A portare «gli occhi del mondo sulla città», come da espressione neanche troppo forzata dell’organizzazione dei sindacati di base, è finita per forza di cose la lunga lista di nomi noti che oggi sarà in piazza a Genova per lo sciopero generale indetto da Usb: l’attivista Greta Thunberg e la relatrice Onu nei territori palestinesi occupati Francesca Albanese, l’ex ministro greco Yanis Varoufakis e gli artisti Moni Ovadia, Sabina Guzzanti e Vinicio Capossela.
La piattaforma di giornata, però, nel venerdì in cui sciopereranno dai trasporti alla scuola e i servizi fino ai giornalisti, è ampia, amplissima. E la sfida, più che sul terreno di una visibilità dell’iniziativa che pare già assicurata, sarà soprattutto tenere insieme i tanti fronti di lotta: la protesta contro le scelte della finanziaria del governo Meloni e il riarmo, la questione palestinese e «tutto quello che si è scelto di definanziare in questo Paese, dalla sanità alle tutele lavorative».
La mobilitazione
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Con due movimenti di piazza in programma, uno in centro dalle 8,30 dalla stazione Brignole (il percorso passerà per via XX Settembre e piazza Corvetto, e terminerà ai varchi portuali di San Benigno), l’altro “di mare” (in zona Darsena), la città già ieri si è preparata alla mattinata di mobilitazione. Fermi i trasporti comunali e provinciali, la Prefettura ha disposto la precettazione per le urgenze e i servizi essenziali del personale dell’ospedale San Martino.
Lo sforzo sarà però anche e soprattutto ideale. «Credo che la solidarietà tra lotte sia tra le cose più forti che esistono: vogliamo che le persone siano solidali con le nostre lotte attraverso la solidarietà attiva, anche grazie alla consapevolezza che questo sistema sta uccidendo anche loro», spiega non per caso in questi suoi giorni di presenza in Italia il volto più celebre della giornata di sciopero, Greta Thunberg, che ieri è arrivata a Genova con il treno regionale da Firenze per incontrare gli altri protagonisti della mobilitazione.
Il Calp
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Tra questi, ieri, se il cofondatore dei Pink Floyd Roger Waters ha scelto di sostenere la protesta con un videomessaggio («Sarò con voi, perché i nostri fratelli e sorelle in Palestina, così come i lavoratori, hanno bisogno di voi»), Yanis Varoufakis è stato ospite dell’associazione Defence for Children, in piazza Don Gallo.
«Le cause sono di tutti: la causa dei palestinesi non è solo la loro, la lotta per il lavoro non è solo la loro», il suo ragionamento. «Come fare per tenere insieme tutto? – è il messaggio dell’ex ministro delle Finanze greco nella crisi dell’eurozona, ormai da anni star della sinistra europea anti-austerità – Col marxismo. Il capitale continua a mordere come uno squalo, è come la bicicletta che deve continuare a correre. In Europa il capitale è bloccato, si deindustrializza, la classe operaia va a destra, e allora che si fa? Ci si inventa una guerra per fare i carri armati».
«Siamo qui per mantenere l’attenzione su Gaza, ma anche sulla cattiva politica che si è espressa in Italia, in tema internazionale e non solo – spiega invece Francesca Albanese – La Flotilla ha portato la gente in piazza, attirato le attenzioni, ora c’è da continuare la lotta nel Paese. Come è possibile che ogni giorno di più siano negati i diritti minimi, alla prestazione della sanità pubblica, alla scuola, e si scelga di aumentare l’investimento sulle armi?».
Al fianco della relatrice speciale Onu, anche i portuali del Calp, il collettivo degli autonomi del porto: «Loro da anni fanno i blocchi contro le navi che portano armi nei conflitti del mondo: è la cosa più potente e politica che si sia fatta sul tema in questi anni».
Tra battaglie globali e temi locali localissimi, a guidare la giornata saranno i vertici Usb sul territorio. «La sanità pubblica è al capolinea, la privata supera ogni tetto di spesa, i salari non hanno recuperato l’inflazione: ecco perché è importante chiedere una svolta», spiegano Maurizio Rimassa e José Nivoi. «Si sono trovati 70 miliardi per il riarmo, e non si trovano i 10 per salvare l’ex Ilva. Serve un altro modello, e questa giornata sarà l’occasione per ribadirlo»

