Un test di crescita per ribaltare i pronostici della partita: Massimiliano Allegri presenta così il primo big match della stagione del Milan. A San Siro arriva il Napoli che “ha meritatamente vinto il titolo ed è ancora favorito” ma non è una sfida che può spostate gli equilibri.
“Non si decide lo scudetto e non si decide l’entrata in Champions. Non è che se vinci ti danno 70 punti”. Allegri lo dice con un sorriso, come quando parla dei tanti dubbi di formazione “spero di risolverli, se no è un casino”.
E’ la calma di un allenatore che ha vissuto sfide ben più delicate e che sa come stemperare la tensione ma è anche la serenità di un tecnico soddisfatto dalle risposte che sta ricevendo dalla squadra: “Siamo in una buona condizione fisica e mentale, abbiamo recuperato anche Leao. Affrontiamo la partita sapendo le difficoltà, servono cento minuti fatti bene. E’ un test per fare un altro passettino avanti, un test di crescita”.
Allegri ha quasi tutta la squadra a disposizione. Assente solo Jashari, ma per lui i tempi sono lunghi. Leao non partirà titolare, soprattutto a sentire gli aggiornamenti di Allegri. “Leao non so quanta autonomia abbia. È fermo da 45 giorni con lavori differenziati e ha fatto due allenamenti con noi”, spiega. Ma è un recupero fondamentale, se dovesse impiegarlo a partita in corso potrebbe spaccare la partita.
Anche perché di fronte c’è una squadra in grande forma, solida come tutte le squadre di Antonio Conte. “E’ bravissimo a motivare la squadra e farla andare al meglio. Noi dobbiamo sovvertire i numeri. Nelle ultime 26 partite, loro hanno ottenuto 18 vittorie e sei pareggi. Noi abbiamo sempre perso in casa negli ultimi anni.
Dobbiamo rovesciare i numeri. Le squadre di Conte sono molto organizzate offensivamente e concedono poco difensivamente – ha aggiunto il tecnico – . Lo sono state Juve, Inter, l’anno scorso il Napoli che ha subito veramente pochi gol e gli ha permesso di vincere il campionato. Non devo dirlo io, per Conte parlano i numeri a suo favore”.
Allegri e Conte non sono grandi amici, ma c’è un forte rispetto professionale. Per alcuni versi molto simili, perché pragmatici e concreti, per altri diversi. Allegri, ad esempio, accetta la sofferenza. “Ci sono partite in cui giochi bene, partite in cui fa gol, partite sporche. Ci saranno partite in cui non riesci a giocare ma devi portare a casa il risultato: non puoi portare a casa sempre il risultato con partite pulite, in una stagione 7-8 partite le devi vincere sporche. Bisogna essere pronti anche a questo”, spiega.
Contro il Napoli conterà la prestazione. “In un mese – sottolinea – non è che abbiamo risolto niente. Non siamo né in Champions né abbiamo vinto lo scudetto. Domani sarà una bella partita e un bel test. C’è un gruppo di ragazzi che sta diventando squadra. Tutti dobbiamo avere un obiettivo e l’obiettivo personale deve essere messo al servizio della squadra per poi arrivare all’obiettivo finale, che è quello di tutti: ovvero che il Milan l’anno prossimo deve giocare la Champions”. Ma per assicurarsi un posto nei primi quattro, serve vincere anche gli scontri diretti. Domani il Milan saprà a che punto si trova e se la lunga ‘crociera’ – come la definisce Allegri – continua senza sosta, anzi con un’importante accelerata.
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