{"id":10717,"date":"2025-06-13T19:56:26","date_gmt":"2025-06-13T17:56:26","guid":{"rendered":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/2025\/06\/13\/il-ministero-della-cultura-si-trasforma-in-esattore-scatta-la-tagliola-fiscale-per-gli-operatori-piu-deboli\/"},"modified":"2025-06-13T19:56:26","modified_gmt":"2025-06-13T17:56:26","slug":"il-ministero-della-cultura-si-trasforma-in-esattore-scatta-la-tagliola-fiscale-per-gli-operatori-piu-deboli","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/2025\/06\/13\/il-ministero-della-cultura-si-trasforma-in-esattore-scatta-la-tagliola-fiscale-per-gli-operatori-piu-deboli\/","title":{"rendered":"Il Ministero della Cultura si trasforma in esattore? Scatta la tagliola fiscale per gli operatori pi\u00f9 deboli"},"content":{"rendered":"<p>\n<\/p>\n<p>La notizia serpeggia negli ambienti del sistema cinematografico e audiovisivo, ma non \u00e8 ancora esplosa nella sua dirompente dimensione: da qualche giorno, la <strong>Direzione Cinema e Audiovisivo del Ministero della Cultura,<\/strong> assieme alla consorella Direzione Spettacolo (teatro, musica, danza\u2026), ha deciso di attivare una procedura amministrativa secondo la quale, per ogni pagamento ministeriale superiore a 5.000 euro, chiede <strong>una verifica all\u2019Agenzia delle Entrate<\/strong>, la quale, prima che il bonifico ministeriale venga perfezionato a favore del beneficiario, in caso di pendenze tributarie si attiva tempestivamente con un pignoramento \u201ccontro terzi\u201d (ovvero il Ministero stesso).<\/p>\n<p>Di fatto, tutti i soggetti che operano con le due direzioni generali (Dgca e Dgs) sono sottoposti al rischio di questa <strong>tagliola<\/strong>. I primi pignoramenti sono gi\u00e0 scattati.<\/p>\n<p>Si prevede che nelle prossime settimane centinaia di operatori del settore, dai grandi produttori alle piccole associazioni culturali, soffriranno le conseguenze di questa decisione, che \u00e8 amministrativa ma al contempo politica. La <strong>politica culturale<\/strong> si sostanzia infatti anche nelle pratiche amministrative, nelle procedure, nelle prassi. La decisione \u00e8 stata assunta qualche giorno fa, ma non ve ne \u00e8 ancora alcuna pubblica evidenza. \u00c8 emersa semplicemente perch\u00e9 alcuni <strong>\u201cpignorati\u201d<\/strong> ne hanno gi\u00e0 sofferto le conseguenze.<\/p>\n<h3>Checco Zalone il nuovo film nelle sale a Natale 2025: sar\u00e0 un altro successo o far\u00e0 flop?<\/h3>\n<h3>Leggi articolo<\/h3>\n<p>La questione va contestualizzata: esiste un Decreto del Presidente della Repubblica, il n. 602 del 1973 (emanato sotto il Governo Rumor IV, centro-sinistra, con Emilio Colombo Ministro delle Finanze), che impone questa regola a tutti i pagamenti delle <strong>pubbliche amministrazioni<\/strong> (superiori alla soglia di 5.000 euro, che era invece di 10.000 fino al 2018), ovvero una verifica della correttezza tributaria del beneficiario. Vale per i ministeri, le regioni, le asl, qualsiasi ente pubblico\u2026<\/p>\n<p>Come spesso accade in Italia, c\u2019\u00e8 per\u00f2 una <strong>\u201ceccezione alla regola\u201d<\/strong>: nel luglio del 2008, in risposta ad un quesito dello stesso Ministero della Cultura, l\u2019allora Ragioniere Generale dello Stato <strong>Mario Canzio<\/strong>, stabiliva che, a fronte del rilevante interesse pubblico, ovvero del preminente interesse dello Stato e della collettivit\u00e0, i pagamenti afferenti attivit\u00e0 del settore dello spettacolo (e quindi della cultura) non dovessero essere sottoposti a questa verifica. E cos\u00ec \u00e8 stato nel corso dei decenni, fino a pochi giorni fa.<\/p>\n<p>E peraltro si tratta di contributi pubblici vincolati ad una specifica attivit\u00e0, che risponde a bandi selettivi e regole specifiche. Sono erogazioni pubbliche sottoposte a procedimenti vincolati: <strong>non si tratta di somme pignorabili.<\/strong> Ed un Ministero non pu\u00f2 essere considerato un\u2026 \u201cterzo creditore\u201d!<\/p>\n<p>Un liberista e garantista potrebbe comunque sostenere: \u201cBene, un altro privilegio dei furbetti della casta del cinema e dello spettacolo <strong>\u00e8 stato finalmente eliminato<\/strong>\u201d. Un destrorso estremista potrebbe plaudire a questa decisione, che riduce quella che negli ultimi mesi quotidiani come <em>La Verit\u00e0<\/em> hanno definito \u201cla mangiatoia degli intellettuali di sinistra\u201d, denunciando gli abusi del<strong> tax credit<\/strong>. Un riformista progressista potrebbe contestare: \u201c\u00e8 un errore grave, si tratta di un settore strutturalmente fragile, \u00e8 bene che lo Stato lo assista, altrimenti si produrr\u00e0 sempre meno cultura\u201d.<\/p>\n<p>Non \u00e8 agevole stimare le dimensioni della decisione, che pure ci si augura verr\u00e0 presto resa di pubblico dominio: deve esistere un atto amministrativo formale, e sar\u00e0 interessante leggere <strong>la firma di chi l\u2019ha stilato<\/strong>.<\/p>\n<p>Certamente ne andranno a soffrire centinaia e centinaia di imprese ed associazioni.<br \/>C\u2019\u00e8 chi interpreta la notizia come il risultato di un asse congiunto \u201crepressivo\u201d dei due Sottosegretari competenti: <strong>Lucia Borgonzoni<\/strong> (Lega Salvini) che ha la delega su cinema e audiovisivo ed \u00e8 sotto attacco per la controversa riforma del \u201ctax credit\u201d cinematografico e audiovisivo, e <strong>Gianmarco Mazzi<\/strong> (Fratelli d\u2019Italia) che ha la delega per lo spettacolo dal vivo e non riesce a portare a termine la riforma del settore.<\/p>\n<p>Alcuni ritengono che sia stata una decisione assunta con la benedizione (o su input) della Ragioniera Generale dello Stato, quella Daria Perrotta nominata dal Ministro Giancarlo Giorgetti nell\u2019agosto 2024 alla guida del principale organo di controllo delle finanze pubbliche (Perrotta guidava il legislativo del Mef, e, in quella veste, era anche stata cooptata nel massimo organo di consulenza del Mic, ovvero il Consiglio Superiore del Cinema e Audiovisivo, nel quale peraltro ancora siede): l\u2019obiettivo sarebbe al contempo <strong>\u201cfare pulizia\u201d<\/strong> e soprattutto <strong>\u201cfare cassa\u201d<\/strong>. In questo caso, per\u00f2, soprattutto a spese dei soggetti pi\u00f9 piccoli e pi\u00f9 deboli, con buona pace di quella \u201cpace fiscale\u201d tanto auspicata dal Vice Premier Matteo Salvini: con questa improvvida quanto improvvisa decisione, il Mic toglie il respiro ad imprese, associazioni, lavoratori.<\/p>\n<h3>\u201cSoldi del ministero per zittire giornalisti\u201d: M5s chiede a Giuli di rispondere in Aula dopo l\u2019inchiesta del Fatto<\/h3>\n<h3>Leggi articolo<\/h3>\n<p>Altri sostengono che siano stati messi sotto i riflettori dalla Procura della Corte dei Conti i due direttori generali, Nicola Borrelli (cinema e audiovisivo) e Antonio Parente (spettacolo dal vivo), i quali potrebbero addirittura essere accusati di \u201cdanno erariale\u201d, per mancato controllo nel corso dei decenni. Ma entrambi, per il passato, sono forti della interpretazione della Ragioneria dello Stato, con note e circolari che hanno confermato che esiste <strong>una precisa deroga<\/strong>: una vera e propria \u201ceccezione culturale\u201d alla regola generale.<\/p>\n<p>Altri obiettano che un contributo pubblico (alla cultura, ma anche ad altre attivit\u00e0 di interesse nazionale) non pu\u00f2 essere assimilato ad un pagamento qualsiasi (come per un appalto, per esempio, ove c\u2019\u00e8 prestazione e controprestazione), e quindi l\u2019Agenzia delle Entrate (alias Agenzia della Riscossione) non pu\u00f2 proprio \u201c<strong>pignorare<\/strong>\u201d, non essendo il Ministero della Cultura \u2013 peraltro \u2013<strong> un \u201ccreditore terzo\u201d.<\/strong><\/p>\n<p>Quel che \u00e8 sicuro \u00e8 che si tratta di una decisione che va a colpire senza dubbio la parte pi\u00f9 debole del settore del cinema e audiovisivo e dello spettacolo, ovvero tutti quei soggetti che, se sono esposti verso l\u2019erario, soffrono evidentemente di <strong>difficolt\u00e0 sopravvivenziali.<\/strong><br \/>Peraltro, questa repentina decisione cozza platealmente anche con recenti orientamenti altri del governo, nella legge nota come \u201cDecreto Cultura\u201d \u00e8 stata introdotta una deroga, che conferma l\u2019approccio storico di <strong>esenzione<\/strong> del settore culturale dalle norme generali.<\/p>\n<p>L\u2019articolo 9 della Legge n. 16 del 21 febbraio 2025 recita infatti: \u201cNon sono soggetti a esecuzione forzata i fondi del Ministero della Cultura destinati, in forza di una norma di legge o di un provvedimento amministrativo, a un pubblico servizio per la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale\u201d. Il preambolo alla norma conferma chiaramente l\u2019intenzione del legislatore di ribadire l\u2019impignorabilit\u00e0 dei fondi destinati alla tutela e valorizzazione del patrimonio culturale, categoria nella quale rientrano inequivocabilmente anche i contributi per il cinema ed allo spettacolo, data la loro<strong> incontestabile qualificazione<\/strong> come attivit\u00e0 culturale. Fatta salva una decisione di revoca in autotutela da parte del Ministero della Cultura e dell\u2019Agenzia delle Entrate, si prevede una valanga di ricorsi alla magistratura.<\/p>\n<p>La questione comunque \u00e8<strong> squisitamente politica<\/strong>: chi ha voluto cambiare le regole, dopo decenni di rispetto del principio della peculiarit\u00e0 del settore e del preminente interesse pubblico nei confronti della cultura?! E, soprattutto, perch\u00e9 questa brusca <strong>inversione ad U<\/strong> nell\u2019operato della pubblica amministrazione, con una decisione che toglie ossigeno a centinaia di operatori ed a migliaia di lavoratori?!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La notizia serpeggia negli ambienti del sistema cinematografico e audiovisivo, ma non \u00e8 ancora esplosa nella sua dirompente dimensione: da qualche giorno, la Direzione Cinema e Audiovisivo del Ministero della Cultura, assieme alla consorella Direzione Spettacolo (teatro, musica, danza\u2026), ha deciso di attivare una procedura amministrativa secondo la quale, per ogni pagamento ministeriale superiore a<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":10718,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[36],"tags":[1785,5297,63,5293,5295,319,5291,5296,96,1539,5294,5292],"class_list":["post-10717","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-breaking-news","tag-cultura","tag-deboli","tag-della","tag-esattore","tag-fiscale","tag-gli","tag-ministero","tag-operatori","tag-piu","tag-scatta","tag-tagliola","tag-trasforma"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10717","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=10717"}],"version-history":[{"count":0,"href":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10717\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/10718"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=10717"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=10717"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=10717"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}