{"id":11429,"date":"2025-06-17T16:18:05","date_gmt":"2025-06-17T14:18:05","guid":{"rendered":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/2025\/06\/17\/luce-il-flop-del-mercato-libero-bollette-piu-salate-del-tutelato-il-report-arera\/"},"modified":"2025-06-17T16:18:05","modified_gmt":"2025-06-17T14:18:05","slug":"luce-il-flop-del-mercato-libero-bollette-piu-salate-del-tutelato-il-report-arera","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/2025\/06\/17\/luce-il-flop-del-mercato-libero-bollette-piu-salate-del-tutelato-il-report-arera\/","title":{"rendered":"Luce, il flop del mercato libero: bollette pi\u00f9 salate del tutelato. Il report Arera"},"content":{"rendered":"<p>\n<br \/><\/p>\n<p><strong>ROMA<\/strong> \u2013 Il costo dell\u2019energia \u00e8 diminuito nel 2024, <strong>ma gli italiani continuano a pagare di pi\u00f9 l\u2019elettricit\u00e0 a causa delle tasse, degli oneri e delle imposte <\/strong>che non solo si mangiano il risparmio registrato ma fanno schizzare al massimo le bollette, tra le pi\u00f9 care dell\u2019area euro.<\/p>\n<h4 class=\"inline-article__title\">A luglio arriva la nuova bolletta di luce e gas, \u201csar\u00e0 chiara, immediata e trasparente\u201d. Le novit\u00e0<\/h4>\n<p>\t<span class=\"inline-article__author\"><br \/>\n\t\tdi Diego Longhin<br \/>\n\t<\/span><\/p>\n<p>\t\t\t17 Giugno 2025<\/p>\n<p>A metterlo nero su bianco \u00e8<strong> l\u2019Arera, l\u2019Autorit\u00e0 di regolazione per energia, reti e ambiente.<\/strong> Oggi il numero uno <strong>Stefano Besseghini ha presentato la relazione annuale<\/strong>, l\u2019ultima del suo settennato. L\u2019Authority, verificando anche le dinamiche del settore retail, certifica che, come gi\u00e0 successo prima del Covid, <strong>il servizio a maggior tutela (per i clienti vulnerabili) e quello a tutele graduali (per i non vulnerabili) sono pi\u00f9 convenienti in termini di prezzi rispetto al mercato libero.<\/strong> Insomma, <strong>la concorrenza non paga<\/strong>, almeno stando alla media dei prezzi.  <\/p>\n<h2>In Italia bolletta elettrica pi\u00f9 cara per le famiglie<\/h2>\n<p>Nel 2024 in 10 Paesi europei i prezzi sono aumentati, tra questi Francia +19% e Portogallo +15%, in 17, <strong>tra cui l\u2019Italia, dove si \u00e8 registrato un -8%, sono diminuiti.<\/strong> Al contempo, per\u00f2, sono venute meno le misure straordinarie per affrontare il rimbalzo del costo dell\u2019energia provocato dal conflitto Russia-Ucraina e dallo stop alle importazioni dalla Russia. Sono state cos\u00ec ripristinate le aliquote Iva ordinarie sul gas <strong>e si \u00e8 tornati ai bonus sociali ordinari. <\/strong>L\u2019Italia \u00e8 tra gli Stati che ha subito la riduzione maggiore dei prezzi lordi dell\u2019energia elettrica per i clienti domestici che sono scesi da 38,64 a 35,7 c\u20ac\/kWh. Si \u00e8, quindi, ridotto al 15% (era il 24,7% nel 2023) il differenziale rispetto alla media europea, che \u00e8 di 31,04 c\u20ac\/kWh. <strong>Le famiglie italiane pagano il prezzo pi\u00f9 alto nella Ue subito dopo quelle tedesche.<\/strong> Stessa classifica per i prezzi netti, cio\u00e8 senza oneri e imposte, che in Italia risultano del 14% superiori alla media euro: 25,92 c\u20ac\/kWh contro i 22,73 c\u20ac\/kWh nonostante le riduzioni registrate sia dalla componente energia (-21%) sia dai costi di rete. <strong>I prezzi finali pagati in Italia \u2013 calcola l\u2019Arera &#8211; continuano a essere penalizzati dalle componenti di oneri, imposte e tasse il cui incremento del 28% ha annullato le riduzioni registrate dalla componente energia e dai costi di rete.<\/strong> Nel confronto internazionale, la componente fiscale italiana risulta essere la pi\u00f9 elevata, superiore a quella della Francia (+51%), della Spagna (+36%), e della media dell\u2019Area euro (+18%).<\/p>\n<h4 class=\"inline-article__title\">Energia, Arera recupera 8,4 milioni trattenuti dagli operatori. Sbloccati i bonus a 16 mila famiglie<\/h4>\n<p>\t<span class=\"inline-article__author\"><\/p>\n<p>\t<\/span><\/p>\n<p>\t\t\t12 Giugno 2025<\/p>\n<h2>Anche per le imprese costi al massimo<\/h2>\n<p>Il prezzo lordo pagato dalle imprese italiane \u00e8 diminuito passando da 28,9 a 26,52 c\u20ac\/kWh (-8,3%). Tuttavia, l\u2019Italia ha nuovamente perso competitivit\u00e0 rispetto alla maggior parte degli altri Paesi europei (+ del 24% rispetto alla media dell\u2019area euro) <strong>principalmente a causa dell\u2019aumento della componente relativa a oneri, imposte e tasse (+15%), passata da 8,5 c\u20ac\/kWh nel 2023 a 9,8 c\u20ac\/kWh nel 2024. <\/strong>Questa componente rappresenta oggi la pi\u00f9 elevata tra i Paesi analizzati con un +134% rispetto alla Francia e +65% rispetto alla media dell\u2019area euro.<\/p>\n<h2>La concorrenza non paga: mercato tutelato pi\u00f9 conveniente di quello libero<\/h2>\n<p>La dinamica viene analizzata nella relazione del presidente Besseghini. Possiamo dire che dal 2012 al 2019, quindi su un arco temporale lungo, caratterizzato da prezzi dell\u2019energia relativamente stabili e certamente pi\u00f9 bassi di ora, <strong>il prezzo nel servizio di maggior tutela per i clienti domestici \u00e8 stato costantemente inferiore a quello espresso dal mercato libero con un differenziale in media pari al 19%. <\/strong>Nel periodo 2020-2024 le cose sono andate diversamente causa Covid: nel corso del 2022 e parte del 2023 il prezzo del servizio di tutela \u00e8 stato superiore a quello del mercato libero. Con la fine del 2023 i due valori si sono nuovamente invertiti e per tutto il 2024 la differenza \u00e8 stata particolarmente marcata a favore del servizio di tutela. <strong>\u201cDall\u2019inizio del 2025 abbiamo visto ritornare un differenziale non dissimile da quello che ha caratterizzato i due mercati nel decennio precedente\u201d, spiega il presidente. <\/strong>Colpa anche delle scelte dei consumatori che non scelgono o non trovano le offerte pi\u00f9 convenienti, arrivando a pagare <strong>20 punti percentuali in pi\u00f9<\/strong> rispetto ai contratti pi\u00f9 vantaggiosi. Una dinamica che porta a un divario rispetto al servizio tutelato <strong>che pu\u00f2 arrivare anche a 40 punti percentuali<\/strong>. In sintesi per il presidente di Arera <strong>\u201cla cessazione delle tutele di prezzo ha avuto come conseguenza per una parte dei consumatori un aumento dei costi e per tutti della pressione dei call center dei venditori\u201d.<\/strong> A partire dal 2025 da parte dei consumatori c\u2019\u00e8 una maggiore crescita degli switching e un\u2019attenzione alle condizioni di fornitura.<\/p>\n<h2>No agli oneri a carico dei consumatori per l\u2019allungamento delle concessioni <\/h2>\n<p>L\u2019Arera mette in guardia rispetto al calcolo degli oneri, che i concessionari del servizio di distribuzione devono pagare allo Stato per vedere allungate le concessioni delle infrastrutture per realizzare gli interventi inseriti in piani straordinari. Secondo l\u2019ultima legge di Bilancio, i concessionari del servizio di distribuzione sono tenuti a versare al governo degli oneri in ragione della rimodulazione della durata della concessione, ora a titolo gratuito. <strong>La norma prevede che l\u2019onere di rimodulazione venga trasferito in bolletta <\/strong>e che sia soggetto alla remunerazione propria degli investimenti infrastrutturali con ulteriore <strong>aggravio per i consumatori.<\/strong> L\u2019Autorit\u00e0 ritiene che questa previsione si ponga in contrasto con i principi generali di tariffazione \u2013 spiega Besseghini \u2013  <strong>\u201cbasata sui costi efficienti del servizio\u201d<\/strong> e che, a tutela degli interessi dei consumatori, risulti <strong>\u201copportuno minimizzare, se non annullare, l\u2019impatto dell\u2019onere di rimodulazione in bolletta\u201d.<\/strong><\/p>\n<h4 class=\"inline-article__title\">Sos acqua, Nord efficiente ma non immune. Sud a secco<\/h4>\n<p>\t<span class=\"inline-article__author\"><br \/>\n\t\tdi Vito de Ceglia<br \/>\n\t<\/span><\/p>\n<p>\t\t\t11 Giugno 2025<\/p>\n<h2>Crescono i consumi, tranne per l\u2019industria<\/h2>\n<p>I consumi di energia elettrica <strong>sono aumentati del 2,3%<\/strong>. La ripresa ha interessato quasi tutti i settori eccetto l\u2019industria (-0,5%). <strong>La domanda italiana \u00e8 stata soddisfatta per l\u201983,7% dalla produzione nazionale netta<\/strong> (escludendo l\u2019energia destinata ai pompaggi) <strong>e per il restante 16,3% dal saldo con l\u2019estero.<\/strong> La produzione nazionale lorda \u00e8 cresciuta del 3,2% e si attesta a 273,3 TWh con le rinnovabili ancora in aumento (+14,9%), spinta principalmente dell\u2019aumento nella produzione idroelettrica (+30,2%) che con 52,8 TWh \u00e8 tornata ad avvicinarsi ai massimi degli ultimi dieci anni, che compensano il calo del termoelettrico (-6%). <strong>Nel 2024 i costi derivanti dall\u2019incentivazione delle fonti rinnovabili sono risultati pari a circa 8,9 miliardi di euro <\/strong>(erano 7 mld \u20ac nel 2023 e 6,4 mld \u20ac nel 2022) a fronte di una quantit\u00e0 di energia elettrica incentivata pari a circa 35,5 TWh, il 36% della quale \u00e8 stata prodotta da impianti fotovoltaici, il 25% da impianti eolici, il 22% dalle biomasse, il 14% da impianti idrici e, infine, il 2% dalla fonte geotermica.<\/p>\n<h4 class=\"inline-article__title\">Bonus da 200 euro, in arrivo le prime bollette \u201ccon lo sconto\u201d<\/h4>\n<p>\t<span class=\"inline-article__author\"><br \/>\n\t\tdi Federico Formica<br \/>\n\t<\/span><\/p>\n<p>\t\t\t11 Giugno 2025<\/p>\n<h2>Si torna a riutilizzare il gas<\/h2>\n<p>Il 2024 ha visto <strong>una ripresa dei consumi mondiali di gas, passati da 4.095 a 4.212 miliardi di metri cubi <\/strong>con una crescita del <strong>2,8%<\/strong> che ha portato il valore a un nuovo picco storico, trainati soprattutto dai Paesi dell\u2019area Asia Pacifico, che hanno assorbito oltre il 45% della domanda incrementale. <strong>Nell\u2019Unione europea, dopo la flessione del 7% nel 2023, i consumi di gas hanno registrato un leggero aumento dello 0,5% e un volume totale di circa 332 mld m3, valori ancora lontani dai 412 mld m3 del 2021. <\/strong>La variazione dei consumi non \u00e8 stata dello stesso segno per tutti i Paesi europei: all\u2019aumento di Germania (+1,6%), Italia (+0,6%), Paesi Bassi (+1,3%), si contrappone una riduzione per Francia (-6,2%) e Spagna (-4,2%), dove maggiore \u00e8 stato il peso sul mix elettrico di fonti alternative, rispettivamente nucleare (+12% su 2023) e rinnovabili (+11%).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ROMA \u2013 Il costo dell\u2019energia \u00e8 diminuito nel 2024, ma gli italiani continuano a pagare di pi\u00f9 l\u2019elettricit\u00e0 a causa delle tasse, degli oneri e delle imposte che non solo si mangiano il risparmio registrato ma fanno schizzare al massimo le bollette, tra le pi\u00f9 care dell\u2019area euro. 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