{"id":12888,"date":"2025-06-25T06:52:16","date_gmt":"2025-06-25T04:52:16","guid":{"rendered":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/2025\/06\/25\/weekend-a-lione-traboule-cosa-fare-e-vedere\/"},"modified":"2025-06-25T06:52:16","modified_gmt":"2025-06-25T04:52:16","slug":"weekend-a-lione-traboule-cosa-fare-e-vedere","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/2025\/06\/25\/weekend-a-lione-traboule-cosa-fare-e-vedere\/","title":{"rendered":"Weekend a Lione: traboule, cosa fare e vedere"},"content":{"rendered":"<p>\n<\/p>\n<p>Nel cuore della Vecchia Lione ci sono porte come tutte le altre che per\u00f2, una volta aperte, danno accesso a un labirinto di passaggi coperti, scale minuscole o imponenti, cortili interni che collegano tra loro i palazzi e le strade della citt\u00e0. Sopra le teste i ballatoi, i panni stesi e le finestre aperte per far entrare la primavera. Nell\u2019aria un silenzio rispettoso, perch\u00e9 qui le persone abitano, i bambini dormono e la vita scorre al riparo dai rumori della strada.<\/p>\n<p><strong>SCOPRI ANCHE: I 10 sentieri pi\u00f9 belli d\u2019Italia. Dalle Dolomiti all\u2019Etna<\/strong><\/p>\n<p>Rue Saint-Jean, nel cuore del centro storico: qui ai numeri 12 e 54 partono due traboule, tipici passaggi interni agli edifici \u00a9 Getty Iamges<\/p>\n<h2>I <em>traboule<\/em> di Lione<\/h2>\n<p>I <strong><em>traboule<\/em><\/strong>, dal latino <em>transambulare<\/em>, cio\u00e8 passare attraverso, sono proprio il marchio distintivo di <strong>Lione<\/strong>. Nel Medioevo permettevano di raggiungere rapidamente il fiume <strong>Saona<\/strong>, durante la Seconda guerra mondiale hanno protetto l\u2019andirivieni clandestino degli uomini della Resistenza.<\/p>\n<p>La citt\u00e0 ne conta quasi 500, ma solo 49 sono accessibili al pubblico, e per non far s\u00ec che i turisti si concentrino solo in quelli del centro storico il Comune ne sta aprendo di nuovi, concedendo ai residenti il contributo alle spese di manutenzione e illuminazione in cambio di un biglietto per la meraviglia.<\/p>\n<p>L\u2019ultimo passaggio inaugurato parte dal <strong>12 di<\/strong> <strong>rue Saint-Jean<\/strong> e altri quattro sono nei quartieri <strong>Croix-Rousse<\/strong> e <strong>Presqu\u2019\u00cele<\/strong>.<\/p>\n<p>Un dettaglio del Fresque des Lyonnais, murale di 800 metri quadri realizzato fra quai Saint-Vincent e rue de la Martini\u00e8re da Cit\u00e9Cr\u00e8ation nel 1994-95<\/p>\n<h2>Tesori (facili) da scoprire<\/h2>\n<p>Trovare i <em>traboule<\/em> non \u00e8 difficile: basta cercare le targhe di ottone poste accanto ai portoni. Quella al numero <strong>54 di rue Saint-Jean<\/strong>, a pochi passi dalla Cattedrale, d\u00e0 accesso al pi\u00f9 lungo. Tra facciate colorate di ocra e rosso, corridoi e soffitti a volta attraversa cinque cortili, porta alla Torre Rosa che circonda la scala a chiocciola di un palazzo rinascimentale e sbuca al <strong>27 di rue du B\u0153uf<\/strong>.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 lontano dal centro, alla Croix-Rousse, il <em>traboule<\/em> fra <strong>rue Imbert Colom\u00e8s<\/strong> e <strong>place Colbert<\/strong> finisce nel grande cortile <strong>Cours des Voraces<\/strong>, dal nome del gruppo di tessitori che guidarono la Rivoluzione del 1848. Qui su un edificio di otto piani sale una scala monumentale che sembra fluttuare in aria come fosse appena uscita da un quadro di Escher.<\/p>\n<p>L\u00ec vicino, il <em>traboule<\/em> di <strong>passage Thiaffait<\/strong> ospita gli atelier dei designer del Textile Lab, mentre quello di <strong>cour du Moirage<\/strong> regala la possibilit\u00e0 di ammirare parte del chiostro dell\u2019antico monastero dei Feuillants.<\/p>\n<p>Uno spazio del Mus\u00e9e des Confluences<\/p>\n<h2>Lione citt\u00e0 contemporanea<\/h2>\n<p>A fare da contraltare a un passato ricchissimo dal Medioevo fino al Rinascimento, la citt\u00e0 \u00e8 animata da una contemporaneit\u00e0 vivace. Pi\u00f9 a sud, nel quartiere <strong>Confluence<\/strong>, sulle rive della Saona, la<strong> Sucri\u00e8re<\/strong> \u00e8 un ex zuccherificio degli anni Venti trasformato in spazio multifunzionale che ospita concerti, sfilate e mostre molto interessanti, perch\u00e9 gli spazi consentono allestimenti immersivi.<\/p>\n<p>\u00c8 il caso di <em>Pompeii. Cit\u00e9 immortelle<\/em>, che rievoca l\u2019antica eruzione attraverso proiezioni avvolgenti e ricostruzioni di ambienti: artigiani, agricoltori e architetti raccontano una citt\u00e0 vibrante, che rivive in un centinaio di oggetti autentici emersi dagli scavi archeologici (fino al 27 luglio).<\/p>\n<p>Una veduta del Rodano a Lione \u00a9 Getty images<\/p>\n<h2>Lione citt\u00e0 giovane e pop<\/h2>\n<p>All\u2019esterno, ai piedi dei tre scenografici silos del zuccherificio, si muove la Lione giovane con gli skater, i ballerini di hip hop e i residenti che si siedono a chiacchierare sui tavolini del lungofiume. Il quartiere, del resto, \u00e8 diventato luogo di incontro anche grazie a un altro spazio culturale che festeggia il decennale di attivit\u00e0.<\/p>\n<p>Il <strong>Mus\u00e9e des Confluences<\/strong> sembra una navicella spaziale di vetro, cemento e acciaio l\u00e0 dove la Saona si immette nel <strong>Rodano<\/strong>. Da vedere le mostre temporanee<em> Le temps d\u2019un r\u00eave<\/em>, dedicata ai sogni dai tempi dei Greci al lettino dello psicoanalista (fino al 24 agosto), e <em>Amazonies<\/em>, che d\u00e0 voce ai popoli che abitano il polmone del Mondo (fino all\u20198 febbraio 2026).<\/p>\n<p>Chi passeggia da queste parti ed \u00e8 appassionato di architettura non pu\u00f2 non notare i due edifici per showroom e uffici progettati dallo studio parigino Jakob+MacFarlane. Il <strong>Cubo Verde<\/strong> e il <strong>Cubo Arancione<\/strong>, con un gioco di pieni e vuoti, sembrano cambiare geometria a seconda del punto di vista dell\u2019osservatore, mentre la <strong>Torre Ycone<\/strong>, progettata da Jean Nouvel, mette a disposizione gli appartamenti pi\u00f9 costosi della zona.<\/p>\n<p>un ambiente dell\u2019Institut Lumi\u00e8re, che sorge nel luogo dove fu inventato il cinematografo. Ospita un cinema, un museo, una libreria, un caff\u00e8 e una serie di gallerie espositive (institut-lumiere. org)<\/p>\n<h2>Come dentro un film<\/h2>\n<p>Nella citt\u00e0 che ha visto i fratelli Lumi\u00e8re muovere i primi passi, anche i muri raccontano storie come fotogrammi di una pellicola cinematografica. Il gigantesco murale <strong>Fresque des Canuts<\/strong> ricopre una facciata di 1200 metri quadri e dal 1987 documenta i cambiamenti della Croix-Rousse.<\/p>\n<p>Persino i residenti raffigurati vengono attualizzati: quello che era stato immortalato come un ragazzo in bici, nel 1997, dopo la paternit\u00e0, \u00e8 stato \u201ctrasformato\u201d in un pap\u00e0 con la sua bimba, mentre attorno alle finestre <em>trompe-l\u2019\u0153il<\/em> \u00e8 spuntato un bosco verticale per testimoniare l\u2019impulso alla sostenibilit\u00e0 di Lione.<\/p>\n<p>Il quartiere \u00e8 fra i pi\u00f9 vivaci, con i nuovi atelier di design, le strade con le gradinate che portano al belvedere sulla collina, i tavoli comunitari dove si danno appuntamento le famiglie, i ristoranti vegani da scoprire con i food tour.<\/p>\n<p><strong>LEGGI ANCHE: Fiandre: cosa vedere e cosa fare nella regione pi\u00f9 affascinante del Belgio<\/strong><\/p>\n<p>Un ambiente monumentale del Fourvi\u00e8re Hotel, ospitato in un ex convento del 1854<\/p>\n<h2>Lione meta food<\/h2>\n<p>L\u00ec la <strong>Maison des Canuts<\/strong> fa rivivere la storia dell\u2019industria della seta lionese in un tripudio di colori tra telai, rocchette e spole, con uno shop dove acquistare papillon jacquard, stole e <em>pochette<\/em> da sera.<\/p>\n<p>A pochi passi dal piccolo museo, in <strong>rue Pailleron<\/strong>, il <strong>Saint Pierre<\/strong> \u00e8 un bistrot rubato alle coste della Bretagna dove gustare zuppa di pesce e ostriche accompagnate da un calice di champagne (Fb: Bistrot Saint Pierre).<\/p>\n<p>Del resto Lione \u00e8 da sempre meta dei <em>foodies<\/em> di tutto il mondo, anche perch\u00e9 si trova al crocevia di regioni che offrono selvaggina, pesce e vini pregiati. Si va dall\u2019eccellenza dei ristoranti<strong> Auberge du Pont de Collonges<\/strong> di Paul Bocuse\u00a0e <strong>L\u2019Atelier des Augustins<\/strong>, appena premiato con la stella Michelin, alla semplicit\u00e0 dei <em>bouchon<\/em>, i locali della tradizione, che su tovaglie a quadretti continuano a servire il <em>m\u00e2chon<\/em>, il pranzo a base di salumi amato dagli operai della seta (lesbouchonslyonnais.org). Il consiglio \u00e8 accompagnarlo con un calice di Beaujolais prima di raggiungere uno dei tanti eventi serali che animano la scena musicale e artistica cittadina. L\u2019ennesimo contrasto tra tradizione e innovazione che Lione regge benissimo.<\/p>\n<p><strong>LEGGI ANCHE: Gusto e relax in Salento: un viaggio tra sapori unici, con il mare come contorno<\/strong><\/p>\n<h2>Come arrivare a Lione<\/h2>\n<p>In aereo: con Air France (airfranceklm.com), Vueling (vueling.com), easyJet (easyjet.com) e Lufthansa (lufthansa.com) si raggiunge Lione dalle principali citt\u00e0 italiane.<\/p>\n<p><strong>LEGGI ANCHE: Barcellona, cosa vedere, hotel, ristoranti: come godersi al meglio la vibrante citt\u00e0 catalana<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel cuore della Vecchia Lione ci sono porte come tutte le altre che per\u00f2, una volta aperte, danno accesso a un labirinto di passaggi coperti, scale minuscole o imponenti, cortili interni che collegano tra loro i palazzi e le strade della citt\u00e0. 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