{"id":13279,"date":"2025-06-26T11:15:16","date_gmt":"2025-06-26T09:15:16","guid":{"rendered":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/2025\/06\/26\/torture-le-parole-di-un-sopravvissuto-in-libia-siamo-stati-rapiti-venduti-torturati-mi-facevano-stringere-vetri-rotti-tra-le-mani-ma-la-cosa-peggiore-e-stata-vedere-mia-moglie-violentata-da\/"},"modified":"2025-06-26T11:15:16","modified_gmt":"2025-06-26T09:15:16","slug":"torture-le-parole-di-un-sopravvissuto-in-libia-siamo-stati-rapiti-venduti-torturati-mi-facevano-stringere-vetri-rotti-tra-le-mani-ma-la-cosa-peggiore-e-stata-vedere-mia-moglie-violentata-da","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/2025\/06\/26\/torture-le-parole-di-un-sopravvissuto-in-libia-siamo-stati-rapiti-venduti-torturati-mi-facevano-stringere-vetri-rotti-tra-le-mani-ma-la-cosa-peggiore-e-stata-vedere-mia-moglie-violentata-da\/","title":{"rendered":"Torture, le parole di un sopravvissuto: \u00abIn Libia siamo stati rapiti, venduti, torturati. Mi facevano stringere vetri rotti tra le mani ma la cosa peggiore \u00e8 stata vedere mia moglie violentata davanti ai miei occhi\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>\n<\/p>\n<p class=\"has-dropcap\">\u00abSiamo fuggiti dal Camerun, dove mio suocero ha violentato mia moglie per anni. In Libia siamo stati rapiti, venduti, torturati. Mi picchiavano, mi facevano stringere vetri rotti tra le mani. Ma la cosa peggiore \u00e8 stata vedere mia moglie violentata davanti ai miei occhi. L&#8217;hanno costretta a prostituirsi. Mi dicevano che l&#8217;avrebbero uccisa se non obbedivo\u00bb. Sono le parole di uno dei pazienti assistiti dal team di Medici Senza Frontiere a Palermo, all&#8217;interno del progetto dedicato alle vittime di tortura, in collaborazione con l&#8217;Azienda Ospedaliera Universitaria Policlinico \u00abPaolo Giaccone\u00bb, il Dipartimento PROMISE, la CLEDU (Clinica Legale per i Diritti Umani) e l&#8217;Universit\u00e0\u00a0degli Studi di\u00a0Palermo. Questa testimonianza e altre sono pubblicate all&#8217;interno del rapporto \u00abDisumani\u00bb presentato in occasione della <strong>Giornata mondiale in supporto delle persone sopravvissute a tortura<\/strong>, che ricorre il 26 giugno.<\/p>\n<p>Tra gennaio 2023 e febbraio 2025, <strong>160 sopravvissuti a torture e violenze intenzionali<\/strong> sono stati presi in carico dal progetto di Msf a Palermo. Il 60 per cento degli abusi \u00e8 avvenuto in Libia, un terzo in Paesi che l&#8217;Italia considera \u00absicuri\u00bb per i rimpatri. <strong>L\u201980 per cento delle donne ha subito violenza sessuale,<\/strong> e il 67 per cento dei pazienti mostra segni di stress post-traumatico. Nonostante ci\u00f2, <strong>solo il 22 per cento ha ottenuto lo status di rifugiato<\/strong>. \u00c8 forse questo il dato pi\u00f9 sconcertante che emerge dal primo rapporto della <em>Rete Italiana per il Supporto alle Persone Sopravvissute a Tortura<\/em> (ReSST).<\/p>\n<h2>Chi sono i sopravvissuti<\/h2>\n<p>L&#8217;et\u00e0 media \u00e8 25 anni, per il 75 per cento si tratta di uomini, provenienti soprattutto da Bangladesh, Gambia e Costa d&#8217;Avorio. Ma anche molte donne, violentate e abusate pi\u00f9 volte, spesso lungo il percorso migratorio. Alcuni uomini hanno raccontato torture che includevano anche violenza sessuale o l&#8217;obbligo di assistere allo stupro di una moglie o sorella.<\/p>\n<p>Le rotte migratorie percorse, sempre pi\u00f9 pericolose, rivelano una verit\u00e0 che i numeri confermano: <strong>il 60 per cento delle torture \u00e8 avvenuto in Libia<\/strong>, mentre un terzo dei casi (36,5%) si \u00e8 verificato in <strong>nove paesi definiti sicuri dal nostro governo<\/strong>, tra cui Tunisia, Algeria, Gambia e Bangladesh. In alcuni casi (2%), le torture sono avvenute persino nei paesi di arrivo, compresa l&#8217;Italia. In sei casi su dieci i responsabili sono i trafficanti, mentre nel 29% dei casi sono le forze dell&#8217;ordine.<\/p>\n<p>Percosse, frustate, bruciature, rimozione delle unghie, soffocamento, folgorazioni. Sono solo alcune delle modalit\u00e0 con cui uomini e donne in fuga vengono torturati, spesso ripetutamente. \u00abCerchiamo di trasformare i flashback in ricordi, per liberare i pazienti dal potere che le torture continuano ad avere su di loro\u00bb spiega <strong>Carmela Virga<\/strong>, psicologa di MSF a Palermo. <strong>\u00abLa terapia parte dalla ricostruzione della fiducia e dalla restituzione del diritto a decidere per s\u00e9 stessi\u00bb<\/strong>.  Il 67 per cento dei pazienti mostra sintomi da stress post-traumatico, con disturbi depressivi e ansiosi, e il 3 per cento manifesta pensieri suicidari. <strong>\u00abForme di violenza estrema, tra cui la tortura, sono un elemento strutturale e diffuso lungo la rotta migratoria mediterranea\u00bb<\/strong>\u00a0spiega <strong>Elisa Galli,<\/strong> responsabile del progetto di MSF a Palermo.\u00a0\u00abLasciano\u00a0cicatrici profonde e durature che vanno trattate con un percorso di cure che permette la ricostruzione della propria identit\u00e0 e di ritrovare fiducia negli altri e speranza nel futuro. Un supporto specialistico adeguato \u00e8 essenziale affinch\u00e9 la vita di queste persone possa ricominciare, a partire dalla loro salute\u00bb.<\/p>\n<h2>L&#8217;appello di Medici senza Frontiere<\/h2>\n<p>Cos\u00ec Medici Senza Frontiere sollecita le istituzioni italiane affinch\u00e9: \u00abl&#8217;Italia si conformi pienamente agli <strong>obblighi sanciti dalla Convenzione contro la tortura (1984),<\/strong> in particolare all\u2019articolo 14, che riconosce alle vittime il diritto alla riabilitazione pi\u00f9 completa possibile, assicurando un adeguamento efficace del sistema di accoglienza e dei servizi sociosanitari dedicati. Le <strong>Linee guida per la programmazione degli interventi di assistenza e riabilitazione adottate dal Ministero della Salute nel 2017<\/strong> vengano rigorosamente attuate su tutto il territorio nazionale. Vengano superate le barriere istituzionali e le politiche migratorie restrittive, ripristinando e potenziando un sistema di accoglienza e assistenza inclusivo e ben strutturato. Infine siano sostenuti e garantiti <strong>percorsi di accesso sicuri<\/strong>, evitando che le persone siano costrette a transitare attraverso paesi o territori in cui sono notoriamente esposte a pratiche di tortura e violenze\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abSiamo fuggiti dal Camerun, dove mio suocero ha violentato mia moglie per anni. In Libia siamo stati rapiti, venduti, torturati. Mi picchiavano, mi facevano stringere vetri rotti tra le mani. Ma la cosa peggiore \u00e8 stata vedere mia moglie violentata davanti ai miei occhi. L&#8217;hanno costretta a prostituirsi. 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