Il genetista Marzio Capra, venerdì, all’uscita dal Tribunale di Pavia avrebbe detto che «il dna sulle unghie di Chiara Poggi è valido» e dunque potrebbe essere utilizzato per un confronto con il profilo biologico di Andrea Sempio, cosa che non è stata fatta in passato. La notizia arriva dall’edizione domenicale di Repubblica. «Per questa analisi sul dna dei margini ungueali dovremo effettuare tutti gli eventuali confronti», avrebbe spiegato il tecnico che è uno storico consulente della famiglia Poggi.
Secondo gli avvocati di Sempio questa analisi non poterà risultato, ma per gli inquirenti e per i legali di Alberto Stasi, il profilo sarebbe attribuibile al trentasettenne indagato nella nuova inchiesta sull’omicidio di Garlasco. L’avvocato Francesco Compagna, legale di Marco Poggi ha aggiunto: «Quel dna non era attribuibile, non c’era nessun elemento, ci sono dei dati probatori reali. Stiamo dando l’impressione agli italiani che non esistono le scienze forensi, che ognuno può fare una relazione e metterla lì».
I familiari di Chiara Poggi hanno chiesto quell’esame fino all’appello bis nei confronti di Stasi, unico condannato per l’omicidio avvenuto il 13 agosto del 2007 nella villetta della famiglia della ragazza a Garlasco, e si sono opposti dal 2014 in avanti. Sarà il perito Denise Albani a dover fare l’esame con il 18 dicembre come termine per la presentazione dei risultati che diventerebbero prova in un eventuale processo che il procuratore aggiunto di Pavia Stefano Civardi sarebbe intenzionato a chiedere nonostante le opposizioni in sede di incidente probatorio espresse dalla parte offesa oltre che dalla difesa dell’indagato.
L’indizio era stato preso in considerazione in passato, ma sempre considerato inutilizzabile. Il genetista Francesco De Stefano aveva scritto che non vi era «la possibilità di una indicazione positiva di identità» e aveva parlato di possibile «contatto fra le mani della vittima ed oggetti su cui era stato depositato».
Le novità sarebbero emerse nell’udienza di venerdì 26 settembre che è stata secretata, mentre arrivavano le notizie sulla ipotesi di corruzione in atti giudiziari all’ex procuratore di Pavia Mario Venditti da parte dei familiari di Sempio, per due volte indagato e sempre arrivato ad archiviazione. L’ex magistrato nega ogni accusa. La famiglia di Sempio ribadisce che i soldi movimentati servirono solo per pagare gli avvocati e le carte bollate.

