“‘Ubù re scatenato’ che metterò in scena dal 16 ottobre per
me sarà come la chiusura del cerchio. Un percorso iniziato
cinquant’anni fa, con un Teatro che ha saputo tossire contro
l’ipocrisia che segna il nostro tempo e che continuerà a
respirare ancora a lungo”. Parole di Emanuele Conte, figlio di
Tonino, il fondatore del teatro della Tosse che quest’anno
festeggia mezzo secolo di attività. Emanuele Conte è ormai da
molti anni alla guida del teatro in questi ultimi tempi
affiancato da Amedeo Romeo e Marina Petrillo. Il teatro della
Tosse “è’ nato da un’idea di alcuni giovani artisti che volevano
dar vita a una alternativa teatrale a Genova. Mio padre Tonino
aveva maturato diverse esperienze collaborando anche con lo
Stabile, c’era allora la “Borsa di Arlecchino” di Aldo Trionfo.
E Aldo, mio padre e Lele Luzzati scelsero come sede un nightclub
che si trovava in Salita della Tosse, da cui il nome. L’8
ottobre 1975 con “Ubu re” scene di Luzzati, regia di Tonino,
nasceva dunque una nuova realtà teatrale che incontrava subito i
favori del pubblico. “Avevo sette anni ma ricordo benissimo
quell’avventura, la polvere del palcoscenico l’ho respirata da
subito”. La Tosse ha poi cambiato varie sedi fino all’attuale in
Sant’Agostino: una scelta anche sociale, per favorire (con la
Facoltà di Architettura) la frequentazione del Centro storico.
-Un segno distintivo della Tosse è sempre stata la ricerca di
spazi e di drammaturgie alternative. Penso agli spettacoli al
Monte Sperone, sulla Diga Foranea, alla Fiumara, su una nave.
Una scelta di Tonino che poi ha portato avanti Emanuele Conte.
“In realtà per circa vent’anni lo abbiamo fatto insieme. Tonino
e Luzzati erano gli ideatori degli spettacoli e io mi occupavo
della organizzazione. Posso assicurare che certi spettacoli
(penso a quelli sulla Diga foranea) erano di una complessità
enorme ad esempio per la sicurezza. A un certo momento, per
aiutare Luzzati, ho cominciato a collaborare per le scenografie.
E’ stato così che sono diventato scenografo, (fu Maifredi ad
affidarmi per primo una scenografia per un suo spettacolo)
imparando sul campo. Sono molti, del resto, i giovani che
entrano qui ad imparare un mestiere teatrale: ad esempio Daniela
De Blasio la nostra scenografa che ha lavorato con me per
l’ultimo spettacolo estivo a Voltri”. La Tosse ha attraversato
negli anni diverse tempeste. “Nel 2006 abbiamo rischiato la
chiusura. Pochi anni dopo una crisi generale ha portato allo
scioglimento di varie compagnie e così pure è successo dopo il
Covid. Noi abbiamo imparato a usare i momenti difficili come
opportunità per trovare nuove soluzioni. Oggi siamo un teatro
solido, con un buon bilancio e possiamo contare sull’appoggio di
un grande pubblico”.
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