{"id":10487,"date":"2025-06-11T16:32:05","date_gmt":"2025-06-11T14:32:05","guid":{"rendered":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/2025\/06\/11\/dove-people-fabrizio-bosso-lafrica-mi-ha-cambiato\/"},"modified":"2025-06-11T16:32:05","modified_gmt":"2025-06-11T14:32:05","slug":"dove-people-fabrizio-bosso-lafrica-mi-ha-cambiato","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/2025\/06\/11\/dove-people-fabrizio-bosso-lafrica-mi-ha-cambiato\/","title":{"rendered":"DOVE People. Fabrizio Bosso: &#8220;L&#8217;Africa mi ha cambiato&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>\n<\/p>\n<p><strong>Fabrizio Bosso<\/strong>\u00a0ha iniziato a suonare la tromba a cinque anni. Una passione precoce, che l\u2019ha portato a diplomarsi giovanissimo al Conservatorio di\u00a0<strong>Torino<\/strong>, citt\u00e0 dov\u2019\u00e8 nato nel 1973. Tra dischi, collaborazioni e concerti in ogni angolo del mondo, la sua musica ha dialogato con i grandi maestri italiani del jazz, da Gianni Basso a Enrico Rava e Rita Marcotulli, e con leggende d\u2019oltreoceano come Charlie Haden, Carla Bley, Dee Dee Bridgewater, Diane Reeves. Non sono mancate incursioni felici nel pop, accanto ad artisti del calibro di Claudio Baglioni, Zucchero, Renato Zero, Sergio Cammariere, n\u00e9 esperienze con prestigiose ensemble, come la London Symphony Orchestra, il Coro di Santa Cecilia e l\u2019Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai di Torino.<\/p>\n<p>Una traiettoria artistica che rifugge le etichette e che lo ha spinto spesso a incontrare altri suoni, altre geografie: \u00abIl mio \u00e8 un viaggio dentro il jazz, certo, con cui sono cresciuto, ma anche nelle sue tante declinazioni: funk, musica brasiliana, soul\u00bb, ci spiega. Vocazione testimoniata da una stagione di live intensa e trasversale: l\u20198 giugno a Fratta Polesine (Rovigo), Fabrizio Bosso, con il pianista jazz Julian Oliver Mazzariello, presenta il primo dei numerosi concerti estivi dedicati al repertorio di Pino Daniele:<em>\u00a0Il cielo \u00e8 pieno di stelle<\/em>, un tributo al cantautore napoletano, nato sul palco e diventato anche un album (Warner Music, 2024). Il 12 giugno \u00e8 la volta di\u00a0<em>Symphonize<\/em>\u00a0al Teatro dal Verme di Milano, accanto all\u2019Orchestra I Pomeriggi Musicali: in scaletta composizioni del trombettista e brani che hanno segnato il suo percorso musicale, con gli arrangiamenti e la direzione d\u2019orchestra di Paolo Silvestri. Il 20 giugno segna poi l\u2019uscita di\u00a0<em>Welcome Back<\/em>\u00a0(Warner Music), il nuovo album dello Spiritual Trio (con Alberto Marsico e Alessandro Minetto), con cui Bosso continua a esplorare le radici della musica afroamericana.<\/p>\n<p><strong>Il suo legame con la musica nasce da bambino: dov\u2019\u00e8 partito questo percorso?<br \/><\/strong>\u00abSono cresciuto a una ventina di chilometri da Torino, citt\u00e0 dove ho mosso i primi passi come musicista, nelle jam session che animavano la scena artistica. Le mie prime esperienze professionali importanti, per\u00f2, sono arrivate altrove. Oggi vivo a\u00a0<strong>Roma<\/strong>, ma resto profondamente legato a Torino, a cui sono grato per l\u2019accoglienza e la vivibilit\u00e0. E pi\u00f9 recentemente, in un certo senso, me ne sono rinnamorato\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Come mai?<br \/><\/strong>\u00abLo scorso anno, suonando nello spettacolo teatrale \u201c<em>Fred!<\/em>\u201d dedicato a Fred Buscaglione, mi sono fermato in citt\u00e0 per quindici giorni e l\u2019ho vissuta con occhi nuovi. Niente auto, solo passeggiate. Torino aveva gi\u00e0 conosciuto un importante restyling urbano con le Olimpiadi Invernali del 2006, ma l\u2019ho riscoperta ancora pi\u00f9 internazionale, viva di turismo e di eventi. Camminare per il centro \u00e8 un incanto: strade meravigliose, palazzi eleganti, angoli pieni di fascino. E poi, i caff\u00e8: adoro quei locali storici torinesi in cui entri e subito senti il calore\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Quando ha lasciato casa, quale tappa \u00e8 stata decisiva per la sua crescita artistica?<br \/><\/strong>\u00abLa Puglia, dove sono stato praticamente catapultato poco pi\u00f9 che ventenne. Mi sono trasferito a\u00a0<strong>Bari<\/strong>, in quegli anni un vero crocevia di energia creativa. Era un periodo segnato dall\u2019influenza di artisti come Nicola Conte (compositore e produttore con il quale Bosso ha collaborato in diverse occasioni,\u00a0<em>n.d.r.<\/em>), e da realt\u00e0 musicali sorprendenti che spesso sfuggivano all\u2019attenzione del resto del Paese. A Bari ho avuto la fortuna di confrontarmi con musicisti straordinari, con cui ho anche inciso dischi. Poi, con il lavoro che mi portava sempre pi\u00f9 spesso in giro, mi sono spostato\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Torna spesso in Puglia?<br \/><\/strong>\u00abDa musicista la vivo costantemente. C\u2019\u00e8 una sensibilit\u00e0 spiccata, alimentata da una tradizione bandistica ancora viva, e sono molti i ragazzi che si avvicinano allo studio di strumenti come la tromba o il trombone. Uno dei miei sogni \u00e8 trovare casa nel centro storico di\u00a0<strong>Lecce<\/strong>: una bomboniera, dove la cultura si respira a ogni passo, semplicemente camminando tra le vie, guardandosi intorno\u00bb.<\/p>\n<p>Il 20 giugno esce il nuovo album di Fabrizio Bosso Welcome Back (Warner Music) con lo Spiritual Trio (Alberto Marsico e Alessandro Minetto), alle radici della musica afroamericana.<\/p>\n<p><strong>Che ruolo ha il viaggio, fisico e musicale, nel suo percorso artistico?<br \/><\/strong>\u00abLa possibilit\u00e0 di girare molto e vivere contesti diversi ti apre il mondo. Suonare jazz accanto a grandi maestri afroamericani, ad esempio, \u00e8 stato un passaggio decisivo, una scuola autentica che mi ha aiutato a crescere. Ma ogni incontro, ogni esperienza, aggiunge qualcosa. Ed \u00e8 entusiasmante suonare con artisti di nazionalit\u00e0 diverse: se esegui lo stesso brano con un batterista giapponese non troverai lo stesso swing di un musicista afroamericano, prende un\u2019altra direzione: c\u2019\u00e8 un comune denominatore ma allo stesso tempo si aprono strade nuove\u00bb.<\/p>\n<p><strong>C\u2019\u00e8 un luogo che d\u2019istinto ha voluto trasformare in un brano?<br \/><\/strong>\u00ab\u00c8 successo quando ho scritto\u00a0<strong><em>Dubai<\/em><\/strong>. Era la mia prima visita in quella citt\u00e0, e ho sentito il bisogno di tradurre in note le sensazioni che ho provato durante il soggiorno. Ne \u00e8 nato un brano che definirei quasi \u201cpirotecnico\u201d, con ritmiche che cambiano, come cambia la citt\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Un viaggio particolare che ha acceso la sua ispirazione?<br \/><\/strong>\u00abPenso a un pezzo nato di getto, legato a una delle poche vacanze vere che mi sono concesso. Ero a\u00a0<strong>Zanzibar<\/strong>, tanti anni fa. Ogni mattina incontravo sulla spiaggia un masai con il figlio, un bimbo di tre o quattro anni che mi si avvicinava, sin dal primo giorno, con un sorriso contagioso. Mi ha colpito al punto che, in breve tempo, \u00e8 nata una melodia. L\u2019ho chiamata\u00a0<em>Rumba for Kampei<\/em>, dal nome del bambino\u00bb.<\/p>\n<p><strong>l jazz vive anche di improvvisazione. Da viaggiatore preferisce farsi guidare dall\u2019istinto o programmare?<br \/><\/strong>\u00abPreferisco essere organizzato. Per lavoro mi trovo spesso ad affrontare imprevisti, quindi in vacanza cerco solo di rilassarmi. Anche se non c\u2019\u00e8 da timbrare un cartellino, vorrei che tutto filasse liscio. Per questo pianifico il pi\u00f9 possibile\u00bb.<\/p>\n<p><strong>In mezzo alla frenesia dei tour, da una citt\u00e0 all\u2019altra, cosa cerca prima di un concerto?<br \/><\/strong>\u00abSicuramente ho bisogno di momenti di tranquillit\u00e0, di spazi in cui potermi isolare un po\u2019. Quando viaggio in treno, per esempio, adoro le carrozze silenziose del Frecciarossa: mi aiutano a raccogliermi e magari a prepararmi. Cerco sempre qualche minuto tutto per me, oppure lo passo con i musicisti con cui salir\u00f2 sul palco\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Ci sono gesti o abitudini che la aiutano a entrare e uscire dalla concentrazione che richiede il palco?<br \/><\/strong>\u00abSe posso, mi ritaglio del tempopasseggiando in un parco o, se sono vicino al mare, semplicemente affacciandomi sulla riva. Non \u00e8 tanto un bisogno di disconnessione, quanto un modo per centrarmi. A volte \u00e8 rigenerante, altre pu\u00f2 anche riportarti con pi\u00f9 forza ai pensieri o alle cose da affrontare. Insomma, mi regolo ascoltando quello che mi serve, l\u00ec per l\u00ec. Dopo un\u2019esibizione, invece, riesco anche a buttarmi nella mischia, a godermi l\u2019energia che \u00e8 arrivata dal pubblico. E mi fermo a pensare a com\u2019\u00e8 andata: ho un forte rispetto per chi ha scelto di esserci, di acquistare un biglietto invece di fare mille altre cose. E sento la responsabilit\u00e0 di dare sempre il massimo\u00bb.<\/p>\n<p><strong>C\u2019\u00e8 un\u2019esibizione che ricorda con particolare emozione?<br \/><\/strong>\u00abQuella capitata in un villaggio sperduto del\u00a0<strong>Kenya<\/strong>. Ero con Luciano Biondini, fisarmonicista. Stavamo rientrando in direzione dell\u2019aeroporto quando, lungo la strada, abbiamo visto dei bambini camminare in divisa e scalzi. Erano piccoli, dai 4 ai 10 anni. Ci siamo rivolti all\u2019autista per sapere dove stessero andando: ci ha detto che l\u00ec vicino c\u2019era una scuola. A quel punto, gli abbiamo chiesto se fosse possibile fare una sosta\u00bb.<\/p>\n<p><strong>E vi siete fermati?<br \/><\/strong>\u00abAbbiamo trovato questa scuola fatta di lamiere, e chiesto di parlare con una responsabile. \u00c8 arrivata la preside. Ci siamo presentati: \u201cSiamo musicisti, possiamo eseguire un brano per i bambini?\u201d. Sorpresa e commossa, ha suonato una piccola campana sulla sua scrivania: nel giro di pochi minuti sono arrivati 200, forse 250 bambini. Tutti in silenzio, si sono seduti in semicerchio, davanti a noi, nel cortile sterrato\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Siete riusciti a suonare solo per loro?<br \/><\/strong>\u00abCi siamo guardati e abbiamo iniziato a suonare. In quell\u2019istante \u00e8 successo qualcosa di irripetibile. Gli sguardi, i sorrisi, la gioia autentica di quei piccoli ci ha restituito qualcosa di unico: \u00e8 stato uno dei momenti pi\u00f9 forti che abbia mai provato, una di quelle esperienze che ti cambiano davvero la vita\u00bb.<\/p>\n<h2>DA TORINO AL KENYA: 4 IDEE PER PARTIRE<\/h2>\n<p><strong>\u25cf Torino\u00a0<\/strong><br \/>Idee per un weekend sorprendente. Tra novit\u00e0 e antichi segreti, ecco cosa fare questa estate nel capoluogo piemontese<br \/><strong>LEGGI DI PI\u00d9<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u25cf Lecce<\/strong><br \/>La citt\u00e0 dai mille colori, dove \u00e8 sempre il sole a decidere, da scoprire tra arte e spiagge. Ecco cosa fare e dove andare<br \/><strong>LEGGI DI PI\u00d9<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u25cf Zanzibar<\/strong><br \/>L\u2019arcipelago \u00e8 un paradiso terrestre che merita di essere visitato anche per la storia che racconta. Ecco la nostra guida<br \/><strong>LEGGI DI PI\u00d9<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u25cf Kenya<\/strong><br \/>Cosa vedere e dove andare nel cuore dell\u2019Africa, tra gli altopiani centrali e la famosa Rift Valley, immersi nella natura spettacolare<br \/><strong>LEGGI DI PI\u00d9<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-size: 12px !important; font-weight: 700 !important; margin-top: .3125rem !important; color: #9b9b9b;\">Dove Viaggi \u00a9RIPRODUZIONE RISERVATA<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fabrizio Bosso\u00a0ha iniziato a suonare la tromba a cinque anni. Una passione precoce, che l\u2019ha portato a diplomarsi giovanissimo al Conservatorio di\u00a0Torino, citt\u00e0 dov\u2019\u00e8 nato nel 1973. 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