“Generazionale senza volerlo essere”, “Discordia, armonia e altri stati d’animo” il nuovo album del 38enne rapper Mecna, in uscita il 24 ottobre per Emi Records Italy/Universal Music Italia, in 12 brani fortemente introspettivi fotografa “lo spaesamento generale” di chi oggi ha tra i 25 e i 40 anni, a partire dalla canzone manifesto ‘Sognare in grande’.
“Parla della mia generazione, dei miei amici – spiega l’artista pugliese – e di quello che vedo quando mi guardo intorno. Parla del tentativo di diventare grandi, delle illusioni e degli sbagli che a volte si fanno.” “Di cose materiali parlano già tutti, io – sottolinea Mecna presentando a Milano il nuovo lavoro di studio – ho scelto un percorso che è quello di raccontarmi e che spero sia coerente, credo che la mia forza sia arrivare molto con i miei messaggi.
Parlo di me, ma le cose che racconto sono condivisibili, quando scrivo mi scopro, per me è una terapia, non so se funzioni anche per chi mi ascolta, ma a volte qualcuno mi scrive ‘mi hai salvato’, un po’ ancora stento a crederci, ma è così”.
Dall’album del 2015 “Laska” all’ultimo Ep ‘Introspezione’, uscito la scorsa estate, Mecna – nome d’arte di Corrado Grilli – è sempre rimasto fedele al suo realismo introspettivo, anche se poi “come persona cresco e quel che succede si riversa nella musica”. Così, nel nuovo lavoro, prodotto da Lvnar e Fudasca, racconta anche un’esperienza drammatica come un’interruzione spontanea di gravidanza: “il brano ‘A ciel sereno’ è stato facile da scrivere, nella musica – spiega l’artista, che è anche un rinomato grafico – trovo la mia via più facile per dire delle cose, ho scritto di quello che è successo e ne ho preso atto”.
Anche ‘Ritratti’, pezzo di sole barre, senza ritornello, “fotografia lucida del mio momento personale”, è stato scritto come “un flusso di coscienza, molto presente in questo disco, una cosa che amo perché – racconta ancora il rapper – mi sorprende scrivere senza sapere dove mi porta, è la scintilla che voglio conservare perché alla fine ha sempre senso”.
La musica, in questo senso, è anche una terapia: “in un pezzo dico che ho fatto pace con i miei demoni, ho capito cosa mi fa stare bene e ho smesso di cercare a tutti i costi chissà che cosa, anche se poi rimane sempre un po’ di discordia, la voglia di fare di più, arrivare a più persone, ma in maniera sana”. Un bilanciamento tra discordia a e armonia, e altri stati d’animo, con cui “ho trovato lucidità più che pace” conclude Mecna, che a gennaio partirà per il ‘Terapia Club Tour 2026’, che si concluderà con la sua prima data all’estero, l’8 febbraio al Colours Hoxton di Londra.
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