{"id":10194,"date":"2025-06-09T18:27:16","date_gmt":"2025-06-09T16:27:16","guid":{"rendered":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/2025\/06\/09\/eva-mikula-ex-fidanzata-di-fabio-savi-della-banda-della-uno-bianca-a-belve-crime-le-scuse-le-attendo-dai-familiari-delle-vittime\/"},"modified":"2025-06-09T18:27:16","modified_gmt":"2025-06-09T16:27:16","slug":"eva-mikula-ex-fidanzata-di-fabio-savi-della-banda-della-uno-bianca-a-belve-crime-le-scuse-le-attendo-dai-familiari-delle-vittime","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/2025\/06\/09\/eva-mikula-ex-fidanzata-di-fabio-savi-della-banda-della-uno-bianca-a-belve-crime-le-scuse-le-attendo-dai-familiari-delle-vittime\/","title":{"rendered":"Eva Mikula, ex fidanzata di Fabio Savi della banda della Uno Bianca, a Belve Crime: \u00abLe scuse le attendo dai familiari delle vittime\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>\n<\/p>\n<p class=\"has-dropcap\">Ex fidanzata di Fabio Savi, mente e braccio armato della banda della Uno Bianca, <strong>Eva Mikula \u00e8 stata per decenni etichettata come \u00abla donna del killer\u00bb<\/strong>, \u00abla complice\u00bb, \u00abla spettatrice consenziente\u00bb. Lei, invece, rivendica tutt\u2019altro ruolo: quello di vittima. E lo fa anche davanti a Francesca Fagnani, ospite della prima puntata di <em>Belve Crime<\/em>, in onda domani sera alle 21,25 su Rai Due.<\/p>\n<p><strong>\u00abLa banda fu arrestata grazie a me\u00bb,<\/strong> afferma Mikula. Ma la conduttrice ribatte: \u00abHa parlato solo dopo l\u2019arresto\u00bb. La donna racconta di essere stata \u00abinsultata per trent\u2019anni\u00bb e definisce questo linciaggio mediatico \u00abun\u2019istigazione al suicidio\u00bb. <strong>Quando la giornalista le chiede a chi dovrebbe delle scuse, la risposta sorprende: \u00abLe attendo. Dai familiari delle vittime\u00bb<\/strong>. \u00abI familiari, in generale, non devono chiedere scusa a nessuno\u00bb, replica Fagnani.<\/p>\n<p>Quello di Eva Mikula sembra il tentativo di riscrivere il proprio ruolo nella storia nera della Uno Bianca. \u00abLe famiglie delle vittime vogliono il mio silenzio perch\u00e9 rovino il decoro\u00bb, sostiene. E ancora, sulla sua <strong>partecipazione &#8211; poi sfumata &#8211; al reality <em>La Talpa<\/em><\/strong> (che per molti era solo una dimostrazione di narcisismo): \u00ab<strong>Quel gioco avrebbe potuto permettermi di raccontare la mia verit\u00e0<\/strong>\u00bb, l\u2019unico spazio concesso per ribaltare una narrazione che, secondo lei, l\u2019ha condannata senza appello.<\/p>\n<p>Eva Mikula ha vissuto per due anni accanto a uno dei pi\u00f9 spietati criminali della storia italiana. Fabio Savi, insieme ai fratelli Roberto e Alberto e ad altri agenti della Polizia di Stato, semin\u00f2 morte e terrore tra l\u2019Emilia-Romagna e le Marche tra il 1987 e il 1994.<\/p>\n<h2>La banda della Uno Bianca: 24 morti e 114 feriti<\/h2>\n<p>La banda della Uno Bianca, cos\u00ec chiamata perch\u00e9 utilizzava una Fiat Uno bianca durante gli assalti, \u00e8 stata una delle organizzazioni criminali pi\u00f9 feroci del secondo dopoguerra. Dal 1987 al 1994, comp\u00ec oltre 100 azioni armate: <strong>rapine a mano armata, agguati a militari, assalti a caselli e furgoni portavalori, sparatorie nei campi nomadi e vere e proprie esecuzioni<\/strong> sommarie. Il bilancio: 24 persone uccise e 114 ferite.<\/p>\n<p>A guidarla erano tre fratelli: Roberto, agente in servizio alla Mobile di Bologna, Fabio, meccanico ma anche lui ex poliziotto, e Alberto, il pi\u00f9 giovane. Al loro fianco, altri membri delle forze dell\u2019ordine: Marino Occhipinti, Pietro Gugliotta e Luca Vallicelli.<\/p>\n<p><strong>Eva Mikula entra in scena nel 1992. \u00c8 una giovane arrivata in Italia dalla Romania per lavorare come modella<\/strong>, hostess, ragazza immagine. Conosce Fabio Savi in un locale di Rimini. Si fidanza con lui. Non sa, o almeno dice di non sapere, chi sia veramente. Quell\u2019uomo le compra abiti, le regala gioielli, le offre soldi.<\/p>\n<p><strong>Il 24 novembre 1994, la polizia arresta Fabio Savi in un autogrill sull\u2019autostrada per l\u2019Austria. Con lui, c\u2019\u00e8 Eva<\/strong>. Pochi giorni prima era stato fermato anche Roberto a Bologna. L\u2019indagine, condotta dai magistrati Daniele Paci e Paolo Giovagnoli e dagli investigatori Luciano Baglioni e Pietro Costanza, aveva gi\u00e0 individuato l\u2019identit\u00e0 dei killer grazie a mesi di lavoro minuzioso. Un appostamento a Santa Giustina, nei pressi di Rimini, fu la chiave: l\u00ec venne individuata un\u2019auto sospetta, con la targa illeggibile, guidata da Fabio. Da quel momento, fu questione di giorni.<\/p>\n<p><strong>Eva viene trattenuta per giorni, interrogata,<\/strong> messa sotto pressione. Collabora. Fornisce nomi, movimenti, ricostruzioni. <strong>Le sue parole, per stessa ammissione degli inquirenti, sono decisive<\/strong> per completare il quadro. Nonostante ci\u00f2, l\u2019opinione pubblica resta divisa: vittima o complice?<\/p>\n<p>Nel 1996, arrivano le sentenze: <strong>ergastolo per Roberto, Fabio, Alberto Savi e per Marino Occhipinti.<\/strong> 28 anni per Pietro Gugliotta, ridotti poi a 18. 3 anni e 8 mesi per Luca Vallicelli, per favoreggiamento.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ex fidanzata di Fabio Savi, mente e braccio armato della banda della Uno Bianca, Eva Mikula \u00e8 stata per decenni etichettata come \u00abla donna del killer\u00bb, \u00abla complice\u00bb, \u00abla spettatrice consenziente\u00bb. Lei, invece, rivendica tutt\u2019altro ruolo: quello di vittima. 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