Dal 2035, in Europa sarà vietato vendere auto nuove con motore endotermico. In realtà, detto che la legge è ancora in vigore, la scadenza è sempre più in discussione, anche all’interno della stessa Unione Europea, che già a febbraio di quest’anno avrebbe aperto alla possibilità di lasciare libero il mercato non solo alle vetture elettriche, ma anche alle ibride plug-in, oltre che alle elettriche range extender (quelle in cui il motore endotermico funge da generatore per la batteria di trazione). Ecco quali sono le posizioni degli amministratori delegati di alcuni dei gruppi (o dei marchi) europei.
COSA DICE L’INDUSTRIA TEDESCA
Quando si parla di auto, il ruolo della Germania è centrale, date la forza e le dimensioni della sua industria. Netta la posizione del ceo del Gruppo Volkswagen, Oliver Blume: “Considero irrealistico che avremo solo la mobilità elettrica entro il 2035. Non dobbiamo strangolare l’industria. Anche i posti di lavoro sono in gioco”.
Altrettanto chiaro il ceo di Bosch, Stefan Hartung, che ha criticato il divieto di vendita di motori a combustione interna, definendolo un'”invenzione europea” che penalizza i produttori locali.
Anche Frank-Steffen Walliser, ceo di Bentley, è per la neutralità tecnologica: “L’obiettivo è la riduzione delle emissioni di CO₂, non un impegno predeterminato verso l’elettrico. E i carburanti sintetici devono svolgere un ruolo significativo”.
Quanto al ceo di Mercedes-Benz, Ola Källenius, da un lato ha ribadito che la casa della Stella a tre punte offrirà, entro il 2030, un’ampia gamma di auto elettriche. Allo stesso tempo, in riferimento al divieto del 2035, non ha usato mezzi termini, affermando che si sta andando contro “un muro”.
Dello stesso tenore il commento del ceo di BMW Oliver Zipse, che ha definito il sistema attuale un “disastro”. Il suo punto di vista è chiaro da tempo: già al Salone di Parigi del 2024 chiese infatti una “correzione dell’obiettivo del 100% di veicoli elettrici per il 2035”, osservando che questa correzione potrebbe rendere i produttori europei meno dipendenti dalla Cina.
LA POSIZIONE DI STELLANTIS E RENAULT
Stellantis, sotto la guida del ceo Antonio Filosa, è per una posizione flessibile (a differenza di quella del suo predecessore Carlos Tavares, più “fermo” sull’elettrico): dal suo punto di vista, un divieto assoluto di vendita di nuovi veicoli a motore a combustione interna dal 2035 in poi “non è realistico”. L’UE ha bisogno di neutralità tecnologica e flessibilità, con transizioni concrete fino al 2030. Filosa sostiene che sia necessario orientare il mercato attraverso incentivi, non divieti, e fissando obiettivi intermedi realistici.
Così il nuovo amministratore delegato di Renault, François Provost: “Non dovremmo concentrarci sul 2035. La strada verso il futuro passa attraverso la neutralità tecnologica, che farà progredire le auto elettriche”.
L’AUDI LA PENSA DIVERSAMENTE
“Controproducente”: così l’amministratore delegato di Audi, Gernot Döllner, ha definito il dibattito sull’eliminazione graduale dei motori a combustione. Per lui, l’auto elettrica è il modo migliore per accelerare la riduzione di CO₂ in futuro. Da notare che Audi, dopo aver annunciato (nel 2021) il lancio di modelli esclusivamente elettrici a partire già dal 2026, ha fatto marcia indietro, puntando ancora sul diesel, come nel caso delle nuove Q3 e Q5.

