{"id":13154,"date":"2025-06-26T00:09:19","date_gmt":"2025-06-25T22:09:19","guid":{"rendered":"https:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/2025\/06\/26\/finti-rider-allombra-della-mafia-a-palermo-8-arresti\/"},"modified":"2025-06-26T00:09:19","modified_gmt":"2025-06-25T22:09:19","slug":"finti-rider-allombra-della-mafia-a-palermo-8-arresti","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/2025\/06\/26\/finti-rider-allombra-della-mafia-a-palermo-8-arresti\/","title":{"rendered":"Finti rider all&#039;ombra della mafia a Palermo, 8 arresti"},"content":{"rendered":"<p>\n<br \/><\/p>\n<p>AGI &#8211;&nbsp;I pusher erano vestiti da rider, con bici elettriche e zaini inconfondibili. \u00c8 uno dei dettagli della vasta operazione che ha portato al fermo di indiziati di delitto di otto persone che gestivano il <strong>mercato dello spaccio di cocaina<\/strong> e <strong>hashish <\/strong>nei rioni palermitani di Ballar\u00f2 e Vucciria. Un volume d&#8217;affari di tremila euro al giorno, <strong>700 mila euro solo nel periodo dell&#8217;indagine<\/strong>, all&#8217;ombra della mafia, con consegne h24, <strong>almeno cento giornaliere, strutturate su tre turni.<\/strong><\/p>\n<p>\n  Il blitz, disposto dalla Direzione distrettuale antimafia palermitana, \u00e8 stato eseguito dai finanzieri del Gruppo Pronto Impiego. Oltre 100 i baschi verdi impegnati dall&#8217;alba nell&#8217;esecuzione di <strong>17 perquisizioni locali effettuate tra Palermo e Villabate <\/strong>nei confronti delle 8 persone colpite dal provvedimento restrittivo e condotte in carcere, ma anche di una serie di presunti complici, la cui posizione \u00e8 ancora al vaglio dell\u2019autorit\u00e0 giudiziaria.<\/p>\n<p>\u00c8 stato smantellato un gruppo criminale strutturato in forma gerarchica piramidale, dove ognuno dei componenti aveva ruoli e compiti ben precisi. Due erano al vertice dell&#8217;organizzazione che, con l&#8217;avallo del mandamento mafioso di riferimento, si occupavano di far arrivare la cocaina e l&#8217;hashish a Palermo da consolidati canali di approvvigionamento, con i quali poi trattavano direttamente prezzo, quantit\u00e0 e qualit\u00e0. L&#8217;organizzazione si \u00e8 avvalsa anche di alcuni gi\u00e0 sottoposti a misura cautelare che, una volta acquistata la sostanza, pur sottoposti agli arresti domiciliari, erano deputati a ricevere le chiamate degli acquirenti e, come in una <strong>sorta di control room<\/strong>, a smistare successivamente gli ordini ai pusher di strada, facendo da raccordo tra le parti e fornendo <strong>tempistiche precise agli acquirenti <\/strong>sugli appuntamenti per le consegne.&nbsp;Singolari poi le modalit\u00e0 di consegna degli ordini emerse nel corso delle indagini, una sorta di <strong>drug delivery:<\/strong> i pusher, una volta attivati, utilizzando motorini o biciclette elettriche fornite dall&#8217;organizzazione, travestiti da rider e indossando zaini di una nota piattaforma di delivery, esattamente come se stessero trasportando pizze o altro cibo da asporto.<\/p>\n<p>I finti rider consegnavano stupefacenti ai clienti praticamente in tutta Palermo,<strong> fino a Mondello,<\/strong> sottraendosi cosi&#8217; al pericolo di essere sottoposti a controllo. Inoltre, per ridurre comunque al minimo il pericolo di essere fermati e arrestati con quantitativi rilevanti, si spostavano da un luogo all&#8217;altro della citt\u00e0 con poche dosi al seguito, aumentando il numero di viaggi. Ci\u00f2 era reso possibile anche dalla disponibilit\u00e0 di diverse basi logistiche sparse per la citt\u00e0. Tra coloro che sono stati colpiti dal provvedimento ci sono <strong>appartenenti alla criminalit\u00e0 radicata nel quartiere di Ballar\u00f2<\/strong> e in grado di muovere importanti quantit\u00e0 di sostanza stupefacente, compreso un esponente di spicco della mafia nigeriana arrestato nel gennaio 2024 sempre dai baschi verdi per aver tentato la fuga, con tanto di passaporto falso, in un altro Paese dell&#8217;Unione europea al fine di sfuggire a una probabile e imminente condanna in via definitiva. L&#8217;organizzazione, cosi&#8217; strutturata, si serviva inoltre anche di<strong> persone incensurate e insospettabili <\/strong>per custodire sia la sostanza stupefacente da vendere sia il denaro provento dello spaccio. Uno dei custodi dello stupefacente, il mese scorso, a seguito di perquisizione domiciliare effettuata dai baschi verdi, era stato arrestato in quanto trovato in possesso <strong>di un chilo e mezzo di hashish oltre a tutto l&#8217;occorrente per la suddivisione in dosi,<\/strong> poi risultato incensurato.<\/p>\n<p>Sono stati individuati anche ulteriori luoghi utilizzati dai capi del gruppo criminale per nascondere i proventi: le banconote, raccolte in mazzette da mille euro, venivano sigillate in buste sottovuoto e poi consegnate per la custodia a persone di fiducia incensurate, quali custodi dello stupefacente fuori dal mondo dello spaccio.<\/p>\n<p>Ingenti i guadagni dello spaccio quotidiano, organizzato su tre turni di lavoro, in maniera tale da coprire l&#8217;intero arco della giornata. A volte, le richieste erano cosi&#8217; numerose che gli associati non riuscivano neanche a soddisfare le stesse che arrivavano quotidianamente, tanto che gli &#8220;addetti alla control room&#8221; svolgevano<strong> turni anche di 20 ore su 24<\/strong> per organizzare e gestire almeno cento cessioni quotidiane di sostanza stupefacente, per un guadagno di oltre 3 mila euro al giorno. Solo nell&#8217;arco temporale dell&#8217;indagine sono state registrate cessioni di cocaina e hashish per oltre 700 mila euro.&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;Clicca qui e iscriviti al nostro canale Whatsapp! 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