qui ha sede, diventa cassa di risonanza per\u00a0 letteratura, musica e dibattito interculturale.<\/p>\n<p>LEGGI ANCHE: Da Firenze a Forte dei Marmi, il Grand Tour passa (ancora) in Versilia<\/p>\n<p>Paola Rovellini, alla guida della Fondazione Versiliana dal settembre scorso<\/p>\n<h3><strong>Dalla finanza alla cultura: un percorso vocazionale<\/strong><\/h3>\n<p>Nata a Piacenza, Paola ha scelto da anni la Versilia come sua dimora, innamorata della sua bellezza e qualit\u00e0 di vita. La sua esperienza nel mondo dell\u2019impresa \u00e8 sempre stata affiancata da un profondo interesse per l\u2019arte, in particolare per il <strong>canto lirico<\/strong>, studiato fin da giovane. Un\u2019esperienza al Teatro Regio di Parma le ha rivelato la sua predilezione per il \u201cdietro le quinte\u201d tanto quanto per il palcoscenico, prefigurando il suo attuale impegno nella gestione culturale. Dopo aver ricoperto il ruolo di CFO per MAE Spa, ha accettato una nuova e stimolante sfida: quella di guidare la Fondazione Versiliana, dal settembre scorso.<\/p>\n<p>\u201cL\u2019approdo alla Fondazione Versiliana \u00e8 stato un passo naturale, seppur carico di responsabilit\u00e0\u201d, sottolinea \u00a0Rovellini . Il <strong>Festival La Versiliana<\/strong> \u00e8 un punto di riferimento storico e simbolico per la Versilia e nel panorama nazionale. \u201cContribuire al suo rinnovamento \u00e8 una grande sfida che ho accolto con entusiasmo, mossa dal desiderio di valorizzare un\u2019istituzione cos\u00ec radicata nel territorio\u201d, ribadisce.<\/p>\n<p>Il legame di Paola con la Versilia va ben oltre la semplice residenza. \u201cLa Versilia \u00e8 da molti anni la mia prima casa \u2013 spiega \u2013 e un luogo che unisce natura, cultura, identit\u00e0 e qualit\u00e0 della vita\u201d.\u00a0 Questo sentimento l\u2019ha spinta a voler contribuire attivamente alla crescita del territorio. \u201cCon i colleghi della Fondazione e con i tanti che amano la Versiliana sento che possiamo restituire qualcosa a questo territorio, contribuendo alla sua crescita culturale valorizzando la sua unicit\u00e0\u201d.<\/p>\n<p>Paola Rovellini nel parterre open air del Festival La Versiliana. La 46esima edizione comincia il 14 luglio 2025<\/p>\n<h3><strong>Cultura e turismo: un binomio indissolubile per la crescita del territorio<\/strong><\/h3>\n<p>Grazie alla sua formazione imprenditoriale, Paola Rovellini ha\u00a0 acquisito una visione chiara del valore che turismo e cultura possono generare quando agiscono in sinergia. \u201cCredo che cultura e turismo debbano camminare insieme, come elementi di un\u2019unica visione strategica\u201d, afferma convinta. Il suo obiettivo primario \u00e8 trasformare la Fondazione Versiliana in \u201cun motore culturale attivo tutto l\u2019anno, che sappia generare valore non solo economico, ma anche sociale e identitario.\u201d<\/p>\n<p>La Versiliana \u00e8\u00a0 in effetti identit\u00e0 per chiunque conosca a fondo questo spicchio di regione, \u00e8 un punto di riferimento che da decenni scandisce i ritmi culturali e sociali del territorio. Qui si sono intrecciate le voci pi\u00f9 illustri del sapere, dell\u2019arte e della politica, creando un senso di <strong>appartenenza<\/strong> e di continuit\u00e0 .<\/p>\n<p>La <strong>cultura<\/strong>, per Rovellini \u00e8 un vero e proprio \u201cinvestimento: in bellezza, in coesione, in futuro.\u201d Il suo desiderio \u00e8 che i visitatori della Versilia possano vivere \u201cun\u2019esperienza autentica, fatta di contenuti, emozioni e scoperta.\u201d Alla guida della Fondazione, mette a frutto la sua doppia anima: visione strategica e sensibilit\u00e0 culturale, con un forte senso di responsabilit\u00e0 verso il territorio che ama. \u201cIl mondo dello spettacolo e dell\u2019intrattenimento culturale ha bisogno di visione, ma anche di sostenibilit\u00e0 economica \u2013 dice -. Questo \u00e8 l\u2019equilibrio che intendo ricercare\u201d.<\/p>\n<p>Paola Rovellini nel Parco Versiliana, autentico polmone verde del litorale versiliese tra Marina di Pietrasanta e Forte dei Marmi<\/p>\n<h3><strong>Raccontare una nuova Versilia<\/strong><\/h3>\n<p>La Versilia, iconica nell\u2019immaginario collettivo, offre ancora spazi per essere raccontata in chiave nuova. Rovellini intende partire proprio da questa unicit\u00e0 per \u201craccontare una <strong>Versilia contemporanea<\/strong>, aperta, capace di accogliere e sorprendere.\u201d L\u2019obiettivo \u00e8 ampliare il pubblico, parlare ai giovani, alle famiglie, agli appassionati d\u2019arte e a chi cerca esperienze significative.<\/p>\n<p>Attraverso progetti innovativi come la grande mostra dedicata agli scacchi che ha inaugurato la stagione, l\u2019esposizione di opere di importanti artisti contemporanei e nuovi talenti, percorsi educativi per bambini e rassegne fuori stagione, la Fondazione sta valorizzando aspetti meno esplorati: \u201cl\u2019innovazione, l\u2019inclusione, ma anche la relazione tra arte e territorio.\u201d Il sogno \u00e8 ambizioso: \u201cCi piacerebbe raccontare una Versilia che non vive solo d\u2019estate, ma respira cultura tutto l\u2019anno.\u201d<\/p>\n<p>La Fondazione Versiliana d\u2019altra parte riveste un ruolo importante nella destagionalizzazione dell\u2019offerta turistica. \u201cIl nostro impegno per una Versiliana tutto l\u2019anno \u00e8 concreto,\u201d assicura Rovellini. Questo si traduce nella riqualificazione degli spazi per renderli fruibili anche nei mesi invernali e nella costruzione di una <strong>programmazione annuale<\/strong> che include \u201cincontri culturali, mostre, laboratori.\u201d La collaborazione con il Comune di Pietrasanta, e in particolare con il sindaco Giovannetti, \u00e8 stata cruciale per questo obiettivo. \u201cL\u2019obiettivo che con il sindaco di Pietrasanta ci siamo dati \u00e8 fare della Versiliana un presidio culturale permanente, aperto alla sperimentazione e capace di attrarre pubblici nuovi anche al di fuori della tradizionale alta stagione.\u201d<\/p>\n<p>Il famoso <strong>Caff\u00e8 della Versiliana<\/strong>, ad esempio, \u00e8 diventato un rito collettivo, un luogo dove le idee prendono forma e un catalizzatore culturale sotto il fresco dei pini marittimi. Quest\u2019anno il palinsesto si preannuncia ricco, con un\u2019alternanza di voci che spaziano dalla cultura alla politica, dal giornalismo alla scienza, sempre con un\u2019attenzione speciale alla qualit\u00e0 del dialogo. Tra le scommesse pi\u00f9 significative per questa edizione, Rovellini annuncia quella di \u201caprire il Caff\u00e8 a nuovi linguaggi e generazioni, anche con format innovativi e incursioni artistiche.\u201d\u00a0 Ma nonostante le novit\u00e0, l\u2019identit\u00e0 del Caff\u00e8 rimarr\u00e0 intatta: \u201ccapace di parlare al presente.\u201d<\/p>\n<h3><strong>Lilith Moscon, da Firenze a Barcellona<\/strong><\/h3>\n<p><strong>Lilith Moscon<\/strong>, nata a Firenze quarant\u2019anni fa, \u00e8 una scrittrice di successo di libri per bambini e ragazzi, ha una laurea\u00a0 in filosofia e un diploma in psicodramma\u00a0 conseguito presso l\u2019istituto Psychodramaforum di Berlino, uno in Linguaggio Sensoriale e Poetica del Gioco presso il Teatro de los Sentidos di Barcellona e uno in terapia della Gestalt presso il centro <strong>Gestalt Barcelona<\/strong>, citt\u00e0 dove oggi vive e lavora.<\/p>\n<p>Ha pubblicato tanti libri per diverse case editrici ed \u00e8 un esempio di come la <strong>creativit\u00e0 toscana<\/strong> possa viaggiare, adattarsi e conquistare nuovi pubblici, mantenendo viva l\u2019essenza delle proprie origini. Sebbene lontana fisicamente, la sua produzione letteraria spesso attinge ai paesaggi, ai valori e alla cultura della Toscana, infondendoli nelle sue storie per bambini. Il suo successo in Spagna non \u00e8 solo un trionfo personale, ma anche un ponte culturale che veicola l\u2019immaginario toscano oltre i confini nazionali, dimostrando come le radici culturali possano fiorire e ispirare in contesti diversi.<\/p>\n<p>Lilith Moscon con i suoi libri. In primo piano, la copertina di Bestiario Familiare (Topipittori, 2022)<\/p>\n<h3><strong>La scrittura come ponte verso i giovani lettori<\/strong><\/h3>\n<p>Da bambina timida che trovava nelle parole scritte il suo scudo e il suo tramite con il mondo, Lilith, autrice attenta e profonda, ha trovato nella letteratura per l\u2019infanzia e l\u2019adolescenza la sua voce pi\u00f9 autentica. Un percorso che affonda le radici in un\u2019esperienza formativa unica, lontana dalle terre d\u2019origine.<\/p>\n<p>\u201cLa scrittura mi consente di ordinare i pensieri, dargli un ritmo e un respiro\u201d, racconta Lilith, svelando la sua intima connessione con scrittura.\u00a0 \u201cSi tratta di un modo per perdermi tra le cose, gli accadimenti, le persone, in un processo in cui ascolto le voci del fuori per portarle in un luogo riparato in cui custodirle e dargli forma\u201d.<\/p>\n<p>La decisione di dedicarsi ai lettori pi\u00f9 giovani \u00e8 nata in un contesto inaspettato, durante i suoi anni universitari a <strong>Berlino<\/strong>. \u201cHo iniziato a rivolgere i miei testi alle lettrici e ai lettori pi\u00f9 giovani, a Berlino \u2013 spiega la scrittrice -. Studiavo filosofia alla Humboldt Universit\u00e4t e ho cominciato a leggere albi illustrati per allenare la lingua e scoprire nuovi vocaboli. Poi sono passata ai racconti, ai romanzi, ma \u00e8 stato un cammino graduale. Nel dover imparare a leggere e a scrivere in tedesco, ho scoperto libri bellissimi rivolti all\u2019infanzia e all\u2019adolescenza\u201d<\/p>\n<p>Questa immersione nel mondo editoriale tedesco, inizialmente per motivi linguistici, si \u00e8 trasformata in una vera e propria folgorazione, segnata da un momento chiave: il tempo trascorso tra gli scaffali della <strong>libreria Mundo Azul<\/strong> di Mariela Nagle.<\/p>\n<h3><strong>La lettura come \u201ccasa di chi scrive\u201d<\/strong><\/h3>\n<p>Sono tante le opere che Lilith cita per averla segnata sin dall\u2019infanzia. <em>Il bambino tutto solo<\/em> di Roland Topor, <em>La ruota degli elfi<\/em> di Janet Taylor Lisle, <em>Pippi Calzelunghe<\/em> di Astrid Lindgren, <em>Le streghe<\/em> di Roald Dahl,<em> Il richiamo della foresta<\/em> di Jack London. \u00c8 stato proprio il piacere della lettura ad aver aperto le porte alla scrittura. \u201cLa lettura \u00e8 la casa di chi scrive \u2013 dice \u2013 Per quanto mi riguarda, leggo molto pi\u00f9 di quanto scriva.\u201d<\/p>\n<p>Tra i suoi personaggi, Lilith confessa un legame speciale con il ritratto di se stessa bambina presente nel libro <strong><em>Bestiario familiare<\/em><\/strong> pubblicato da Topipittori. \u201cQuesto ritorno a me stessa, attraverso la scrittura, \u00e8 stato un processo di profonda comprensione \u2013 conferma Lilith -. Tornare a lei\u00a0 mi ha permesso di comprendere meglio i suoi bisogni, i suoi desideri, le sue ferite\u201d. Ma \u00e8 stata anche un\u2019opportunit\u00e0 unica di \u201cvedere il contesto sociale e storico in cui sono cresciuta, dunque gli anni Ottanta e Novanta, con pi\u00f9 lucidit\u00e0\u201d. Un\u2019osservazione che trascende il singolo, poich\u00e9 \u201cnessuna esistenza \u00e8 priva di contesto. Guardarsi \u00e8 anche, e soprattutto, guardare alla storia, non solo a quella privata.\u201d<\/p>\n<p>Un altro ritratto di Lilith Moscon tra i \u201csuoi\u201d libri. Foto di Clara Vannucci<\/p>\n<p>La Moscon, con la sua profondit\u00e0 legata anche al percorso da terapeuta, ci guida nel mondo magico della scrittura. Per lei la parte pi\u00f9 magica del processo di scrittura \u00e8 quel momento in cui \u201cl\u2019ambiente e i personaggi cominciano a parlare da soli, a godere di vita propria\u201d. \u00c8 in queste rare e fortunate circostanze che la scrittura diventa trascrizione e i personaggi prendono il sopravvento. \u201cSono loro, i personaggi, a dettarmi la trama, i dialoghi, a determinare il corso degli eventi \u2013 dice la scrittrice -. Mi eccita la perdita di controllo che si verifica in queste circostanze\u201d.<\/p>\n<p>A proposito del delicato equilibrio tra fantasia, avventura e messaggi importanti nei libri per bambini, Lilith confessa che in realt\u00e0 non scrive ma pensando di dover veicolare messaggi. Eppure ogni libro \u00e8 un viaggio, un\u2019immersione che porta a riva qualcosa da offrire, come \u201calghe, conchiglie, frammenti di vetro levigati dal mare. La narrazione, tuttavia, come la vita, mostra anche le sue sfumature pi\u00f9 cupe. E allora alle alghe, alle conchiglie e al vetro si aggiungono catrame e microplastiche\u201d.<\/p>\n<p>Emerge una velata malinconia, e la scrittrice sottolinea che \u201cnarrare \u00e8 mostrare con onest\u00e0 ci\u00f2 che compone il nostro <strong>paesaggio esterno e interno<\/strong>. Bene e male vanno assieme in letteratura, come nella vita. E questo vale anche per la cosiddetta letteratura per ragazzi, cos\u00ec come illustra Saki nel suo racconto <em>Il narratore<\/em> o Mac Barnett nella sua opera intitolata <em>La porta segreta, <\/em>uscita lo scorso anno per Terre di Mezzo.\u201d<\/p>\n<p>Nelle opere di Lilith Moscon il valore aggiunto sono le <strong>illustrazioni<\/strong>, che\u00a0 in un libro per l\u2019infanzia sono molto pi\u00f9 di un semplice accompagnamento: \u201cLe illustrazioni sono storie nelle storie \u2013 dice -. Possono sostituirsi alle parole, integrarle, stravolgerle, accompagnarle\u201d. Godono di una \u201ccerta autonomia,\u201d ed \u00e8 per questo che, da autrice, preferisce vedere le illustrazioni soltanto alla fine.<\/p>\n<h3><strong>La Toscana tra radici e nuove direzioni<\/strong><\/h3>\n<p>Il suo rapporto con la Toscana \u00e8 complesso e ricco, cos\u00ec come la scelta di vivere in Spagna. \u201cIn Toscana, come in <strong>Catalogna<\/strong>, ho progetti e incarichi legati all\u2019editoria e alla psicoterapia,\u201d spiega Lilith. La sua decisione di trasferirsi in Spagna \u00e8 stata dettata da un percorso formativo, \u00e8 andata in Spagna per frequentare una scuola di specializzazione in psicoterapia della Gestalt e poi ci \u00e8 rimasta a lavorare per lo stesso istituto, ma la Toscana resta un\u2019influenza tangibile nelle sue opere.<\/p>\n<p>Lilith racconta un mondo fantastico nel quale ha racchiuso tanto della sua terra,\u00a0 \u201cNelle mie pagine ci sono la pietra forte e la pietra serena di Firenze, le spiagge bianche e inquinate tra Rosignano Solvay e Vada, le facce incontrate nei suoi capoluoghi\u201d, rivela. Lilith \u00e8 un\u2019<strong>ambasciatrice della Toscana<\/strong> nei suoi racconti\u00a0 non solo per i luoghi fisici che evoca, ma anche per il retaggio delle opere di autrici e autori toscani con i quali si \u00e8 formata, cos\u00ec come per le suggestioni di musiche e film. Perch\u00e9 in fondo i libri \u201csono ricettacoli dei nostri vissuti\u201d, e gli insegnamenti della Toscana li cogliamo in ogni riga dei suoi libri.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Prosegue il Grand Tour delle donne in Toscana, l\u2019avvincente viaggio di DOVE che esplora le eccellenze femminili tra la Toscana e il mondo. 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